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Morituri

By Yasmina Khadra

(10)

| Paperback | 9782070409662

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Book Description

This remarkable roman policier introduces us to the formidable and yet very human detective-writer, Superintendent Llob and his devoted lieutenant Lino. It follows Llob in his search for the missing daughter of Ghoul Malek, one of the top power broke Continue

This remarkable roman policier introduces us to the formidable and yet very human detective-writer, Superintendent Llob and his devoted lieutenant Lino. It follows Llob in his search for the missing daughter of Ghoul Malek, one of the top power brokers in Algiers. In his search, Llob must traverse the fear-filled streets of Algiers, from the dens of the drug pushers to those of the cruel and fanatical Islamic fundamentalists. The poverty and constant terror and suspicion endemic to Algiers, torn apart by civil war, is set against contrasting glimpses of the corrupt and luxurious high society. The memory of the serene and beautiful Algiers that was makes the current situation all the more heartbreaking. More than just an outstanding mystery novel, with Morituri Khadra paints an unforgettable picture of the tragedy of modern Algeria, in language of breathtaking power and poetry.

19 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    trama un po' complicata ma lo sfondo storico, la guerra civile di Algeria è davvero interessante.

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    Francesco C said on May 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    torridamente crudo

    prima dell'addomesticamento editoriale d'alto bordo, un cane rabbioso della letteratura e una penna grintosa e graffiante dalla tormentata terra d'algeria. X palati forti e sopraffini

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    Acetico Glaciale said on Apr 17, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per fortuna "L'attentatrice" l'ho letto prima...

    Si sconta l’handicap della cronologia nel leggere e soprattutto valutare questo “Morituri”, poliziesco (opera prima secondo Wikipedia, ma la bibliografia dell’autore è poco chiara) risalente agli anni 90, dopo aver assaporato quell’assoluto capolavor ...(continue)

    Si sconta l’handicap della cronologia nel leggere e soprattutto valutare questo “Morituri”, poliziesco (opera prima secondo Wikipedia, ma la bibliografia dell’autore è poco chiara) risalente agli anni 90, dopo aver assaporato quell’assoluto capolavoro che è “L’attentatrice” terzultimo romanzo di Yasmina Khadra (2005).

    La prima e più immediata considerazione è che bene ha fatto Y.K. ad abbandonare il genere, poiché in questo romanzo appare impegnato a scimmiottare gli autori hard-boiled, soprattutto americani più che francesi, in una noiosa sequela di luoghi comuni che lo rende irriconoscibile rispetto alle prove letterarie degli anni 2000 e assolutamente povero di inventiva nella costruzione della trama.

    L’unica nota distintiva di Morituri, come era facile prevedere, è l’ambientazione algerina con il corollario di bombe, integralisti islamici, intellettuali giustiziati, che si mantiene sullo sfondo di una presunta indagine poliziesca alquanto improvvisata e ripetitiva: un po’ poco per assolvere un’opera in cui nulla fa presagire l’evoluzione che in pochi anni avrebbe portato l’autore ai vertici cui abbiamo accennato.

    Se questa interpretazione, cronologica come si diceva in premessa, non è giusta allora l’alternativa è che Khadra sia l’autore di un solo grande libro nell’ambito di una produzione che poco si discosta dalla mediocrità: speriamo che così non sia ma per scoprirlo occorrerà leggere i due romanzi successivi a “L’attentatrice” e svelare qual è la vera statura dello scrittore. Tocchiamo ferro.
    Unica certezza in conclusione è l’invito agli ammiratori di “L’attentatrice” (fra i quali incondizionatamente mi annovero) di astenersi dal perdere tempo e pazienza su queste pagine.

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    Ubik said on Apr 23, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le riletture fan sempre bene.
    Quando YK era lo pseudonimo di un' "autrice" algerina, quando in Algeria si sgozzavano donne e bambini, integralismo si diceva, fondamentalisti si parlava. Come al solito la realtà delle cose era decisamente più terre à ...(continue)

    Le riletture fan sempre bene.
    Quando YK era lo pseudonimo di un' "autrice" algerina, quando in Algeria si sgozzavano donne e bambini, integralismo si diceva, fondamentalisti si parlava. Come al solito la realtà delle cose era decisamente più terre à terre...

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    Maktub59 said on Mar 19, 2011 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Yasmina Khadra è uno pseudonimo femminile, dietro al quale si celava Mohamed Moulessehoule (si rivela per la prima volta nel 2001, in un suo romanzo, “L'écrivain”), fino al 2000 facente parte dell'esercito algerino, con il grado di comandante.

    Se c ...(continue)

    Yasmina Khadra è uno pseudonimo femminile, dietro al quale si celava Mohamed Moulessehoule (si rivela per la prima volta nel 2001, in un suo romanzo, “L'écrivain”), fino al 2000 facente parte dell'esercito algerino, con il grado di comandante.

    Se confronto “L'attentatrice” con questo “Morituri”, trovo quest'ultimo (redatto otto anni prima) molto più ruspante, si sente il dolore, la rabbia. E' duro, spietato, frammentato, ricco di doppi sensi, sembra una valvola di sfogo dell'autore che vive sulla sua pelle e vede ogni giorno con i propri occhi quello che accade in Algeria.
    La corruzione, i quartieri iper lussuosi che appaiono all'improvviso quasi spuntassero dal nulla, l'integralismo che si organizza per aggredire chi non rispecchia una tradizione che non accetta contaminazioni, sono tutti aspetti che si mescolano in questo breve romanzo che ha come unico neo una struttura a volte vacillante.

    “L'attentatrice” contiene molto temi affini a quelli qui trattati, ma lo scrittore è sicuramente più maturo e il suo dolore, il suo urlo di denuncia è scandito in ogni parola, qui invece esplode in modo disarticolato.

    p.s.: quarta di copertina e note sull'autore non sono aggiornate da parecchio tempo, si parla ancora di “scrittrice”.

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    Grimilde said on Dec 7, 2010 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    è il primo della serie, la critica pensava ancora che l'autore fosse una donna che viveva in francia, in realtà si tratta di un uomo che non può firmare con il suo nome per paura di essere sgozzato dai terroristi algerini.
    la critica di Le Monde d ...(continue)

    è il primo della serie, la critica pensava ancora che l'autore fosse una donna che viveva in francia, in realtà si tratta di un uomo che non può firmare con il suo nome per paura di essere sgozzato dai terroristi algerini.
    la critica di Le Monde dice che l'autore si rifà a San Antonio, ma è ben lungi dal raggiungere il suo modello, tanta ironia, ma i dialoghi non decollano, la brevità evita la noia.

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    Massimomilone said on Oct 31, 2010 | Add your feedback

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