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Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Di

Editore: e/o

4.0
(1439)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Inglese , Finlandese , Spagnolo , Galego , Farsi , Danese , Olandese , Turco

Isbn-10: 887641858X | Isbn-13: 9788876418587 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un racconto delicato e intenso al tempo stesso, pieno di piccole perle di saggezza da tenere bene a mente e soprattutto portare nel cuore. Non credo che sia una lettura esclusivamente indirizzata ad u ...continua

    Un racconto delicato e intenso al tempo stesso, pieno di piccole perle di saggezza da tenere bene a mente e soprattutto portare nel cuore. Non credo che sia una lettura esclusivamente indirizzata ad un giovane pubblico: se un adulto è talmente disilluso dalla vita da non riuscire ad apprezzare questo libro, dovrebbe farsi delle domande e rivedere un po' di cose...

    E poi, un plauso alla scrittura di Schmitt: con pochi tratteggi delinea benissimo i suoi personaggi; come ha detto lui stesso in un'intervista riferita a questo romanzo, non fa descrizioni ma "evoca"..e ci riesce benissimo dato che Monsieur Ibrahim e Momo si sono già conquistati uno spazio nei miei cassettini della memoria letteraria!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Carino.
    Corto.
    È il secondo romanzo di questo autore che leggo. Li ho trovati simili: saggezza esotica e morte per incidente stradale.

    ha scritto il 

  • 5

    “So quello che c’è nel mio Corano”.

    Sarebbe bello se ognuno potesse conoscere ciò che c’è nel suo Corano. Anche se non si è musulmani né arabi. Perché il Corano di cui parla monsieur Ibrahim in questo racconto non è propriamente il libr ...continua

    Sarebbe bello se ognuno potesse conoscere ciò che c’è nel suo Corano. Anche se non si è musulmani né arabi. Perché il Corano di cui parla monsieur Ibrahim in questo racconto non è propriamente il libro sacro dell’Islam, ma - credo - il cuore, il profondo dell’anima che racchiude quel che siamo e sentiamo.
    L’ho atteso a lungo, questo libro, sognato, desiderato. Ed è stato infine un regalo meraviglioso, all’altezza delle aspettative; anzi, queste sono state addirittura superate. Mi aspettavo, in verità, una storia di amicizia tra i due protagonisti, l’anziano monsieur Ibrahim e il giovanissimo Mosè, ma al di là di essa, c’è molto di più tra queste splendide pagine: il rispetto e l’accettazione dell’altro, del diverso e della cultura che egli porta, la conoscenza di sé, che non può prescindere appunto dalla conoscenza dell’altro, la tolleranza verso l’affascinante mondo delle religioni - nessuna esclusa! - che non è fatto soltanto di dogmi indiscussi e prevaricazioni intolleranti, ma pure di spiritualità autentica che abbraccia valori universalmente condivisi; tra tutto questo, non manca nemmeno la speranza, ché, se non persistesse dai tempi di Pandora, saremmo davvero perduti, senza più orizzonti di futuro.
    E così il ragazzino ebreo Mosè diventa Momo, diminutivo del nome arabo Mohammed, anzitutto per se stesso e poi per gli altri; impara all’improvviso a sorridere, lui che non sorrideva mai, e a guardare alla vita con occhi nuovi, senza per forza sentirsi diverso, ma scoprendo che “diverso avrebbe potuto essere il mondo”; da figlio di un ebreo privo di identità e punti di riferimento diventa figlio di un “arabo” che in realtà arabo non è, intendendo per arabo, in quell’intreccio di strade parigine, “bottega aperta la notte e la domenica”. E, soprattutto, monsieur Ibrahim, che sorride sempre e pare legga nel pensiero, è un musulmano, ma non un semplice musulmano, sunnita o sciita, forzatamente astemio e dalle cinque preghiere quotidiane: è un sufi, un mistico dell’Islam, uno che fa i conti prima di tutto con la propria interiorità.
    Con i suoi lati leggeri e drammatici insieme, è una storia semplice che si legge d’un fiato e che sprizza saggezza, entusiasmo, voglia di vivere. Neppure la morte, che sopraggiunge inattesa (o forse no) nel finale, ormai al termine del viaggio alla volta della Mezzaluna d’Oro, favolosa terra natia del vecchio bottegaio, atterrisce o sconforta poiché essa è solo il modo per ricongiungersi con l’immenso di cui siamo parte.
    Già, sarebbe bello conoscere, proprio come monsiuer Ibrahim, quello che c’è nel nostro Corano. Così come sarebbe bellissimo abbandonarsi alla danza dei dervisci che girano su se stessi con le loro lunghe gonne roteanti; lasciarsi trasportare dal ritmo dei tamburi d’un Vicino Oriente magico e girare, girare intorno al nostro cuore che, a poco a poco, si alleggerisce di tutti i sentimenti negativi e della vita stessa, che spesso ci maltratta, e si unisce in preghiera con i fremiti dell’universo.
    È l’immagine più bella di tutto il libro, secondo me, quella della danza sufi nel monastero, profondamente emozionante! Un video nella sezione Musica & Video ne dà prova.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi dispiace, infine, che ne Monsieur Ibrahim e i Fiori del Corano nasce un'amicizia particolare quanto improbabile tra un musulmano ed un ebreo e che oggi queste due parole insieme ci fanno pensare a ...continua

    Mi dispiace, infine, che ne Monsieur Ibrahim e i Fiori del Corano nasce un'amicizia particolare quanto improbabile tra un musulmano ed un ebreo e che oggi queste due parole insieme ci fanno pensare a tutt'altro che ad un'amicizia. Sì, ma dovuto a cosa? Ad una guerra. Una guerra prima di tutto politica, poi religiosa ed infine culturale.
    Ma temo, forse, che le ultime due siano una conseguenza della prima.

    Recensione completa qui:
    http://unoscaffaledilibri.blogspot.it/2015/03/recensione-monsieur-ibrahim-e-i-fiori.html

    ha scritto il 

  • 2

    Schmitt ci regala in questo (che finora è il suo romanzo di maggior successo) una storia di amicizia raccontata con gli occhi di un ragazzino, Momo. Pochissime pagine nelle quali il sentimento dell’am ...continua

    Schmitt ci regala in questo (che finora è il suo romanzo di maggior successo) una storia di amicizia raccontata con gli occhi di un ragazzino, Momo. Pochissime pagine nelle quali il sentimento dell’amicizia domina incontrastato nonostante le difficoltà del vivere quotidiano e la solitudine domestica e, soprattutto, nonostante le diversità dei due protagonisti: quasi a voler dimostrare come l’amicizia non conosca limiti di età o di credo religioso. Con un linguaggio semplice – a volte anche troppo e non sempre giustificabile con la tenera età del protagonista – Momo ci conduce nella sua vita e nel suo difficoltoso percorso di crescita nel quale i punti di riferimento sono da ricercarsi al di fuori della famiglia di origine, al di fuori di quel famoso nido protettivo che lui, in concreto, non ha mai avuto. E per quanto gli spunti siano interessanti e i personaggi amabili il romanzo, nel complesso, manca, anche a causa della sua brevità o, se vogliamo, a causa di una “delicatezza” forse eccessiva
    recensione completa: http://www.mangialibri.com/node/16376

    ha scritto il 

  • 4

    Racconto breve che mantiene il lettore sempre con un animo sopra il limite. Tutto quello che possono fare i sentimenti tra un adolescente e un anziano smuovere le piccole consuetudini borghesi e fann ...continua

    Racconto breve che mantiene il lettore sempre con un animo sopra il limite. Tutto quello che possono fare i sentimenti tra un adolescente e un anziano smuovere le piccole consuetudini borghesi e fanno fare viaggi indimenticabili.

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco un altro piccolo gioiello di Schmitt.
    Questa volta è la storia di una profonda amicizia che si è creata fra il saggio Ibrahim e Momo un ragazzino di 12 anni. Tanti piccoli e semplici fiori di sag ...continua

    Ecco un altro piccolo gioiello di Schmitt.
    Questa volta è la storia di una profonda amicizia che si è creata fra il saggio Ibrahim e Momo un ragazzino di 12 anni. Tanti piccoli e semplici fiori di saggezza che aiuteranno Momo a sorridere e a leggere nel proprio cuore.
    Con quanta dolcezza Ibrahim dice queste parole: “Sssh.. non essere triste. Non sto morendo. Momo, sto andando a raggiungere l’immenso.”

    scritto il 22 ago 2009

    ha scritto il 

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