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Mrs Dalloway

By Virginia Woolf

(11)

| Mass Market Paperback | 9789100102333

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Book Description

Clarissa Dalloway är en förtjusande kvinna med något fågellikt över sig, lätt och livlig. En sårbar, lyssnande kvinna, fångad i ett nät av plikter, främling för sin omgivning och ändå alltid i centrum.

Denna sommarmorgon i början av tjugotalet är Continue

Clarissa Dalloway är en förtjusande kvinna med något fågellikt över sig, lätt och livlig. En sårbar, lyssnande kvinna, fångad i ett nät av plikter, främling för sin omgivning och ändå alltid i centrum.

Denna sommarmorgon i början av tjugotalet är hon tidigt ute för att köpa blommor. På kvällen skall hon hålla en fest för att stödja sin förträfflige man i hans politiska karriär. Huset skall fyllas med framstående gäster, men där kommer också att finnas barndomsvänner och Peter Walsh, hennes stora ungdomskärlek, som kvällen före återvänt till England efter många år i Indien. Peter är fylld av en sällsam bävan, en oerhörd förväntan inför mötet med Clarissa.

Virginia Woolfs föddes 1882 och dog 1941. Mrs Dalloway publicerades 1925.

442 Reviews

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    Secondo me, un grandissimo talento al servizio di una storia sciocca e di personaggi inetti, superficiali o insopportabili. Non è la storia che conta in questo libro, è vero; ma un libro si deve leggere anche con la pancia e con il cuore, non solo c ...(continue)

    Secondo me, un grandissimo talento al servizio di una storia sciocca e di personaggi inetti, superficiali o insopportabili. Non è la storia che conta in questo libro, è vero; ma un libro si deve leggere anche con la pancia e con il cuore, non solo con la testa (cosa che va bene per un saggio di sociologia od un testo di psichiatria).
    Che dire, la woolf ha tutta la mia ammirazione dal punto di vista "tecnico", ma ancora una volta non riesce a prendermi.

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    Maria Clara said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

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    Di questo libro la trama è certamente l’aspetto meno importante e significativo, direi che è quasi inesistente . La giornata inizia con la protagonista Clarissa Dalloway che esce per acquistare i fiori che serviranno per la festa che ha organizzato ...(continue)

    Di questo libro la trama è certamente l’aspetto meno importante e significativo, direi che è quasi inesistente . La giornata inizia con la protagonista Clarissa Dalloway che esce per acquistare i fiori che serviranno per la festa che ha organizzato in casa sua per quella sera e si chiude con la descrizione del ricevimento. Quindi temporalmente un giorno intero, un po’ come per l’Ulisse di Joyce. Ma nella lettura di queste pagine, preziose come merletti, non dobbiamo tentare di seguire i gesti di Clarissa, le sue azioni, quanto i suoi pensieri, quelle impressioni che lei riceve dall’esterno e che operano nella sua anima quei flash che, come in un caleidoscopio, la riportano indietro nel tempo, le materializzano nel suo animo e nella sua mente persone a lei care, sentimenti, tranche de vie, emozioni, “attimi fuggenti”. La Woolf riesce, forse come Proust che ha letto e amato, a cristallizzare l’attimo e a metterlo sulla carta, a descrivere quella realtà interiore, quegli aspetti del pensiero che normalmente non si riesce ad esporre e a fissarli con le parole. La Woolf : l’ incantatrice, l’innamorata delle parole: leggere una sua pagina è provare un piacere intimo ed intenso, è godere della magia evocativa di quei suoni ricchi, densi di significato e di fatti. Non usa il flusso di coscienza di Joyce, se ne sente solo una minima eco. C’è nel romanzo un intreccio di riflessioni, sapientemente strutturato, che coinvolgono anche altri personaggi che Clarissa incrocia in quella giornata o nella sua mente, altri avvenimenti che accadono a Londra, ma tutti nello stesso momento. Si incrociano più piani paralleli, le persone si sfiorano, come Clarissa e Septimus (il suo alter ego), senza però interagire più di tanto. I piani temporali sono diversi ma tutti riportabili all’attimo, quell’attimo che dal passato si collega con il presente creando un unico tempo. E sì che il tempo esteriore è ben scandito dai rintocchi del Big Ben, ma è quello interiore che interessa di più. E’ stato scritto che Virginia Woolf riesce nell’incredibile impresa non solo di descrivere l’attimo ma anche di sezionarlo e allungando la sua durata all’infinito.!!! L’uso della parola diventa allora emozionante e prezioso. Singolare poi la scelta di contrapporre a Clarissa, che rappresenta la vita, Septimus, che da alcuni è definito rappresentante la morte. Ma qui i simboli vanno ben oltre. Clarissa è anche l’eroina del nulla, dell’effimero, mentre Septimus è un eroe di guerra , che desidera la vita, non la morte, il suo suicidio è indotto dal desiderio di poter avere il potere sulla sua vita, direi sulla sua anima, di non concederlo ad altri, ai dottori soprattutto. A loro concede solo la sua morte!! Emblematico è il rapporto con la finestra: Septimus, che è con il suo corpo tra il dentro e il fuori della finestra, decide poi per il fuori, per la luce e le finestre della casa di Clarissa, con l’apertura delle quali inizia il libro e davanti alle quali si conclude la festa, dove ogni personaggio intesserà una impalpabile rete di collegamenti con gli altri ,senza probabilmente scambiarsi neppure una parola, senza vivere la vera vita, che magari è proprio là, fuori dalla finestra!!

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    elettra said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Stream of consciousness

    Durante una mattina d'estate Clarissa Dalloway esce a comprare dei fiori in occasione di un ricevimento che avrà luogo, in casa sua, quella sera stessa. E attraversando Bond Street, sotto i rintocchi del Big Ben, s’imbatte in una serie di imma ...(continue)

    Durante una mattina d'estate Clarissa Dalloway esce a comprare dei fiori in occasione di un ricevimento che avrà luogo, in casa sua, quella sera stessa. E attraversando Bond Street, sotto i rintocchi del Big Ben, s’imbatte in una serie di immagini e di scene che portano alla memoria un caleidoscopio tutto aperto di ricordi. Sembra che ogni passo corrisponda ad un pensiero, che ogni pensiero, a sua volta, si tramuti in una riflessione profonda e quasi abissale.

    Prende inizio un lungo e frastagliato discorso interiore, un flusso ininterrotto di coscienza che si arricchisce di nuovi respiri alla vista di eventi, di oggetti che si profilano di continuo davanti a lei. Oggetti che conservano un potenziale magico e capaci di far riemergere, dai meandri dell’inconscio, vecchi momenti di armonia trascorsi in gioventù presso il villaggio di Bourton. Ed è un narrare dal coinvolgimento ammaliante, un modo di raccontare, con lentezza voluta, le piccole cose che si aprono a momenti di abbandono e attenzione. Perfino l’ago con cui Clarissa cuce lo strappo di un suo vestito verde è descritto con parole coinvolgenti e affascinanti, un ago che con delicatezza tira il filo di seta fino alla pausa gentile, e raccogliendo le pieghe le riprende insieme e leggere intorno alla vita. Il lavoro paziente di un filo di stoffa che con il suo andare e venire tesse una similitudine col mare, con le sue onde che si raccolgono, si sollevano, ricadono come un cuore che sospira per le pene, e riprende, e ricomincia, si raccoglie e poi ricade.

    Ogni cosa è catturata dagli occhi di Clarissa, dalla capacità di leggere la vita come qualcosa di straordinario e sconcertante, un vorticoso rimescolio in cui ruotano considerazioni, possibilità, interrogativi senza risposte. Nulla è lasciato all'indifferenza: sembra che dei pensieri, degli oggetti, delle immagini, Clarissa incida la scorza aromatica per cavarne il sapore ed estrarne ogni grammo di piacere.
    Seppur costruito intorno ad una trama apparentemente esile, e ambientato nell’arco di un solo giorno, La Signora Dalloway è un romanzo della tipica tradizione modernista inglese, una tradizione che pone come tema centrale un uso sapiente dello stream of consciousness, il punto di vista individuale e soggettivo. Una scrittura caratterizzata da un vigore muscolare dove le parole diventano fibre e creano pagine di tenace forza evocativa per la qualità poetica della sua prosa.

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    Martin Eden said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

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    Ci sono voluti ben due tentativi per poter portare a termine la lettura di questo libro. Il flusso di coscienza di cui la Woolf si serve fa si che si debba leggere tutto d'un fiato perché altrimenti si perde il filo della narrazione. È una lettura m ...(continue)

    Ci sono voluti ben due tentativi per poter portare a termine la lettura di questo libro. Il flusso di coscienza di cui la Woolf si serve fa si che si debba leggere tutto d'un fiato perché altrimenti si perde il filo della narrazione. È una lettura molto impegnativa e non nego il fatto che sono stato più volte sul punto di abbandonarla. Avevo già letto in precedenza "Gita al faro" e non mi aveva esaltato. Ho voluto dare "una seconda possibilità" all'autrice perché è innegabile il suo talento, la sua bravura e la tipicità del suo modo di scrivere. Devo dire che se dovessi rileggerlo non so se lo farei perché mi ha lasciato dubbioso. Ogni particolare dà vita ad un ricordo, un'idea, che porta il/la (si perché non c'è solo Mrs Dalloway) protagonista della storia a viaggiare con la mente verso qualsivoglia esperienza, passata o futura.
    4 stelle perché è impossibile non riconoscere alla Woolf di essere una delle penne più interessanti del panorama letterario dell'ultimo secolo.

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    davide said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    How long is a moment ?
    Virginia Woolf is able not only to describe the moment, but also to select and illustrate it to the reader in slow motion and radically transforming it to infinity.
    In this novel the narration underlines different events that ...(continue)

    How long is a moment ?
    Virginia Woolf is able not only to describe the moment, but also to select and illustrate it to the reader in slow motion and radically transforming it to infinity.
    In this novel the narration underlines different events that happen in the city of London at the same moment and that concern singular characters.
    Parallel planes meet together and people are unsuspecting closed to each other.
    This creates between them a link that builds an inextricable drawing on different planes of time.
    In this case the extension of the moment also reaches the past which is in constant contact with the present, until all transitional scans are cancelled and we can establish a single place and time.
    The descriptions obtain a new expressive dimension: a reality shown as an epiphany.
    So we walk inside the rooms and different landscapes with Clarissa and Peter; we go through Septimus' visionary London, where we hear sounds and noises, where we feel special fragrances and everything finally is.
    Septimus is considered Virginia Woolf's alter ego and through him she describes the madness caused by the devastating experience lived by young people during the First World War.
    War is the perfect metaphor of human madness and the critical episodes Septimus lives occur when he thinks about those terrible years.
    Suicide non premeditated, but induced, a passive wish not to die, but a wish of life subtracted from the power to the other.
    To the other you give the power of death, but not the power of life.
    Every relations Virginia Woolf creates are connected to Clarissa's party: here every character joins another.
    And one of the most brilliant illumination of the novel is to show how you can enter in contact with other people without having known them or without having ever said a word to them.
    The so bright final is the discovery of the shining simplicity of the existence, that surprising glimmer which sparkles in those who notice to be just awake, that lightning which recalls the immense and the intuition with only a flash.
    "I will come," said Peter, but he sat on for a moment. What is
    this terror? what is this ecstasy? he thought to himself. What is
    it that fills me with extraordinary excitement?
    It is Clarissa, he said.
    For there she was.

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    Cri1967 said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E così io e il mio capo siamo saliti in macchina e abbiamo attraversato la città. Stasera è calma, la città e anche il mio capo. L'ha presa bene tutta questa storia della penna usb, della taggatrice e del fatto che ho ucciso la taggatrice. Arriviamo ...(continue)

    E così io e il mio capo siamo saliti in macchina e abbiamo attraversato la città. Stasera è calma, la città e anche il mio capo. L'ha presa bene tutta questa storia della penna usb, della taggatrice e del fatto che ho ucciso la taggatrice. Arriviamo nel magazzino in un paio d'ore. In macchina non ci siamo parlati praticamente mai, solo un rapido scambio di battute, mi ha dato del caprone io le ho guardato le cosce, poi più nessuna parola abbiamo sentito due volte lo stesso disco, dal suo tablet. Stiamo per entrare e io sto per raccontarle di nuovo come sono andate le cose dal principio ma appena varchiamo la soglia mi rendo conto che è tutto sbagliato. Non faccio in tempo a dirlo al mio capo. Niente magazzino, niente box ai lati, il cadavere allora dov'è? Io e il capo ci ritroviamo catapultati in macchina, di notte ma questa è un'altra notte e nessuno di noi due guida, siamo entrambi a guardare fuori dallo stesso finestrino luci di una città che non è nostra e la musica suona, nelle nostre orecchie come se arrivasse non da fuori ma da dentro, sul riflesso del vetro vedo quello che sarà, un tunnel e la luce accecante alla fine del tunnel, vasche d'acqua in cui nuotano orsi polari, il mio cane morto che gioca a palla con me, l'angolo di una stanza che si apre a metà, scale mobili la neve, qualcosa che casca dal cielo poi di nuovo la notte, che però procede al contrario.
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/91564338315

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    (skate) said on Jun 18, 2014 | 1 feedback

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