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Mornings in Jenin

By

Publisher: Bloomsbury Publishing

4.5
(729)

Language:English | Number of Pages: 480 | Format: eBook | In other languages: (other languages) French , Portuguese , Spanish , Italian , German , Arabic , Dutch

Isbn-13: 9781408810811 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Palestine, 1948. A mother clutches her six-month-old son as Israeli
soldiers march through the village of Ein Hod. In a split second, her
son is snatched from her arms and the fate of the Abulheja family is
changed forever. Forced into a refugee camp in Jenin and exiled from the
ancient village that is their lifeblood, the family struggles to
rebuild their world. Their stories unfold through the eyes of the
youngest sibling, Amal, the daughter born in the camp who will
eventually find herself alone in the United States; the eldest son who
loses everything in the struggle for freedom; the stolen son who grows
up as an Israeli, becoming an enemy soldier to his own brother.



Mornings in Jenin is a devastating novel of love and loss,
war and oppression, and heartbreak and hope, spanning five countries and
four generations of one of the most intractable conflicts of our
lifetime.

Sorting by
  • 4

    "..portando alla luce l'inesorabile verità che i palestinesi avevano pagato il prezzo dell'Olocausto ebreo. Gli ebrei avevano ucciso la famiglia di mia madre perchè i tedeschi avevano ucciso quella di Jolanta."

    "Ari,l'uomo che non poteva sposarsi perchè, come me, aveva più paura dell'amore che della morte."
    Devo ringraziare il gruppo di lettura per questo libro che altrimenti non avrei mai letto, né probabil ...continue

    "Ari,l'uomo che non poteva sposarsi perchè, come me, aveva più paura dell'amore che della morte."
    Devo ringraziare il gruppo di lettura per questo libro che altrimenti non avrei mai letto, né probabilmente conosciuto -stano come alcuni libri ci transitino accanto senza farci accorgere di loro.
    Ho detto devo ringraziare perché si tratta di un libro notevole, di una forza espressiva non comune -forte nel buono così come nel cattivo, mi verrebbe da dire semplificando.
    Certo che ad di là del suo valore letterario -che è notevole- per quanto possa e debba essere romanzato resta anche una testimonianza di sessant'anni di storia, dagli anni '40 al 2003; e qui, con la storia raccontata, ho dovuto fare i conti con me stessa. A parte l'informazione parziale che ci può essere stata propinata, ed il fatto che io non ero nata o ero bambina quando si sono perpetrate queste atrocità, avevo sempre voluto vedere il popolo ebraico come una specie di agnello sacrificale della storia, quello storicamente più oppresso ed offeso. Qui mi è stata offerta la visione storica di un evento che invece conoscevo appunto marginalmente, e del quale frettolosamente avevo voluto incolpare le Nazioni Unite, l'OLPE e tutti questi organismi per così dire "impersonali" proprio per non doverne riconoscere i colpevoli, e del quale ahimè ho dovuto invece in qualche maniera prendere coscienza di una colpevolezza del popolo ebraico. La lettura di questo libro infatti mi ha suscitato un grosso sgomento per questa affermazione, e mi ha spinta ad andarmi a rivedere i fatti storici come realmente si sono svolti, per quanto se ne possa capire. E gli ebrei in effetti non mi sono parsi propriamente innocenti. E dire che in Israele avevo avvertito la netta sensazione che gli "intrusi" fossero i palestinesi, che invece abitavano quella terra da secoli.
    Ma non è il caso qui di dibattere le cause e le colpe delle guerre, quanto di affermare che questo libro riesce a spiegare senza sentimentalismi eccessivi una storia dolorosa ed in parte poco conosciuta, perché se è vero che più o meno tutti abbiamo fatto nostro il dolore del popolo ebraico, è anche vero che molto meno conosciuti e meno sentiti sono il dolore del popolo palestinese, come pure di quello armeno, solo per parlare di realtà geografiche a noi relativamente prossime.

    said on 

  • 5

    mi vengono due considerazioni: 1. che è incredibile che un popolo che aveva appena subito un olocausto sia riuscito ad infliggere qualcosa di molto simile ad un altro popolo 2. leggendo il libro sono ...continue

    mi vengono due considerazioni: 1. che è incredibile che un popolo che aveva appena subito un olocausto sia riuscito ad infliggere qualcosa di molto simile ad un altro popolo 2. leggendo il libro sono arrivata alla (triste?) riflessione che le lotte per gli ideali (la rivoluzione francese, il voto alle donne, i diritti dei lavoratori, etc) sono quelle che ci servono per migliorare e crescere e far stare bene più gente, eppure, anche l'ideale più grande spesso (sempre?) a un certo punto viene sporcato dai soldi, dal potere, dall'avidità di uno o di pochi, dai compromessi (attenzione: non negoziazioni, nella sua accezione positiva di situazione che va bene a tutte le parti in gioco)....e gli altri rimangono e continuano a lottare per un'idea che non si accorgono essere ormai svilita.....è triste e la gente muore.....

    said on 

  • 4

    Ogni mattina a Jenin - Susan Abulhawa

    Il secondo libro che in pochi giorni leggo sul conflitto arabo-israeliano. Anche questo raccontato dal punto di vista palestinese.

    La rassegnazione iniziale con la quale il popolo palestinese subisce ...continue

    Il secondo libro che in pochi giorni leggo sul conflitto arabo-israeliano. Anche questo raccontato dal punto di vista palestinese.

    La rassegnazione iniziale con la quale il popolo palestinese subisce l'invasione delle loro terre da parte degli israeliani, la speranza mai abbandonata di poter tornare un giorno nelle loro case costretti a lasciare anni prima.

    Attraverso la storia della famiglia Abulheja, raccontata da Amal nipote del capostipite, si ripercorre le prime invasione da parte degli ebrei, il trasporto nei campi profughi, la voglia di vendetta da parte del popolo invaso, le stragi nei campi profughi di Sabra e Shatila, da parte dei falangisti libanesi, con il benestare, mai ammesso, degli israeliani, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove giovani ragazzi cercano ancora vendetta, e coltivano la speranza di tornare a vivere nella terra dei loro avi.

    L'autrice ha la capacità di descrivere i fatti che hanno, e stanno, sconvolgendo da circa 70 anni questo lembo di terra, in un modo così coinvolgente per la sensibilità con cui racconta storie di guerra, di violenza, di orrore, ma anche pagine di profondo amore, dove si esalta il valore della famiglia e dell'amicizia.
    Valutazione più che ottima

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  • 4

    il libro è molto scorrevole e coinvolgente, si districa bene nella narrazione che gradatamente passa tra diverse generazioni. Le tinte calde e tradizionali fanno emergere bene la dimensione culturale ...continue

    il libro è molto scorrevole e coinvolgente, si districa bene nella narrazione che gradatamente passa tra diverse generazioni. Le tinte calde e tradizionali fanno emergere bene la dimensione culturale araba(palestinese). la drammaticità della guerra è narrata con sapienti tratti e semplicità che mettono direttamente a contatto il lettore con le immagini descritte. alle volte a trama è scontata, e si intravede pagine prima come evolverà la storia. puntuale i riferimenti storici inseriti, che lasciano spunti al lettore per approfondire la tematica del conflitto arabo-israeliano. una bella lettura consigliata per chi si vuole avvicinare ad una tematica complessa .

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  • 5

    Preziosissimo, mi è entrato nelle viscere. Merita altre 5 stelle per la capacità di raccontare uno dei pezzi di storia contemporanea più duri, per l'abilità a convogliare tutte le storie di ingiustizi ...continue

    Preziosissimo, mi è entrato nelle viscere. Merita altre 5 stelle per la capacità di raccontare uno dei pezzi di storia contemporanea più duri, per l'abilità a convogliare tutte le storie di ingiustizia, di guerra e di dolore di ogni angolo della Terra e a farlo con la delicatezza degli occhi delle persone, con le anime semplici e comuni dei bambini, degli uomini e delle donne e dei vecchi. Riesce a pennellare una storia che è ancora oggi mostruosa in cui il dolore si dà e si riceve in una circolarità che non ha senso alcuno. E ci riesce con quell'arte rarissima di farlo senza giudizio, senza Buoni e Cattivi, senza Di là e Di qua. Infine, ma non da ultimo, è la storia dei disastri umanitari e degli squarci assurdi dei nostri mondi interiori e di come ricostruire ogni giorno i mattoni dell'esistenza con le pietre miliari fondanti che ognuno di noi ha scelto.

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  • 4

    storia della Palestina degli ultimi 60-70 anni raccontata attraverso gli occhi una donna palestinese. Un libro interessante, a tratti violento, altre un po' sdolcinato. Avrei preferito un po' piú di ...continue

    storia della Palestina degli ultimi 60-70 anni raccontata attraverso gli occhi una donna palestinese. Un libro interessante, a tratti violento, altre un po' sdolcinato. Avrei preferito un po' piú di credibilitá in certi momenti della storia della famiglia.

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  • 4

    ho pianto leggendolo

    Molto triste e molto vero purtroppo . Ci sono spiegate alcune ragioni che a noi cosi' distanti sfuggono . Dal punto di vista della narrazione anche gli eventi piu' atroci vengono avvicinati dall'autri ...continue

    Molto triste e molto vero purtroppo . Ci sono spiegate alcune ragioni che a noi cosi' distanti sfuggono . Dal punto di vista della narrazione anche gli eventi piu' atroci vengono avvicinati dall'autrice con un tono di ineluttabilita' che disarma. Utile anche a capire le ragioni di un conflitto che non finira' mai.

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  • 4

    "Il suo cuore, ahimé, non era per niente di ghiaccio. Era una lava agitata, tenuta a freno dalla volontà, dalla stretta delle sue mascelle e dall'instancabile mano tremante. E il contenuto di quel cuo ...continue

    "Il suo cuore, ahimé, non era per niente di ghiaccio. Era una lava agitata, tenuta a freno dalla volontà, dalla stretta delle sue mascelle e dall'instancabile mano tremante. E il contenuto di quel cuore affiorava solo raramente. Forse ad allontanarla dalla realtà no fu tanto la serie infinita di tragedie che si abbatterono sui palestinesi, quanto un amore inscommensurabile che non riusciva a darsi quiete."

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