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Most na Drini

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Publisher: Delo

4.2
(839)

Language:Slovenščina | Number of Pages: 316 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , Catalan , German , French , Croatian , Spanish , Portuguese , Galego

Isbn-10: 9616332163 | Isbn-13: 9789616332163 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 4

    Cit. “Gli uomini non sanno far altro che aspettare e trepidare. Per il resto pensano, lavorano, parlano e si muovono come automi”.

    Il ponte del titolo è solo un pretesto, spettatore quanto il lettore ...continue

    Cit. “Gli uomini non sanno far altro che aspettare e trepidare. Per il resto pensano, lavorano, parlano e si muovono come automi”.

    Il ponte del titolo è solo un pretesto, spettatore quanto il lettore di come la Storia, quella dei grandi eventi, delle apocalissi inaspettate o prevedibili, sconvolge le vite semplici.

    Andric con occhio partecipe e pieno di umana comprensione narra gli eventi della storia attraverso le vicissitudini dei cittadini di una piccola città di confine tra Serbia, Croazia ed Erzegovina segnata dalle tensioni sotterranee dapprima, violente poi, proprie dei luoghi popolati da diverse minoranze etniche e religiose.

    Mi conquistano i libri che rendono chiaro quanto la Storia con la S maiuscola possa sconvolgere la vita dei piccoli, dei semplici. Andric lo fa in maniera mirabile e appassionante anche se lo stile non è precisamente scorrevole. Ma con gli innumerevoli aneddoti e con i personaggi scolpiti come la roccia di cui è fatto il ponte, questo autore lascia il suo segno.

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  • 5

    Non voglio scrivere un commento dettagliato per il libro perché non sarebbe in grado di rendere l’emozione e la meraviglia che ha suscitato in me la lettura di questa portentosa epopea. Solo, ripensa ...continue

    Non voglio scrivere un commento dettagliato per il libro perché non sarebbe in grado di rendere l’emozione e la meraviglia che ha suscitato in me la lettura di questa portentosa epopea. Solo, ripensandoci mi viene in mente la Divina Commedia: un'epica enciclopedia dell’umanità dove ci sono parole e pensieri per tutti e per sempre.
    E il ponte - con la sua presenza leggiadra, immemore e rassicurante - ci tiene tutti ben saldi alle radici della Storia.

    [audiolibro]

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  • 1

    Può un libro con protagonista un ponte essere interessante? La mia personale opinione è che un libro possa essere interessante a prescindere da chi sia il suo protagonista, quindi anche un ponte, purc ...continue

    Può un libro con protagonista un ponte essere interessante? La mia personale opinione è che un libro possa essere interessante a prescindere da chi sia il suo protagonista, quindi anche un ponte, purché sia scritto con una buona prosa e le vicende siano apprezzabili. Sotto questo punto di vista Il ponte sulla Drina può essere visto come una buona controprova. Infatti, nonostante tutte le azioni siano ambientate nello stretto luogo del punte del titolo o delle sue vicinanze, e che l’unico personaggio sempre presente nelle pagine è sempre il suddetto ponte, il libro è comunque godibile e si lascia leggere, almeno fino a quando l’autore riesce a tenere vivo l’interesse del lettore. Tutta la prima parte è davvero interessante, ed è altrettanto vero che si legge con un gusto che almeno io non mi sarei mai aspettato quando ho preso in mano per la prima volta il volume. Il merito è dell’atmosfera che l’autore è riuscito a creare attorno al ponte e all’ambientazione antica nella quale abbondano storie tramandate e leggende. Il gioco, e quindi l’interesse, comincia a scricchiolare quando le cose iniziano a farsi più certe, non più solo ricordate da generazioni e generazioni passate ma impresse nella memoria collettiva scritta, la Storia con la S maiuscola. Il libro diventa infatti più pesante, e stranamente dovrei dire perché mi sarei aspettato il contrario, via via che la narrazione si avvicina ai giorni nostri, come se l’autore non avesse trovato la giusta alchimia per raccontare eventi che magari qualcuno poteva ricordarsi da solo. È un peccato, perché la lettura rallenta notevolmente e comincia a farsi farraginosa, tanto da lasciare un cattivo ricordo. Si tende sempre a perdonare un libro che stenta a carburare ma poi chiude in bellezza, altro discorso è invece se succede il contrario.

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  • 4

    Un bel viaggio nella storia dei Balcani

    A parte il finale un pò deludente, tutto il libro è ben scritto e interessante. Un bel viaggio nella storia di Visegrad, delle etnie balcaniche, degli imperi del passato. Un profondo sguardo a questa ...continue

    A parte il finale un pò deludente, tutto il libro è ben scritto e interessante. Un bel viaggio nella storia di Visegrad, delle etnie balcaniche, degli imperi del passato. Un profondo sguardo a questa società che è cambiata così profondamente sotto l'influsso dell'occidente, il tutto condito da romanzo e poesia.

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  • 0

    Noiosissimo....

    La seconda volta che lo inizio e la seconda che lo abbandono. Proprio non ce la faccio, non mi coinvolge minimamente, lo trovo noioso nella trama e nella scrittura melensa e datata. O forse non è il m ...continue

    La seconda volta che lo inizio e la seconda che lo abbandono. Proprio non ce la faccio, non mi coinvolge minimamente, lo trovo noioso nella trama e nella scrittura melensa e datata. O forse non è il mio momento.

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  • 4

    Enormi problemi cosmici in un minuscolo spazio geografico

    La quantità di sconvolgimenti storici, politici, geografici ed etnografici dei Balcani difficilmente ha eguali; personalmente ho sempre l'impressione che mi sfugga qualcosa quando cerco di capirne qua ...continue

    La quantità di sconvolgimenti storici, politici, geografici ed etnografici dei Balcani difficilmente ha eguali; personalmente ho sempre l'impressione che mi sfugga qualcosa quando cerco di capirne qualcosa in più. Qualche luogo, persona, religione, popolo o piccolo evento che ha fatto deflagrare tutto. Così quest'estate ho deciso di aggiornarmi prendendola alla lontana con l'aiuto di un Premio Nobel; non so se dal punto di vista delle conoscenze storiche sia servito a qualcosa ma di sicuro è stata un'ottima scelta letteraria. Questo romanzo è splendido, ha la semplicità dei racconti orali della comunità che descrive e ne fonde insieme la semplicità, il calore e le contraddizioni allo stesso tempo però sa avere quell'esattezza che descrive con parole imprescindibili l'animo umano e meglio ancora quei sentimenti corali che si annidano e si sviluppano nelle comunità, nel sentore dei tempi e nei popoli interi. Dà voce alla componente atavica di ogni individuo, gruppo o nazione e lo fa magistralmente.
    Mi sarebbe piaciuto poterne apprezzare una traduzione più moderna, quella che possiedo è antiquata e qua e là rende pesante una storia che già non è breve, forse questo è il suo unico difetto la tendenza a divagare facilmente..ma ho il sospetto che sia una caratteristica visegradese.

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  • 4

    ‘Il ponte sulla Drina’ è l’opera più famosa e, in un certo senso, più caratteristica di Andric. Essa infatti, oltre all’indubbia maestosità narrativa, racconta l’epopea della storia bosniaca dal XV se ...continue

    ‘Il ponte sulla Drina’ è l’opera più famosa e, in un certo senso, più caratteristica di Andric. Essa infatti, oltre all’indubbia maestosità narrativa, racconta l’epopea della storia bosniaca dal XV secolo alla Prima Guerra Mondiale prendendo spunto dalle vicende succedutesi presso le due rive del fiume Drina e il suo famosissimo ponte: in questo raccontare epico e storico assieme, c’è tutto Andric, c’è tutta la sua capacità di affascinare il lettore con fortissime immagini e insuperabili iperboli cronologiche.

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