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Mondo senza fine

Di

Editore: CDE

4.1
(8111)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1367 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Svedese , Olandese , Portoghese , Ungherese

Isbn-10: A000039077 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non lasciatevi spaventare dalle dimensioni del libro, è un romanzo scorrevole e affascinante che ti trasporta in un lontano passato per rivivere una storia piena di lotte, sconfitte, dolori e rivincit ...continua

    Non lasciatevi spaventare dalle dimensioni del libro, è un romanzo scorrevole e affascinante che ti trasporta in un lontano passato per rivivere una storia piena di lotte, sconfitte, dolori e rivincite. Ottimo!!

    ha scritto il 

  • 5

    E' stato lungo ed impegnativo, ma ce l'ho fatta! Secondo me non è stato ripetitivo, infatti tranne i rari riferimenti ai precedenti protagonisti e la medesima location, la storia si articola diversame ...continua

    E' stato lungo ed impegnativo, ma ce l'ho fatta! Secondo me non è stato ripetitivo, infatti tranne i rari riferimenti ai precedenti protagonisti e la medesima location, la storia si articola diversamente. Sicuramente le macchinazioni politiche ed ecclesiastiche si ripetono, ma non può essere diversamente se ci sono in ballo importanti giochi di potere: in fondo è quello che accade ancora oggi. Intensa la parte dedicata alla peste, intriganti i diversi colpi di scena. Mi è piaciuto, mi sono piaciuti i personaggi, mi è piaciuta la storia, mi è piaciuto l'epilogo. Ora vado a guardarmi la trasposizione cinematografica.

    ha scritto il 

  • 3

    La narrativa

    Non si legge un libro di Follett aspettandosi della letteratura: piuttosto, si vorrebbe trovare una bella storia, ben raccontata, a cui appassionarsi.

    Per quanto mi riguarda, credo che dal punto di vi ...continua

    Non si legge un libro di Follett aspettandosi della letteratura: piuttosto, si vorrebbe trovare una bella storia, ben raccontata, a cui appassionarsi.

    Per quanto mi riguarda, credo che dal punto di vista della trama ci sia un numero irrealistico di difficoltà per i personaggi - ogni volta che qualcosa può andare storto, va storto, ma non tanto storto che alla fine non finisca bene -, e ho invece apprezzato la meno netta divisione tra buoni e cattivi rispetto ai Pilastri: anche a chi alla fine è assegnato il ruolo di malvagio ha dei momenti/sentimenti da buono, e così per i buoni. Il fatto che i tempi e i luoghi siano più ristretti rispetto al romanzo precedente mantiene per altri versi l'intreccio più plausibile: non ci sono rivalità che si prolungano di padre in figlio, o nemici che si riincontrano casualmente a centinaia di chilometri di distanza da casa.

    Dicevo che per fare della buona narrativa bisogna fare in modo che il lettore si appassioni ai personaggi: non so se ho seguito il piano dell'autore arrivando ad augurarmi la morte di Caris, coprotagonista del libro, a pagine alterne. Così facendo sono stato certo coinvolto nella narrazione, ma apprezzo più un libro quando posso tifare per i protagonisti, anziché desiderarli fuori dalla scena il prima possibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Non pensavo che Ken Follet fosse in grado di conquistarmi anche con il "seguito" de I Pilastri della Terra....invece c'è riuscito alla grande! Rare volte mi capita di dispiacermi per aver terminato un ...continua

    Non pensavo che Ken Follet fosse in grado di conquistarmi anche con il "seguito" de I Pilastri della Terra....invece c'è riuscito alla grande! Rare volte mi capita di dispiacermi per aver terminato un libro: in questo caso avrei voluto che non finisse mai! :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Kingsbridge Revival

    Questo romanzo di circa 1400 pagine, oltre ad essere un'arma contundente per il suo peso e il suo volume, si rivela un'opera piacevole ed evocativa.
    Lo stile di Follett è come sempre semplice, scorrev ...continua

    Questo romanzo di circa 1400 pagine, oltre ad essere un'arma contundente per il suo peso e il suo volume, si rivela un'opera piacevole ed evocativa.
    Lo stile di Follett è come sempre semplice, scorrevole, e molto lineare a tal punto che quell'impressionante numero di pagine si fa poco a poco meno spaventoso durante la lettura. E' uno stile che personalmente apprezzo, simile alla sceneggiatura di un lungo telefilm medievale che non vuole essere troppo contorto; in cui ogni puntata è capace di sbalordire con un colpo di scena, che solitamente si traduce in una sventura o in un avvenimento fortuito capace di portare i personaggi al declino o di farli prosperare a seconda del caso.
    Ciononostante il libro non gode di una trama vera e propria che fa da struttura portante alle vicende, come la costruzione della cattedrale che faceva da sfondo alle avventure ne "I Pilastri della Terra". Non si può certo dire che il misterioso delitto al quale i quattro protagonisti assistono durante la loro infanzia possa assolvere a questo compito, il segreto legato a questo fatto rimarrà ininfluente per la stragrande maggioranza del tempo, acquisendo un certo risalto solo nelle battute finali.
    Tralasciando queste constatazioni, che non mi sento di definire vere e proprie critiche, devo dire che in "Mondo Senza Fine" ho trovato ciò che stavo cercando, ovvero l'atmosfera medievale avvolgente che l'autore è stato in grado di far sentire al lettore nel titolo precedente. L'affresco medievale che ritrae monaci, artigiani e carpentieri viene ricreato nuovamente ma inserito in un'ottica proiettata verso gli anni moderni. Sono anni nei quali le tenebre dell'ignoranza e del fanatismo religioso iniziano a dissolversi, dove la superstizione comincia lentamente a cedere il passo alla ricerca medica, contrapposta agli inefficaci rimedi degli antichi monaci filosofi; e lo studio delle leggi fisiche e delle nuove tecniche permette di trovare nuove soluzioni per edificare e preservare le opere architettoniche.
    Altra peculiarità del romanzo è il parallelismo con il suo predecessore: il priorato che funge da centro nevralgico di Kingsbridge, anche se la crescita sempre più florida della città spinge i mercanti a chiedere una maggior autonomia; l'eredità caratteriale dei vecchi personaggi che si trasmette attraverso due secoli fino ai nuovi giovani protagonisti Caris (commerciante di lana e incarnazione di Aliena) e Merthin (architetto e incarnazione di jack); i soliti nemici tra cui priori e conti mossi dall'ambizione e dal desiderio di vendetta pronti a tendere le trappole più bieche pur di prevaricare sugli altri nella risalita della scala sociale. Tutto questo immerso ancora una volta in un contesto storico adeguatamente ricercato e studiato che tocca l'Inghilterra, la Francia e l'Italia durante l’epoca del flagello della Peste Nera.

    ha scritto il 

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