Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Di

Editore: e/o

4.0
(1523)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Inglese , Finlandese , Spagnolo , Galego , Farsi , Danese , Olandese , Turco

Isbn-10: 887641858X | Isbn-13: 9788876418587 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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  • 3

    Ingredienti: un ragazzino ebreo quasi orfano alla scoperta del mondo, un negoziante arabo a fargli da guida spirituale, una città (Parigi) vissuta ed esplorata nei suoi bassifondi, un viaggio ad est c ...continua

    Ingredienti: un ragazzino ebreo quasi orfano alla scoperta del mondo, un negoziante arabo a fargli da guida spirituale, una città (Parigi) vissuta ed esplorata nei suoi bassifondi, un viaggio ad est come passaggio all’età adulta e ritorno alle origini.
    Consigliato: a chi ha apprezzato il libro “La vita davanti a sé” o il film “Irma la dolce”, a chi gradisce una breve lezione di tolleranza, integrazione e diversità.

    ha scritto il 

  • 4

    Omaggio a Gary

    Mi è difficile esprimere un parere su questo libro in termini assoluti, perché è evidente che si tratta di un omaggio tributato da Schmitt a "La vita davanti a sé" del supremo Romain Gary. Omaggio, e ...continua

    Mi è difficile esprimere un parere su questo libro in termini assoluti, perché è evidente che si tratta di un omaggio tributato da Schmitt a "La vita davanti a sé" del supremo Romain Gary. Omaggio, e non plagio (come qualcuno ha scritto), in quanto i riferimenti sono così smaccatamente evidenti da far escludere che un autore come Schmitt possa aver commesso una tale ingenuità (o sciocchezza). Piacevole lettura, dunque, ma ancora più divertente è stato individuare il gioco di rimandi con il capolavoro di Gary, che - sa va sans dire - resta insuperato.

    ha scritto il 

  • 4

    Favola di formazione

    Piacevole sorpresa ( soprattutto se non ci si sofferma troppo sui particolari ). Breve favola di formazione, con intento didascalico: la lunghezza non eccessiva evita che la leggerezza della narrazion ...continua

    Piacevole sorpresa ( soprattutto se non ci si sofferma troppo sui particolari ). Breve favola di formazione, con intento didascalico: la lunghezza non eccessiva evita che la leggerezza della narrazione si trasformi in banalità - e il rischio era alto, soprattutto considerato il fattore "buonismo" nel rapporto tra religioni e culture diverse.
    Probabilmente non reggerebbe una seconda lettura, ma come breve diversivo centra in pieno l'obiettivo.

    ha scritto il 

  • 4

    "La bellezza è dappertutto, Momo. Dovunque tu giri lo sguardo."

    Anche in questo piccolo romanzo.
    La bellezza ne riempie le pagine.

    "- Perchè non sorridi mai, Momo?
    - Sorridere è roba da gente ricca, monsieur Ibrahim. Io non ho i mezzi. [..] Quando dico che il sorr
    ...continua

    Anche in questo piccolo romanzo.
    La bellezza ne riempie le pagine.

    "- Perchè non sorridi mai, Momo?
    - Sorridere è roba da gente ricca, monsieur Ibrahim. Io non ho i mezzi. [..] Quando dico che il sorriso è roba da ricchi, intendo dire che è roba per gente felice.
    - Ecco, è qui che ti sbagli. è il sorridere che rende felici."

    ha scritto il 

  • 5

    Apre il cuore e la mente

    I vuoti lasciati nella storia sono perfetti per essere riempiti a fantasia, creati e rielaborati interiormente.
    L'anima è libera di vagare e respirare, temi importanti e "pesanti" vengono liberati da ...continua

    I vuoti lasciati nella storia sono perfetti per essere riempiti a fantasia, creati e rielaborati interiormente.
    L'anima è libera di vagare e respirare, temi importanti e "pesanti" vengono liberati dalla loro zavorra e volteggiano fino ad arrivare al cuore. Come diceva un altro saggio: "l'essenziale è invisibile agli occhi, nonsi vede bene che col cuore"

    ha scritto il 

  • 3

    MONSIEUR IBRAHIM E I FIORI DEL CORANO

    Momo è un povero ragazzo ebreo la cui unica ricchezza è l’ironia. Ibrahim è un commerciante arabo che interpreta la vita seguendo i dettami di un suo personale Corano fatto di saggezza e umanità. Li u ...continua

    Momo è un povero ragazzo ebreo la cui unica ricchezza è l’ironia. Ibrahim è un commerciante arabo che interpreta la vita seguendo i dettami di un suo personale Corano fatto di saggezza e umanità. Li unirà una curiosa relazione d’amicizia, arricchita da un profondo affetto, che li aiuterà a sorridere alla vita. Una vita fatta di rispetto ed amore per il prossimo. Una vita semplice e pura. Una vita a cui non servono grandi risposte. Perché, come dice Ibrahim, spesso anche “nessuna risposta è una risposta”.
    Una breve storia farcita di buoni sentimenti. Ben scritta, piacevole. Nulla di più. Ma meritevole di lettura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Un libro leggero tra un mattone e l'altro? È sempre il benvenuto, ci mancherebbe. Come sosteneva Calvino, leggerezza non è superficialità: anzi, spesso nella "leggerezza" si scorgono profondità inas ...continua

    Un libro leggero tra un mattone e l'altro? È sempre il benvenuto, ci mancherebbe. Come sosteneva Calvino, leggerezza non è superficialità: anzi, spesso nella "leggerezza" si scorgono profondità inaspettate.
    Ma non è il caso di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano . Come molti altri racconti didascalici prima di lui, la tesi dell'autore - tutte le religioni hanno uguali dignità, e si possono creare legami profondissimi con persone che sembrano non avere niente in comune con noi - viene brutalmente spiattellata al lettore con un linguaggio vuoto privo, sostanzialmente, di anima. Non basta piazzare qualche discorso ispirato, un personaggio incredibilmente saggio, un ragazzino con una storia familiare da telenovela, e un messaggio di tolleranza religiosa per fare un buon lavoro. Non solo per l'abuso di stereotipi, ma per il poco spazio a disposizione, che costringe l'autore ad accelerare il passo fino a dover liquidare personaggi importantissimi in circa due righe. Con almeno altre cento pagine la storia avrebbe potuto avere un impatto molto diverso sul lettore.
    Dulcis in fundo Eric-Emmanuel Schmitt riesce anche a creare buchi narrativi notevoli. La situazione familiare del protagonista Momo non viene mai chiarita del tutto, in particolare il suo travagliato rapporto con il padre. A proposito di quest'ultimo, inoltre, la stucchevole morale del racconto mostra il fianco nel trattamento riservatogli: se Ibrahim sapeva del suo tragico passato (come e perché non si sa) perché incita Momo ad essere cattivo con lui invece di spronarlo a cercare una riconciliazione, fino a suggerirgli di dargli da mangiare cibo per cani? Sì, avete letto bene. L'idea viene, ricordiamolo, dal personaggio che dovrebbe fungere da esempio per Momo e per tutti noi. Non so voi, ma io sono scioccata. E c'è il rischio concreto che a distanza di tempo l'unica cosa che mi ricordi di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano sia questa. Cibo per cani.

    ha scritto il 

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