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Money

A Suicide Note

By

Publisher: Vintage

3.6
(230)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 0099461889 | Isbn-13: 9780099461883 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This is the story of John Self, consumer extraordinaire. Rolling around New York and London, he makes deals, spends wildly and does reckless movie-world business, all the while grabbing everything he can to sate his massive appetites: alcohol, tobacco, pills, pornography, a mountain of junk food and more. Ceaselessly inventive and thrillingly savage, this is a tale of life lived without restraint; of money, the terrible things it can do and the disasters it can precipitate.
Sorting by
  • 4

    Ci vuole fegato

    Money non è un libro che puoi consigliare, almeno che tu non abbia molto fegato per farlo. Credo che uno debba approndare ad Amis con estrema libertà, senza pregiudizi, consapevole "in che diavolo si ...continue

    Money non è un libro che puoi consigliare, almeno che tu non abbia molto fegato per farlo. Credo che uno debba approndare ad Amis con estrema libertà, senza pregiudizi, consapevole "in che diavolo si stia cacciando".

    La storia di John Self (e già la scelta dei nomi e cognomi è molto allusiva all'atmosfera e ai personaggi) non può che essere narrata così, premendo l'acceleratore al massimo includendo ogni sorta di trasgressione, bassezza, sbronza, tradimento. Altrimenti risulterebbe troppo edulcorata e, a quel punto, sì uno si risparmierebbe di leggere tante brutture, ma... a che scopo? Siamo sulla barca di John Self e i John Self sono così: assoluti, esagerati, viziosi.

    Epuriamo il racconto da tutte le oscenità, volgarità e viene fuori la vita di un impiegato. Invece qui si parla di film, di pubblicità, di New York e divi di Hollywood, della sete di soldi per esserci sempre e dovunque, per spassarsela e per avere un senso nel mondo.

    Insomma ci vuole fegato anche per scrivere di John Self.

    Ora, se siete ancora liberi, sereni, curiosi dopo quello che vi ho detto e volete leggere qualcosa che vi riporti alla New York degli anni '80 e alla sua smania di fare soldi ("Il falò delle vanità" vi dice qualcosa?-ma qui siamo molto più sul trash) con l'anarchia nel raccontare che avete trovato in "Cosmopolis" di DeLillo allora prendete Money e completate il puzzle.

    said on 

  • 4

    soldi postmoderni

    John Self, e già sul nome occorrerebbe una piccola riflessione, è un regista inglese di spot pubblicitari, un giorno incontra in aereo un produttore che aveva visto alcuni suoi lavori e questi lo invi ...continue

    John Self, e già sul nome occorrerebbe una piccola riflessione, è un regista inglese di spot pubblicitari, un giorno incontra in aereo un produttore che aveva visto alcuni suoi lavori e questi lo invita a presentare un progetto per un film in America...John ci crede e non ci crede, ma lui dopo un po' gli telefona e lo invita a NY per i dettagli...comincia così l'avventura di questo cafone arricchito, tra Londra e NY, tra Selina e Martina e le isterie delle star hollywoodiane...uno stalker personale, le sbronze epocali, i ristoranti lussuosi e uno scrittore che lo guarda male quando lo incontra in giro, un tale Matin Amis...

    va bene John Self è odioso, lo è agli stessi occhi del suo creatore, che lo odia al punto da infliggergli di tutto: una fidanzata a tassametro, uno svitato che gli telefona di notte, una donna del passato dalla inarrivabile cultura, un bieco produttore e un certo numero di star fuori di testa, e come se tutto questo non bastasse ecco che John si rende odioso con lo sciovinismo vecchia maniera, le sbronze da amnesia e la stronzaggine nei confronti di chi sta peggio di lui, interessante che a tutto questo corrisponda il disprezzo di chi sta più in alto di lui, ma questo a Londra deve essere endemico, si suppone...però è vero che il tema del cafone arricchito ricorre non poco nella scrittura di Amis, come in Lionel Asbo, anche qui l'abisso sociale sembra incolmabile e i soldi non compreranno mai il prestigio, ma l'eroe annaspa e si contorce inconsapevole della sua impossibilità a cambiare le cose...come a dire che per esser ricco, bello, colto e in perfetta forma fisica bisogna far programmi dall'infanzia, possibilmente nascere già così...

    ps. Martin Amis si diverte non poco a descrivere Martin Amis agli occhi di uno che non legge libri e non conosce nulla che non sia la fame di soldi...:-P

    ps. 2 anche Caduta Massi e Spunk Davis non sono male come nomi

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  • 2

    Stile particolare e intrigante ma purtroppo poca, pochissima trama. Alla centocinquantesima pagina di sbronze e dopo-sbornie getto la spugna. Molto divertenti, però, gli incontri del protagonista con ...continue

    Stile particolare e intrigante ma purtroppo poca, pochissima trama. Alla centocinquantesima pagina di sbronze e dopo-sbornie getto la spugna. Molto divertenti, però, gli incontri del protagonista con quel tipo bizzarro, quello scrittore Martin Amis.

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  • 4

    Scrittura funambolica...

    ...e storia per certi aspetti irresistibile. Amis scrive in modo eccezionale: anche se ce la mette tutta per rendere odiosi i suoi personaggi, riuscendoci benissimo.

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  • 2

    Grande scrittura che invoglia alla lettura. Alcune volte ho sghignazzato per ben benino. Ma la storia, che palle!. I soldi, che palle!. Peccato, un'occasione persa. L'informazione mi piacque molto di ...continue

    Grande scrittura che invoglia alla lettura. Alcune volte ho sghignazzato per ben benino. Ma la storia, che palle!. I soldi, che palle!. Peccato, un'occasione persa. L'informazione mi piacque molto di più, e speravo/credevo che questo fosse chissà che roba. E poi sono infastidito dal fatto che l'autore è un ricco aristocratico e parla sempre di miserabili, ma chennesà lui, mi dico, e mi girano le palle. Ma che bravo a scrivere. Così, ecco.

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  • 4

    Bel Amis

    Letteratura purissima distillata attraverso uno stile mai prevedibile e sempre cangiante, in cui i toni comici si scambiano improvvisamente con quelli "alti" del romanzo classico.
    Il risultato, è, anc ...continue

    Letteratura purissima distillata attraverso uno stile mai prevedibile e sempre cangiante, in cui i toni comici si scambiano improvvisamente con quelli "alti" del romanzo classico.
    Il risultato, è, ancora una volta, quello frequentemente cercato e non raramente trovato da Amis: esprimere la tragedia della (nella) vita.

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  • 4

    John Self è un regista pubblicitario che sta cercando di esordire con il suo primo film. John Self è un pendolare che vola tra Londra e New York nei primi anni Ottanta. JohnSelf è un collezionista di ...continue

    John Self è un regista pubblicitario che sta cercando di esordire con il suo primo film. John Self è un pendolare che vola tra Londra e New York nei primi anni Ottanta. JohnSelf è un collezionista di dipendenze. John Self è il figlio del ventesimo secolo. Questo libro è la sua storia.

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  • 3

    libro strano

    ho faticato a finirlo, parecchie volte sono stata sul punto di mollarlo. alterna tratti pessimi, noiosi, banali, con una scrittura forzatamente e inutilmente sbarazzina, in senso deteriore, ad altri p ...continue

    ho faticato a finirlo, parecchie volte sono stata sul punto di mollarlo. alterna tratti pessimi, noiosi, banali, con una scrittura forzatamente e inutilmente sbarazzina, in senso deteriore, ad altri pezzi davvero geniali. e così ho continuato fino alla fine, per fortuna nella seconda parte i tratti belli si intensificano.
    era il mio primo Amis, certo non muoio dalla voglia di leggerne un altro ma è un autore che voglio continuare a seguire.

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  • 4

    Mi mancherà John Se Stesso, vittima di questa dipendenza da ventesimo secolo. Mi ci ero davvero affezionato, ho davvero tifato per lui in ogni momento del libro, anche in quello più amorale, e questo ...continue

    Mi mancherà John Se Stesso, vittima di questa dipendenza da ventesimo secolo. Mi ci ero davvero affezionato, ho davvero tifato per lui in ogni momento del libro, anche in quello più amorale, e questo perchè durante tutto il racconto mi ha parlato da vero amico. Direttamente.
    Buona la prima Amis. Buonissima!

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  • 2

    Insipido, pretestuoso, gratuito.

    Rapida premessa A: 2 stelline per le grandi aspettative disattese. Avevo letto uno stralcio di questo libro per un corso di letteratura. Uno dei pochi stralci buoni, probabilmente.
    Rapida premessa B: ...continue

    Rapida premessa A: 2 stelline per le grandi aspettative disattese. Avevo letto uno stralcio di questo libro per un corso di letteratura. Uno dei pochi stralci buoni, probabilmente.
    Rapida premessa B: 2 stelline non certo perché sia rimasto scandalizzato dalla violenza, dal sesso e dalla volgarità che pervadono il testo. Certo, non è un libro per educande.

    La trama tende a perdersi, sembra pretestuosa e vuota. Non capisco se per una sorta di isomorfismo (ahahahah) fra la mente del narratore in prima persona sempre offuscata dall'alcol, se per incapacità dell'autore (la mia impressione è questa) o se per poca attenzione mia (il libro non mi ha preso come mi aspettavo).
    Riferimenti metatestuali fiacchi e ripetuti.
    Qualche formuletta fissa di tanto in tanto, che fa simpatia.
    Ma, c***o, non si può continuare a scrivere ogni tot righe "soldi" perché il libro si chiama "Money". Ci sono modi migliori per fare emergere l'ossessione per il denaro.
    Sesso e droga a manate gratuite, ma che non lasciano quasi mai il segno. Come dire? Non è come sentirsi pezzi di vomito in gola. E' come se a un robot si dicesse di vomitare liquido per ore. Divertente all'inizio ma, poi, che palle!
    Qualche bella perla di esistenzialismo qua e là, ma me ne aspettavo di più.
    Penosi picchi di "morale" perversa, sparsi.
    L'atmosfera generale sembra quella di un b-movie anni Ottanta, ma non di quelli grossolani come un ceffone su un orecchio. Di quelli insipidi, che non vogliono dire niente, patetici.

    Uno di quei libri o film che non capisci se siano geniali o delle cazzate immani. Io opto, con rammarico, per la seconda.

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