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Morte a credito

Di

Editore: Garzanti Libri

4.3
(854)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 558 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8811685613 | Isbn-13: 9788811685616 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Caproni

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"Morte a credito", pubblicato nel 1936, è il secondo romanzo di Céline, chenelle sue pagine ritorna alla propria infanzia e adolescenza. Cresciuto inun'atmosfera soffocante e carica d'odio, illuminata solo dalle presenze dellanonna Caroline e dello zio Eduard, il giovane Ferdinand racconta le proprieesperienze familiari, turistiche, scolastiche, erotiche e di lavoro.
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  • 5

    Gente n'è venuta tanta, in camera mia. Tutti han detto qualcosa. Mica m'han detto un gran che. Se ne sono andati. Si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo."

    ha scritto il 

  • 4

    Morte a credito

    "Sei pronto ? Non lo sei ? Siete in grado ? Mica è gratuito crepare. Bisogna presentare alla Dama un bel sudario tutto ricamato di storie. E’ esigente, l’ultimo respiro."

    ha scritto il 

  • 0

    che assurdità... non conosco nemmeno metà dei vocaboli, il dialetto poi l'ignoro del tutto. sarà come leggerlo censurato. perderò settimane e mesi e tutte quelle parole resteranno incomprensibili, le frasi piene di buchi... leggere in questo modo è come ascoltare il vocio di una folla, un eserciz ...continua

    che assurdità... non conosco nemmeno metà dei vocaboli, il dialetto poi l'ignoro del tutto. sarà come leggerlo censurato. perderò settimane e mesi e tutte quelle parole resteranno incomprensibili, le frasi piene di buchi... leggere in questo modo è come ascoltare il vocio di una folla, un esercizio futile ma estenuante.

    ha scritto il 

  • 5

    Tu mica sei sempre stato così rincoglionito come oggi, abbruttito dalle circostanze, il mestiere, il bere, le sottomissioni più funeste... Te la senti, per un momentino, di tornare alla poesia?... Di fare un salterello di cuore e di minchia alla lettura d'un'epopea, tragica certo, ma nobile.... S ...continua

    Tu mica sei sempre stato così rincoglionito come oggi, abbruttito dalle circostanze, il mestiere, il bere, le sottomissioni più funeste... Te la senti, per un momentino, di tornare alla poesia?... Di fare un salterello di cuore e di minchia alla lettura d'un'epopea, tragica certo, ma nobile.... Sfavillante!... Te ne credi capace? ...

    ha scritto il 

  • 5

    viaggio all'inizio della notte.

    Il bello di Céline è che da sempre se ne frega. Di tutto. Della lingua, delle trame, dei limiti della narrazione. Esagera, incalza, sbuffa, impreca. Da quando era un bamboccio lasciato a redini libere nei quartieri parigini dei rigattieri, dei bottegai alla giornata, delle prostitute e dell'avven ...continua

    Il bello di Céline è che da sempre se ne frega. Di tutto. Della lingua, delle trame, dei limiti della narrazione. Esagera, incalza, sbuffa, impreca. Da quando era un bamboccio lasciato a redini libere nei quartieri parigini dei rigattieri, dei bottegai alla giornata, delle prostitute e dell'avvento della modernità. La famiglia sgangherata sopravvive a fatica, anche il piccolo. La famiglia distrutta cerca di evitare le tragedie, il piccolo arriva fino a un certo punto; è nato disgraziato, delinquente, è nato libero e segue la sua indole. Inarrestabile sopravvive, inarrestabile approfitta della vita con lui parca di soddisfazioni, avara di occasioni. Dalla città all'Inghilterra, dal ritorno a Parigi ad una nuova avventura in campagna, "morte a credito" rappresenta l'inizio del "viaggio " che l'autore percorrerà più tardi, narrando le profonde e segnate esperienze della guerra e il seguito. Ma c'è già tutto l'autore in queste 600 pagine di colpi di scena, irresistibili, grotteschi e terribili insieme. C'è un verismo tutto suo, che fa dell'esagerazione una cifra stilistica non ridondante, ma efficace per rappresentare ancor meglio la realtà surreale della Parigi di inizio secolo, del cambiamento epocale, della natura umana. Una giostra che non si stanca mai di girare vorticosamente, un romanzo che racchiude tutti i generi, picaresco, biografico, erotico, comico, tragico, grottesco, splatter. Degno preludio di un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Di questo libro ci sarebbero tantissime cose da dire ma di fatto mi lascia senza parole. Sembra un paradosso ma il libro stesso è un paradosso, Celine è così aderente alla realtà autobiografica che ha vissuto che usa un linguaggio "in diretta" per riproporla, non la racconta, ce la fa vivere e qu ...continua

    Di questo libro ci sarebbero tantissime cose da dire ma di fatto mi lascia senza parole. Sembra un paradosso ma il libro stesso è un paradosso, Celine è così aderente alla realtà autobiografica che ha vissuto che usa un linguaggio "in diretta" per riproporla, non la racconta, ce la fa vivere e questo è la sua grande forza ma anche il suo grande limite. Di certo un'opera così non è mai stata scritta, talmente in presa diretta da apparire scritta di getto, senza filtri, ma forse non è proprio così. Celine vuole descriverci la più minuta e volgare realtà quotidiana, con un linguaggio forte, un'invettiva continua, si sente dentro la rabbia, la paura, l'odio, il dolore. Allora il linguaggio e le descrizioni sono sempre forzate, sarcastiche, paradossali, paroodistiche, quasi un circo, una corte dei miracoli, una realtà come la vive Celine. Prendere o lasciare, di certo un capolavoro, per forza ed intensità, ma circoscritto e limitante perché assolutamente e forzatamente delirante. L'opera di una persona non del tutto risolta e ai limiti della sociopatia. Come dicevano di Van Gogh: tutti vorrebbero un Van Gogh in casa, pochi vorrebbero Van Gogh in casa. Si potrebbe dire la stessa cosa di Celine.

    ha scritto il 

  • 4

    Cattivo, segnato da un fallimento dopo l'altro, da una delusione dopo l'altra, ma capace con la sua scrittura di riversarsi su carta.

    Considerando gli eventi, a libro finito, viene quasi da dire povero, piccolo Céline.

    ha scritto il 

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