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Mort Cinder

Di ,

Editore: Glenat Italia

4.3
(173)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8878110248 | Isbn-13: 9788878110243 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Comics & Graphic Novels , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Buono, ma non eccezionale

    Un bel viaggio nel tempo, non lo nascondo, ma alla fine niente di eccezionale. Divertente e scorrevole, ma non sarà uno di quei fumetti che mi lascerà il segno, come è successo per altri.
    Merita comunque un 4/5, anche se sarebbe stato meglio un 3,5/5.
    Personaggio alquanto strano, ques ...continua

    Un bel viaggio nel tempo, non lo nascondo, ma alla fine niente di eccezionale. Divertente e scorrevole, ma non sarà uno di quei fumetti che mi lascerà il segno, come è successo per altri.
    Merita comunque un 4/5, anche se sarebbe stato meglio un 3,5/5.
    Personaggio alquanto strano, questo Mort Cinder, comunque...

    ha scritto il 

  • 5

    Massimo capolavoro

    Il più grande capolavoro a fumetti esistente. Tutti i fatti narrati in questo fumetto sono estremamente verosimili pur nella loro stranezza. Storia, giallo, mistero, dramma... Tutto con il vertice della genialità illustrativa di Alberto Breccia che in questo autentico capolavoro ha dato il meglio ...continua

    Il più grande capolavoro a fumetti esistente. Tutti i fatti narrati in questo fumetto sono estremamente verosimili pur nella loro stranezza. Storia, giallo, mistero, dramma... Tutto con il vertice della genialità illustrativa di Alberto Breccia che in questo autentico capolavoro ha dato il meglio di sé. Un'opera imperdibile e memorabile.

    ha scritto il 

  • 4

    ‘la luce che ci arriva dal cielo stellato spesso è una luce morta…’

    È l’opera più famosa dello storico duo Oesterheld-Breccia, realizzata dal 1962 al 1964, in un periodo di forti problemi personali per entrambi, che contribuirono a stimolare il loro ingegno. Inizia col breve Un dono per il faraone, un prologo – senza Mort Cinder, per volere di Breccia che ...continua

    È l’opera più famosa dello storico duo Oesterheld-Breccia, realizzata dal 1962 al 1964, in un periodo di forti problemi personali per entrambi, che contribuirono a stimolare il loro ingegno. Inizia col breve Un dono per il faraone, un prologo – senza Mort Cinder, per volere di Breccia che non riusciva ancora a dargli la giusta fisionomia – per presentare l’antiquario Ezra Winston (immaginato da Breccia come un sé stesso molto invecchiato), e prosegue con le otto avventure con protagonista Mort Cinder. Oesterheld ai suoi massimi livelli, soprattutto nelle storie lunghe, è unico nel saper creare una tensione portentosa e rendere credibili situazioni paradossali, e qui ci riesce spesso, a parte forse in tre episodi per me un po' sottotono rispetto agli altri: La madre di Charlie, La torre di Babele, La battaglia delle Termopili. Il grande H.G. Oesterheld crea con Mort Cinder un personaggio mitico quanto l’Eternauta ma ancora più misterioso e sul quale ognuno può sbizzarrirsi con la fantasia (che è il fattore più bello in un fumetto): non sapremo mai le sue vere origini (aliene, divine?), perché è immortale, qual è il suo ruolo sulla Terra e tante altre cose… E il mistero che lo avvolge dà a Mort Cinder un fascino unico. Non mancano inoltre riflessioni importanti sull’Uomo e l’Universo: ‘Il passato è davvero morto e sepolto come crediamo?’, ‘E se anche noi fossimo vivi solo in apparenza?’, eccetera. L’insuperabile Alberto Breccia inizia da umano nel prologo, ma in un rapido crescendo arriva presto ai suoi massimi livelli e non ce n’è per nessuno… Impressionante! Magistrale edizione della Comma 22 (per la 3^ uscita della collana Alberto Breccia, del 2006): rispetta al dettaglio l’edizione originale, restaura alcune parti dell’opera - pur non potendo evitare delle tavole sgranate (gli originali non esistono più o sono introvabili) - e l’arricchisce di un consistente apparato critico, della sceneggiatura per l’episodio non realizzato Diligenza per Cuchillo, di una sinopsi del 1974, biografie, note e altro. Ezra e Mort torneranno, come omaggio a Oesterheld (desaparecido il 3 luglio 1977), nell’ultima avventura de L’acchiappastorie di Trillo e lo stesso Breccia.

    ha scritto il 

  • 1

    Buy another edition - ANY other edition!

    A comics classic, literally butchered by the publisher:


    to fit the vertical format, most panels have been cut and resized, some panels have been added by blowing up a detail of other panels, some balloons are missing, in my copy some pages are printed in a washed-out black colour. I could ...continua

    A comics classic, literally butchered by the publisher:

    to fit the vertical format, most panels have been cut and resized, some panels have been added by blowing up a detail of other panels, some balloons are missing, in my copy some pages are printed in a washed-out black colour. I could go on ...

    An editorial crime, stay away from it!

    ha scritto il 

  • 5

    Alcune soluzioni grafiche e narrative sono un po' datate, del resto è un lavoro degli anni 60. Ma la scrittura di Oesterheld si evolve e migliora piano piano, fino a diventare davvero potente, epica, con un velo di tristezza che avvolge il tutto. Trasuda una visione pessimistica, che rende le sue ...continua

    Alcune soluzioni grafiche e narrative sono un po' datate, del resto è un lavoro degli anni 60. Ma la scrittura di Oesterheld si evolve e migliora piano piano, fino a diventare davvero potente, epica, con un velo di tristezza che avvolge il tutto. Trasuda una visione pessimistica, che rende le sue storie, a volte un po' scontate e banali nel soggetto, bellissime e profonde nella sceneggiatura. Dentro ci sono i germi di anni di fumetto a venire, a partire da Bonelli fino a Miller. I disegni di Breccia sono qualcosa di sublime. Un po' deboli nei secondi piani e negli sfondi, anche se a volte le scelte sono consapevoli, brillano nelle figure umane e specialmente nei volti, in chiaroscuri dai contrasti forti, espressioni drammatiche e dinamiche. Sia lo sceneggiatore che il disegnatore migliorano episodio dopo episodio, fino all'ultimo, l'apoteosi dell'opera, una storia stupenda e bellissima, poetica e commovente. Quarant'anni prima di "300".

    ha scritto il 

  • 5

    Se non hai letto e riletto Mort Cinder, se non ne hai guardato e riguardato ogni singola tavola, se hai letto le Termopili di Frank Miller e non quelle di Mort Cinder... non sai niente di fumetto

    ha scritto il 

  • 5

    Maravilloso comic que juega con la novela negra y de terror/fantasia...desde un punto de vista muy cinico vemos como un anticuario va viajando con un "ente" y resolviendo pequeños misterios a lo largo del tiempo....una de las obras maestras del comic argentino

    ha scritto il 

  • 0

    Un altro pezzo di storia del fumetto. In Mort Cinder troverete al lavoro due geni del fumetto internazionale: Alberto Breccia, la cui opera la Comma 22 sta ristampando integralmente, ed Héctor Germàn Oesterheld, uno degli sceneggiatori più geniali di tutti i tempi, colui che ha scritto L’Eternaut ...continua

    Un altro pezzo di storia del fumetto. In Mort Cinder troverete al lavoro due geni del fumetto internazionale: Alberto Breccia, la cui opera la Comma 22 sta ristampando integralmente, ed Héctor Germàn Oesterheld, uno degli sceneggiatori più geniali di tutti i tempi, colui che ha scritto L’Eternauta, Ernie Pike, Ticonderoga, Sgt. Kirk e (ancora una volta disegnato da Breccia) Sherlock Time. Oesterheld è stato uno dei pilastri della grande stagione del fumetto argentino, uno che seppe tenere testa al maestro Hugo Pratt, e creare anche con lui storie che sono diventate imprescindibili per ogni estimatore del fumetto. Oesterheld rimane indimenticato, come è difficile ancora oggi dimenticare che ce l’ha portato via la brutalità dell’allora regime militare argentino: dopo la clandestinità, negli anni Settanta finì nel tristemente noto elenco dei “desaparecidos”. Come nelle caratteristiche ormai note a chi sta seguendo questa riedizione completa delle opere di Alberto Breccia, il volume raccoglie tutte le storie apparse, in traduzioni finalmente integrali e accurate (con pagine restaurate e montate come in origine), e presenta anche una sceneggiatura e una traccia per una storia da farsi inedite, scritte da Oesterheld ma mai disegnate. Si tratta insomma di un’edizione integrale, completa di apparato critico e con riproduzioni adeguate. Iniziata nell’agosto del 1962 su un supplemento del settimanale argentino “Misterix” (su cui avrebbe poi continuato ad apparire regolarmente fino al marzo del 1964), quella di Mort Cinder è diventata una saga entrata a far parte della storia del fumetto. Personaggio enigmatico che sembra viaggiare nello spazio e nel tempo, Mort Cinder è stato definito da Oesterheld stesso: “un eroe che muore e che resuscita” e che continua a parlare della vita attraverso la morte. Ovvero un precursore di tanti personaggi che hanno avuto fortuna nel fumetto contemporaneo. Mort Cinder si può permettere di raccontare all’antiquario Ezra Winston storie che provengono dal lontano Egitto o i momenti cruciali della battaglia delle Termopili (e questo episodio è stata una “fonte di ispirazione”, grafica e narrativa, per Frank Miller in “300”), ma anche eventi oscuri e inspiegabili più recenti. Il che spiega anche come mai in questa edizione, oltre ai vari apparati biobibliografici, trovate anche un fondamentale contributo del BVZM, ovvero dell’enciclopedico, turbinante e meritorio Alfredo Castelli… Dall’introduzione di Alfredo Castelli: «Nel caso di Mort Cinder, però, le tavole di Breccia sono dotate di una tale forza espressiva che è impossibile non esserne subito colpiti. Nuova considerazione professionale: Mort Cinder veniva pubblicato in Misterix, un settimanale «usa e getta», destinato a un consumo rapido. Mi chiedo: quando Breccia iniziò a disegnarlo, immaginava che la sua storia sarebbe divenuta un classico e sarebbe stata riproposta in volumi come quello che state leggendo (il che spiegherebbe il suo incredibile impegno) o era mosso soltanto da una sorta di imperativo categorico che gli imponeva di dare il meglio del meglio anche se, la settimana dopo, il suo lavoro sarebbe stato dimenticato? Ho conosciuto sia pur brevemente Alberto Breccia (era lui che avrebbe dovuto illustrare la mia sceneggiatura per L’uomo delle nevi della collana “Un uomo, un’avventura”, poi fu costretto a rinunciare per motivi di salute, e la storia fu affidata a Milo Manara) e, in base a quei pochi incontri, propendo, a suo onore, per l’“imperativo categorico”.»

    ha scritto il 

  • 4

    Una sorta di compendio di tutte le possibili storie di genere. Soprattutto un alone di mistero fitto, fitto, come la nebbia che avvolge certi cimiteri alla periferia di Londra. Ed il respiro pesante, profondo, carico di storia, di Mort.
    Semplicemente bello (e disegnato da maestro).

    ha scritto il 

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