Montedidio

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(2804)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: 8807016001 | Isbn-13: 9788807016004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
"Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro." Unquartiere di vicoli a Napoli: Montedidio. Un ragazzo di tredici anni va abottega da Mast'Errico, il falegname. E' l'inizio della sua vita nuova, lavita che a sera, a casa, in una casa vuota per l'assenza del padre e per lamalattia della madre, il ragazzo va scrivendo su una bobina di carta avuta inregalo dal tipografo di Montedidio. Ha anche un altro regalo, che porta semprecon sé, un "bùmeran", un legno nato per volare che il padre ebbe a sua voltada un marinaio di passaggio. Così passano i giorni: Mast'Errico gli insegna ilmestiere e Don Rafaniello, uno scarparo che Mast'Errico tiene ospite abottega, gli insegna a pensare sugli uomini e sulle cose.
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  • 4

    " Volerai con le ali tue a Gerusalemme e farai scarpe insieme a Rav Iohanàn hassàndler, che da noi sarebbe don Giuvanne ‘o scarparo"
    La singolare profezia di un angelo anima questa favola bella e deli ...continua

    " Volerai con le ali tue a Gerusalemme e farai scarpe insieme a Rav Iohanàn hassàndler, che da noi sarebbe don Giuvanne ‘o scarparo"
    La singolare profezia di un angelo anima questa favola bella e delicata, ambientata dentro il cuore di Napoli. E' un piccolo libro che si legge velocemente, in un paio d’ore. Ma non si dimentica.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    De Luca ha il dono di scrivere in maniera chiara, semplice ed elegante; il suo stile incisivo è di grande immediatezza sia che ci parli in italiano o in napoletano e il lettore si sente sempre attr ...continua

    De Luca ha il dono di scrivere in maniera chiara, semplice ed elegante; il suo stile incisivo è di grande immediatezza sia che ci parli in italiano o in napoletano e il lettore si sente sempre attratto e coinvolto in questo piccolo universo che è Montedidio , in cui dolore, miseria, malattia si accompagnano all’amore, all’ altruismo e alla pietà. E’ un mondo ricco di colori, di suoni, di luce, di buio e di silenzi, un mondo ricco di umori, di poesia e anche di sogno e tutto sommato di speranze; speranze magari di far volare un “bumeràn” come segnale di una raggiunta libertà, oppure di possedere due ali con cui potersi librare finalmente nell’aria, "con le mani innocenti e il cuore puro”” , libero dai ricordi, dal dolore, che ti circonda, nella pace perfetta del giusto!

    ha scritto il 

  • 1

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Generazioni di baldi giovani hanno allenato il bicipite dest ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Generazioni di baldi giovani hanno allenato il bicipite destro in modi ben più piacevoli.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro emozionante. mi ha catturato dalla prima all'ultima parola. la crudezza della realtà trasformata in poesia. storia d'amore, di adolescenza da brividi. rafaniello e le sue ali: fantastico. . ...continua

    un libro emozionante. mi ha catturato dalla prima all'ultima parola. la crudezza della realtà trasformata in poesia. storia d'amore, di adolescenza da brividi. rafaniello e le sue ali: fantastico. .

    ha scritto il 

  • 5

    "Lei e io siamo sul tetto più alto del quartiere, siamo sentinelle della città. Seduti vicini, a terra, contro il parapetto, al riparo della coperta, passiamo il tempo, compari di vento che sfotte i f ...continua

    "Lei e io siamo sul tetto più alto del quartiere, siamo sentinelle della città. Seduti vicini, a terra, contro il parapetto, al riparo della coperta, passiamo il tempo, compari di vento che sfotte i fili vuoti degli stenditoi e le antenne delle televisioni. Ci fischia sopra, trova il nostro riparo e ci dà una spinta, tanto per farci stare più stretti"...
    ...mi mette un bacio sui capelli freddi. Piovono baci dalla tramontana...

    Questo è un libro di forte vento e di mare...di cielo e di stelle...di sentimenti puri..intensi...di amore..amore grande...

    ha scritto il 

  • 4

    La poesia delle strade

    Erri De Luca è un filtro. Uno di quelli che trattiene il marcio, lo sporco, il banale e l'inutile restituendoci una quotidianità diversa, ideale eppure autentica. Quello che rimane è l'essenza di un p ...continua

    Erri De Luca è un filtro. Uno di quelli che trattiene il marcio, lo sporco, il banale e l'inutile restituendoci una quotidianità diversa, ideale eppure autentica. Quello che rimane è l'essenza di un personaggio, di una storia, di una città. Gli odori e la musica, il linguaggio e i gesti, i mestieri e i sentimenti, tutto dopo il setaccio-De Luca è poesia e polvere di immortalità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    "Quando senti la nostalgia quella non è un'assenza, è una presenza che ti è venuta a trovare"

    Erri De Luca ha la rara capacità di scolpire le parole: quando leggi i suoi libri generalmente senti che le parole hanno un corpo, una loro fragranza, una loro consistenza, ma allo stesso tempo scorr ...continua

    Erri De Luca ha la rara capacità di scolpire le parole: quando leggi i suoi libri generalmente senti che le parole hanno un corpo, una loro fragranza, una loro consistenza, ma allo stesso tempo scorrono via, si bevono come acqua di sorgente. Sono parole che nutrono. E delle parole Erri De Luca ti fa percepire la sacralità: se si è avuta l'occasione di sentirlo parlare, viene in mente proprio mentre strizza gli occhi alla ricerca dell'espressione giusta, sempre misurata, cesellata, come un orafo della parole.
    Montedidio è un piccolo "romanzo" di formazione (anche se l'appellativo più giusto per Erri De Luca è quello di narratore), un racconto dalla prosa lirica e compatta il cui protagonista è un ragazzino di 13 anni che va a lavorare come garzone di bottega da un falegname; un falegname parco di parole, ma saggio, misurato, che gli insegna la vita oltre che il mestiere. Lo fa crescere con i piedi per terra, mentre il padre, operaio navale, si trova a dover assistere la moglie malata in ospedale. Nel frattempo, il ragazzino scopre l'amore grazie alla coetanea Maria.
    C'è un altro personaggio, Don Rafaniello, calzolaio ebreo venuto da lontano, da un paese in cui tutti o quasi sono morti durante la guerra, con cui si instaura una strana amicizia che la scrittura di De Luca circonda di un alone di magia; la gobba del calzolaio infatti si rivelerà essere un guscio per delle ali, ali con le quali alla fine del racconto quest'ultimo raggiungerà Gerusalemme, la Terra Santa. E' interessante notare come mentre Mast'Errico insegna al ragazzo la vita pratica, spicciola, Don Rafaniello (che è stato accolto in bottega dove si dedica alla riparazione delle scarpe dei poveri, riparazioni che fa gratuitamente) lo innalza ai misteri dell'esistenza, della fede, della "spiritualità" (una spiritualità ebraica, cara a De Luca che conosce e traduce l'ebraico antico e le sacre scritture). Un po' come se il ragazzo fosse un albero, che cresce tanto meglio in altezza quanto più le sue radici sono saldamente ancorate nelle profondità del suolo. Anche se la figura decisiva in questo percorso di crescita è ovviamente Maria, che lo inizia al mistero dell'amore (ammore, anzi) e del sesso (straordinaria la delicatezza con cui l'autore tratteggia sia il primo contatto fisico avvenuto sul terrazzo dove vengono stesi i panni sia la prima volta dei due ragazzi). E anche qui mi sembra di cogliere un elemento simbolico: l'iniziazione sessuale del ragazzo avviene nello stesso luogo in cui Don Rafaniello spiccherà il volo alla fine, e dove lo stesso protagonista finalmente lancerà il "bumeràn" con cui si esercitava dall'inizio, vero e proprio totem attraverso il quale si libererà del passato da bambino per entrare definitivamente nell'età adulta, mentre nella notte di capodanno la gente del quartiere butta in strada le cose vecchie nella migliore tradizione napoletana.
    Una nota sul linguaggio: De Luca riesce a coniugare la musicalità e l'espressiva potenza del napoletano conl'asciuttezza e la concisione dell'italiano, e molto interessanti sono le sue riflessioni che vengono rese indirettamente attraverso le parole dei personaggi ("l'italiano è una lingua zitta", l'italiano come un vestito che ricopre "up corpo nudo del dialetto" come dice Don Rafaniello) a cui il protagonista affida le sue riflessioni e il racconto delle sue giornate in forma scritta, scrivendo su un rotolo - altro rimando alla Torah e alla cultura ebraica).
    In definitiva, un piccolo gioiello da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

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