Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Money

A Suicide Note

By

Publisher: Vintage

3.7
(222)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 0099461889 | Isbn-13: 9780099461883 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Do you like Money ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
This is the story of John Self, consumer extraordinaire. Rolling around New York and London, he makes deals, spends wildly and does reckless movie-world business, all the while grabbing everything he can to sate his massive appetites: alcohol, tobacco, pills, pornography, a mountain of junk food and more. Ceaselessly inventive and thrillingly savage, this is a tale of life lived without restraint; of money, the terrible things it can do and the disasters it can precipitate.
Sorting by
  • 2

    Stile particolare e intrigante ma purtroppo poca, pochissima trama. Alla centocinquantesima pagina di sbronze e dopo-sbornie getto la spugna. Molto divertenti, però, gli incontri del protagonista con quel tipo bizzarro, quello scrittore Martin Amis.

    said on 

  • 4

    Scrittura funambolica...

    ...e storia per certi aspetti irresistibile. Amis scrive in modo eccezionale: anche se ce la mette tutta per rendere odiosi i suoi personaggi, riuscendoci benissimo.

    said on 

  • 2

    Grande scrittura che invoglia alla lettura. Alcune volte ho sghignazzato per ben benino. Ma la storia, che palle!. I soldi, che palle!. Peccato, un'occasione persa. L'informazione mi piacque molto di più, e speravo/credevo che questo fosse chissà che roba. E poi sono infastidito dal fatto che l'a ...continue

    Grande scrittura che invoglia alla lettura. Alcune volte ho sghignazzato per ben benino. Ma la storia, che palle!. I soldi, che palle!. Peccato, un'occasione persa. L'informazione mi piacque molto di più, e speravo/credevo che questo fosse chissà che roba. E poi sono infastidito dal fatto che l'autore è un ricco aristocratico e parla sempre di miserabili, ma chennesà lui, mi dico, e mi girano le palle. Ma che bravo a scrivere. Così, ecco.

    said on 

  • 4

    Bel Amis

    Letteratura purissima distillata attraverso uno stile mai prevedibile e sempre cangiante, in cui i toni comici si scambiano improvvisamente con quelli "alti" del romanzo classico.
    Il risultato, è, ancora una volta, quello frequentemente cercato e non raramente trovato da Amis: esprimere la ...continue

    Letteratura purissima distillata attraverso uno stile mai prevedibile e sempre cangiante, in cui i toni comici si scambiano improvvisamente con quelli "alti" del romanzo classico.
    Il risultato, è, ancora una volta, quello frequentemente cercato e non raramente trovato da Amis: esprimere la tragedia della (nella) vita.

    said on 

  • 4

    John Self è un regista pubblicitario che sta cercando di esordire con il suo primo film. John Self è un pendolare che vola tra Londra e New York nei primi anni Ottanta. JohnSelf è un collezionista di dipendenze. John Self è il figlio del ventesimo secolo. Questo libro è la sua storia.

    said on 

  • 3

    libro strano

    ho faticato a finirlo, parecchie volte sono stata sul punto di mollarlo. alterna tratti pessimi, noiosi, banali, con una scrittura forzatamente e inutilmente sbarazzina, in senso deteriore, ad altri pezzi davvero geniali. e così ho continuato fino alla fine, per fortuna nella seconda parte i trat ...continue

    ho faticato a finirlo, parecchie volte sono stata sul punto di mollarlo. alterna tratti pessimi, noiosi, banali, con una scrittura forzatamente e inutilmente sbarazzina, in senso deteriore, ad altri pezzi davvero geniali. e così ho continuato fino alla fine, per fortuna nella seconda parte i tratti belli si intensificano.
    era il mio primo Amis, certo non muoio dalla voglia di leggerne un altro ma è un autore che voglio continuare a seguire.

    said on 

  • 4

    Mi mancherà John Se Stesso, vittima di questa dipendenza da ventesimo secolo. Mi ci ero davvero affezionato, ho davvero tifato per lui in ogni momento del libro, anche in quello più amorale, e questo perchè durante tutto il racconto mi ha parlato da vero amico. Direttamente.
    Buona la prima ...continue

    Mi mancherà John Se Stesso, vittima di questa dipendenza da ventesimo secolo. Mi ci ero davvero affezionato, ho davvero tifato per lui in ogni momento del libro, anche in quello più amorale, e questo perchè durante tutto il racconto mi ha parlato da vero amico. Direttamente.
    Buona la prima Amis. Buonissima!

    said on 

  • 2

    Insipido, pretestuoso, gratuito.

    Rapida premessa A: 2 stelline per le grandi aspettative disattese. Avevo letto uno stralcio di questo libro per un corso di letteratura. Uno dei pochi stralci buoni, probabilmente.
    Rapida premessa B: 2 stelline non certo perché sia rimasto scandalizzato dalla violenza, dal sesso e dalla vol ...continue

    Rapida premessa A: 2 stelline per le grandi aspettative disattese. Avevo letto uno stralcio di questo libro per un corso di letteratura. Uno dei pochi stralci buoni, probabilmente.
    Rapida premessa B: 2 stelline non certo perché sia rimasto scandalizzato dalla violenza, dal sesso e dalla volgarità che pervadono il testo. Certo, non è un libro per educande.

    La trama tende a perdersi, sembra pretestuosa e vuota. Non capisco se per una sorta di isomorfismo (ahahahah) fra la mente del narratore in prima persona sempre offuscata dall'alcol, se per incapacità dell'autore (la mia impressione è questa) o se per poca attenzione mia (il libro non mi ha preso come mi aspettavo).
    Riferimenti metatestuali fiacchi e ripetuti.
    Qualche formuletta fissa di tanto in tanto, che fa simpatia.
    Ma, c***o, non si può continuare a scrivere ogni tot righe "soldi" perché il libro si chiama "Money". Ci sono modi migliori per fare emergere l'ossessione per il denaro.
    Sesso e droga a manate gratuite, ma che non lasciano quasi mai il segno. Come dire? Non è come sentirsi pezzi di vomito in gola. E' come se a un robot si dicesse di vomitare liquido per ore. Divertente all'inizio ma, poi, che palle!
    Qualche bella perla di esistenzialismo qua e là, ma me ne aspettavo di più.
    Penosi picchi di "morale" perversa, sparsi.
    L'atmosfera generale sembra quella di un b-movie anni Ottanta, ma non di quelli grossolani come un ceffone su un orecchio. Di quelli insipidi, che non vogliono dire niente, patetici.

    Uno di quei libri o film che non capisci se siano geniali o delle cazzate immani. Io opto, con rammarico, per la seconda.

    said on 

  • 5

    il migliore tra gli Amis "primo periodo". leggendolo si capsice cosa intendesse Bellow quando parlava di "linguaggio elettrico". é Amis come lo si conosce - comprensivo di nomi "tendenziosi" e qualche comprensibile caduta nell´autocompiacimento - ma ogni pagina é a modo suo supremamente divertent ...continue

    il migliore tra gli Amis "primo periodo". leggendolo si capsice cosa intendesse Bellow quando parlava di "linguaggio elettrico". é Amis come lo si conosce - comprensivo di nomi "tendenziosi" e qualche comprensibile caduta nell´autocompiacimento - ma ogni pagina é a modo suo supremamente divertente

    said on 

  • 1

    Abbandonato

    Confesso: ho barato. L'ho dato per "finito", mentre avrei dovuto scrivere abbandonato. Questo termine, però, si adatta ad una specie di incompatibilità tra l'autore e il lettore, che non ho provato con Amis. E' già la seconda volta.
    A pagina 29, già hai capito tutto di John Self, il cinemat ...continue

    Confesso: ho barato. L'ho dato per "finito", mentre avrei dovuto scrivere abbandonato. Questo termine, però, si adatta ad una specie di incompatibilità tra l'autore e il lettore, che non ho provato con Amis. E' già la seconda volta.
    A pagina 29, già hai capito tutto di John Self, il cinematografaro che deborda dalla tazza del cesso! Il libro è letto e finito.
    Il fatto più tragico è che mi sono portata dietro pochi libri e me ne resta da leggere soltanto uno. Se mi appassiona lo faccio fuori in un attimo. Meno male che ne ho ordinati due,"Antigone. Variazioni sul mito"e "Ogni mattina a Jenin", grazie alle recensioni delle mie anobine, e dovrebbero arrivare alla "mail boxes" di Cefalù tra oggi e domani.

    said on