Money

A Suicide Note

By

Publisher: Vintage

3.7
(248)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 0099461889 | Isbn-13: 9780099461883 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This is the story of John Self, consumer extraordinaire. Rolling around New York and London, he makes deals, spends wildly and does reckless movie-world business, all the while grabbing everything he can to sate his massive appetites: alcohol, tobacco, pills, pornography, a mountain of junk food and more. Ceaselessly inventive and thrillingly savage, this is a tale of life lived without restraint; of money, the terrible things it can do and the disasters it can precipitate.
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  • 5

    Stavo per fare il madornale errore di abbandonare Money poco dopo le cento pagine. Forse lo stile inusuale(un rapsodico miscuglio di virtuosismo e grossolanità)e l'assenza di un filo narrativo struttu ...continue

    Stavo per fare il madornale errore di abbandonare Money poco dopo le cento pagine. Forse lo stile inusuale(un rapsodico miscuglio di virtuosismo e grossolanità)e l'assenza di un filo narrativo strutturato mi hanno scoraggiato. Le pagine necessarie a metabolizzare tanta novità e ho capito l'approccio adatto a questo romanzo: leggerlo, goderselo con la massima semplicità. L'elemento più succoso e sorprendete è l'introduzione dello scrittore stesso, Amis, nella ridda di personaggi. Ché se all'inizio si presenta semplicemente come un'idea originale e bislacca, verso la fine del romanzo si svela un perfetto esempio di meta-romanzo, un gioiello della letteratura postmoderna, con Amis nel ruolo del Dio-autore onnipotente che spiega minuziosamente(con squisita auto-ironia)a John quali siano state le dinamiche nascoste della grande messa in scena che è stata allestita nel corso della storia a opera dello psicopatico fittizio, ma anche a opera dello stesso Amis. Emblematica la partita a scacchi che ingaggia con lui e che è ovviamente destinata a perdere. Per il resto è una sarcastica e caustica riflessione sul ruolo primario che il denaro occupa nelle nostre vite, inteso come una tossico-dipendenza non dissimile dall'alcolismo, dal cibo spazzatura, dalla pornografia da cui è affetto Self con tragicomico humor. E quale scenario migliore se non la capitalistica e denaro-centrica America (U.S.A.)? Chiuso il libro mi ha attaccato la nostalgia. Le telefonate con FrancoSquillo, i tete-à-tete con Selina, gli incontri e le discussioni su Orwell con Martina Twain, i parodistici preparativi per il lungometraggio e le trattative con gli snervanti attori, lo sguazzare compiaciuto di John nei suoi vizi ed eccessi, il suo modo confidenziale schietto e vulcanico di rivolgersi a me-lettore (in omaggio a Nabokov)... tutto ciò mi mancherà.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Porno, alcool e...money

    Amis mi diverte sempre, ha una scrittura ricca di humor e spericolata nello stile. Lui deve essere un gran figlio di puttana (o almeno dà questa impressione). Mi piace il fatto che non sia politicamen ...continue

    Amis mi diverte sempre, ha una scrittura ricca di humor e spericolata nello stile. Lui deve essere un gran figlio di puttana (o almeno dà questa impressione). Mi piace il fatto che non sia politicamente corretto, non è buonista, non è ipocrita, non le manda a dire, è sincero e diretto. I suoi personaggi sono spesso indimenticabili: questo John Self è un alcolizzato, pornomane, con l'ossessione del denaro, regista di spot pubblicitari che sta per fare il gran salto nel grande cinema: girare un film negli Stati Uniti. E passando per Los Angeles, New York e ritorno a Londra, con il gustoso contorno di attori e attrici, finanziatori improbabili, pornostar e pornoshop, amplessi e matrurbazioni a go-go, la comparsa dello stesso Martin Amis in veste di sceneggiatore (come i registi che si ritagliano un cameo nel proprio film), il tutto condito con sbronze colossali. Non il migliore Amis che ho letto (in certi momenti mi sono un po' annoiato), ma sicuramente un grande romanzo.

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  • 4

    Martin Amis - Money

    Prosegue il mio approfondimento su Martin Amis. Dopo il sorprendente Il dossier Rachel, ho deciso di cimentarmi con il suo romanzo più famoso (assieme forse alla mia prossima lettura London Fields), q ...continue

    Prosegue il mio approfondimento su Martin Amis. Dopo il sorprendente Il dossier Rachel, ho deciso di cimentarmi con il suo romanzo più famoso (assieme forse alla mia prossima lettura London Fields), questo Money appena terminato di leggere che conferma l'impressione che mi ero fatto con il primo libro e cioè di un autore sicuramente fuori dagli schemi, ambasciatore inglese di quel postmodernismo che trova i suoi illustri alfieri in De Lillo e Pynchon ad esempio.

    Ciò che colpisce di Amis è lo stile di scrittura assolutamente fuori parametro ed oltre ogni logica per quanto riguarda la narrativa. Mi verrebbe da dire uno stile quasi elettrico che procede a strappi con paragrafi in perenne accelerazione e portati all'eccesso. Può non piacere a chi ricerca una lettura più riflessiva e ragionata. Io personalmente apprezzo molto il modo di scrivere di questo autore e sono molto curioso di valutare il suo evolversi durante i suoi successivi lavori in ordine cronologico.

    Money è la storia di John Self (un nome non scelto a caso) che presenta indubbiamente numerosi riferimenti autobiografici con il suo autore nonché la sua presenza diretta in veste di revisore di copioni. L'inizio del romanzo è un turbine di alcool, fumo, pornografia per un tuffo a piedi uniti negli anni '80 senza un attimo di respiro e di sosta. John Self è un personaggio che si autodistrugge, che non nutre il benché minimo affetto per il proprio corpo. I soldi sono qualcosa di cui non si preoccupa, il denaro non è un problema se ne hai a vagonate, diventa un problema se non lo hai. Attorno a John Self ruotano una serie di personaggi tipici dello show business, dai tratti parodistici e quantomeno bizzarri, impegnati a dare vita ad un film che sarà un immenso successo commerciale. Non voglio svelare nulla a chi è intenzionato a leggere questo libro, dico solo che le sorprese non mancheranno.

    Money non è un romanzo di facile lettura. E' anticonvenzionale, sboccato in certi momenti, eppure ricercato in alcuni termini ed in una prosa assolutamente geniale. La parabola del protagonista è il concetto che emerge più limpido e chiaro dalla marea di input che Amis lancia al lettore, tra i quali troviamo sicuramente usi e costumi imparentati con gli anni '80, per una New York che a tratti mi ha ricordato quella un po' più macabra di American Psycho di Ellis. Questo romanzo è un tuffo nella letterature postmoderna ed ovviamente può dividere molto sui gusti visto che non tende a compiacere il lettore, ma anzi tende a mostrare tutti i difetto di un uomo drogato del ventesimo secolo e soprattutto rivendica l'importanza che ha il denaro nelle nostre vite. Concetti che sono condivisibili o no ma che Amis è molto bravo a sbatterceli in faccia. Io lo consiglio soprattutto per la prosa particolare di questo autore.

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  • 4

    Certe volte mi pare che la vita mi scorra accanto, nemmeno lenta per la verità, ma con zaffate di fumo e stridore di ruote e violenti boati di forza e terrore. Lei passa, ma sono io quello che si muov ...continue

    Certe volte mi pare che la vita mi scorra accanto, nemmeno lenta per la verità, ma con zaffate di fumo e stridore di ruote e violenti boati di forza e terrore. Lei passa, ma sono io quello che si muove. Non sono io la stazione, non sono la fermata: io sono il treno. Sono io, il treno.

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  • 4

    Ci vuole fegato

    Money non è un libro che puoi consigliare, almeno che tu non abbia molto fegato per farlo. Credo che uno debba approndare ad Amis con estrema libertà, senza pregiudizi, consapevole "in che diavolo si ...continue

    Money non è un libro che puoi consigliare, almeno che tu non abbia molto fegato per farlo. Credo che uno debba approndare ad Amis con estrema libertà, senza pregiudizi, consapevole "in che diavolo si stia cacciando".

    La storia di John Self (e già la scelta dei nomi e cognomi è molto allusiva all'atmosfera e ai personaggi) non può che essere narrata così, premendo l'acceleratore al massimo includendo ogni sorta di trasgressione, bassezza, sbronza, tradimento. Altrimenti risulterebbe troppo edulcorata e, a quel punto, sì uno si risparmierebbe di leggere tante brutture, ma... a che scopo? Siamo sulla barca di John Self e i John Self sono così: assoluti, esagerati, viziosi.

    Epuriamo il racconto da tutte le oscenità, volgarità e viene fuori la vita di un impiegato. Invece qui si parla di film, di pubblicità, di New York e divi di Hollywood, della sete di soldi per esserci sempre e dovunque, per spassarsela e per avere un senso nel mondo.

    Insomma ci vuole fegato anche per scrivere di John Self.

    Ora, se siete ancora liberi, sereni, curiosi dopo quello che vi ho detto e volete leggere qualcosa che vi riporti alla New York degli anni '80 e alla sua smania di fare soldi ("Il falò delle vanità" vi dice qualcosa?-ma qui siamo molto più sul trash) con l'anarchia nel raccontare che avete trovato in "Cosmopolis" di DeLillo allora prendete Money e completate il puzzle.

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  • 4

    soldi postmoderni

    John Self, e già sul nome occorrerebbe una piccola riflessione, è un regista inglese di spot pubblicitari, un giorno incontra in aereo un produttore che aveva visto alcuni suoi lavori e questi lo invi ...continue

    John Self, e già sul nome occorrerebbe una piccola riflessione, è un regista inglese di spot pubblicitari, un giorno incontra in aereo un produttore che aveva visto alcuni suoi lavori e questi lo invita a presentare un progetto per un film in America...John ci crede e non ci crede, ma lui dopo un po' gli telefona e lo invita a NY per i dettagli...comincia così l'avventura di questo cafone arricchito, tra Londra e NY, tra Selina e Martina e le isterie delle star hollywoodiane...uno stalker personale, le sbronze epocali, i ristoranti lussuosi e uno scrittore che lo guarda male quando lo incontra in giro, un tale Matin Amis...

    va bene John Self è odioso, lo è agli stessi occhi del suo creatore, che lo odia al punto da infliggergli di tutto: una fidanzata a tassametro, uno svitato che gli telefona di notte, una donna del passato dalla inarrivabile cultura, un bieco produttore e un certo numero di star fuori di testa, e come se tutto questo non bastasse ecco che John si rende odioso con lo sciovinismo vecchia maniera, le sbronze da amnesia e la stronzaggine nei confronti di chi sta peggio di lui, interessante che a tutto questo corrisponda il disprezzo di chi sta più in alto di lui, ma questo a Londra deve essere endemico, si suppone...però è vero che il tema del cafone arricchito ricorre non poco nella scrittura di Amis, come in Lionel Asbo, anche qui l'abisso sociale sembra incolmabile e i soldi non compreranno mai il prestigio, ma l'eroe annaspa e si contorce inconsapevole della sua impossibilità a cambiare le cose...come a dire che per esser ricco, bello, colto e in perfetta forma fisica bisogna far programmi dall'infanzia, possibilmente nascere già così...

    ps. Martin Amis si diverte non poco a descrivere Martin Amis agli occhi di uno che non legge libri e non conosce nulla che non sia la fame di soldi...:-P

    ps. 2 anche Caduta Massi e Spunk Davis non sono male come nomi

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  • 2

    Stile particolare e intrigante ma purtroppo poca, pochissima trama. Alla centocinquantesima pagina di sbronze e dopo-sbornie getto la spugna. Molto divertenti, però, gli incontri del protagonista con ...continue

    Stile particolare e intrigante ma purtroppo poca, pochissima trama. Alla centocinquantesima pagina di sbronze e dopo-sbornie getto la spugna. Molto divertenti, però, gli incontri del protagonista con quel tipo bizzarro, quello scrittore Martin Amis.

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  • 4

    Scrittura funambolica...

    ...e storia per certi aspetti irresistibile. Amis scrive in modo eccezionale: anche se ce la mette tutta per rendere odiosi i suoi personaggi, riuscendoci benissimo.

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  • 2

    Grande scrittura che invoglia alla lettura. Alcune volte ho sghignazzato per ben benino. Ma la storia, che palle!. I soldi, che palle!. Peccato, un'occasione persa. L'informazione mi piacque molto di ...continue

    Grande scrittura che invoglia alla lettura. Alcune volte ho sghignazzato per ben benino. Ma la storia, che palle!. I soldi, che palle!. Peccato, un'occasione persa. L'informazione mi piacque molto di più, e speravo/credevo che questo fosse chissà che roba. E poi sono infastidito dal fatto che l'autore è un ricco aristocratico e parla sempre di miserabili, ma chennesà lui, mi dico, e mi girano le palle. Ma che bravo a scrivere. Così, ecco.

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