Mr Vertigo

Di

Editore: Einaudi (ET, 631)

4.1
(1655)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Portoghese , Galego , Russo , Olandese , Polacco , Ungherese

Isbn-10: 8806181300 | Isbn-13: 9788806181307 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Walt è un povero orfano senza futuro nella St.Louis degli anni Venti, ma possiede un dono naturale, e trova qualcuno deciso a sfruttarlo. Maestro Yehudi, mezzo stregone e mezzo ciarlatano, è l'ebreo ungherese che in tanti anni di duro tirocinio gli insegnerà la meravigliosa arte di volare facendo di lui un'attrazione da circo. Nelle sue peregrinazioni il bambino volante si ritrova tra incursioni del Ku Klux Klan, storie di gangster, giocatori di baseball e, nella Chicago degli anni Trenta, finisce con l'aprire un locale destinato a diventare famoso, il Mr Vertigo. Finché un giorno Walt ritorna normale e smette di essere un fenomeno. Ed è allora che il destino si compie in tutta la sua grandezza: riconoscendo nella storia di Dizzie Dean, campione in declino che non sa smettere di giocare, la propria storia, Walt comprende che importante non è solo volare, ma anche capire quando si deve tornare a terra e vivere con dignità la vita di ogni uomo, del piú anonimo e banale degli uomini.
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  • 5

    Da molto tempo non leggevo un romanzo di tali fattezze...

    Se parliamo di Newark, città del New Jersey, famosa per aver dato i natali al tizio al quale un meritatissimo Nobel non lo assegneranno MAI, dobbiamo però altresì anche dire che un altro grandissimo ...continua

    Se parliamo di Newark, città del New Jersey, famosa per aver dato i natali al tizio al quale un meritatissimo Nobel non lo assegneranno MAI, dobbiamo però altresì anche dire che un altro grandissimo scrittore può dire di essere stato scaraventato su questo pianeta da una donna residente nella città in questione. Scoprii Paul Auster con Follie di Brooklyn quasi per caso, sapevo di lui che non sapeva scrivere al computer, e che stava per finire, causa cessione di produzione, i nastri della sua macchina da scrivere, beh ora ho avuto anche la conferma del fatto che sia un grandissimo artista.

    ha scritto il 

  • 4

    Paul Auster - Mr. Vertigo

    Miglior romanzo di Paul Auster che ho letto fino ad oggi assieme a La musica del caso. Il voto corretto sarebbe 4 stelle e mezzo. Sono molto tentato di andare sulle 5 stelle, ma in alcuni momenti avre ...continua

    Miglior romanzo di Paul Auster che ho letto fino ad oggi assieme a La musica del caso. Il voto corretto sarebbe 4 stelle e mezzo. Sono molto tentato di andare sulle 5 stelle, ma in alcuni momenti avrei magari preferito qualche approfondimento in più, invece Auster, per rimanere nella sua canonica lunghezza, non si è dilungato. Può essere a detta di alcuni un pregio, io invece avrei preferito un pochino più di ciccia, ma forse proprio perchè il libro mi stava piacendo molto e avrei preferito non finisse così presto!

    Mr. Vertigo è un classico romanzo di formazione in cui assistiamo alla crescita dell'orfano Walter attraverso varie fasi della sua esistenza. Una prima fase è caratterizzata dal suo rapporto con il suo maestro/mentore che gli insegnerà molte cose sulla vita (e non solo) e che riuscirà ad instaurare con lui un legame che andrà oltre il puro semplice connubio maestro/allievo. Come in tutti i romanzi di questo autore sovente sembra che il significato sia assente o che non ci sia la classica morale a corredo, tuttavia bisogna sapere andare oltre le apparenze e con Auster questa è quasi una prassi.

    Alla prima fase diciamo di apprendistato (in tutti i sensi) seguiranno poi vari momenti della vita di Walter, figli di quella gioventù che ovviamente non si possono descrivere senza “spoilerare” tutto il romanzo. Quello che ho percepito dall'autore è che la vita di un uomo è fatta di varie fasi, ma che ogni volta ci si deve mettere in gioco e soprattutto non si è mai preparati a perdere qualcuno a cui si è particolarmente legati. Il vuoto lasciato è spesso incolmabile e difficile risulta superare lo shock. I soldi non rendono felici o meglio non rendono una vita completa e soddisfacente, serve altro, qualcosa che il denaro non può comprare. La fiducia in certe persone può portarci a superare anche gli ostacoli più insormontabili. Questi alcuni dei temi sparsi toccato dal romanziere, nel suo classico stile molto pacato, estremamente pulito, mai volgare, un piccolo gioiellino confezionato con estrema attenzione, un piacere da leggere.

    Come ho detto in apertura uno dei migliori romanzi di Auster, forse uno di quelli giusti se volete iniziare ad approcciare questo scrittore. Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    Adelphi doppia Einaudi - 04 ott 15

    Ogni volta che prendo in mano un libro di Auster, anche se meno intensamente, ripenso alle prime discussioni che ne ebbi con la mia amica Luana (quella di John Fante, amici). Cui ora aggiungo le lettu ...continua

    Ogni volta che prendo in mano un libro di Auster, anche se meno intensamente, ripenso alle prime discussioni che ne ebbi con la mia amica Luana (quella di John Fante, amici). Cui ora aggiungo le letture che ho fatto della di lui moglie, Siri Hustvedt. Che alla fine mi danno un bel quadro di una vita familiare che trasferisce sulla carta le proprie idee. Così se ne discute. Auster in questo ventennale romanzo non ha la forza e l’oniricità della Trilogia di New York. C’è una bella scrittura, inventiva quanto basta, la solita follia (tutta la storia si basa su di un ragazzo che impara a lievitare). Ci sono due temi fondamentali, che sarebbe bene non dimenticare mai: il razzismo e le modalità educative. Il primo è un perno della dottrina di Auster: rispettare il diverso, capirlo, conviverci. Il secondo, per me più nuovo, è la descrizione come una grande forza di volontà possa trovare il modo di far penetrare vie educative in persone diverse con culture diverse. Il romanzo è la storia della sua vita raccontata dall’anziano Walt Rawley. Comincia da quando, orfano in St. Louis, maltrattato dallo zio Slim, incontro uno strano personaggio: un profugo ungherese, che si fa chiamare Maestro Yehudi, e che convince Walt che gli insegnerà a volare. Tutta la prima parte si fonda sui modi educativi del Maestro, che devono portare Walt a sentirsi “fuori dal sé”, per poter apprendere a lievitare. Nel mondo del Maestro, sono poi presenti un ragazzo etiope, Esopo, grande lettore, e l’angelo custode della casa, l’indiana Mamma Sioux, nipote di Toro Seduto. Walt progredisce, ma prima di fare il salto finale (siamo nell’America degli Anni Venti) il Ku Klux Klan brucia la casa, uccidendo Esopo e l’indiana. Che se in un primo tempo erano anche per Walt “diversi”, aveva imparato ad amarli. Walt ed il Maestro sono distrutti e si rifugiano per qualche tempo da un’amica del Maestro, Mrs. Witherspoon. Si riprendono alfine, anche perché Walt comincia a lievitare. Si organizzano spettacoli in tutta l’America. Walt migliora sempre, ma, man mano che si avvicina alla pubertà, la lievitazione gli provoca forti mal di testa. Decidono di smettere (hanno ormai un bel gruzzolo) e Walt pensa di fare l’attore ad Hollywood. Sulla strada per la California sono però assaliti dalla banda capeggiata dallo zio Slim, che li deruba di tutto, lasciando il Maestro in fin di vita. In punto di morte il Maestro confessa comunque di avere un cancro e che Walt, ormai se la deve cavare da solo. Il ragazzo, distrutto, passa i seguenti tre anni a cercare suo zio Slim, colpevole dell'incidente e della conseguente morte del Maestro per vendicarsi e, trovandolo, lo uccide facendogli bere una coppa di latte avvelenato. Contemporaneamente, il capo dello zio, un malvivente di nome Bingo gli propone di prendere il posto dello zio. Così anche qui Walt fa carriera, aprendo un locale dal nome Mr. Vertigo (per ricordare le vertigine della lievitazione). Auster ci mostra sempre che con delle buone capacità di base, si riesce sempre a sfondare, in America (il mito del self-made-man). Ma fino ad un certo punto, che poi ci vuole anche intelligenza ed applicazione. Così Walt fa spesso carriera, poi si arena. Come qui, nel suo locale, dove si intestardisce dietro ad un giocatore di baseball in rovina, tanto che andrà fuori di testa, verrà internato in un campo di lavoro (da dove salterà la guerra). Alla fine della guerra stessa, lavorando presso un fornaio, incontra il suo grande amore, Molly Fitzsimmons. Che sposa e con la quale vive per 23 anni, purtroppo senza avere figli. Alla di lei morte, si da all’alcool. Salvato dai suoi amici anche da questo abisso, si avvia verso i luoghi della sua infanzia, dove ritrova la signora Witherspoon, che gestisce una catena di lavanderie. Ne diventa il contabile, rimanendo lì a Wichita sino alla morte anche della sua ultima amica. Dopo di che, si siede ad un tavolino e comincia a scrivere questa storia. Si vede quindi che è una storia tra l’ingenuo ed il reale, tra il vero ed il falso, attraverso cui si passa solo abbandonando un po’ i freni della razionalità. Ed alla fine, anche se leggibile, non mi ha convinto fino in fondo, lasciandomi perplesso sulle avventure di questi errabondi americani. Non è certo spiacevole, ma non certo mi commuove come vorrebbe la quarta di copertina.
    “I fatti nudi e crudi sarebbero andati benissimo, ma sul momento non seppi resistere alla tentazione di esagerare … ero un uomo di spettacolo, e non ebbi cuore di mandare a casa deluso un pubblico tanto bendisposto.” (156)
    “Io di lei mi innamorai perché mi fece sentire a mio agio, perché riportò a galla la parte migliore di me … Era gentile, non serbava rancore, mi sosteneva, e non cercò mai di trasformarmi in qualcuno che non ero.” (268)

    ha scritto il 

  • 4

    Imparare a volare

    Un libro leggero, scorrevole e particolarmente entusiasmante in certi punti, meno in altri. Imparare a volare in fondo è una metafora del vivere: per crescere bisogna affrontare mille prove in cui a v ...continua

    Un libro leggero, scorrevole e particolarmente entusiasmante in certi punti, meno in altri. Imparare a volare in fondo è una metafora del vivere: per crescere bisogna affrontare mille prove in cui a volte si corre il rischio di perdere se stessi. Anzi, in questa storia il protagonista dovrà perdere se stesso per riuscire a spiccare il volo.

    Lettura consigliata per una discussione.

    ha scritto il 

  • 4

    Non riesco ad inquadrarlo, sto libro... di solito i romanzi di fantascienza fatico molto a leggerli, e invece mi sono ritrovata a far correre le pagine apprezzando molto lo stile semplice,lineare,ma m ...continua

    Non riesco ad inquadrarlo, sto libro... di solito i romanzi di fantascienza fatico molto a leggerli, e invece mi sono ritrovata a far correre le pagine apprezzando molto lo stile semplice,lineare,ma mai banale.
    La storia mi ha spiazzato: bene fino ad un certo punto, poi ho trovato superfluo il post-bambino prodigio. Non lo so, mi è sembrato discontinuo.
    Le 4 stelle sono per la facilità con cui sono riuscita a leggerlo, cosa rara per i libri di questo genere, per me.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo onirico, una favolo moderna, l' ennesimo piccolo capolavoro di un grande autore.
    Il testo è scorrevole e il racconto originale.
    Un romanzo sulla fiducia, sull'amore e sui limiti che ci poni ...continua

    Un romanzo onirico, una favolo moderna, l' ennesimo piccolo capolavoro di un grande autore.
    Il testo è scorrevole e il racconto originale.
    Un romanzo sulla fiducia, sull'amore e sui limiti che ci poniamo e che dovremmo imparare ad infrangere.

    ha scritto il 

  • 4

    ".. Basta smettere di essere se stessi. E' da lì che si comincia; tutto il resto viene di conseguenza. Bisogna lasciarsi svaporare. Eliminate ogni tensione muscolare, concentratevi sul respiro fino a ...continua

    ".. Basta smettere di essere se stessi. E' da lì che si comincia; tutto il resto viene di conseguenza. Bisogna lasciarsi svaporare. Eliminate ogni tensione muscolare, concentratevi sul respiro fino a sentire l'anima che esce dal corpo, e infine chiudete gli occhi. E' così che si fa. Il vuoto che vi si crea dentro il corpo si fa più leggero dell'aria che vi circonda. A poco a poco, pesate meno di nulla. Chiudete gli occhi; allargate le braccia e lasciatevi svaporar. A quel punto, poco per volta, vi solleverete da terra.
    Ecco così."

    ha scritto il 

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