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Musica Rock da Vittula

By Mikael Niemi, K. De Marco (Translator)

(339)

| Others | 9788870911077

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Book Description

È la fine degli anni Settanta, quando le strade di Pajala, piccola cittadina del Tornedalen, all'estremo nord della Svezia, vengono asfaltate. Insieme all'asfalto arriva una novità ben più dirompente e pericolosa: la musica pop.Per il giovane Matti e il suo taciturno amico Niila inizia una nuova vitContinue

È la fine degli anni Settanta, quando le strade di Pajala, piccola cittadina del Tornedalen, all'estremo nord della Svezia, vengono asfaltate. Insieme all'asfalto arriva una novità ben più dirompente e pericolosa: la musica pop.Per il giovane Matti e il suo taciturno amico Niila inizia una nuova vita,anche se loro ancora non lo sanno. Tra qualche anno la musica diventerà la loro insostituibile via d'uscita dall'isolamento, dalla storica mancanza d'identità della loro regione, sospesa tra Svezia e Finlandia.

Critics

  • Musica rock da Vittula

    La trama e le recensioni di Musica rock da Vittula, romanzo di Mikael Niemi edito da Feltrinelli. Matti ha avuto in sorte di nascere nel povero quartiere di Vittula, in una terra che quasi non compare neanche sulle carte geografiche, nell'estremo nor ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

4 Reviews

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  • La narrazione e impostata sullo sguardo innocente e curioso di un bambino e poi adolescente. Ogni capitolo e un atto di una commedia o dramma; quindi piccole storie concluse in se che poi partecipano al romanzo che e individuale e corale insieme.

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    Kirppu said on Jan 18, 2012 | Add your feedback

  • Mikael Niemi - Musica rock da Vittula -

    Vittulajankka Pajala 2005: 1605 abitanti.
    Vittulajankka Pajala 1960: Matti, Niila e pochi altri tra compagni di scuola e famigliari.

    Alzi la mano chi di voi sa dove si trova Vittulajankka, la palude delle passere?
    E’ un cucchiaio d’acqua paludosa, lì sei, lì stai ed anche se te ne vai tornerai.
    Nes ... (continue)

    Vittulajankka Pajala 2005: 1605 abitanti.
    Vittulajankka Pajala 1960: Matti, Niila e pochi altri tra compagni di scuola e famigliari.

    Alzi la mano chi di voi sa dove si trova Vittulajankka, la palude delle passere?
    E’ un cucchiaio d’acqua paludosa, lì sei, lì stai ed anche se te ne vai tornerai.
    Nessuna risposta ovviamente, neppure gli svedesi o i finlandesi lo sanno.

    Ci troviamo nella terra di nessuno, l’estremo nord della Svezia oltre il confine del Circolo Polare Artico. Luogo dove il vento freddo invade visi, corpi, strade, penetra nelle ossa come nei ricordi.

    Come si può vivere in un luogo tanto desolante quando si è bambini ed il massimo dell’eccitazione è il passaggio delle macchine asfaltatrici?
    Trovando un amico anzi l’Amico della Vita, quello con cui condividere tutto gioie, dolori, segreti e passioni ma soprattutto scoperte.
    Non aspettatevi il classico romanzo di formazione qui non ci sono classicismi giusto un pizzico di religione che fagocita ma nessun perbenismo, nessuna educazione, solo una cultura povera e tendenzialmente maschilista.
    Cercate gli opposti, la voce di un popolo sconosciuto, né svedesi né finlandesi, non ricchi nè poveri, non ignoranti ma neppure colti.
    Vengono dipinti personaggi grezzi, rudi eppure intrisi di forza viva.
    Fatevi cullare dagli aspetti onirici della narrazione, ove il contatto con la natura, fantasioso e pragmatico, si mescola con i miti e le leggende lapponi ancora tramandate oralmente.
    Vedrete un mondo raccontato con la purezza di uno sguardo infantile, curioso ed a volte indiscreto, che saprà usare parole leggere quasi tenere per descrivere momenti commoventi della propria vita.

    Il Nord Europa che ci presenta l’autore non è lo scenario perfezionistico del mondo Ikea in cui ogni elemento si incastra perfettamente con l’altro.
    È il ritratto di una società marginale, divisa tra comunismo e consumismo, dove diviene difficile sopravvivere.

    È la visione di un popolo di frontiera senza una propria identità.

    Assaporate questi venti racconti che narrano una crescita personale e sociale dopo esservi inebriati del profumo della nebbia, per me ricordo d’infanzia che si ripresenta ogni autunno.
    Accompagnate la lettura con del the profumato di rhum o meglio ancora con un cicchetto ghiacciato di acquavite come nelle migliori feste svedesi e lasciatevi andare all’atmosfera intensa, viva ed intrisa di odori caratteristici, entro rappresentazioni oniriche di una natura selvaggia e primitiva ma, per la nostra cultura, oramai quasi inaccessibili.

    Purtroppo.

    Leggetelo, per ritornare all’innocenza primitiva, a ricordi primordiali sepolti nei meandri della vostra mente.

    Leggetelo, non ve ne pentirete.

    Una recensione di Michela Lupatini

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    Alieni Metropolitani said on Dec 28, 2011 | Add your feedback

  • matti cresce in una zona di confine, dove si parla e si pensa in due o tre lingue contemporaneamente. la crescita in queste zone non è delle più semplice o lineari... anzi no, il contrario. è semplice e lineare. non è facile. tra religiosi integralisti e la costante preoccupazione di non sembrare kn ... (continue)

    matti cresce in una zona di confine, dove si parla e si pensa in due o tre lingue contemporaneamente. la crescita in queste zone non è delle più semplice o lineari... anzi no, il contrario. è semplice e lineare. non è facile. tra religiosi integralisti e la costante preoccupazione di non sembrare knapsu, matti si fa degli amici e anche un gruppo rock, in un posto dove rimuginare, leggere o avere avuto esperienze affettive sfortunate è considerato indice di pazzia. si cresce ,ma non a tutti va come dovrebbe andare.

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    Lucaferrari70 said on Dec 20, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • "Come abitanti di Palaja eravamo la retroguardia, lo si capiva fin dall'inizio.L'atlamte si apriva con lo Scania, in scala gigante, tutta costellata di trattini rossi che rappresentavano le strade e di pallini neri che indicavano i cnetri abitati. Seguivanmo le altre regioni in scala regolare, salen ... (continue)

    "Come abitanti di Palaja eravamo la retroguardia, lo si capiva fin dall'inizio.L'atlamte si apriva con lo Scania, in scala gigante, tutta costellata di trattini rossi che rappresentavano le strade e di pallini neri che indicavano i cnetri abitati. Seguivanmo le altre regioni in scala regolare, salendo sempre più a nord man mano che si sfogliava il libro. Per ultimo veniva il Norrland settentrionale, riprodotto in scala estra-ridotta per riuscire a entrare nella pagina, e con a malapena qualche trattino e pallino. Quasi in cima alla carta c'era Pajala, circondata da una tundra marroncina, ed era lì che vivevamo noi"

    Palaja, al Nord del Nord. Terra immensa che si fa fatica a racchiudere in una pagina dell'atlante, terra di distanze e di vuoto in mezzo. Terra che è facile dimenticare, tanto che vuoi che ci sia laggiù, se non neve e silenzio e manciate di uomini che non si capisce nemmeno bene di cosa vivono.

    Palaja, per di più non oggi che certe cose sono più facili, perché si accende un monitor e ci si affaccia su un mondo di cui è evidente che si fa parte. No, Palaja agli inizi degli anni Settanta. Quando hanno appena cominciato ad asfaltare le strade.

    Solo che con le strade capita che possa arrivare qualcos'altro. Magari un 45 giri - chi sa oggi cosa erano i 45 giri? - con una canzone dei Beatles o del grande Elvis. Che musica quella musica. Note che hanno attraversato il mondo, saltato ogni confine, attraversato la tundra come un lupo solitario, per arrivare quassù, a Palaja. Per arrivare e prendere domicilio nei cuori di alcuni ragazzi.

    Tenero, divertente, spiazzante, anche un po' acerbo, questo Musica rock da Vittula di Mikael Niemi, enorme successo in Svezia, decisamente meno qui in Italia, dove, è chiaro, lo ha pubblicato Iperborea.

    Raccomandato a chi non è convinto che la letteratura da export della Svezia debba essere sempre e comunque gialla - ovviamente gialla scandinava. Raccomandato a chi subodora che un romanzo del Nord non debba raccontare solo di coriacei taglialegna, di renne, di vokda a fiumi. Raccomandato a chi lo sa già che una storia di giovani e rock non debba per forza essere ambientata in una periferia di Londra o di Manchester.

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    Paolo Ciampi said on Dec 10, 2011 | Add your feedback

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