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Mornings in Jenin

By Susan Abulhawa

(6)

| eBook | 9781408810811

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Book Description

Palestine, 1948. A mother clutches her six-month-old son as Israeli
soldiers march through the village of Ein Hod. In a split second, her
son is snatched from her arms and the fate of the Abulheja family is
changed forever. Forced Continue

Palestine, 1948. A mother clutches her six-month-old son as Israeli
soldiers march through the village of Ein Hod. In a split second, her
son is snatched from her arms and the fate of the Abulheja family is
changed forever. Forced into a refugee camp in Jenin and exiled from the
ancient village that is their lifeblood, the family struggles to
rebuild their world. Their stories unfold through the eyes of the
youngest sibling, Amal, the daughter born in the camp who will
eventually find herself alone in the United States; the eldest son who
loses everything in the struggle for freedom; the stolen son who grows
up as an Israeli, becoming an enemy soldier to his own brother.


Mornings in Jenin is a devastating novel of love and loss,
war and oppression, and heartbreak and hope, spanning five countries and
four generations of one of the most intractable conflicts of our
lifetime.

204 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un escursus in oltre 50 anni del conflitto israelo palestinese, che ancora oggi miete vittime e orrore tra le due popolazioni inermi. La guerra non vince mai, ma si nutre del sangue delle vittime a prescindere dalle fazioni.
    Per la prima volta non r ...(continue)

    Un escursus in oltre 50 anni del conflitto israelo palestinese, che ancora oggi miete vittime e orrore tra le due popolazioni inermi. La guerra non vince mai, ma si nutre del sangue delle vittime a prescindere dalle fazioni.
    Per la prima volta non riesco a dare una valutazione a un libro.
    Infatti la metabolizzazione delle emozioni che mi ha suscitato ha richiesto qualche giorno. Se dovessi valutare "di pancia" darei 4 stelle, nonostante la scrittura retorica; ma se faccio entrare in funzione la razionalità, allora emergono mille dubbi e tanto imbarazzo personale.
    Imbarazzo perchè di fatto mi pone di fronte al fatto della mia conoscenza di questo dramma piuttosto superficiale o, comunque, non organica ed esaustiva.
    Imbarazzo perchè le dettagliate descrizioni (e ribadisco il temine "descrizioni") dei presunti crimini perpetrati con tanta efferatezza dai soldati israeliani ci dimostrano che, se fossero reali, non c’è proprio possibilità di trarre lezioni dalla storia, neanche da parte di chi ne è rimasto vittima e non esita a trasformarsi poi in carnefice.
    Imbarazzo perché, se non è un romanzo ma una cronaca di 50 anni di persecuzioni e genocidi, dove è il contraddittorio?
    Per evitare fraintendimenti, preciso che non ho dubbi che ci sia un problema di un popolo palestinese defraudato della propria terra, quello è innegabile, ma davvero tutta la responsabilità e le colpe sono solo nelle mani sporche degli Israeliani? Ma davvero si può giustificare il terrorismo (come si mi sembra di percepire dalla lettura), e non ha importanza da parte sia, arabo o israeliano è ininfluente, perché è sempre il popolo inerme la vittima principale? O piuttosto anche i nostri Stati, Nazioni, o come vogliamo definirli, parte della cosiddetta "Comunità Internazionale" hanno le mani sporche di tutto questo sangue? Perchè la guerra, in fondo, fa profitto, quindi, perché cercare una vera soluzione di pace?
    Ecco, questo romanzo mi lascia un gran desiderio, anzi una necessità di comprendere documentandomi e una altrettanto grande amarezza: quella per la immane tragedia senza fine che solo per un caso fortuito non vivo sulla mia pelle: non sono araba, ma questo è solo un caso del destino!

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    Morenacioc said on Sep 19, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ci ho impiegato una vita per finire questo libro.
    Ogni pagina è stata un coltellata, dovevo riprendere fiato e sensi ad ogni frase.
    Lacerante, ma illuminante.
    Bellissimo, ma straziante.

    Se siete deboli di cuore non leggetelo, se volete arricchirvi l ...(continue)

    Ci ho impiegato una vita per finire questo libro.
    Ogni pagina è stata un coltellata, dovevo riprendere fiato e sensi ad ogni frase.
    Lacerante, ma illuminante.
    Bellissimo, ma straziante.

    Se siete deboli di cuore non leggetelo, se volete arricchirvi l'anima e non solo allora si, leggetelo...

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    Eh boh! said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Una terra senza popolo per un popolo senza terra."

    Lezioso? Si forse e qualche volta disordinato, ma un buon libro.
    Leggetelo anche se forse potreste sentirvi in colpa e riconoscervi in quella parte di mondo rimasta dispiaciuta -solo- per la morte della principessa Grace che i media, per ben set ...(continue)

    Lezioso? Si forse e qualche volta disordinato, ma un buon libro.
    Leggetelo anche se forse potreste sentirvi in colpa e riconoscervi in quella parte di mondo rimasta dispiaciuta -solo- per la morte della principessa Grace che i media, per ben sette giorni, hanno riconosciuto come evento più importante senza dare che poca attenzione al massacro di Sabra e Shatila, vi farà capire le radici e lo sviluppo del conflitto tra Palestina e Israele.
    Leggetelo per emozionarvi fino alle lacrime nella sua storia parallela, di ingiustizia, di perdita, di disperazione, di resa, di speranza, di piccoli e insignificanti -per noi occidentali- desideri e di grande amore.

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    matela said on Aug 13, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Leggo solo recensioni positive per questo libro, giustamente dico ma purtroppo per quanto mi riguarda sono rimasta un pò delusa dalla narrazione, si perchè quello che viene raccontato è devastante, sembra più facile credere reale qualcosa di fantasci ...(continue)

    Leggo solo recensioni positive per questo libro, giustamente dico ma purtroppo per quanto mi riguarda sono rimasta un pò delusa dalla narrazione, si perchè quello che viene raccontato è devastante, sembra più facile credere reale qualcosa di fantascientifico che questa storia che accade ancora oggi, in questo momento, in questa parte di mondo. Mi è piaciuto perchè mi ha insegnato un pezzo di storia che non conoscevo così dettagliatamente, ed è questo il bello dei libri..che insegnano. Purtroppo però non mi ha mai catturata completamente tranne un pò sul finale quando si ricollega al prologo iniziale. Pensandoci bene credo che sia un libro di quelli da far leggere oggi nelle scuole.

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    Mychy said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Questo libro mi ha creato diversi imbarazzi: il più serio è legato alla consapevolezza d’aver dato insufficiente ascolto, in passato, alle voci della tragedia palestinese – mentre ho dato uno spazio ampio alle voci dell’altra parte; l’imbarazzo più g ...(continue)

    Questo libro mi ha creato diversi imbarazzi: il più serio è legato alla consapevolezza d’aver dato insufficiente ascolto, in passato, alle voci della tragedia palestinese – mentre ho dato uno spazio ampio alle voci dell’altra parte; l’imbarazzo più generale, collegato al mio personale, è quello d’appartenere ad una società umana che per gran parte si occupa… prevalentemente d’altro; esempio: “una settimana dopo il massacro di Sabra e Shatila, la rivista “Newsweek” decise che l’evento più importante dei sette giorni precedenti era stato la morte della principessa Grace”.
    Poi c’è un imbarazzo che, dati i precedenti, ha ben poca importanza: quello di non saper condensare il giudizio sul libro in termini di… stelle, causa il divario eccessivo tra forma e sostanza. Qui la forma è quella di una scrittura decisamente naïf, e la cosa spesso mi ha infastidito; la sostanza è quella della storia tragica ma narrativamente avvincente di uomini, donne, bambini, e della sofferenza immane di un intero popolo, doverosamente testimoniata nella sua crudezza. Dunque, niente stelle, questa volta.
    Spero solo che proprio quel che per me è il punto debole, la scrittura naïf, aiuti, come spesso accade, la diffusione del libro, che vorrei molti leggessero essendone scossi: ci sono tragedie in giro che meritano almeno la stessa partecipazione di quella evocata, prontamente e su larga scala, dalla fine prematura di una principessa.

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    Frabe said on Jul 29, 2014 | 2 feedbacks

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