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Montedidio

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(2693)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: 8807016001 | Isbn-13: 9788807016004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Teens

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Descrizione del libro
"Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro." Unquartiere di vicoli a Napoli: Montedidio. Un ragazzo di tredici anni va abottega da Mast'Errico, il falegname. E' l'inizio della sua vita nuova, lavita che a sera, a casa, in una casa vuota per l'assenza del padre e per lamalattia della madre, il ragazzo va scrivendo su una bobina di carta avuta inregalo dal tipografo di Montedidio. Ha anche un altro regalo, che porta semprecon sé, un "bùmeran", un legno nato per volare che il padre ebbe a sua voltada un marinaio di passaggio. Così passano i giorni: Mast'Errico gli insegna ilmestiere e Don Rafaniello, uno scarparo che Mast'Errico tiene ospite abottega, gli insegna a pensare sugli uomini e sulle cose.
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  • 4

    Spesso emozionante

    Un poetico, piccolo libro in cui tutti gli espedienti narrativi funzionano perfettamente e i personaggi e i quartieri di Napoli prendono vita inumidendo ed emozionando spesso la lettura. Consigliato ...continua

    Un poetico, piccolo libro in cui tutti gli espedienti narrativi funzionano perfettamente e i personaggi e i quartieri di Napoli prendono vita inumidendo ed emozionando spesso la lettura. Consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    L'amore nostro sapeva fare pure quello...

    "Tengo solo a lei, e lei sta appoggiata a me con tutta la forza rimasta. È debole, ma nelle mani no, stringe forte, ha pure scassato un bicchiere e si è tagliata. Stiamo facendo una fatica insieme. No ...continua

    "Tengo solo a lei, e lei sta appoggiata a me con tutta la forza rimasta. È debole, ma nelle mani no, stringe forte, ha pure scassato un bicchiere e si è tagliata. Stiamo facendo una fatica insieme. Non ti mettiamo in mezzo, è una cosa tra noi, una cosa antica di quando andavamo al ricovero sotto i bombardamenti e ci facevamo il giuramento di non farci dividere manco dalle bombe; nisciuno c'adda spàrtere. Quando uno scoppio era vicino, lo spostamento d'aria la faceva vomitare, le tenevo la testa, lei roviescava tra i miei piedi, io ero contento che l'amore nostro sapeva fare pure quello. Eravamo fidanzati allora e stavamo stretti più degli sposi. La guerra ci dava il permesso di fare così. Se lei se ne va, io resto una maniglia senza porta."

    ha scritto il 

  • 3

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=384

    Montedidio è il quartiere popolare di Napoli dove è ambientata questa storia. Madre malata e padre sempre assente, un tredicenne la ...continua

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=384

    Montedidio è il quartiere popolare di Napoli dove è ambientata questa storia. Madre malata e padre sempre assente, un tredicenne lavora come apprendista dal falegname Mast'Errico. Davanti la falegnameria c'è sempre all'opera Don Rafaniello, un calzolaio gobbo e saggio, che insegna al ragazzo parecchio sulla vita e sugli uomini. Il ragazzo porta sempre con se un boomerang e vive una storia d'amore con una sua coetanea. Il primo amore e i dialoghi col calzolaio, poco altro, e di sicuro poco originale, anche se non per questo spiacevole. Di sicuro per me non è il capolavoro di cui parla la critica o i suoi fan più affezionati. Da lui ci si aspetta molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro questo piccolo libro. La prima volta lo lessi in pulmann durante un viaggio accidentato e lungo da Cagliari a Nuoro. Ricordo che eravamo una trentina di persone delle età più disparate e ci reca ...continua

    Adoro questo piccolo libro. La prima volta lo lessi in pulmann durante un viaggio accidentato e lungo da Cagliari a Nuoro. Ricordo che eravamo una trentina di persone delle età più disparate e ci recavamo a Nuoro per un congresso dei Comunisti Italiani. Quando ancora ci credevo, aggiungo. E ricordo che, nonostante il sottofondo chiassoso, riuscì a leggere e a sottolineare questo libro e ad innamorarmi del piccolo protagonista napoletano. L’ho riletto adesso nella tranquillità di casa mia (se di tranquillità di può parlare vista la piccola e vispa bimba pestifera che ho generato) e l’amore per il piccolo protagonista non è stato scalfito, lo stesso non si può dire per i comunisti italiani, ma questa è un’altra storia.
    Le vicende si svolgono a Napoli nel quartiere di Montedidio. Lui ha appena compiuto tredici anni e il babbo, come è giusto che sia, l’ha messo a lavorare. Anzi, rispetto ai suoi coetanei l’ingresso nel mondo del lavoro è avvenuto in ritardo visto che era un po’ malatticcio. È il suo primo giorno nella bottega di mast’Errico. Imparerà a lavorare il legno e la sera annoterà i fatti del giorno in un avanzo di bobina regalatagli dal tipografo che è buono, in fondo, gli piace soltanto toccare il piscitiello ai ragazzini. Con sé porta sempre il bumeràn che proviene dall’Australia, ma non lo può lanciare perché nel suo quartiere non c’è lo spazio nemmeno per uno sputo. Fa niente: può sempre fare la mossa di tirarlo. Il bottega c’è anche Don Rafaniello, o’ scarparo, che ha la gobba dalla quale un giorno spunteranno le ali che lo porteranno a Gerusalemme: si sentono già scricchiolare le ossa delle ali. E poi c’è lei: Maria…
    Tra gli stretti e chiassosi vicoli di Montedidio si staglia la figura di un tredicenne che fa la cronaca delle sue giornate e la fa in italiano, pur sentendosi un traditore del suo dialetto, perché l’italiano è zitto e ci può mettere i fatti “riposati dal chiasso napoletano”. Montedidio ha la sostanza di una favola, amara certo, nella quale l’io narrante ci porterà nel suo brusco percorso di crescita privo di tappe intermedie che si traduce in uno sfondamento quasi violento di quelle porte che conducono nel mondo adulto. È un romanzo ricco di tenerezza e magia nel quale domina l’assenza, dirà molto saggiamente il protagonista “I grandi vanno dietro ai loro guai e noi restiamo nelle case sorde che non sentono più un rumore. Solo il nostro sentiamo e fa un po’ paura.” La solitudine, le assenze e le dolorose perdite si uniscono, quasi a creare una compensazione salvifica, con la forza, la voglia di vivere, “l’ammore” e, soprattutto, i sogni i quali, in qualche modo, si realizzeranno nella notte di Capodanno tra colorati e rumorosi fuochi d’artificio. De Luca ci regala una storia tenera, fiabesca ma non troppo, in un alternarsi di crudezza e lirismo che ha la capacità di incantare dalla prima all’ultima pagina. E il piccolo napoletano rimarrà con noi anche a libro terminato.

    ha scritto il 

  • 4

    I famosi "ascolti" di cui parla sempre Erri De Luca nelle sue interviste. Sono il materiale da cui provengono le sue storie. Lui, però, ci mette quell'intuizione, il rispetto per la parola e la ricerc ...continua

    I famosi "ascolti" di cui parla sempre Erri De Luca nelle sue interviste. Sono il materiale da cui provengono le sue storie. Lui, però, ci mette quell'intuizione, il rispetto per la parola e la ricerca di quella più appropriata che ne differenziano lo stile, poco comune al "popolo" dei molti scrittori o presunti tali.

    ha scritto il 

  • 5

    Il terzo romanzo che leggo di De luca.. che meraviglia.. a mio parere supera di gran lunga“Tu, mio” e “Tre cavalli”, se lo leggevo per primo non avrei dato le stesse stelline, ma ormai…
    De Luca è un v ...continua

    Il terzo romanzo che leggo di De luca.. che meraviglia.. a mio parere supera di gran lunga“Tu, mio” e “Tre cavalli”, se lo leggevo per primo non avrei dato le stesse stelline, ma ormai…
    De Luca è un vero poeta.. incanta con le sue parole, ci racconta la vita della sua Napoli, quella vera in un modo dolce/amaro e ci fa innamorare.. non sono mai stata a Napoli, ma quando ci capiterò non mancherò sicuramente di passare a Montedidio.
    Montedidio, un quartiere magico dove si avverte la presenza degli spiriti “Senza il corpo hanno nostalgia solo delle mani e si buttano addosso alle persone per desiderio di toccare.”
    U romanzo così intenso, ricco, emozionante.. c’è amore, amicizia, coraggio, sogno, vita…
    E’ la storia di un ragazzino di 13 anni cresciuto troppo in fretta, ma in questo quartiere si deve crescere in fretta, e lui pur facendolo non ha perso quella voglia di sognare e di volare alto come il suo “buneràn”.. Volare come un giorno farà Rafaniello il calzolaio che aggiusta le scarpe ai “puverielli” senza farsi pagare, in realtà, un angelo dagli occhi verdi che un giorno volerà via lasciando due piume e un paio di scarpe.
    E “l’ammore” che scoprirà con Maria…
    Maria, chiedo, è questo qui l'ammore che sta nelle canzoni? "No, dice, quello è ammore di malinconia, uno strofinaccio di lacrime e sospiri, uh quant'è scocciante. L'ammore nostro è un'alleanza, una forza di combattimento". Le nostre chiacchiere strette scappano nel vento che ce le scippa dalle bocche.
    De luca con le sue parole riesce a trasportarti dentro il racconto, lo vivi con lui, ridi e piangi coi suoi personaggi.. in una sola parola è “straordinario”!

    Scritto il 1 Ago 2010

    ha scritto il 

  • 3

    Non è scattata l’emozione

    Lo riconosco: è pieno di meraviglie, ogni pagina un gioiello. C’è dentro tutta la saggezza millenaria del popolo napoletano, e ne ho sottolineato quasi ogni pagina. Ma non è scattata la passione, non ...continua

    Lo riconosco: è pieno di meraviglie, ogni pagina un gioiello. C’è dentro tutta la saggezza millenaria del popolo napoletano, e ne ho sottolineato quasi ogni pagina. Ma non è scattata la passione, non l’ho sentito sotto la pelle, non ha parlato al mio cuore. Colpa mia, sicuramente, visto che quasi tutte le mie sorelle di lettura lo adorano. Riproverò con altri suoi lavori. Voglio - devo - riuscire a coglierne la magia.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei suoi libri più belli.
    Se penso a un aggettivo mi viene in mente pieno.
    Ma non è sufficiente, perché questo libro è anche scarno, scavato, commovente fino al midollo. Racconta con parole chiare ...continua

    Uno dei suoi libri più belli.
    Se penso a un aggettivo mi viene in mente pieno.
    Ma non è sufficiente, perché questo libro è anche scarno, scavato, commovente fino al midollo. Racconta con parole chiare una storia genuina e misteriosa. Una di quelle storie che si potrebbero raccontare all'infinito e che proprio per questo è meglio sospendere a un certo punto.

    ha scritto il 

  • 4

    I libri di De Luca sono sempre poesia, e poetica è la storia di questo ragazzo, che impara la vita, l'amore, il lavoro, persino la lingua italiana, in questo quartiere pieno di storie. Una storia semp ...continua

    I libri di De Luca sono sempre poesia, e poetica è la storia di questo ragazzo, che impara la vita, l'amore, il lavoro, persino la lingua italiana, in questo quartiere pieno di storie. Una storia semplice e difficile al tempo stesso. uno splendido ritaglio di vita popolare

    ha scritto il 

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