Money

A Suicide Note

By

Publisher: Vintage

3.7
(256)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 0099461889 | Isbn-13: 9780099461883 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This is the story of John Self, consumer extraordinaire. Rolling around New York and London, he makes deals, spends wildly and does reckless movie-world business, all the while grabbing everything he can to sate his massive appetites: alcohol, tobacco, pills, pornography, a mountain of junk food and more. Ceaselessly inventive and thrillingly savage, this is a tale of life lived without restraint; of money, the terrible things it can do and the disasters it can precipitate.
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  • 1

    Wikipedia mi informa che “Amis è autore di alcune delle opere più importanti e conosciute della letteratura postmoderna inglese, in particolare di Money(1984)."
    Sempre Wikipedia mi informa che tra i ...continue

    Wikipedia mi informa che “Amis è autore di alcune delle opere più importanti e conosciute della letteratura postmoderna inglese, in particolare di Money(1984)."
    Sempre Wikipedia mi informa che tra i fenomeni socioculturali che hanno ripetutamente attratto la narrativa postmoderna vi sono gli inganni e le trappole della narrazione e della letteratura in generale; i complotti, gli intrighi, i segreti, le messe in scena della storia; la società dei consumi con la sua spettacolarizzazione delle merci; i significanti privi di un vero significato; l'impossibilità di ricomprendere la complessità del reale con un unico discorso conoscitivo.
    Bene, effettivamente tutto questo in Money c’è.
    Logorroicamente c’è.
    Il protagonista , John Self, è un egocentrico (toh, nomen omen) regista (??) alcolizzato che per tre quarti di libro è convinto di andare alla grande, è convinto di essere il deus ex machina della propria vita, mentre invece non è che una marionetta nelle mani di altri: stilisti, modelle, attori, produttori, scaldapoltrone, opportunisti, adulatori, suggeritori, arrampicatori, Selina, Martina, Georgina…
    Soprattutto è una marionetta dello stesso Amis, che incontra nel libro e con il quale nel finale gioca una simbolicissima partita a scacchi (aho, il metaromanzo).

    Dice lo scrittore Amis/Ego nel libro rivolgendosi a Self:
    Più in basso si scende nella scala, e maggiori sono le libertà che ti puoi prendere. Puoi proprio fargli quello che diavolo ti pare. Il che scatena la voglia di punirlo. L’autore non è al riparo da impulsi sadici. Suppongo sia una questione di…
    Anche il lettore non è al riparo da impulsi sadici.
    Di Self e di tutta la combriccola che gli gira intorno mi è fregato meno di una cippa.
    Sono tutti personaggi – anche lo scrittore Amis/Ego – di una inutilità senza pari.
    Chiacchiere a vacante, a vacante.
    Dice Self:
    Leggere però porta via un mucchio di tempo, non trovi? Ci vuole un mucchio di tempo ad esempio per andare da pagina ventuno a pagina trenta. Nel senso che prima ti tocca pagina ventitrè, poi pagina venticinque, e pagina ventisette e poi pagina ventinove, per non dire dei numeri pari. Poi pagina trenta. E poi ecco pagina trentuno e pagina trentatrè – non si finisce più. Per fortuna La fattoria degli animali non è un romanzo lungo.
    Per sfortuna Money è pure un romanzo lungo.
    L’ho finito solo perché ho sperato fino in fondo di vedere realizzato il proposito di suicidio di Self, o di vederlo massacrato di mazzate.
    (il lettore non è al riparo da impulsi sadici)
    Manco questo. Non muore.

    Money è il primo libro di Amis che leggo.
    Sono quasi certa che è anche l’ultimo.

    said on 

  • 3

    La vita è in perdita, si perde tutto: la madre, il padre, la giovinezza, i capelli, i denti, gli amici, gli amanti, la forma fisica, la ragione, la vita.

    Quando lessi il primo Amis (che poi scoprii corrispondere al suo ultimo romanzo pubblicato) credetti che scimmiottasse Welsh. Lo potrei pensare di nuovo, dal momento che Porno raccontava della prepar ...continue

    Quando lessi il primo Amis (che poi scoprii corrispondere al suo ultimo romanzo pubblicato) credetti che scimmiottasse Welsh. Lo potrei pensare di nuovo, dal momento che Porno raccontava della preparazione di un film, e anche in Money la trama e in gran parte sorretta da quel tipo di preparazione. Non rimane che verificare gli anni d’uscita
    Money 1984
    Porno 2002
    Diamo un'occhiata anche alle date di nascita
    Martin Amis 25/8/1949
    Irvine Welsh 27/9/1958
    Il dato cronologico depone a favore dell'originalità Amis, la fluidità della trama a favore della maestria di Welsh
    Amis è inglese, Welsh scozzese, è l’unica cosa che son riuscito ad evincere dal video trovato su google.
    Qualcuno che comprende l’inglese meglio di me, forse non si limiterà a guardare le immagini
    https://www.youtube.com/watch?v=O_Z8DsaRA64

    Che cosa ricorderò di questo libro? Ricorderò che una mattina intorno alle 6.00 a letto, con la luce del Kindle a tacca 2, mi son trovato a ridere da solo senza riuscire a smettere. Non volevo svegliare mia moglie e così trattenendo il riso, prima mi sono uscite le lacrime, poi ho iniziato a tossire e ho fatto strike, svegliando non solo lei, ma anche i miei figli. Ho letto numerose pagine chiedendomi la loro utilità nell'economia del romanzo, poi all'improvviso Amis mi ha strappato un sogghigno o una risata vera e propria e mi son detto che le pagine precedenti erano servite a prepararla. Il mio debole per coloro che scrivono con il gusto dello scazzo era soddisfatto. Lo scazzo è di per sé un fine, dunque le pagine che giravano a vuoto erano il mezzo per raggiungerlo. Alla fine quelle pagine saranno troppe, si avrà spesso la sensazione di guardare il puntatore GPS che perde la rotta e segnala l'auto a brucare nei campi come fosse una mucca. John Self, il protagonista, è un alcolizzato. E' bene che lo sappia chi vuole leggere il romanzo, perchè l'escamotage più frequente adottato da Amis è quello di farlo bere fino a dimenticare completamente ciò che ha combinato. John fa la spola fra Londra e New York è un regista di spot pubblicitari alle prese con il primo lungometraggio della sua carriera: Good Money
    I soldi hanno un ruolo determinante nell'impianto di questo romanzo ambientato nei primi anni 80

    I soldi significano molto per chi ce li ha e altrettanto per chi non ce li ha. Se ne vuoi tanti per te, ti metti nell'ottica di assottigliare le risorse altrui.
    Che tu ti sia fatto la grana da solo o no, devi attrezzarti a fingere di essertela meritata, dimostrare che i soldi hanno scelto giusto scegliendo te, e che tu a tua volta non li deluderai. Che tu sia un fanatico dei quattrini, o un soddisfatto del soldo, devi far finta che sia tutto naturale...

    Una particolarità del romanzo è il fatto che Martin Amis diventi uno dei personaggi e che sia descritto attraverso lo sguardo alcolico di John Self. Un'altra particolarità sono i problemi dentali del protagonista, in tutto simili a quelle dell'autore, che si dice abbia scritto “L'informazione” vendendo l'amicizia con Julian Barnes, proprio per curarsi i denti.
    Ad Amis assegno un'altra preziosissima (Immagino mi telefonerà da New York per ringraziarmi..) etichetta Funny Book, al libro 3 stelle perchè in 500 pagine non mi accontento di sole, ottime, ghignate.

    La colonna sonora potrebbe esser diversa da questa?
    http://www.youtube.com/watch?v=cpbbuaIA3Ds

    Infine un assaggio
    http://www.youtube.com/watch?v=MzJW4QMBMO0

    said on 

  • 5

    Una fresca doccia di post-modernismo

    Stavo per fare il madornale errore di abbandonare Money poco dopo le cento pagine. Forse lo stile inusuale(un rapsodico miscuglio di virtuosismo e grossolanità)e l'assenza di un filo narrativo struttu ...continue

    Stavo per fare il madornale errore di abbandonare Money poco dopo le cento pagine. Forse lo stile inusuale(un rapsodico miscuglio di virtuosismo e grossolanità)e l'assenza di un filo narrativo strutturato mi hanno scoraggiato. Le pagine necessarie a metabolizzare tanta novità e ho capito l'approccio adatto a questo romanzo: leggerlo, goderselo con la massima semplicità. L'elemento più succoso e sorprendete è l'introduzione dello scrittore stesso, Amis, nella ridda di personaggi. Ché se all'inizio si presenta semplicemente come un'idea originale e bislacca, verso la fine del romanzo si svela un perfetto esempio di meta-romanzo, un gioiello della letteratura postmoderna, con Amis nel ruolo del Dio-autore onnipotente che spiega minuziosamente(con squisita auto-ironia)a John quali siano state le dinamiche nascoste della grande messa in scena che è stata allestita nel corso della storia a opera dello psicopatico fittizio, ma anche a opera dello stesso Amis. Emblematica la partita a scacchi che ingaggia con lui e che, John la sua marionetta, è ovviamente destinata a perdere. Per il resto è una sarcastica e caustica riflessione sul ruolo primario che il denaro occupa nelle nostre vite, inteso come una tossico-dipendenza non dissimile dall'alcolismo, dal cibo spazzatura, dalla pornografia da cui è affetto Self con tragicomico humor. E quale scenario migliore se non la capitalistica e denaro-centrica America (U.S.A.)? Chiuso il libro mi ha attaccato la nostalgia. Le telefonate con FrancoSquillo, i tete-à-tete con Selina, gli incontri e le discussioni su Orwell con Martina Twain, i parodistici preparativi per il lungometraggio e le trattative con gli snervanti attori, lo sguazzare compiaciuto di John nei suoi vizi ed eccessi, il suo modo confidenziale schietto e vulcanico di rivolgersi a me-lettore (in omaggio a Nabokov)... tutto ciò mi mancherà.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Porno, alcool e...money

    Amis mi diverte sempre, ha una scrittura ricca di humor e spericolata nello stile. Lui deve essere un gran figlio di puttana (o almeno dà questa impressione). Mi piace il fatto che non sia politicamen ...continue

    Amis mi diverte sempre, ha una scrittura ricca di humor e spericolata nello stile. Lui deve essere un gran figlio di puttana (o almeno dà questa impressione). Mi piace il fatto che non sia politicamente corretto, non è buonista, non è ipocrita, non le manda a dire, è sincero e diretto. I suoi personaggi sono spesso indimenticabili: questo John Self è un alcolizzato, pornomane, con l'ossessione del denaro, regista di spot pubblicitari che sta per fare il gran salto nel grande cinema: girare un film negli Stati Uniti. E passando per Los Angeles, New York e ritorno a Londra, con il gustoso contorno di attori e attrici, finanziatori improbabili, pornostar e pornoshop, amplessi e matrurbazioni a go-go, la comparsa dello stesso Martin Amis in veste di sceneggiatore (come i registi che si ritagliano un cameo nel proprio film), il tutto condito con sbronze colossali. Non il migliore Amis che ho letto (in certi momenti mi sono un po' annoiato), ma sicuramente un grande romanzo.

    said on 

  • 4

    Martin Amis - Money

    Prosegue il mio approfondimento su Martin Amis. Dopo il sorprendente Il dossier Rachel, ho deciso di cimentarmi con il suo romanzo più famoso (assieme forse alla mia prossima lettura London Fields), q ...continue

    Prosegue il mio approfondimento su Martin Amis. Dopo il sorprendente Il dossier Rachel, ho deciso di cimentarmi con il suo romanzo più famoso (assieme forse alla mia prossima lettura London Fields), questo Money appena terminato di leggere che conferma l'impressione che mi ero fatto con il primo libro e cioè di un autore sicuramente fuori dagli schemi, ambasciatore inglese di quel postmodernismo che trova i suoi illustri alfieri in De Lillo e Pynchon ad esempio.

    Ciò che colpisce di Amis è lo stile di scrittura assolutamente fuori parametro ed oltre ogni logica per quanto riguarda la narrativa. Mi verrebbe da dire uno stile quasi elettrico che procede a strappi con paragrafi in perenne accelerazione e portati all'eccesso. Può non piacere a chi ricerca una lettura più riflessiva e ragionata. Io personalmente apprezzo molto il modo di scrivere di questo autore e sono molto curioso di valutare il suo evolversi durante i suoi successivi lavori in ordine cronologico.

    Money è la storia di John Self (un nome non scelto a caso) che presenta indubbiamente numerosi riferimenti autobiografici con il suo autore nonché la sua presenza diretta in veste di revisore di copioni. L'inizio del romanzo è un turbine di alcool, fumo, pornografia per un tuffo a piedi uniti negli anni '80 senza un attimo di respiro e di sosta. John Self è un personaggio che si autodistrugge, che non nutre il benché minimo affetto per il proprio corpo. I soldi sono qualcosa di cui non si preoccupa, il denaro non è un problema se ne hai a vagonate, diventa un problema se non lo hai. Attorno a John Self ruotano una serie di personaggi tipici dello show business, dai tratti parodistici e quantomeno bizzarri, impegnati a dare vita ad un film che sarà un immenso successo commerciale. Non voglio svelare nulla a chi è intenzionato a leggere questo libro, dico solo che le sorprese non mancheranno.

    Money non è un romanzo di facile lettura. E' anticonvenzionale, sboccato in certi momenti, eppure ricercato in alcuni termini ed in una prosa assolutamente geniale. La parabola del protagonista è il concetto che emerge più limpido e chiaro dalla marea di input che Amis lancia al lettore, tra i quali troviamo sicuramente usi e costumi imparentati con gli anni '80, per una New York che a tratti mi ha ricordato quella un po' più macabra di American Psycho di Ellis. Questo romanzo è un tuffo nella letterature postmoderna ed ovviamente può dividere molto sui gusti visto che non tende a compiacere il lettore, ma anzi tende a mostrare tutti i difetto di un uomo drogato del ventesimo secolo e soprattutto rivendica l'importanza che ha il denaro nelle nostre vite. Concetti che sono condivisibili o no ma che Amis è molto bravo a sbatterceli in faccia. Io lo consiglio soprattutto per la prosa particolare di questo autore.

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  • 4

    Certe volte mi pare che la vita mi scorra accanto, nemmeno lenta per la verità, ma con zaffate di fumo e stridore di ruote e violenti boati di forza e terrore. Lei passa, ma sono io quello che si muov ...continue

    Certe volte mi pare che la vita mi scorra accanto, nemmeno lenta per la verità, ma con zaffate di fumo e stridore di ruote e violenti boati di forza e terrore. Lei passa, ma sono io quello che si muove. Non sono io la stazione, non sono la fermata: io sono il treno. Sono io, il treno.

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  • 4

    Ci vuole fegato

    Money non è un libro che puoi consigliare, almeno che tu non abbia molto fegato per farlo. Credo che uno debba approndare ad Amis con estrema libertà, senza pregiudizi, consapevole "in che diavolo si ...continue

    Money non è un libro che puoi consigliare, almeno che tu non abbia molto fegato per farlo. Credo che uno debba approndare ad Amis con estrema libertà, senza pregiudizi, consapevole "in che diavolo si stia cacciando".

    La storia di John Self (e già la scelta dei nomi e cognomi è molto allusiva all'atmosfera e ai personaggi) non può che essere narrata così, premendo l'acceleratore al massimo includendo ogni sorta di trasgressione, bassezza, sbronza, tradimento. Altrimenti risulterebbe troppo edulcorata e, a quel punto, sì uno si risparmierebbe di leggere tante brutture, ma... a che scopo? Siamo sulla barca di John Self e i John Self sono così: assoluti, esagerati, viziosi.

    Epuriamo il racconto da tutte le oscenità, volgarità e viene fuori la vita di un impiegato. Invece qui si parla di film, di pubblicità, di New York e divi di Hollywood, della sete di soldi per esserci sempre e dovunque, per spassarsela e per avere un senso nel mondo.

    Insomma ci vuole fegato anche per scrivere di John Self.

    Ora, se siete ancora liberi, sereni, curiosi dopo quello che vi ho detto e volete leggere qualcosa che vi riporti alla New York degli anni '80 e alla sua smania di fare soldi ("Il falò delle vanità" vi dice qualcosa?-ma qui siamo molto più sul trash) con l'anarchia nel raccontare che avete trovato in "Cosmopolis" di DeLillo allora prendete Money e completate il puzzle.

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  • 4

    soldi postmoderni

    John Self, e già sul nome occorrerebbe una piccola riflessione, è un regista inglese di spot pubblicitari, un giorno incontra in aereo un produttore che aveva visto alcuni suoi lavori e questi lo invi ...continue

    John Self, e già sul nome occorrerebbe una piccola riflessione, è un regista inglese di spot pubblicitari, un giorno incontra in aereo un produttore che aveva visto alcuni suoi lavori e questi lo invita a presentare un progetto per un film in America...John ci crede e non ci crede, ma lui dopo un po' gli telefona e lo invita a NY per i dettagli...comincia così l'avventura di questo cafone arricchito, tra Londra e NY, tra Selina e Martina e le isterie delle star hollywoodiane...uno stalker personale, le sbronze epocali, i ristoranti lussuosi e uno scrittore che lo guarda male quando lo incontra in giro, un tale Matin Amis...

    va bene John Self è odioso, lo è agli stessi occhi del suo creatore, che lo odia al punto da infliggergli di tutto: una fidanzata a tassametro, uno svitato che gli telefona di notte, una donna del passato dalla inarrivabile cultura, un bieco produttore e un certo numero di star fuori di testa, e come se tutto questo non bastasse ecco che John si rende odioso con lo sciovinismo vecchia maniera, le sbronze da amnesia e la stronzaggine nei confronti di chi sta peggio di lui, interessante che a tutto questo corrisponda il disprezzo di chi sta più in alto di lui, ma questo a Londra deve essere endemico, si suppone...però è vero che il tema del cafone arricchito ricorre non poco nella scrittura di Amis, come in Lionel Asbo, anche qui l'abisso sociale sembra incolmabile e i soldi non compreranno mai il prestigio, ma l'eroe annaspa e si contorce inconsapevole della sua impossibilità a cambiare le cose...come a dire che per esser ricco, bello, colto e in perfetta forma fisica bisogna far programmi dall'infanzia, possibilmente nascere già così...

    ps. Martin Amis si diverte non poco a descrivere Martin Amis agli occhi di uno che non legge libri e non conosce nulla che non sia la fame di soldi...:-P

    ps. 2 anche Caduta Massi e Spunk Davis non sono male come nomi

    said on 

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