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Monnaie de singe

By William Faulkner

(1)

| 9782080704504

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Book Description

26 Reviews

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    Faulkner è davvero grande. Questo libro è il fulminante esordio di uno scrittore-poeta, di un uomo capace di dare vita nelle sue pagine alla magnificenza della natura umana, di trasformare in parole le mille sfaccettature dell'essere.

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    gomi said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le sentinelle del sangue di lei riposavano, ma riposavano vicino ai bastioni con le braccia conserte, in attesa dell'allarme.

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    Luca Leone said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Credo di aver assegnato quattro stelle a romanzi peggiori di questo, ma è difficile valutare spassionatamente l’esordio letterario di Faulkner poco dopo aver letto “L’urlo e il furore”, e senza paragonarlo quindi a quel capolavoro, senza riscontrare ...(continue)

    Credo di aver assegnato quattro stelle a romanzi peggiori di questo, ma è difficile valutare spassionatamente l’esordio letterario di Faulkner poco dopo aver letto “L’urlo e il furore”, e senza paragonarlo quindi a quel capolavoro, senza riscontrare i tentativi ancora un po’ maldestri da parte dello scrittore di creare quel suo stile unico e complesso, che sarebbe maturato nel giro di pochi anni. “La paga del soldato” è un buon dramma corale, la cui tensione narrativa è purtroppo discontinua, con evidenti cadute soprattutto nella seconda parte. La prosa è già molto colta, barocca, elegiaca, ma non ancora così torrenziale e trascinante come presto sarebbe diventata. Faulkner è già interessato a raccontare gli stati d’animo più che la successione dei fatti e, senza ricorrere ancora all’utilizzo del flusso di coscienza, inventa degli strattagemmi a volte un po’ ingenui per leggere nel pensiero dei suoi personaggi.
    La vicenda si dipana attorno al rientro a casa di Donald Mahon, aviatore reduce della prima guerra mondiale, irreparabilmente ferito nel volto e nell’anima. La pulsione di morte però stringe nella sua morsa non solo chi ha vissuto il trauma del combattimento, ma anche quanti lo accolgono: confusi, deboli, impauriti, quando non meschini ed ipocriti, incapaci di aiutarlo e di amarlo, privi ormai di valori e di una cultura a cui appellarsi. Il declino della società reazionaria del sud degli Stati Uniti è già oggetto di ossessiva attenzione da parte di Faulkner; a questo saprà ispirarsi per raccontare, con voce più potente e sicura, altre storie di smarrimento e disgregazione sociali ed esistenziali.

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    Mirco Con La C said on Mar 29, 2014 | Add your feedback

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    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/08/18/la-paga-d… “Il ritorno a casa di Donald Mahon, povero figliolo, era press’a poco come una delle nove meraviglie del mondo. Entravano vicini curiosi e gentili, uomini che restav ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/08/18/la-paga-d…

    “Il ritorno a casa di Donald Mahon, povero figliolo, era press’a poco come una delle nove meraviglie del mondo. Entravano vicini curiosi e gentili, uomini che restavano in piedi o sedevano gioviali, ragguardevoli, pieni di premure; solidi uomini d’affari interessati alla guerra solo in quanto prodotto secondario dell’auge o della caduta del signor Wilson, e interessati a ciò solo dal punto di vista dei dollari e dei cents, mentre le mogli incrociavano ciarle sui loro abiti, davanti al ciglio sfregiato, immemore di Mahon; alcune delle più casuali conoscenze del rettore, democraticamente prive di cravatta, masticando tabacco nella guancia rigonfia, rifiutavano, al loro ingresso, con timidezza ma fermamente, di cedere i cappelli; le ragazze che aveva conosciuto, con le quali aveva ballato o che aveva corteggiato nelle notti d’estate, venivano ora a guardare la sua faccia e immediatamente si facevano da parte con nausea repressa, e non venivano più, a meno che, durante la prima visita, la sua faccia non fosse rimasta nascosta (dopo di che trovavano finalmente il modo d vederla); i ragazzi venivano per andarsene via irritati, perché egli non avrebbe potuto raccontare loro nessuna storia di guerra, e tutto questo si muoveva attorno a lui, mentre Gilligan, il suo arcigno maggiordomo, manovrava tutti con imparziale scoraggiante autorità. - Adesso fila via. - ripeté al giovane Robert Saunders, che era venuto con vari coetanei ai quali aveva promesso di mostrare qualcosa di buono in fatto di soldati storpiati”.
    (William Faulkner, “La paga dei soldati”, ed. Garzanti)

    “La paga dei soldati”* di William Faulkner giaceva sugli scaffali della mia libreria da un paio di anni, in un’edizione Garzanti del maggio 1965, prezzo di copertina 350 lire. L’avevo acquistato presso una bancarella dell’usato e poi riposto lì, consapevole che un giorno o l’altro l’avrei letto. Di Faulkner in passato ho letto altri romanzi, tutti apprezzabili, alcuni dei veri capolavori, come “L’urlo e il furore”, “Luce d’agosto” e “Requiem per una monaca”. “La paga dei soldati” fu il primo libro pubblicato da Faulkner, edito nel 1926 e dimostra già la sua sapienza narrativa, la sua abilità nel costruire un intreccio a più voci, facendoci penetrare negli anfratti più profondi e spesso sordidi dei personaggi, scavando oltre la loro superficie. Faulkner già in questo romanzo si serve di alcune strategie che poi affinerà in altri romanzi, quali l’uso delle parentesi per farci intendere il reale pensiero del personaggio che sta parlando, o anche l’interposizione, all’interno di una narrazione “dall’alto”, di brani in prima persona, o di lettere, brevi frammenti, frasi estrapolate dalla folla, il tutto con un ritmo, un’ironia latente e uno spirito d’osservazione rari. Non a caso Faulkner è considerato uno dei più grandi della narrativa statunitense del Novecento.
    In questo romanzo il protagonista è pressoché assente dalla storia, o meglio, è proprio la sua assenza a renderlo protagonista rispetto agli altri, che ruotano attorno a lui, che lottano, sperano, s’illudono, s’ingelosiscono, litigano, in funzione sua. Donald Mahon ha combattuto la prima guerra mondiale e ne è uscito male. Sopravvissuto, ma come morto. Sfregiato in volto, quasi cieco, smemorato, è riportato a Charleston, suo paese d’origine, da un suo commilitone, Joe Milligan, e dalla signora Powers, vedova per causa di guerra e incontrata sul treno carico di reduci. Al paese c’è Cecily Saunders, la sua ex ragazza, che lo credeva morto e che nel frattempo, seguendo la sua natura disperata e civettuola, si consola con l’arrogante George Farr, ma è inseguita anche dallo stratega e viscido Gennaro Jones. Il ritorno di Donald porterà scompiglio nelle vite altrui, scatenando aspri combattimenti all’insegna dell’ossessione amorosa e della gelosia. Anche altri personaggi, che qui non nomino per non svelare ulteriormente la trama, entreranno a far parte di questa lotta a più cuori e cervelli, che Faulkner condisce con la sua ironia pungente, che non risparmia nemmeno i concittadini di Donald, così premurosi di andarlo a visitare e quasi scontenti di non vederlo morto, perché rimasto incompiuto come eroe di guerra.
    Oltre agli intrighi amorosi, il romanzo ci offre spunti di riflessione su temi come la morte, la guerra, l’incomprensione tra gli uomini, ma soprattutto, a mio modesto parere, è una riflessione sul tema dell’identità, sulla perdita della stessa, sul rapporto che lega il nostro essere, con tutto il carico del passato, a chi è attorno a noi, sulle inevitabili rotture che si generano quando un evento potente, nel caso specifico la condizione da sfregiato di Mahon e il suo inaspettato ritorno, viene a destabilizzare certezze che tali non sono più.
    *per quanto riguarda il titolo, devo dire che l’edizione Garzanti che ho letto riporta “La paga del soldato”, ma ho notato, facendo ricerche sul web, che quello corretto dovrebbe essere “La paga dei soldati”, dall’inglese “Soldiers’ pay”, non da “Soldier’s pay”.

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    Sisifo77 said on Aug 18, 2013 | 2 feedbacks

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    i primi passi del giovane faulkner

    Lo stile del grande Faulkner è già tutto qui. Manca la struttura narrativa irresistibile e rivoluzionaria delle opere successive a questo esordio letterario. Anche se è facile captarne in embrione il genio. Fosse stato più breve, sarebbe stato un gen ...(continue)

    Lo stile del grande Faulkner è già tutto qui. Manca la struttura narrativa irresistibile e rivoluzionaria delle opere successive a questo esordio letterario. Anche se è facile captarne in embrione il genio. Fosse stato più breve, sarebbe stato un geniale debutto, troppo trascinate le storie anche se suggestive.

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    Facc8 said on Dec 10, 2012 | Add your feedback

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    La paga del lettore

    Il mio primo Faulkner mi resterà ben impresso nella mente o almeno lo spero. Questo libro, questa storia, può risultare per certi versi eccessiva nei contenuti, difficile forse da seguire, ma è un vero e proprio ricamo per il lettore dall'inizio alla ...(continue)

    Il mio primo Faulkner mi resterà ben impresso nella mente o almeno lo spero. Questo libro, questa storia, può risultare per certi versi eccessiva nei contenuti, difficile forse da seguire, ma è un vero e proprio ricamo per il lettore dall'inizio alla fine. Quattro stelle, così per cominciare...

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    poetaminore said on Nov 29, 2012 | Add your feedback

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