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Motu-Iti

L'isola dei gabbiani

Di

Editore: Einaudi Ragazzi

3.9
(78)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8879262416 | Isbn-13: 9788879262415 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Pets

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Descrizione del libro
Che cosa succede sull'isola di Pasqua? Terribili scritture e violente appaiono sulla pietra, spaventando il piccolo popolo pacifico. Chi è Makamake, il cattivo dio-uccello? E perchè gli uccelli, poi, diventano cattivi davvero? E chi grida e piange su Motu-Iti, scoglio solitario? E come nasce, poi, uno strano Carnevale? Motu-Iti è una storia di spazio, di bene e di male. Età di lettura: da 10 anni.
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  • 4

    Un mistero "risolto"

    In attesa di un LowCost (via aria) o di katamarano (via acqua) per andare all'Isola di Pasqua mi accontento di questo bel libro, breve storia/racconto lungo, 4**** meritate, anzi qualcosa in piu' per la scrittura sintetica ma capace (dote rara) di ricreare perfettamente il fascino di questo luogo ...continua

    In attesa di un LowCost (via aria) o di katamarano (via acqua) per andare all'Isola di Pasqua mi accontento di questo bel libro, breve storia/racconto lungo, 4**** meritate, anzi qualcosa in piu' per la scrittura sintetica ma capace (dote rara) di ricreare perfettamente il fascino di questo luogo cosi' particolare e la sua gente, unendo una storia inventata e con aspetti surreali/misteriosi alla natura selvaggia.
    Il narrato e' anche pretesto per dare una spiegazione alle grandi teste (ma si e' scoperto che hanno anche il corpo, interrato) del perche' siano state fatte e la loro disposizione fisica.
    Ipotesi fantasiosa ma con (immagino) uno strato di realta', come in tante costruzioni misteriose (Piramidi, Stonehenge, Maya, Incas, Oriente).
    -
    Molto suggestivo, si legge in un fiato, perche' corto e perche' cosi' ben narrato.
    Non conoscevo l'Autore, molto interessante:
    -
    http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Piumini
    http://www.robertopiumini.it/
    -
    http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Pasqua
    -
    Grazie alla gentile amica aNobiiana (reduce da un "crash" surreale che R.Piumini saprebbe narrare inventando una storia alla Motu-Iti) per questo interessante suggerimento, libro ed Autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Come ho saputo quello che nessuno sa?

    Non posso dirvelo.
    Se lo dicessi, mi spunterebbe una grande cresta di gallo; la mia lingua si trasformerebbe in pietra rovente, e nessun sorso d'acqua la potrebbe spegnere mai. 
    Io non voglio che questo accada: bisogna dunque, per quanto racconterò, che vi fidiate di me, che non ch
    ...continua

    Non posso dirvelo.
    Se lo dicessi, mi spunterebbe una grande cresta di gallo; la mia lingua si trasformerebbe in pietra rovente, e nessun sorso d'acqua la potrebbe spegnere mai. 
    Io non voglio che questo accada: bisogna dunque, per quanto racconterò, che vi fidiate di me, che non chiediate: come, se si è assetati, non si chiede alla sorgente da dove viene la sua acqua pura.

    Posso solo dirvi, senza temere di diventare un gallo, che in questo ebook striminzito viene svelato il vero motivo per cui da tempo immemorabile l’isola di Pasqua è presidiata dai mastodontici Moai di pietra che ben conosciamo, e anche perché hanno tutti il viso rivolto verso l’oceano.
    E’ una spiegazione strana, magari non è possibile crederci ciecamente, però proprio questo la rende, almeno per me, assai interessante e piacevole da leggere. Poi io adoro i racconti di popoli che invece di parlare cantano melodie.

    Ora però leggete attentamente questo brano e poi ditemi una cosa:

    Tou-Ema, ancora stupito e quasi incredulo, provò i mille modi del suo potere. Alzava le mani, le muoveva, e il cielo di Motu-Iti si riempiva di voli obbedienti, di strilli incrociati. Le posava adagio, e spegnendo ogni volo i gabbiani calavano come neve prensile sullo scoglio. Alzava una sola mano, e parte dei gabbiani volava, mentre parte restava posata. Modulando il lavoro aereo Tou-Ema guidava il volo degli uccelli in mille modi come lo scultore di una materia sparsa, agile ed obbediente, che ingigantiva senza avarizia nel cielo i suoi gesti di uomo. 
    Era un gioco esaltante, che non stancava. Ed era più che un gioco, una danza larga e potente e multipla, di cui il corpo di Tou-Ema era il centro e la sorgente.

    ... a quanti amici anobiani piacerebbe poter fare lo stesso gioco? Alzo le mani e gli uccelli si levano dritti in volo, abbasso le mani e calano repentini verso il suolo… Forse però è saggio non provare mai ad alzare una mano e contemporaneamente abbassare l’altra, che poi succede un casino.

    ☆☆☆☆ che borbottano: sapete perché questa qui non migra su Goodreads? Perché con i commenti che scrive la caccerebbero a calci. Non diciamo dove, perché siamo stelle ben educate.

    4 stelle = bello

    ha scritto il 

  • 4

    E' al ritmo della pelle tesa dei tamburi, che questa storia comincia. Con un rituale, la gara delle canoe che incorona il coraggioso, leale Tou-Ema a capotribù. Il cielo è limpido e sereno, sull'isola di Pasqua, la pace regna sovrana. Su quel cielo, un lampo buio: l'invidia, la calunnia, il tradi ...continua

    E' al ritmo della pelle tesa dei tamburi, che questa storia comincia. Con un rituale, la gara delle canoe che incorona il coraggioso, leale Tou-Ema a capotribù. Il cielo è limpido e sereno, sull'isola di Pasqua, la pace regna sovrana. Su quel cielo, un lampo buio: l'invidia, la calunnia, il tradimento, l'anatema e le aggressioni impietose dei gabbiani, un castigo divino, a funestare questa pace. E ancora dolore, conflitto, rinuncia, e di nuovo il suono dei tamburi, ad avvertire del pericolo dei gabbiani, di nuovo la mano vendicativa di quello che per gli isolani è Makemake, il dio-uccello. Un magico legame che è forse più antico della creazione, la scena centrale, di rara potenza tragica, dell'esiliato, dio suo malgrado degli uccelli, che modella la sua miniatura dell'isola come schema di guerra per i propri adirati soldati piumati, addosso a Motu-Iti, lo scoglio dei gabbiani, che di quell'isola diviene in questo modo un contorto riflesso. Ed ancora un nuovo rituale, la maschera, la natura mitizzata è sconfitta, si celebra la pietra, il nuovo dio, l'immenso volto misterioso, inespressivo, che affascina ancora oggi lo sguardo che su di esso si posa. In questo romanzo per ragazzi, il mito spicca il volo, fuoriuscendo dal tempo umano ("tempo di isola, tempo di vulcano, tempo di Oceano immenso, mai uguale") ed inseguendo l'onda e l'immensa macchia bianca, come una mano, del mostruoso stormo dei gabbiani, arriva fino ad un'altra isola, forse più remota della stessa Pasqua, da qualche parte dentro chi legge.

    ha scritto il 

  • 4

    La leggenda delle grandi maschere di pietra dell'Isola di Pasqua, narrata con grande semplicità e tanta poesia. Magico Roberto Piumini: ci insegna che la vendetta può sfuggire dalle mani e diventare troppo grande, al di là di ogni nostra capacità di dominarla, e che un bravo capo deve sempre esse ...continua

    La leggenda delle grandi maschere di pietra dell'Isola di Pasqua, narrata con grande semplicità e tanta poesia. Magico Roberto Piumini: ci insegna che la vendetta può sfuggire dalle mani e diventare troppo grande, al di là di ogni nostra capacità di dominarla, e che un bravo capo deve sempre essere disposto a sacrificarsi per il suo popolo.

    Ho narrato quello che nessuno sapeva. Ora tutti quelli che hanno letto conoscono la ragione e la storia delle grandi sculture di Pasqua, e di quelle altre incisioni e scritture, piccole e sciagurate, sparse sulle rocce dell'isola. E sanno la storia di Tou-Ema, di Kontuac, di Kintea-Ni, e una parte della storia di Giunakati, e il principio di Keitutai, il fiore di mani piccoline. Quanto al resto delle storie, delle vite, del tempo, ognuno può immaginarlo e inventarlo: può conoscerlo nella sua mente. Perché questo è la scrittura: un segno che chiama il pensiero. E la lettura è il pensiero che risponde.

    ha scritto il 

  • 5

    Adesso ho ancora più voglia di andare sull'Isola di Pasqua!
    Bello, bello, bello.
    Stupefacenti le descrizioni, memotabili le ultime frasi del libro sullo scrivere e sulla lettura.

    ha scritto il