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Musica

Un'interpretazione psicoanalitica di un caso di frigidità - Di Shiomi Kazunori

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(1417)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 880781272X | Isbn-13: 9788807812729 | Data di pubblicazione:  | Edizione 15

Traduttore: Emanuele Ciccarella

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Health, Mind & Body

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Descrizione del libro
Un giorno d'autunno, alla porta del dottor Kazunori, uno psicoanalista, si presenta un'affascinante ragazza che lo informa di non riuscire a sentire la musica. Da qui si sviluppa un'intricata vicenda in cui i tentativi di risalire alla causa del problema (la musica è una metafora dell'orgasmo) vengono descritti con una suspence da romanzo giallo. "Musica" si presenta come un'opera controversa, che mostra la doppia disposizione dell'autore nei confronti della scienza trattata: l'indiscutibile interesse che suscita in un intellettuale quale era lui e lo scetticismo di un nietzscheano convinto che non lascia troppo spazio alle giustificazioni e alle influenze esteriori.
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  • 3

    "Qualsiasi uomo, per quanto affascinante possa essere, è reso ridicolo dal desiderio sessuale"

    L'ultima di copertina riporta la frase ripresa nel titolo. E' quanto mi ha attratto, spingendomi all'acquisto e alla lettura del libro. Va da sé che mi ritrovi alquanto d'accordo con essa.
    Yukio Mishima io credo sia bravissimo nel coccolare sapientemente l'attenzione del lettore: stuzzica, ...continua

    L'ultima di copertina riporta la frase ripresa nel titolo. E' quanto mi ha attratto, spingendomi all'acquisto e alla lettura del libro. Va da sé che mi ritrovi alquanto d'accordo con essa.
    Yukio Mishima io credo sia bravissimo nel coccolare sapientemente l'attenzione del lettore: stuzzica, sottrae, riaddiziona, rilassa... senza posa. Lo scrittore è indubbiamente capace.
    Tuttavia: le parole messe in bocca, durante la lieve navigazione da diporto del centro mare-libro, a un personaggio-meteora... sembrerebbero (proprio perché celate in un angolo apparentemente "innocuo") riportare il vero pensiero dell'autore nei riguardi della psicoterapia. L'umanità si presenta con una dotazione ricchissima, in termini di varietà, e la psicoterapia lavora per ricondurla alla mediocrità e al conformismo. Sicuramente drastico, in quest'affermazione, ma la realtà di certa scienza, quando scade nello scientismo, a volte fa pensare davvero a una routine massificante. Con tutto il rispetto per i seri professionisti, aggiungerei.
    Il mio giudizio di mediocrità scaturisce anche dalla mia suddetta considerazione, ovviamente soggettiva e fanta-ipotetica: un romanzo più di quantità (nebulosa) che di qualità.

    ha scritto il 

  • 5

    Conscia del fatto che tra uomo e donna non intercorrano poi molte differenze, la sessualità femminile, e la matassa entro la quale la donna s'ingarbuglia essa stessa alla ricerca del piacere, quello vero, la autentica "musica", è un mondo inviso all'uomo..un mondo che mette in difficoltà persino ...continua

    Conscia del fatto che tra uomo e donna non intercorrano poi molte differenze, la sessualità femminile, e la matassa entro la quale la donna s'ingarbuglia essa stessa alla ricerca del piacere, quello vero, la autentica "musica", è un mondo inviso all'uomo..un mondo che mette in difficoltà persino la psicanalisi...

    ha scritto il 

  • 4

    Tratta in inganno dal titolo, la mia ragazza mi ha regalato questo libro pensando che, in quanto musicista, mi potesse interessare.
    Questo romanzo non parla affatto di musica, ma mi ha rapito fin dai primi capitoli, facendomi subito immedesimare nel protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    mah...... forse è un libro datato, forse mi aspettavo di più, forse come cultura siamo lontani..... però, non è che mi sia proprio piaciuto tanto...... non ha senso, come libro

    ha scritto il 

  • 4

    Tra eros e musica, Mishima e le maschere giapponesi

    “Musica” è il romanzo di Mishima sicuramente più atipico: considerato da molti un' operazione commerciale per permettersi di dedicarsi alla scrittura impegnativa senza problemi economici, per altri è una svolta stilistica dello scrittore giapponese.
    In effetti lo stile è veloce, coinvolgent ...continua

    “Musica” è il romanzo di Mishima sicuramente più atipico: considerato da molti un' operazione commerciale per permettersi di dedicarsi alla scrittura impegnativa senza problemi economici, per altri è una svolta stilistica dello scrittore giapponese.
    In effetti lo stile è veloce, coinvolgente nelle riflessioni di capitoli così brevi da apparire ispirati pensieri, brevi modelli di una lingua elegante e vivace, mentre la prosa didascalica lascia trasparire un eros poetico, legato ad una suspance psicoanalitica che trasforma il romanzo a seconda dell'aspetto o della prospettiva in cui lo si osserva.
    La costruzione della storia è basata su un primo livello in cui lo psicologo Kazunori accetta di prendere in cura Reiko, una bellissima ragazza con un problema alquanto singolare: sebbene perfettamente sana, no riesce a sentire la musica. Da questo strano caso, parte l'analisi del medico, sebbene si potrebbe dire ” l'indagine” in quanto Mishima costruisce i vari passaggi con le tinte di un giallo investigativo, un noir dal tocco morbido e ricco di fascino dove la prospettiva dell'analisi può essere considerata profonda quanto impercettibile. Ricorrendo in principio all'artificio del manoscritto ritrovato, nella nota dell'editore già ci vengono fornite delle informazioni stimolanti, che favoriscono la curiosità del lettore per un fatto sì strano e realmente accaduto. Ma chi è veramente Reiko? E dietro a questa menomazione immaginaria e simbolica, cosa si nasconde in realtà? Dopo una prima analisi, in cui l'assenza del piacere indotto dalla musica è, secondo il medico, un'assenza del piacere sessuale e del suo apice, parte una vera e propria indagine in cui l'aspetto psicologico prevale su tutto, lasciando al lettore la sensazione che ancora molto c'è da scavare per arrivare ad una soluzione esauriente. Rimane nell'aria la percezione che questo scritto sia più importante di quanto appaia, che l'analisi psicologica sia un'auto analisi in cui Mishima rivede la sua vita, coprendo i vari periodi con le vesti dei suoi personaggi. Il ferreo rapporto col padre, la severa disciplina della società giapponese, la sua nascosta sensibililà artistica, il suo rapporto con l'occidente ed infine,la sua omosessualità.
    In vita infatti, lo scrittore ebbe solo la madre come appoggio nei suoi esordi letterari, tanto che lo pseudonimo Mishima sembrerebbe adottato dall'autore proprio per tenere il padre all'oscuro di tutto.
    Durante la sua vita quindi, Yukio Mishima visse una specie di sdoppiamento: se da una parte la tradizione moralistica confucio/ shintoista lo portò a seguire parametri marziali, dall'altra l'artista scrittore, viveva in funzione delle sue percezioni grazie ad una sensibilità sopraffina e ad un talento
    molto vicino alla grazia femminea...in una nazione-guerriera dalla storia marziale ed imperiale come il Giappone, non poche erano queste manifestazioni di sdoppiamento, sia in campo femminile che in quello maschile...lo dice il teatro, la poesia, la letteratura ed anche il cinema...per Mishima quindi, la militanza politica, costituita da un nazionalismo, da un maschilismo e da idee e gruppi paramilitari vicini alle tradizioni antioccidentali e ai codici dei samurai, si contrapponeva e conviveva una metà artistica, di uno scrittore la cui prosa moderna, fatta da una miscela tra la tradizione e l'occidente, era anche un'altra parte di se, dove le frustrazioni dell'esistenza si attenuavano, ridando autenticità e azione a quello spirito libero e sensibile proprio dell'artista. La scrittura dunque come mezzo liberatorio ma anche come virtù auto-curativa...la stessa analisi o auto-coscenza impersonificata, tornando a “musica”, nello psicologo dottor Kazunari.
    Una letteratura" omeopatica" quella dello scrittore che , fino al suo suicidio tramite "seppuku", lo accompagnò nella cura dove, la soluzione di un problema si trasformava in una ricerca mai finita, della verità. Ed è proprio la conoscenza di Mishima, del suo pensiero intimo( ad es. attraverso l'epistolario con Kawabata) che si può aggiungere un tassello importante anche nel grande mosaico dei suoi lavori letterari; autore e spettatore di se medesimo, nella faticosa arte del vivere per un'artista fuori dagli schemi, nel Giappone degli anni'50.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah... Va bene che i giapponesi sono piuttosto strani nelle loro interpretazioni della psiche umana, ma qui forse si esagera. Pagine e pagine a girare intorno alle stesse cose. Inutilmente pesante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo libro mi è piaciuto davvero molto, tant'è che l'ho iniziato e concluso nella stessa sera. Purtroppo, per mie mancanze, temo di non essere stata in grado di cogliere gli argomenti psicoanalitici e, di conseguenza, il mio apprezzamento per il libro in sé è sicuramente più viscerale e istinti ...continua

    Questo libro mi è piaciuto davvero molto, tant'è che l'ho iniziato e concluso nella stessa sera. Purtroppo, per mie mancanze, temo di non essere stata in grado di cogliere gli argomenti psicoanalitici e, di conseguenza, il mio apprezzamento per il libro in sé è sicuramente più viscerale e istintivo che ragionato: infatti, accanto all'emozione della lettura avvincente e il fascino subito dai personaggi e le atmosfere (in verità, splendidamente asettiche), ho percepito una vaga sensazione di imprecisione e superficialità nei riferimenti psicoanalitici (soprattutto quando, a un certo punto, l'autore scrive che la psicoanalisi ricerca la verità, cosa che non credo del tutto corretta e non per mia opinione, bensì di persone ben più competenti di me); sarebbe interessante confrontarsi con qualcuno che ne capisce un po' di più e che possa offrire degli argomenti validi a proposito della plausibilità della psicoanalisi citata nel libro. Chiusa questa lunga parentesi di correttezza, che è costata l'omissione della quinta stellina, non posso non dire che ho amato molto il modo in cui è sviluppato il personaggio di Reiko, che inizialmente raffigura una donna diabolica, macchinosa, bugiarda, odiosa, come fosse una Medusa che tende lo sgambetto agli uomini e li ingabbia con le sue ossessioni e le sue isterie, diventi poi una ragazza infelice e vittima del corso delle cose, spaventata e, in un certo senso, innocente; è bello perché quella che sembra una figura femminile che inebria chiunque (persino il freddo e vanitoso psicoanalista che la segue) rivela in realtà una complessità ben più ampia, che racchiude in sé molteplici immagini femminili, sovrapposte e intrecciate le une alle altre. Il tutto, poi, è raccontato con chiarezza e leggerezza e la lettura è piacevolissima.

    ha scritto il 

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