Nel più lussuoso hotel di Dubai o in uno slum di Bombay. Nel cuore dellaforesta amazzonica o in una fattoria islandese, per le strade di Times Square,dove gli schermi si moltiplicano, o in un villaggio di Zanzibar, dove le ombredi una piccola tv in bianco e nero sono ancora un miraggio, tuttiContinue
Nel più lussuoso hotel di Dubai o in uno slum di Bombay. Nel cuore dellaforesta amazzonica o in una fattoria islandese, per le strade di Times Square,dove gli schermi si moltiplicano, o in un villaggio di Zanzibar, dove le ombredi una piccola tv in bianco e nero sono ancora un miraggio, tutti guardano glistessi programmi: La ruota della fortuna, Stranamore, Chi vuol esseremilionario?, Grande fratello, Affari tuoi, L'isola dei famosi. Sono i format.Il più importante catalizzatore dei gusti che il mondo abbia mai conosciuto.Miliardi di persone li guardano, ma sappiamo pochissimo dei meccanismi piùprofondi grazie ai quali hanno costruito il "nuovo impero globaledell'intrattenimento". Come si analizza un format? Perché alcuni conoscono unsuccesso planetario e altri scompaiono in una sera? Quali sono le costanti e ilegami invisibili che uniscono tutti quelli vincenti? Paolo Taggi, autore edirettore di programmi televisivi, propone una teoria semplice, rifacendosialla "Morfologia della fiaba" di Vladimir Propp, in chiave libera eriattualizzata, ma anche al mito, alla fiaba, alla performance, al wrestlinge al videogame: elenca duecento azioni che, combinate sempre in mododifferente, danno vita a tutti i programmi seriali di successo nel mondo. Unostrumento di analisi delle strutture della tv di oggi, ma anche come un metodooriginale di lavoro - quasi una sfida - per chi, stanco della televisione chevede, vuole davvero cominciare a costruirne una nuova.