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Book Description
Sei bambini che vivono la loro infanzia nel Villaggio ANIC di Ravenna, all’ombra minacciosa (e tossica) del polo petrolchimico nato nel 1958. Riviviamo la loro storia negli occhi di uno dei ragazzini, Rino, detto Koper, in una narrazione cruda e efficace, che affronta temi duri come quello della tosContinue
4 Reviews
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Mandorla said on Dec 14, 2011 | 2 feedbacks
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Vyola said on Dec 12, 2011 | Add your feedback
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" e io? cerco di fermare il tempo, e ogni tanto ce la faccio. un po' come uscire a prendere il pane, giusto per vedere il sole e scoprire che piove. un po' come ridere per far piacere a un amico. e un po' come stare seri senza crederci. [...] un po' come non riuscire a far altro che il solito... il ... (continue)
kovalski said on Nov 12, 2011 | Add your feedback
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Sei bambini vivono la loro infanzia nel Villaggio ANIC di Ravenna, all’ombra minacciosa (e tossica) del polo petrolchimico nato nel 1958. Una generazione spazzata via dalla droga e dal disagio esistenziale. Tra la comparsa dell’eroina e la vittoria dell’Italia ai Campionati del Mondo di calcio si co ... (continue)
Costanza Baldini said on Aug 22, 2011 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(152)
- Libri Italiani
- Mass Market Paperback
- Edition: 1
- ISBN-10: 8876181334
- ISBN-13: 9788876181337
- Publisher: Coconino Press
- Pub date: Apr 01, 2009
Prices Change currency & sellers
| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788876181337 | Mass Market Paperback | €17.00 | €14.96 | IBS.IT |
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"Dovrei dirtela tutta la storia di quegli efebi greci meravigliosi e distratti, e del brulicare di ragazze che li seguiva ovunque. Dei loro riti iniziatici e della tosse cavernosa di Lario.
Del cinismo e la cattiveria.
DI un prima e un dopo.
Dovrei dirti dei loro occhi.
Come faccio a spiegarteli se ... (continue)
"Dovrei dirtela tutta la storia di quegli efebi greci meravigliosi e distratti, e del brulicare di ragazze che li seguiva ovunque. Dei loro riti iniziatici e della tosse cavernosa di Lario.
Del cinismo e la cattiveria.
DI un prima e un dopo.
Dovrei dirti dei loro occhi.
Come faccio a spiegarteli se non li hai visti?"
Raccontaci questo epos minore, Reviati, raccontacelo partendo da un' estate che ci aveva già raccontato Pazienza, e correggila e rendi le linee sottili d' attesa sorniona e di possibilità di dissipare ogni cosa di Andrea plumbee e concentrazionarie come il perimetro della fabbrica sullo sfondo.
Raccontaci del campo di battaglia in cui cadevate voi e risorgevate, cadevamo tutti, inseguendo un mazzo di sogni che rotolavano come palloni deformi e dolorosi, uguali e imprevedibili le traiettorie come i disegni di Tuke. Racconta ancora dell' orizzonte basso e scuro, e cala pure con la matita l' oscurità delle pitture nere di Goya sulle partite notturne e le fughe, dove credevate di scappare voi, dove credevamo di scappare noi, che pure ci sorridevamo ed abbracciavamo come voi, come in certi quadri di Sandro Chia. Dicci di Polifemo Sgniz, che tutti ne abbiamo temuto e subito uno, il mio era il-bambino-che-ruba-le-cose, un sordomuto adolescente, dimmi della crudeltà sugli animali, che ora so che cercavamo senza saperlo di leggere le viscere dei gatti che facevamo volare, sperando che il destino letto per aria fosse migliore.
Dicci dove sparivano gli adulti, durante la nostra infanzia, racconta delle lacrime viste sui musi dei padri e delle madri, di nascosto e per attimi.
Fammelo sentire ancora, l' inesorabile primo scroscio di pioggia che ha segnato la fine di tutte le estati.
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