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Murder on the Leviathan

A Novel

By

Publisher: Random House

3.8
(125)

Language:English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , French , Czech , Slovenian

Isbn-10: 0812968794 | Isbn-13: 9780812968798 | Publish date: 

Translator: Andrew Bromfield

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Paris, 1878: Eccentric antiquarian Lord Littleby and his ten servants are found murdered in Littleby’s mansion on the rue de Grenelle, and a priceless Indian shawl is missing. Police commissioner “Papa” Gauche recovers only one piece of evidence from the crime scene: a golden key shaped like a whale. Gauche soon deduces that the key is in fact a ticket of passage for the Leviathan, a gigantic steamship soon to depart Southampton on its maiden voyage to Calcutta. The murderer must be among its passengers.

In Cairo, the ship is boarded by a young Russian diplomat with a shock of white hair—none other than Erast Fandorin, the celebrated detective of Boris Akunin’s The Winter Queen. The sleuth joins forces with Gauche to determine which of ten unticketed passengers on the Leviathan is the rue de Grenelle killer.

Tipping his hat to Agatha Christie, Akunin assembles a colorful cast of suspects—including a secretive Japanese doctor, a professor who specializes in rare Indian artifacts, a pregnant Swiss woman, and an English aristocrat with an appetite for collecting Asian treasures—all of whom are con?ned together until the crime is solved. As the Leviathan steams toward Calcutta, will Fandorin be able to out-investigate Gauche and discover who the killer is, even as the ship’s passengers are murdered, one by one?

Already an international sensation, Boris Akunin’s latest page-turner transports the reader back to the glamorous, dangerous past in a richly atmospheric tale of suspense on the high seas.


From the Hardcover edition.
Sorting by
  • 4

    un pò giallo della camera chiusa, e forte di decinaie di anni di lettura del genere ho indovinato tempestivamente i colpevoli.
    Scritto molto bene, come sempre. Sono una Fan di Akunin, ormai

    said on 

  • 4

    Sempre bello da leggere Akunin ma a me è piaciuto meno del precedente "Gambetto turco" forse perchè non mi è piaciuta la narrazione fatta dai vari personaggi e spesso mi ha portato alla memoria "Poirot sul Nilo" di Agatha Christie.

    In ogni caso merita di essere letto.

    said on 

  • 2

    Non so che dire.

    O meglio, so ma non oso. Sono intimidita perché l’hanno giudicato tutti superlativo, con assegnazione di stelle da standing ovation.
    Che faccio, oso o non oso? Massì dai! Oso. Però sottovoce.

    A me non è mica piaciuto. Mi sembra pomposo, antiquato, lento, noioso. Con personaggi tutti ...continue

    O meglio, so ma non oso. Sono intimidita perché l’hanno giudicato tutti superlativo, con assegnazione di stelle da standing ovation.
    Che faccio, oso o non oso? Massì dai! Oso. Però sottovoce.

    A me non è mica piaciuto. Mi sembra pomposo, antiquato, lento, noioso. Con personaggi tutti antipatici, compreso l’osannato Erast Fandorin, che già dal nome mi sta sulle scatole. Per dire, con la maggior parte dei thriller mi viene la tentazione di sbirciare le ultime pagine, qui no. Durante la lettura entravo quasi in fase catatonica. Se poi ci mettiamo che l’editore, o chi per lui, ha avuto la brillante idea di impaginare alla rovescia tutti i brani riguardanti scritture di diari o lettere..

    Avete mai provato a leggere un libro tenendolo aperto per il verso sbagliato mentre siete in preda all’abbiocco?? Dulcis in.. cima, appena l’ho iniziato ho scoperto che la traduttrice si chiama Pia Pera.
    Già subito m’ha preso male.

    Sembra la storia di una crociera Costa che si svolge nell’anno 1878. Con spille d’oro a forma di balena regalate ai VIP che viaggiano in prima classe per distinguerli dai passeggeri di seconda, a cui vengono date in argento. Proprio come ora: braccialetti di plastica blu per chi ha l’all inclusive, rosa per quelli che devono dare il numero di carta di credito appena salgono a bordo. Già prima di appendere gli abiti da sera e mettere i gioielli in cassaforte, gli arriva l’sms con addebito di 1 Euro. Controllano se la carta di credito funziona, che con questi poveri non si sa mai.
    I passeggeri sono quelli standard: i superbi, i casinisti, gli sfigati, i contaballe, le zitelle in cerca di marito, i machi in cerca di pigliarla facile, i russi… e l’immancabile giapponese.
    Mancano gli animatori, non li avevano ancora inventati, però c’è un tale che prova a far incagliare la nave sugli scogli. Non ce la fa, perché all’epoca era solo Comandante in seconda, ma in seguito farà esperienza.
    E durante la navigazione avvengono alcuni omicidi, così che lo slogan Costa Crociere, tutto un altro mondo risulta più azzeccato che mai.

    ☆☆ abbondanti, ma a tre non c'arriva.

    said on 

  • 4

    Mi sono immerso ormai nel mondo di Fandorin. Questo romanzo non lo vede protagonista diretto, salvo nel finale quando prende in mano la situazione e sbroglia la matassa. Interessante è la narrazione secondo il punto di vista. Ogni personaggio, gli ospiti del piroscafo Leviathan, ha il suo, un po' ...continue

    Mi sono immerso ormai nel mondo di Fandorin. Questo romanzo non lo vede protagonista diretto, salvo nel finale quando prende in mano la situazione e sbroglia la matassa. Interessante è la narrazione secondo il punto di vista. Ogni personaggio, gli ospiti del piroscafo Leviathan, ha il suo, un po' come avviene in "Il mio nome è rosso" di Pahmuk, e alla fine il quadro del romanzo è completo. Meno avvincente dei precedenti due (li sto leggendo in ordine cronologico).

    said on 

  • 0

    B. Akunin è un brillante giallista, che sul solco di Agatha Christie, crea degli intrichi misteriosi e mozzafiato. Il protagonista delle sue storie è un affascinante diplomatico russo della fine dell'800, che si trova coinvolto suo malgrado in una serie di omicidi.

    said on 

  • 4

    Grazie a Pispisa che mi ha incuriosito su Akunin. Molto classico, ma avvincente. Concentrato sul meccanismo, direi perfetto, non segue la recente "moda" di tanti giallisti di entrare in ogni angolo della vita del protagonista.

    said on 

  • 5

    Ne commento uno per tutti. Uno dei migliori, sicuramente. Akunin è secondo me il miglior giallista puro che io abbia mai letto, almeno fra i viventi. Senza stare a fare le solite distinzioni fra giallo noir e compagnia. Questi sono gialli, punto e basta. Con un protagonista, un'atmosfera e caratt ...continue

    Ne commento uno per tutti. Uno dei migliori, sicuramente. Akunin è secondo me il miglior giallista puro che io abbia mai letto, almeno fra i viventi. Senza stare a fare le solite distinzioni fra giallo noir e compagnia. Questi sono gialli, punto e basta. Con un protagonista, un'atmosfera e caratteristiche peculiari seriali. Scritti da un profondo conoscitore del genere che si diverte a ricalcarne e reinterpretarne gli stereotipi. Da Holmes a Philo Vance passando per Lecoq e Poirot (poco Poirot). Il tutto con una meravigliosa e ottimamente ricostruita ambientazione zarista, con un costante ricorso alla tipica ironia sottile dei grandi romanzieri russi (anche dei più tragici) e con un senso del ritmo e del colpo di scena di scuola moderna. Non puoi non adorare queste storie e il loro sensazionale protagonista Erast Petrovic Fandorin: un patchwork fatto di detectives famosi eppure di indiscussa originalità e gran carattere.

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