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Musicofilia

Di

Editore: Adelphi

4.0
(500)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 483 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 884592419X | Isbn-13: 9788845924194 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback

Genere: Health, Mind & Body , Medicine , Musica

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Descrizione del libro
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  • 3

    Oltre il corpo e la mente...

    Cosa rimane oltre il corpo e la mente quando entrambi funzionano male? Esiste davvero un livello più alto? Un livello di coscienza in cui noi siamo veramente qualcosa, in cui ognuno si distingue e riconosce la vera essenza di sé? Che ruolo ha la musica in questa ricerca? Può aiutare nel viaggio d ...continua

    Cosa rimane oltre il corpo e la mente quando entrambi funzionano male? Esiste davvero un livello più alto? Un livello di coscienza in cui noi siamo veramente qualcosa, in cui ognuno si distingue e riconosce la vera essenza di sé? Che ruolo ha la musica in questa ricerca? Può aiutare nel viaggio di scoperta/riscoperta di quello che ancora rimane integro in una macchina che non funziona a dovere? Secondo gli studi di Sacks sì, la musica ha un ruolo fondamentale nell'aiutare persone affette da varie malattie, sindromi e demenze a scoprire in sé qualcosa che ancora "funzioni", qualcosa che vada al di là anche delle emozioni e delle sensazioni, qualocosa di ancora più profondo.
    Credo che la ricerca in questo campo sia ben avviata ma che siano necessari ancora molti studi per definire le modalità e i risultati della terapia musicale, e forse anche grazie a queste ricerche si potrebbe arrivare a capire finalmente che peso e che implicazione ha la musica, e tutto ciò che le ruota intorno, nella nostra esistenza.
    Sacks raramente dà delle risposte specifiche nella sua ricerca trattata in "Musicofilia" e credo che a volte lo faccia volutamente, per dare un margine di spazio nell'interpretazione degli effetti dei suoi studi. Mi ha colpito molto la sua umanità nei confronti dei pazienti, che per lui hanno un nome e una storia oltre che una "malattia".

    ha scritto il 

  • 2

    Troppo divulgativo come testo scientifico, noioso e ripetitivo come semplice lettura. Dà il meglio nell' umorismo involontario delle descrizioni dei casi clinici, degne del miglior Woody Allen; quello del (cito a memoria)"non poteva entrare in una stanza che non contenesse un violoncello e non po ...continua

    Troppo divulgativo come testo scientifico, noioso e ripetitivo come semplice lettura. Dà il meglio nell' umorismo involontario delle descrizioni dei casi clinici, degne del miglior Woody Allen; quello del (cito a memoria)"non poteva entrare in una stanza che non contenesse un violoncello e non poteva uscirne senza il permesso di un Rothschild".

    ha scritto il 

  • 5

    Sarà capitato anche a voi....

    di avere una musica in testa/ di udire una specie d'orchestra /suonare suonare suonare suonare ............


    Ecco, se volete conoscere i fenomeni neurologici connessi all'immaginazione musicale, o le più varie ed incredibili forme di amusia, a volte anche selettiva, o semplicemente ...continua

    di avere una musica in testa/ di udire una specie d'orchestra /suonare suonare suonare suonare ............

    Ecco, se volete conoscere i fenomeni neurologici connessi all'immaginazione musicale, o le più varie ed incredibili forme di amusia, a volte anche selettiva, o semplicemente considerare la musica con l'occhio della mente (;)), allora, signori, accomodatevi. E buon ascolto.

    ha scritto il 

  • 5

    Lo psichiatra e neurologo Oliver Sacks è la figura a cui alcuni anni fa si era ispirato il film “Risvegli”, con Robin Williams nella parte di lui, che per l’occasione si era fatto crescere la barba. Barba che Sacks evidentemente ha, visto che il simpatico vecchio in estasi per un ascolto musicale ...continua

    Lo psichiatra e neurologo Oliver Sacks è la figura a cui alcuni anni fa si era ispirato il film “Risvegli”, con Robin Williams nella parte di lui, che per l’occasione si era fatto crescere la barba. Barba che Sacks evidentemente ha, visto che il simpatico vecchio in estasi per un ascolto musicale con la cuffia raffigurato in copertina è proprio lui.

    In questo saggio voluminoso, affascinante e spesso commovente Sacks affronta i collegamenti tra malattia mentale, o più spesso neurologica, e musica. Citando ed analizzando l’amplissima casistica dei soggetti con cui è venuto in contatto direttamente o meno, scopre e fa scoprire come proprio determinate condizioni patologiche, spesso gravissime, possono produrre un apparantemente inspiegabile acuirsi delle capacità musicale, tanto di ascolto quanto anche, spesso, di esecuzione o di composizione. Vengono inoltre esaminate certe particolari “patologie” legate alla musica: i motivi musicali ossessivi, le allucinazioni musicali (musiche interiori che vivono e persistono per il diretto interessato, e solo per lui), la “stonatura” dell’orecchio, l’orecchio assoluto, ed altre ancora.

    La spiegazione sul perché chi abbia malattie o lesioni cerebrali particolarmente gravi manifesti spesso una grande attitudine alla musica, è semplice ed affascnante: la fucina del cervello in cui si produce la musica, o la sensibilità alla stessa, fa parte di una regione molto primale, che sta al di là dell’intelligenza, della logica, della comunicazione - tutte competenze della parte del cervello più “evoluta”. Nel momento in cui questa viene messa fuori combattimento, ecco che affiorano le istanze di quest’altra parte, fino a quel momento tenute mascherate o messe “in minoranza”. Lo stesso discorso si può fare per i malati di Parkinson o di Alzheimer.per i quali la musica può essere un inusitato canale comunicativo, ancora funzionante quando magari tutti gli altri sono andati al diavolo.

    Quello che mi è piaciuto, di questo libro, è anche il fatto che Sacks - un grande scienziato, evidentemente - riesce ad essere profondamente umano, pieno di sensibilità per i suoi pazienti e per i malati, i quali si comprende bene che per lui sono molto più che semplici casi clinici da esperimento e da indagine. Perché - va detto - il cervello umano è e resta un colossale enigma, e spesso è proprio la patologia che rivela qualche informazione di più sul suo funzionamento.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho mollato prima che mi rovinasse definitivamente l'umore: sarà che sono tendenzialmente ipocondriaco, ma la descrizione (a tratti un po' morbosa, mi è parso) di tutte le disgrazie che possono funestare la gioia dell'ascolto musicale mi ha quasi spinto sull'orlo della depressione.
    Certi l ...continua

    L'ho mollato prima che mi rovinasse definitivamente l'umore: sarà che sono tendenzialmente ipocondriaco, ma la descrizione (a tratti un po' morbosa, mi è parso) di tutte le disgrazie che possono funestare la gioia dell'ascolto musicale mi ha quasi spinto sull'orlo della depressione.
    Certi libri dovrebbero essere accompagnati da un bugiardino che indichi controindicazioni ed effetti collaterali (scherzo, ovviamente, però è vero che ho dovuto smettere di leggerlo).

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro sempre leggere i libri di Oliver Sacks, perchè in ognuno di essi ritrovo la sua sensibilità verso i propri pazienti, la chiarezza della sua esposizione, il suo naturale interesse verso il mondo della mente e in generale verso il mondo che lo circonda. Questo non fa eccezione, ma se da una p ...continua

    Adoro sempre leggere i libri di Oliver Sacks, perchè in ognuno di essi ritrovo la sua sensibilità verso i propri pazienti, la chiarezza della sua esposizione, il suo naturale interesse verso il mondo della mente e in generale verso il mondo che lo circonda. Questo non fa eccezione, ma se da una parte è penalizzato nel suo essere focalizzato unicamente sull'ambito musicale, dato che rispetto a tanti casi radicalmente diversi tra loro risulta meno vario alla lettura, dall'altra è un tema così terribilmente potente e affascinante che non può non lasciare un forte impatto. La misteriosità spiazzante e la grandiosità di due cose come la mente umana e la musica, fittamente intrecciate tra loro in una serie di casi, malattie, tormenti e miracoli che lasciano davvero molto su cui riflettere. Verso la fine il libro comincia a farsi un poco ripetitivo, ma ne vale davvero la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa volta Oliver Saks ci introduce nel mondo della mente musicale. Ripercorrendo gli studi compiuti da vari autori sull'argomento, e ricordando alcuni suoi pazienti (le cui vicende sono raccontate in altri libri di Sacks, come Un antropologo su Marte, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappe ...continua

    Questa volta Oliver Saks ci introduce nel mondo della mente musicale. Ripercorrendo gli studi compiuti da vari autori sull'argomento, e ricordando alcuni suoi pazienti (le cui vicende sono raccontate in altri libri di Sacks, come Un antropologo su Marte, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Risvegli), Sacks ci informa delle abilità musicali di ciechi e sordi, di orecchio assoluto, di sinestesia, di sogni musicali, della musica che può scatenare le emozioni più sorprendenti e inquietanti.
    Solo una citazione tratta dal diario Et la lumière fut di Jacques Lusseryan, che Sacks riporta a pag. 214: «La prima sala da concerti in cui misi piede quando avevo otto anni significò per me, nell'arco di un minuto, più di tutti i regni leggendari... Entrare in quella sala fu il primo passo di una storia d'amore. L'accordatura degli strumenti fu il mio fidanzamento... Piangevo di gratitudine ogni volta che l'orchestra levava il suo canto. Un mondo di suoni, per un cieco: quale improvvisa benedizione!... Per un cieco la musica è nutrimento... ne ha bisogno e deve essergli somministrata a intervalli regolari, come il cibo... La musica è stata creata per i ciechi.»

    ha scritto il 

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