Morte di un apicultore

Voto medio di 165
| 54 contributi totali di cui 28 recensioni , 26 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
La confusa sensazione di non avere mai vissuto, di essere spettatori di una vita che qualcun altro vive al nostro posto, è una delle costanti della letteratura del nostro tempo. Come per Kundera “la vita è altrove”, allo stesso modo i personaggi di G ...Continua
Robertabe
Ha scritto il 28/08/17
Uno dei romanzi più tristi che mi sia capitato di leggere, ma di una rara capacità di introspezione. Soprattutto i concetti sono espressi in modo veloce o con parabole, quindi benchè l'argomento sia piuttosto pesante, la lettura risulta abbastanza sc...Continua
Auta49
Ha scritto il 15/11/16
Un romanzo particolare nel quale troviamo appunti, ricordi, sensazioni, riflessioni, bellissime descrizioni del paesaggio svedese. Con la sua notevole tecnica narrativa l'autore ci fa partecipi dei vari stati d'animo del suo personaggio che non si da...Continua
  • 1 mi piace
Emilio
Ha scritto il 01/10/16
Alla ricerca della vita perduta
Gustafsson, grande scrittore svedese contemporaneo. "Morte di un apicultore", considerato uno dei suoi libri più belli. Riletto con emozione. Protagonista, un quarantenne ex insegnante con un piccolo podere nella solitaria campagna svedese e un bu...Continua
  • 30 mi piace
  • 20 commenti
CosimoColbi
Ha scritto il 01/06/16
Si può sempre sperare
“Nel fondo di ogni essere umano c'è un enigma nero come la notte. Lo scuro della pupilla altro non è che quella notte priva di stelle, lo scuro giù nel profondo dell'occhio altro non è che il buio stesso dell'universo". La scrittura di Gustafsson, po...Continua
  • 31 mi piace
  • 4 commenti
Aiace T.
Ha scritto il 30/05/16
Solo la morte mi ha portato in collina...
A pochi giorni dalla morte di Lars Gustafsson ho voluto rileggere questo suo gioiellino. Man mano che scorrevano le pagine, non vedevo l'ora di ritrovare quei passi che mi erano piaciuti tanto. E' stato come ritrovare un amico. Uno dei modi per prepa...Continua
  • 3 mi piace

Sandroman
Ha scritto il Mar 13, 2016, 09:34
Io, io, io, io … dopo quattro volte soltanto, una parola priva di senso.
Sandroman
Ha scritto il Mar 13, 2016, 09:34
Se esiste un dio, è nostro compito dire no. Se esiste un dio, è compito dell'uomo essere la sua negazione.
Sandroman
Ha scritto il Mar 13, 2016, 09:34
La possibilità di immaginarsi la propria morte si fonda su un malinteso linguistico. Più o meno come la possibilità di chiamare se stessi «tu». O la possibilità di chiamare se stessi con un nome.
Sandroman
Ha scritto il Mar 13, 2016, 09:33
Il problema di quelle donne era che sentivano che io pretendevo troppo poco. Le donne sono pronte a tutto se sentono che si vuole.
Sandroman
Ha scritto il Mar 13, 2016, 09:33
Perché proprio io? Perché proprio io mortale? Perché proprio io questa sofferenza? Perché proprio io una cosa sola con questa sofferenza? Perché proprio io una cosa sola con qualcuno che prova questa sofferenza? Perché…

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una immagine!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una nota!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi