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Morti di sonno

Di

Editore: Coconino Press

4.0
(264)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 348 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8876181334 | Isbn-13: 9788876181337 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Sei bambini che vivono la loro infanzia nel Villaggio ANIC di Ravenna, all’ombra minacciosa (e tossica) del polo petrolchimico nato nel 1958. Riviviamo la loro storia negli occhi di uno dei ragazzini, Rino, detto Koper, in una narrazione cruda e efficace, che affronta temi duri come quello della tossicodipendenza e dell’AIDS. Reviati scrive delle pagine indimenticabili, facendoci vivere insieme ai suoi protagonisti le gioie e i dolori di una generazione spazzata via dalla droga e da un disagio esistenziale poco letterario ma drammaticamente vivido nelle sua concretezza. Tra la comparsa dell’eroina e la vittoria dell’Italia ai Campionati del Mondo di calcio si consuma una parabola bruciante e indimenticabile.
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  • 4

    Fumetto industriale

    Vero e proprio caso di "fumetto industriale", quest'opera di Reviati unisce la durezza dei tratti alla sensibilità dei temi toccati: l'infanzia, l'innocenza perduta, il destino, la morte, l'alienamento urbano, il progresso. Il tutto legato da una sana passione per lo sport, vero collante dei gioc ...continua

    Vero e proprio caso di "fumetto industriale", quest'opera di Reviati unisce la durezza dei tratti alla sensibilità dei temi toccati: l'infanzia, l'innocenza perduta, il destino, la morte, l'alienamento urbano, il progresso. Il tutto legato da una sana passione per lo sport, vero collante dei giochi dei bambini protagonisti della storia. A tratti commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di formazione, di distruzione, di perdita; fumetto illuminato – metaforicamente e non: dal 2009 (anno della sua uscita per i tipi di Coconino) ad oggi, Morti di sonno di Davide Reviati, ravennate classe ’66, ha avuto diversi importanti riconoscimenti, dal premio Micheluzzi al Napoli Comi ...continua

    Romanzo di formazione, di distruzione, di perdita; fumetto illuminato – metaforicamente e non: dal 2009 (anno della sua uscita per i tipi di Coconino) ad oggi, Morti di sonno di Davide Reviati, ravennate classe ’66, ha avuto diversi importanti riconoscimenti, dal premio Micheluzzi al Napoli Comicon del 2010, al Prix DBD 2001 come miglior album straniero. Una favola a tratti amara, che deve moltissimo – se non tutto – al fantasma onnipresente della periferia italiana, topos letterario e locus reale ricorrente, che ha sfornato, insieme a questo, molti altri talenti italiani. Morti di sonno, opera completa e matura sotto tanti punti di vista, appare straordinariamente toccante e leggera.

    [Continua su Barta.it: http://barta.it/davide-reviati-morti-di-sonno/]

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    il miglior fumetto della serie.
    Una storia malinconica, in un contesto molto difficile.
    Il disegno rispecchia perfettamente il contesto, tutto è offuscato dal fumo e gli odori del petrolchimico.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    provincia, amicizia, pallone...crescita

    Ettore no. Lui odia soprattutto la fabbrica. E comincia a odiare anche noi, credo.
    E' da mò che non lo vediamo ridere. Ridere davvero, voglio dire. Certo che ogni tanto ride. Ma non sul serio. Recita il sorriso. Lo fa per assecondarci, credo.
    Non per compiacerci, ma giusto per non att ...continua

    Ettore no. Lui odia soprattutto la fabbrica. E comincia a odiare anche noi, credo.
    E' da mò che non lo vediamo ridere. Ridere davvero, voglio dire. Certo che ogni tanto ride. Ma non sul serio. Recita il sorriso. Lo fa per assecondarci, credo.
    Non per compiacerci, ma giusto per non attirare l'attenzione su quel suo broncio serio e taciturno.
    C'è stato un incidente giù in fabbrica. Il signor M.
    Cosa?
    E' grave, dicono.
    Le cose le scopriamo così. Spiando i discorsi dei grandi.
    Non lo abbiamo più visto il babbo di Ettore.
    Poi un giorno mia madre mi spiega tutto. Il babbo di Ettore è partito, dice. E' partito per un lungo viaggio e non tornerà più.
    Partito?
    Perchè?
    Per dove?
    Ho cominciato allora a pensare che la morte fosse solo un'assenza ingiustificata.

    (...)

    Non pensavo stesse antipatico a qualcuno.Se ne stava lì fermo e zitto in un angolo del giardino condominiale da quasi vent'anni.
    Poi si era fatto forte e robusto e aveva preso a sfornare fichi grossi come pere e a vestirsi sempre più elegante. Quello lo ha fregato.
    Il tappeto di frutti caduti e foglie secche.
    L'ho capito l'altro giorno quando incontro una vicina sotto casa. Lei mi indica il giardino entusiasta e fa: Finalmente abbiamo fatto un pò d'ordine. Un pò di pulizia, finalmente.
    Benevenuto nel mondo degli adulti.

    ha scritto il 

  • 5

    Comincia con dei bambini che giocano a calcio e si trovano davanti al classico rito di passaggio: calciato male, il pallone scavalca un muro e bisogna andare a prenderlo. Solo due bambini hanno il coraggio di farlo, il narratore – Rino, detto Koper, e Cicowo, perché tutti hanno un soprannome - ma ...continua

    Comincia con dei bambini che giocano a calcio e si trovano davanti al classico rito di passaggio: calciato male, il pallone scavalca un muro e bisogna andare a prenderlo. Solo due bambini hanno il coraggio di farlo, il narratore – Rino, detto Koper, e Cicowo, perché tutti hanno un soprannome - ma di là dal muro è successo qualcosa, e a sirene spiegate stanno arrivando auto della polizia…

    Estrema economia nei dialoghi e accuratezza del segno caratterizzano questo volume, una piccola grande storia in circa 330 tavole in bianco e nero, in cui ti pare di sentire i rumori sovrapposti del cortile (voci, pallonate, tonfi, grida) e il gioco del calcio attraversa i ricordi, punteggia la trama, esalta la grafica e i significati. La narrazione non è lineare, singoli episodi illuminati in brevi capitoli, vanno a ricomporre una trama che odora di chimica industriale.
    Presto si precisa la location: il Villaggio ANIC di Ravenna, fatto costruire da Enrico Mattei, gran capo dell’ENI, per le famiglie di chi lavorava nel grande petrolchimico. Mattei è morto una decina danni prima, il suo ritratto sta accanto a quello di Giovanni Leone, all’epoca presidente della Repubblica, nella classe frequentata da Koper e i suoi amici. Sono gli anni in cui il più bravo a giocare a calcio veniva soprannominato “il tulipano di Amsterdam”, in onore di Johan Cruyff, ma quel soprannome aveva portato un bambino a rompersi un ginocchio. Altro elemento di contesto, su un muro una scritta in solidarietà con il Cile.

    Ripetutamente, la morte sfiora il narratore. Una volta, rientrando a casa, trova il padre seduto sul letto, che piange. “Malinconia”, gli dice la mamma. Anni dopo, “quel male che non si capiva ancora dove veniva… dilagò come la peste”. Passano gli anni, alcuni amici si perdono di vista, nel ricordo “qui era tutto speciale. O forse era solo il nostro sguardo. Chissà se erano giorni felici, quelli”.
    Del resto, concluderà un personaggio a cui viene chiesto se è felice, “Non mi interessa la felicità. La felicità non ha margini di miglioramento”.

    ha scritto il 

  • 3

    Morti di sonno... perchè?

    Un gruppo di ragazzi cresce e matura all'interno del Villaggio Anic di Ravenna, quartiere creato per i lavoratori dell'enorme complesso petrolchimico di Ravenna.


    L'intero villaggio è immerso in un ambiente malsano, la fabbrica emana sostanze tossiche nell'aria, nell'acqua, nella terra. ...continua

    Un gruppo di ragazzi cresce e matura all'interno del Villaggio Anic di Ravenna, quartiere creato per i lavoratori dell'enorme complesso petrolchimico di Ravenna.

    L'intero villaggio è immerso in un ambiente malsano, la fabbrica emana sostanze tossiche nell'aria, nell'acqua, nella terra.

    In questo scenario degradato si svolgono le vite dei giovani protagonisti. Vite che, come unico elemento in comune, si svolgono all'ombra di quest'incubo, ma alla fine risultano piuttosto ordinarie.

    A scapito di una realizzazione grafica molto ben curata, si fa sentire l'assenza di una trama centrale.
    Ogni ragazzo ha una sua storia che risulta quando incompleta, quando no sense, quando velata di un romanticismo che sembra non trovare una particolare direzione verso cui incanalarsi.

    Forse in nome del realismo le battute dei personaggi sono spesso sgrammaticate e volgari.

    In sostanza non ho capito dove il romanzo voglia andare a parare. Quale sia lo scopo del racconto, scopo necessario in assenza di trama.

    ha scritto il 

  • 0

    Fumetto dolente. Grafica a pennino nero, non è un disegno bello ma molto espressivo ed emotivo. Tante immagini e del calcio giocato tra bambini che rendono il movimento, la confusione e l'assoluto dell'infanzia. Racconta tante piccolissime storie, frammenti che alla fine ricostruiscono un'epoca e ...continua

    Fumetto dolente. Grafica a pennino nero, non è un disegno bello ma molto espressivo ed emotivo. Tante immagini e del calcio giocato tra bambini che rendono il movimento, la confusione e l'assoluto dell'infanzia. Racconta tante piccolissime storie, frammenti che alla fine ricostruiscono un'epoca e un contesto... Storie di perdenti e perduti. Insolito, pur non avendo molto testo mi ha preso tempo per leggerlo perché le immagini meritano di essere guardate un po' , assaporate.

    ha scritto il 

  • 4

    Preso in biblioteca per avvicinarmi alle grapich novel,
    per favore se riesco a staccare un po'.
    Libro leggero perchè pregno di disegni, come d'uopo,
    carico però di sensazioni e sentimenti.
    Argomenti delicati trattati con freddezza e una sorta di distacco,
    per dare an ...continua

    Preso in biblioteca per avvicinarmi alle grapich novel,
    per favore se riesco a staccare un po'.
    Libro leggero perchè pregno di disegni, come d'uopo,
    carico però di sensazioni e sentimenti.
    Argomenti delicati trattati con freddezza e una sorta di distacco,
    per dare ancora più risalto a quello che è stato e quello che forse sarà.

    ha scritto il 

  • 4

    Grigiori

    Devo dire che è un buon fumetto, autoriflessivo all'italiana, un po melancolico e assolutamente grigio. Sprazzi di luce di gioventù in un italia oscura, fredda e meccanica. La vita di periferia, che a sua volta è prodotto dell' industria. Non entusiasmante ma lo consiglio.

    ha scritto il