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Mroczna Wieża II

Powołanie trójki

By

Publisher: Albatros

4.2
(3442)

Language:Polski | Number of Pages: 445 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Spanish , French , Italian , Chi traditional , German , Portuguese , Swedish , Dutch , Japanese , Czech , Hungarian , Greek , Russian

Isbn-10: 838808786X | Isbn-13: 9788388087868 | Publish date: 

Translator: Zbigniew A. Królicki

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Dopo il lungo prologo de "L'ultimo cavaliere" la saga della Torre Nera prende vita. Roland chiama i suoi nuovi compagni di ventura trovandosi molto in difficoltà per colpa di un incidente che lo porterà più volte vicino alla morte, ma la sua tenacia (o testardaggine) lo porteranno a compiere semp ...continue

    Dopo il lungo prologo de "L'ultimo cavaliere" la saga della Torre Nera prende vita. Roland chiama i suoi nuovi compagni di ventura trovandosi molto in difficoltà per colpa di un incidente che lo porterà più volte vicino alla morte, ma la sua tenacia (o testardaggine) lo porteranno a compiere sempre un passo in avanti anche quando tutto sembra perduto.
    Il pistolero, in questo libro, inizia a rivelare un po' di più la sua personalità dimostrando che non è solo un "cuore freddo dagli occhi di ghiaccio" come i famosi cowboy cha hanno ispirato la sua figura: nonostante il suo apparente distacco su tutto e su tutti, all'infuori della sua missione, nella sua mente pragmatica vivono ricordi dolorosi, fantasmi e un'anima lacerata; il suo è un grande peso (forse quanto quello di Frodo nel portare l'Unico anello) ma che porta a schiena dritta verso la sua meta.
    Di sicuro questo secondo capitolo della sega si legge divorando pagina dopo pagina, riuscendo a staccarsi dal libro solo con un grande sforzo ed un piccolo senso di colpa.
    L'unica pecca sono i vari errori di stampa che ogni tanto saltano fuori.

    said on 

  • 5

    三道門三種類型

    金塞爺是不是因為童心大發,玩起「類型」配對遊戲來著...
    不提黑塔Ⅰ最後的槍客 標準的西部片風格;主人翁羅蘭簡直是按照西部牛仔的形象塑造出來的
    單看黑塔Ⅱ三張預言牌 裡面出現的三道門 每進入一道門就是一種類型
    第一道門:囚犯 火拚的場面讓我不得不想起黑幫電影
    第二扇門:陰影夫人 則是驚悚片的模擬 精神分裂的黛塔與歐黛塔兩人的相互轉換不就是希區考克‧驚魂記嗎?
    第三道門:推人者 讓我直接連結警匪片 而持槍的羅蘭簡直是魔鬼終結者的分身
    然而,我覺得最有趣的部分是最後槍客羅蘭追尋黑塔 沿途找夥伴的旅程,不就是西遊記嗎?而且 ...continue

    金塞爺是不是因為童心大發,玩起「類型」配對遊戲來著...
    不提黑塔Ⅰ最後的槍客 標準的西部片風格;主人翁羅蘭簡直是按照西部牛仔的形象塑造出來的
    單看黑塔Ⅱ三張預言牌 裡面出現的三道門 每進入一道門就是一種類型
    第一道門:囚犯 火拚的場面讓我不得不想起黑幫電影
    第二扇門:陰影夫人 則是驚悚片的模擬 精神分裂的黛塔與歐黛塔兩人的相互轉換不就是希區考克‧驚魂記嗎?
    第三道門:推人者 讓我直接連結警匪片 而持槍的羅蘭簡直是魔鬼終結者的分身
    然而,我覺得最有趣的部分是最後槍客羅蘭追尋黑塔 沿途找夥伴的旅程,不就是西遊記嗎?而且夥伴也是3個,奇妙的數字...

    said on 

  • 3

    e mezza..

    Non mi ha ancora convinto; il viaggio fantasy che mi aspetto, alla Tolkien, ancora non è stato intrapreso. Va bene la caratterizzazione dei personaggi, ma 460 pagine per chiamarne tre mi sembrano eccessive. Confido ancora nei prossimi capitoli..

    said on 

  • 3

    Non riesce ad entusiasmarmi...

    Non ho mai impiegato così tanto tempo per ultimare un libro. Giusto alla fine ci stavo prendendo gusto....non è sicuramente una delle opere che preferisco di zio Steve. Spero di ricredermi nel terzo capitolo.

    said on 

  • 3

    Al secondo episodio, la saga continua a non decollare.
    La storia c'è, ma è la narrazione che non conquista.
    La scrittura è poco brillante, lontana dagli standard kinghiani. Ci sono momenti di pedanteria che potevano tranquillamente essere evitati.
    Senza contare Odetta-Detta è un ...continue

    Al secondo episodio, la saga continua a non decollare.
    La storia c'è, ma è la narrazione che non conquista.
    La scrittura è poco brillante, lontana dagli standard kinghiani. Ci sono momenti di pedanteria che potevano tranquillamente essere evitati.
    Senza contare Odetta-Detta è un personaggio insopportabile.
    Non mancano aspetti positivi, ma per ora la saga della Torre Nera mi sta deludendo.
    Se anche il terzo volume è su questo livello, sarò costretto ad abbandonare la saga.

    said on 

  • 5

    Il mio Capitolo preferito della Saga

    Mi schiero, mi piace essere estremo, tra tutti i romanzi della “Torre Nera” di Stephen King, questo è il mio preferito :D


    No no, non c’è “The Wizard and the glass” che tenga il passo, per quanto mi riguarda, lo Zio Stevie con questo libro ha vinto tutto, e il fatto che sia uno dei migliori ...continue

    Mi schiero, mi piace essere estremo, tra tutti i romanzi della “Torre Nera” di Stephen King, questo è il mio preferito :D

    No no, non c’è “The Wizard and the glass” che tenga il passo, per quanto mi riguarda, lo Zio Stevie con questo libro ha vinto tutto, e il fatto che sia uno dei migliori della Saga della Torre Nera, fa di lui uno dei migliori libro dello scrittore del Maine :D

    Perché è il migliore? Ecco, perché solo uno che è nato e cresciuto nel Maine, può vedere in un aragosta, simbolo dello stato che compare anche sulle targhe della auto, una minaccia, e non solo una minaccia, ma un vero orrido mostro che compare la notte come un Licantropo, le “Aramostre” attaccano Roland come fanno con il lettore, all’inizio del romanzo, può mai essere una minaccia concreata un aragosta?

    Nel Mondo di Roland, un mondo che è andato avanti si, e non solo, è anche un orrida creatura capace di andarti sottopelle con le sue domande al vento (“Didadeci?”), sempre se la pelle non te la stacca proprio…

    L’inizio è Shock, non commenterò per non rovinare la lettura, perché da quanto mi piace questo pezzo, vorrei citare tutto, Balazar, il toro Ferdinando, le porte, e i tre ospiti dietro di loro, come direbbe Eddie, gli ospiti dietro la porta numero uno, la porta numero due e la porta numero tre…

    Chi è Eddie? Il vostro prossimo personaggio preferito mi verrebbe da dire :D

    In meno di 500 pagine, lo Zio Stevie non solo introduce tre personaggio pazzeschi (O dovrei dire quattro? :p) ma riesce a caratterizzarlo come solo lui sa fare, rendendoli gli ideali compagni di viaggio, un viaggio lungo, quello verso la Torre.
    Ma al pari di “The Wizard and the glass” questo secondo capitolo è una Battuta di arresto sulla via della Torre, ma non perché ci sono storie da raccontare, solo perché è necessario sopravvivere, e a ben pensarci, Roland e i protagonisti della chiamata, sono personaggi spezzati, Roland è minato nel fisico, come mai nella sua vita, così come Eddie, Il Prigioniero che si porta dietro la sua scimmia, La Signora delle ombre è talmente spezzata da essere due facce della stessa medaglia, così come l’ultimo invitato, precisissimo nelal vita normale, ancora più metodico nella sua vita altra…
    Tutti insieme dovranno sopravvivere, legati a filo doppio, perché le porte sparirebbero con la morte di uno di loro, e proprio le porte, insieme alle “Aramostre” sono la trovata più fuori di testa di Zio Stevie.

    Provate a leggerlo, ditemi se non è già un film, la capacità di King di descrivere un personaggio “Alieno” all’interno della mente e del corpo di un altro, che si muove nel nostro mondo, è totale, letteralmente King ci fa vedere il nostro mondo, con gli occhi di un personaggio che viene da un altro mondo (“Perché uno dovrebbe volere l’eroina, quando può comprare legalmente lo zucchero?”), una cosa che avrebbe rifatto nelle parti migliori di un altro romanzo (“L’Acchiappasogni”) qui il giochetto, che potrebbe stancare o mostrare il fianco, viene portato avanti per quasi tutto il romanzo, senza perdere MAI un colpo :D

    Letteralmente vedi come Eddie e Susannah sono diventati parte del Ka-Tet, per un libro che si divora, in cui il tempo che scorre è una minaccia, non vedrete mai più le cose allo stesso modo, dopo averle viste attraverso gli occhi di Roland/Jack Mort alla ricerca dell’Astina, del Keplex e delle munizioni :D

    No, non ho un dubbio, mai avuto uno in tutta la vita, il mio romanzo preferito della Torre Nera è “La Chiamata dei Tre”, leggetelo e vedrete se non mi darete ragione :D

    said on 

  • 4

    La chiamata dei tre, Stephen King

    Nonostante la mia lettura sia stata lenta, ciò non è dipeso da questo libro ma dalle letture che sto affrontando contemporaneamente. Infatti questo secondo volume ha una storia godibile e molto più accattivante del primo.
    Un aspetto fondamentale è l'introduzione dei due personaggi di Eddie ...continue

    Nonostante la mia lettura sia stata lenta, ciò non è dipeso da questo libro ma dalle letture che sto affrontando contemporaneamente. Infatti questo secondo volume ha una storia godibile e molto più accattivante del primo.
    Un aspetto fondamentale è l'introduzione dei due personaggi di Eddie e di Odetta Holmes/Detta Walker, che affiancano il nostro Roland durante il viaggio verso la Torre Nera. Le loro storie, il loro passato e i loro demoni rendono la narrazione vivace e interessante, cosa meno spiccata nel primo volume in cui il protagonista quasi assoluto è Roland, con l'accompagnamento - successivamente - del piccolo Jake.
    Come in molti altri racconti dallo stampo fantasy, si nota come le figure di "appoggio" risultino invece fondamentali per il protagonista e, in generale, per la bellezza della storia.
    Lo stile rimane la pecca di Stephen King, ma è un'opinione del tutto soggettiva. Personalmente ho apprezzato molto poco, per esempio, la "libertà di linguaggio" di Detta. Comprendo la necessità di estremizzare il personaggio ed evidenziarne il carattere e la natura malvagia, ma King avrebbe potuto mettere più colore alle parole senza la necessità di essere così tanto volgare.
    La storia si legge in maniera scorrevole, nonostante alcuni punti della trama siano particolarmente complessi.
    Generalmente, comunque, l'impressione tratta è molto positiva (anche se - tengo a precisare - si tratta ancora di rilettura).

    said on 

  • 5

    The Prisoner, The Lady of Shadows and The Pusher...

    Continua senza soste la mia lettura della saga della Dark Tower e in pochi giorni ho divorato pure il secondo libro: un po' mi spiace leggere così 'voracemente' (come sempre) ma la storia chiama e non so resistere...


    Dopo il lungo conciliabolo con l'uomo in nero, Roland si ritrova s ...continue

    Continua senza soste la mia lettura della saga della Dark Tower e in pochi giorni ho divorato pure il secondo libro: un po' mi spiace leggere così 'voracemente' (come sempre) ma la storia chiama e non so resistere...

    Dopo il lungo conciliabolo con l'uomo in nero, Roland si ritrova su una spiaggia sconosciuta dove viene improvvisamente attaccato da creature mostruose provenienti dall'immenso mare che gli sta dinanzi: gravemente ferito e forse non più in grado di fare 'ciò che sa fare meglio', Roland capisce che la creature non lo hanno solo menomato ma anche avvelenato e il tempo che gli resta è poco.
    Lungo la spiaggia, in lontananza, gli sembra però di scorgere qualcosa di "estraneo". Mano a mano che si avvicina, la visione si fa sempre più chiara: è una porta, una porta che si regge sul nulla e che reca la scritta "The Prisoner". In fin di vita e memore della profezia dell'oracolo e delle parole dell'uomo in nero, il pistolero apre la porta verso il primo 'componente' del suo ka-tet, lo sparuto gruppo che lo accompagnerà nella sua folle ricerca della Torre Nera.
    Prima viene il Prigioniero "il cui demone si chiama Eroina", poi la Signora delle ombre "che è una ma forse due", poi lo 'Spacciatore' che "è la morte, ma non per lui"...
    Tra malattia e follia, amicizia e odio, delirio e remissione, realtà parallele e salti temporali, il pistolero dovrà riunire le carte del suo destino per rimettersi sulla via della Torre...

    Bellissimo questo secondo capitolo della saga, da sempre tra i miei preferiti dell'intera produzione kinghiana: non che questa serie abbia dei "punti giù" particolari (anzi, non ne ha affatto secondo me) ma questo è sicuramente uno dei "punti più su" possibili! :)
    Qui infatti, il buon Stephen King, oltre alla sua abituale cura maniacale dei dettagli (si riesce quasi a vivere la sconfinatezza della spiaggia e dell'Oceano che la bagna) e alle perfette descrizioni dei protagonisti e delle loro sensazioni (il delirio del pistolero febbricitante nelle "mescolate" è geniale a dir poco), inizia con i salti nello spazio e nel tempo che prenderanno sempre più piede nella saga portandosi appresso tutti i paradossi del caso...

    Pur essendo di più semplice intuizione rispetto al primo libro della serie, la lingua presenta cmq delle particolarità e delle ricercatezze difficili da cogliere senza un qualche 'aiuto esterno': inoltre, l'uso dello "slang nero" quando parla Detta non è semplicissimo da intuire specie per chi, pur avendo una buona conoscenza d'inglese, conosce solo quello "standard". Ad ogni modo, una lettura non complessissima ma non certo senza qualche piccolo scoglio...

    I punti "salienti":
    *Il risveglio e il dolore
    *La porta
    *Eddie, il prigioniero
    *Mescolata
    *Detta e Odetta
    *Mescolata
    *Lo spacciatore

    Secondo romanzo della saga The Dark Tower.

    said on 

  • 5

    ...keep on listening to, part 2!

    Dopo aver "assaggiato" per la prima volta un audiolibro e essermi auto fanculizzato per aver aspettato tanto a provare, ho deciso di proseguire sulla strada appena intrapresa e continuare con la lettura, anzi, l'ascolto, della saga della Dark Tower!


    Dopo aver a lungo conferito con l'Uomo i ...continue

    Dopo aver "assaggiato" per la prima volta un audiolibro e essermi auto fanculizzato per aver aspettato tanto a provare, ho deciso di proseguire sulla strada appena intrapresa e continuare con la lettura, anzi, l'ascolto, della saga della Dark Tower!

    Dopo aver a lungo conferito con l'Uomo in Nero, Roland si sveglia su una spiaggia apparentemente senza fine e subito le cose si mettono molto molto male per lui; menomato e mutilato, senza speranza di sopravvivere vede in lontananza un miraggio, una porta che si erge nel nulla, una porta che sarà solo la prima di tre per il suo Ka-tet e il suo destino...

    Nonostante non sia riuscito, a differenza del primo libro, a procurarmi l'edizione (rara e supercostosa) letta da King stesso e abbia dovuto "ripiegare" su quella letta da Frank Muller, devo dire che le mie sensazioni restano invariate!
    Il fatto che Muller non sia King ha un lato negativo (un libro letto dal suo autore rende ovviamente al suo massimo cosa che non sempre avviene, per forza di cose, se letto da qualcun altro, per quanto bravo egli/ella sia) ma anche uno positivo (essendo del ramo, il tizio ci sa fare, bisogna ammetterlo ed è proprio un piacere ascoltare un lettore così) e questi fattori si bilanciano ottimamente lasciando solo il piacere dell'ascolto: certo, devo ammettere che i primi cinque minuti mi hanno lasciato un attimino "stranito" per il cambio di voce ma mi sono abituato in fretta e le 12 ore abbondanti di lettura sono volate anche troppo velocemente!

    Questo (per me nuovo) "ascoltare uno che ti legge il libro" comincia a diventare molto interessante e pure una buona cosa per un ripasso/approfondimento dell'ascolto in lingua inglese che non fa mai male!

    Ora "mi tocca" iniziare The Waste Lands, sempre in compagnia del buon Frank! Wow! :)

    said on 

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