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Monnaie de singe

By William Faulkner

(1)

| 9782080704504

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Book Description

29 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    “Vivi nel tuo sogno, non raggiungerlo, altrimenti viene la sazietà.”

    Il giovane reduce Donald Mahon , misero relitto umano con una terribile cicatrice a devastargli il viso , quasi incapace di parlare oltre che di comprendere , che si muove con grandissima difficoltà e che ha bisogno di una continua assistenza , è in ...(continue)

    Il giovane reduce Donald Mahon , misero relitto umano con una terribile cicatrice a devastargli il viso , quasi incapace di parlare oltre che di comprendere , che si muove con grandissima difficoltà e che ha bisogno di una continua assistenza , è in fondo il vero protagonista di un romanzo che non parla mai esplicitamente di guerra ma le cui terribili conseguenze si avvertono con lo scorrere delle pagine .
    E attorno al dramma umano del povero Donald ruotano quelli di tutti gli altri personaggi in una storia dove amore e morte , passione e risentimento , gioia e dolore , brutalità e tenerezza si alternano e si mescolano continuamente sugli echi di un conflitto che , come sempre , lascia dietro di sé una scia di lutti e di disperazione .
    Una lettura densa e di grande spessore che sa regalare momenti di autentica commozione insieme con altri di grande umorismo , da affrontare e da gustare con attenzione per poterne trarre tutto il suo fascino .

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    Jimmy said on Oct 27, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    William Faulkner “La paga del soldato”: Cinico Faulkner. Ancora un protagonista che non è protagonista, anzi forse addirittura due. Il primo è la guerra, il secondo è Donald Mahon, il povero ufficiale pilota. La guerra è la prima grande guerra, che r ...(continue)

    William Faulkner “La paga del soldato”: Cinico Faulkner. Ancora un protagonista che non è protagonista, anzi forse addirittura due. Il primo è la guerra, il secondo è Donald Mahon, il povero ufficiale pilota. La guerra è la prima grande guerra, che rimane nello sfondo, lontana, sfumata, ormai terminata, utile solo come produttrice di “casi umani”, Donald, per poter narrare altro. Immani distruzioni e milioni di morti e feriti, mai descritti, e morti che riappaiono per poi morire di nuovo. Cinico Faulkner. Isola il secondo falso protagonista tra le milioni di vittime senza nome e lo lancia come una bomba pronta ad esplodere nella piccola cittadina del sud degli stati uniti da dove era partito e dove tutti lo avevano già pianto: il padre, grande enorme grigio, la povera governante Emmy, amata per una sola notte e Cecily, la promessa sposa, civettuola, indecisa, spaventata. Cinico Faulkner. Non gli basta un Donald redivivo ed in ottima salute per farlo deflagrare nella tranquilla melmosa moribonda realtà del sud. Per aumentarme il potere distruttivo lo disegna orribilmente sfigurato e irrimediabilmente perso. Un vegetale, totalmente isolato da ciò e da chi lo circonda, senza più un passato, incapace di un qualsiasi futuro, senza neppure un presente. Cinico Faulkner. Neppure un presente qualsiasi, neppure quel minimo vitale di luci e ombre che con un pezzettino di cuore riserverà al Benjy di “L'urlo e il furore”. No, per Donald non è previsto neppure questo. Per lo sporco lavoro che l'autore gli riserva, quello che rimane del povero pilota doveva avere una forza di distruzione enorme, incontrollabile, in grado di spezzare anche i legami ancestrali che nonostante tutto tengono ancora assieme una società che il tempo, il suo tempo, ha già condannato a morte. Cinico Faulkner. Aveva bisogno di una carica potente, assente, cinicamente indifferente, per lanciare l'ultimo assalto, quello definitivo, verso la società soffocante e soffocata del sud degli stati uniti, protagonista vera della sua narrazione. Donald , come la Caddy nel “L'urlo e il furore”, totalmente assente, e per contrappasso potentemente presente, è come una bomba di profondità, che deflagrando annienta, spezza, devasta, tutto quanto la circonda, portando infine a galla i miseri resti di ciò che si muoveva ignaro e colpevole al di sotto della superficie. Cinico Faulkner … O no?

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    Manricogallotti said on Oct 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro difficile e duro. Libro di sentimenti violenti e diretti. Non un libro di guerra, ma un libro sulle conseguenze psicologiche della guerra sulle persone che vi hanno partecipato e non. Intorno ad un eroe dell'aviazione, a prima guerra mondiale f ...(continue)

    Libro difficile e duro. Libro di sentimenti violenti e diretti. Non un libro di guerra, ma un libro sulle conseguenze psicologiche della guerra sulle persone che vi hanno partecipato e non. Intorno ad un eroe dell'aviazione, a prima guerra mondiale finita, gravemente ferito e privo di ricordi passati si snoda la vicenda di un gruppo di uomini e, soprattutto, di donne. In un piccola cittadina del sud intorno a valori tradizionali, la lealtà, la differenza tra uomini e donne, il matrimonio e la religione esplodono le pulsioni sessuali represse e intorno al mito dei reduci. Repressione e desiderio attraversano i corpi dei protagonisti e lasciano quasi tutti insoddisfatti. Solo Margaret, alla fine, compie in modo discusso il suo dovere e giudicherà tutti perdenti: il reduce, suo padre (il pastore battista), la sua ex fidanzata, il viscido ex studente di latino. Parola chiave del romanzo: epiceno (ambigenere, riferito a nomi che non distinguono il maschio dalla femmina).

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    Diceros said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Faulkner è davvero grande. Questo libro è il fulminante esordio di uno scrittore-poeta, di un uomo capace di dare vita nelle sue pagine alla magnificenza della natura umana, di trasformare in parole le mille sfaccettature dell'essere.

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    gomi said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le sentinelle del sangue di lei riposavano, ma riposavano vicino ai bastioni con le braccia conserte, in attesa dell'allarme.

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    Luca Leone said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

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    Credo di aver assegnato quattro stelle a romanzi peggiori di questo, ma è difficile valutare spassionatamente l’esordio letterario di Faulkner poco dopo aver letto “L’urlo e il furore”, e senza paragonarlo quindi a quel capolavoro, senza riscontrare ...(continue)

    Credo di aver assegnato quattro stelle a romanzi peggiori di questo, ma è difficile valutare spassionatamente l’esordio letterario di Faulkner poco dopo aver letto “L’urlo e il furore”, e senza paragonarlo quindi a quel capolavoro, senza riscontrare i tentativi ancora un po’ maldestri da parte dello scrittore di creare quel suo stile unico e complesso, che sarebbe maturato nel giro di pochi anni. “La paga del soldato” è un buon dramma corale, la cui tensione narrativa è purtroppo discontinua, con evidenti cadute soprattutto nella seconda parte. La prosa è già molto colta, barocca, elegiaca, ma non ancora così torrenziale e trascinante come presto sarebbe diventata. Faulkner è già interessato a raccontare gli stati d’animo più che la successione dei fatti e, senza ricorrere ancora all’utilizzo del flusso di coscienza, inventa degli strattagemmi a volte un po’ ingenui per leggere nel pensiero dei suoi personaggi.
    La vicenda si dipana attorno al rientro a casa di Donald Mahon, aviatore reduce della prima guerra mondiale, irreparabilmente ferito nel volto e nell’anima. La pulsione di morte però stringe nella sua morsa non solo chi ha vissuto il trauma del combattimento, ma anche quanti lo accolgono: confusi, deboli, impauriti, quando non meschini ed ipocriti, incapaci di aiutarlo e di amarlo, privi ormai di valori e di una cultura a cui appellarsi. Il declino della società reazionaria del sud degli Stati Uniti è già oggetto di ossessiva attenzione da parte di Faulkner; a questo saprà ispirarsi per raccontare, con voce più potente e sicura, altre storie di smarrimento e disgregazione sociali ed esistenziali.

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    Mirco Con La C said on Mar 29, 2014 | Add your feedback

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