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Morire è un attimo

L'indagine del maggiore Aldo Morosini nell'Eritrea italiana

Di

Editore: Edizioni Angolo Manzoni

3.8
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862040237 | Isbn-13: 9788862040235 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Eritrea, 1935. Mentre crescono le tensioni internazionali e l’Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l’Abissinia, la città di Massaua - perla del Mar Rosso e fiore all’occhiello della prima Colonia italiana – è scossa da due misteriosi omicidi. Un noto imprenditore cittadino e un comune impiegato di banca vengono trovati decapitati. I sospetti si concentrano subito sugli agenti del Negus etiopico Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane.
Ma il maggiore Aldo Morosini, ufficiale della compagnia dei reali carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione di comodo. Stretto fra gli ordini del comando e la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative. E con l’aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello scium-basci indigeno Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo. Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti. E costringeranno Morosini a inseguire l’assassino nell’infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.
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  • 3

    Interessante l'ambientazione coloniale, affascinanti le descrizioni delle citta' eritree negli anni della colonizzazione italiana.

    Il giallo e' pero' praticamente inesistente. Siete avvisati.

    ha scritto il 

  • 4

    Ambientazione originale

    Oltre ad essere l'unico giallo, a mia conoscenza ovviamente, ambientato nelle colonie italiane è molto ben scritto.
    La parte gialla pur non originalissima si fa leggere soprattutto col colpo di scena finale.
    Ben descritta l'aria delle colonie alla vigilia della guerra d'Abissinia e il giro dei co ...continua

    Oltre ad essere l'unico giallo, a mia conoscenza ovviamente, ambientato nelle colonie italiane è molto ben scritto. La parte gialla pur non originalissima si fa leggere soprattutto col colpo di scena finale. Ben descritta l'aria delle colonie alla vigilia della guerra d'Abissinia e il giro dei connazionali che ci vivevano. Consiglio vivamente la lettura anche "sotto l'ombrellone" perché ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stellette quasi quattro

    Godibilissimo, nonostante qualche imperfezione linguistica. All'Angolo Manzoni, l'editor o non c'è o era al telefono. Sono scappati dei congiuntivi e ci sono degli ausiliari usati impropriamente. Ma davvero poca roba. La trama gialla è interessante, ma la soluzione è da tipico colpo di fortuna al ...continua

    Godibilissimo, nonostante qualche imperfezione linguistica. All'Angolo Manzoni, l'editor o non c'è o era al telefono. Sono scappati dei congiuntivi e ci sono degli ausiliari usati impropriamente. Ma davvero poca roba. La trama gialla è interessante, ma la soluzione è da tipico colpo di fortuna alla Commissario Basettoni. Passati sopra alle poche cose negative, si scopre il misterioso mondo delle colonie italiane, che la storia ufficiale si sforza di dimenticare. L'azione si svolge in Eritrea poco prima dell'offensiva contro l'Abissinia. Rinascono gli ascari, gli zaptié e tutti i personaggi che la macchina coloniale italiana aveva messo in moto. La ricerca storica di Giorgio Ballario è vasta. Leggendo le descrizioni di personaggi, luoghi e mezzi di trasporto ti prende quel senso di fiducia che ogni scrittore dovrebbe costruire per i suoi lettori. Non ti aspetti che gli scenari caschino per terra da un momento all'altro come in uno spettacolo mal allestito. L'Africa orientale di Ballario è solida e autentica. Polvere, caldo e zanzare sono presenti e ben reali. Anche il clima ancora entusiasta degli anni '30 è credibile e chi, come me, trova più affascinante il passato rispetto al futuro, può utilizzare "Morire è un attimo" come macchina del tempo, per qualche ora di sano relax in bianco e nero.

    ha scritto il 

  • 4

    una gradita sorpresa.....

    l'indagine del Maggiore Morosini nell'Eritrea di un altro tempo.

    Proiezione in un altro tempo, quello del colonialismo italiano.

    Proiezione in una altro luogo, la torrida Africa.

    Ma i buoni e i cattivi quelli ci sono sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Morire è un attimo

    Bellissimo...Ho acquistato questo libro dopo aver letto "Una donna di troppo", la seconda indagine del Maggiore Morosini in Eritrea, che mi era stato regalato alcuni mesi fa e che mi aveva entusiasmato.
    questo volume, se possibile, è ancora più bello ed entusiasmante: riunisce tutti i canoni clas ...continua

    Bellissimo...Ho acquistato questo libro dopo aver letto "Una donna di troppo", la seconda indagine del Maggiore Morosini in Eritrea, che mi era stato regalato alcuni mesi fa e che mi aveva entusiasmato. questo volume, se possibile, è ancora più bello ed entusiasmante: riunisce tutti i canoni classici del noir - thriller ad una splendida ambientazione ed ad un modo di scrivere scorrevole e piacevolissimo. Avevo appena finito di leggere lo splendido "Gran circo Taddei" di Camilleri: alcune volte la lettura riconcilia col mondo e con il vivere. A me è successo così. Sono ansioso di iniziare, e lo farò stasera, il terzo libro di Ballario "Il volo della cicala". Spero che sia altrettanto bello ...grazie Giorgio

    ha scritto il 

  • 4

    si legge...in un attimo

    Se la lettura di un romanzo stimola la voglia di approfondire un periodo storico poco studiato nelle scuole ben vengano altri noir di Ballario ed altre indagini del Maggiore Morosini.
    “Morire è un attimo” si divora. Ammaliante nell’ambientazione. Si ha la sensazione di sbarcare con il Genova< ...continua

    Se la lettura di un romanzo stimola la voglia di approfondire un periodo storico poco studiato nelle scuole ben vengano altri noir di Ballario ed altre indagini del Maggiore Morosini. “Morire è un attimo” si divora. Ammaliante nell’ambientazione. Si ha la sensazione di sbarcare con il Genova, insieme alla compagnia teatrale in tournée, nel porto di Massaua e farsi travolgere dai colori della città… Insieme a Morosini si suda per via del caldo opprimente, si fumano le Macedonia mentre si osservano le truppe coloniali prepararsi per la conquista dell’Abissinia, si arrossisce nel reincontrare un vecchio amore, si viaggia nella Dancalia, non senza fermarsi a rendere onore alla spedizione Giulietti trucidata nell'agosto del '29 e il cui unico ricordo è un cippo solitario nel "bel mezzo del niente"... Scritto bene, con piglio giornalistico. La mia reale valutazione è un 4 stelle e 1/2!

    ha scritto il 

  • 4

    Fin dalle prime pagine, ambientazione gustosa!...
    Colori, profumi e sensazioni dell'Erirtrea che affascinano.

    La caratterizzazione dei personaggi è molto accattivante, attenta ai particolari e per qualcuno l'autore ha saputo giocare sul bilanciamento ironia - verismo dipingendo un pai ...continua

    Fin dalle prime pagine, ambientazione gustosa!...
    Colori, profumi e sensazioni dell'Erirtrea che affascinano.

    La caratterizzazione dei personaggi è molto accattivante, attenta ai particolari e per qualcuno l'autore ha saputo giocare sul bilanciamento ironia - verismo dipingendo un paio di ritratti che talvolta portano a far sorridere, come il maresciallo Barbagallo.

    Curiosa la ricerca di elementi degli anni '30, dalle marche di sigarette alla musica...

    Il bello del plot costruito dall'autore è che accompagna il lettore per mano alla scoperta di inidizi e durante gli interrogatori. L'azione è sfumata dai pensieri del protagonista che si soffermano sul paesaggio e sulla propria vita...
    Narrazione scorrevole e percorso affascinante in cui ci si addentra nei ricordi del protagonista che rivive l'indagine ormai anziano e non a caso il libro si chiude con una citazione dal "De brevitate vitae" di Seneca...
    Il finale lascia soddisfatti regalando qualche sorpresa...

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel "noir" di ambientazione insolita, non solo nello spazio (l'Eritrea) ma anche nel tempo (1935, alla vigilia della guerra con l'Etiopia).
    Un libro che può servire anche a ri-valutare (nel senso di valutare in modo diverso) l'esperienza coloniale italiana, un periodo storico gettato nel ...continua

    Un bel "noir" di ambientazione insolita, non solo nello spazio (l'Eritrea) ma anche nel tempo (1935, alla vigilia della guerra con l'Etiopia).
    Un libro che può servire anche a ri-valutare (nel senso di valutare in modo diverso) l'esperienza coloniale italiana, un periodo storico gettato nel dimenticatoio e del quale nel nostro Paese non si è più parlato per decenni.

    ha scritto il