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Muutoksia

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Publisher: WSOY

4.2
(5248)

Language:Suomi | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Spanish , German , Italian , Portuguese , Swedish , Danish , Slovenian , Catalan , Dutch , Czech , Chi traditional

Isbn-10: 9510272434 | Isbn-13: 9789510272435 | Publish date: 

Translator: Raimo Salminen

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
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  • 4

    Il behemot che si affanna e la risata da kookaburra

    Ritratto apparentemente impietoso, ma al fondo compassionevole, di una famiglia americana della ‘middle class’. Lo sguardo è rivolto alle dinamiche, alla lunga devastanti, che ne regolano i rapporti. ...continue

    Ritratto apparentemente impietoso, ma al fondo compassionevole, di una famiglia americana della ‘middle class’. Lo sguardo è rivolto alle dinamiche, alla lunga devastanti, che ne regolano i rapporti. L’epoca, gli anni ’90, è quello dello yuppismo rampante e del liberismo sfrenato. Tutto questo è già stato molto raccontato, specie dal cinema americano ispirato alla vita di quegli anni. La particolarità, quasi filmica, del libro sta nella scelta di inquadrare di volta in volta, con ampie sequenze, un tratto delle vita dei diversi componenti della famiglia cogliendone le idiosincrasie: il figlio intelligente e ribelle, un ‘alternativo’ condannato al perenne fallimento, l’altro figlio, arrivista nevrotico, succube della bella moglie e del mito del successo, la figlia dai molti talenti e dalla incerta identità sessuale, i genitori, provinciali e parsimoniosi fino alla grettezza, attaccati allo spasimo ai loro incrollabili principi e con tutto il bagaglio ideologico tipico della destra conservatrice americana. Il racconto procede fra tragico e grottesco, intrecciando molti temi non ultimo quello del decadimento della vecchiaia e della perdita delle proprie capacità mentali e dell’autosufficienza. Le correzioni, che danno il titolo al libro, sono quelle che ciascuno si sforza di apportare alla propria vita e a quella degli altri: i genitori cercano di correggere i figli, i mariti le mogli e viceversa e i figli cercano di correggere la rotta rispetto alla vita e al modello dei genitori. E ognuno continua a sbagliare e a fallire a modo suo.
    E’ un libro molto ambizioso e di ampio respiro. A tratti può sembrare incline alla prolissità, ma poi quelle che sembrano digressioni pleonastiche trovano una loro funzionalità narrativa e i fili del racconto si ricompongono senza che niente vada disperso o si riveli inutile.
    Un discorso a parte va riservato alla traduzione, di una sciatteria crescente che diventa verso la fine di una fastidiosità insopportabile. Qualche chicca, pescata qua e là : uno dei figli ricopre la cattedra di ‘ Manufatti Testuali’ ( p. 17 e passim). Mi piacerebbe molto sapere di che cosa si tratta. Chiaramente non sono né manoscritti né incunaboli perché il contesto lo preclude. Né si tratta di biblioteconomia. E allora?
    A p. 366 si parla di un ‘behemot della W… che si affannava in ritardo’ (?!) mentre a p. 467 ricorre nientemeno che ‘la risata di kookaburra di Robin’. Davvero irresistibile!
    Credo sarebbe tempo di avviare una discussione seria sulle traduzioni che ci vengono propinate, che rasentano in un alcuni casi l’indecenza. Passino i piccoli editori che pagano le traduzioni poco o niente, ma Einaudi… Sappiamo tutti che Einaudi non è più quello di una volta. Non si tratta dunque di fare i ‘laudatores temporis acti’ perchè certo non torneranno le Pivano, le Ginzburg, i Vittorini o i Pavese. Ma ancora oggi Einaudi ha traduttori magnifici. Penso alla Munro tradotta benissimo da Susanna Basso o a Philip Roth affidato splendidamente a Vincenzo Mantovani. E allora, che cosa ha fatto il povero Franzen per meritare questo?

    said on 

  • 5

    Che fatica!! Ma una buona fatica..

    Rispetto a "Libertà" dello stesso autore questo romanzo è decisamente più difficile. Verso circa la metà del libro non riuscivo ad andare né avanti né indietro, non volevo più saperne niente di quella ...continue

    Rispetto a "Libertà" dello stesso autore questo romanzo è decisamente più difficile. Verso circa la metà del libro non riuscivo ad andare né avanti né indietro, non volevo più saperne niente di quella famiglia, ne sapevo troppo rispetto a quello che avrei voluto saperne!! (da leggersi in senso ironico).
    Ribadisco l'assoluta bravura di questo autore di descrivere l'intimità dell'essere umano e la complessità delle relazioni familiari e non come pochi.

    said on 

  • 2

    Capolavoro de che?

    Sono piuttosto sicuro quando affermo che Jonathan Franzen è una delle persone che più detesto assieme a Steven Spielberg, Lars (Von Caghé) Trier e Barbara d'Urso. Guai a toccarlo però. "Come osi tocca ...continue

    Sono piuttosto sicuro quando affermo che Jonathan Franzen è una delle persone che più detesto assieme a Steven Spielberg, Lars (Von Caghé) Trier e Barbara d'Urso. Guai a toccarlo però. "Come osi toccare l'unico scrittore che ha resuscitato il romanzo fino a quel momento morente?", "Il più grande scrittore contemporaneo". Eh, certo, come se Roth, DeLillo, McCarthy, Pynchon, McEwan, Busi fossero stati lì a grattarsi gli zebedei sotto l'ombrellone per tutto il tempo in cui il piccolo Franzenino nasceva, cresceva e correva senza purtroppo però schiantarsi contro un muro... continua su http://scrivenny-dennyb.blogspot.it/2015/08/le-correzioni-di-jonathan-franzen-e-un.html

    said on 

  • 2

    Mah

    Lungo, pesante e prolisso. Certe parti godibili e certe altre davvero stiracchiate... ho fatto fatica a leggerlo, ed é una cosa che non mi capita spesso. Finale prevedibile e quello sì, buttato lì tro ...continue

    Lungo, pesante e prolisso. Certe parti godibili e certe altre davvero stiracchiate... ho fatto fatica a leggerlo, ed é una cosa che non mi capita spesso. Finale prevedibile e quello sì, buttato lì troppo frettolosamente. Onestamente un libro che mi ha trasmesso poco e nulla.

    said on 

  • 5

    Fantastico!

    Uno dei migliori romanzi che ho mai letto. Non ho potuto fare a meno di rileggerlo. Ironico, divertente, toccante, incalzante, drammatico, strepitoso: in una parola, bellissimo.

    said on 

  • 2

    Ho sbagliato libro

    Troppo narrativo, mi aspettavo qualcosa di molto più psicologico e di indagine sulla societá americana e sui suoi valori. Ho sbagliato io ad aspettarmi un libro che non è. (Maledetto titolo che mi ave ...continue

    Troppo narrativo, mi aspettavo qualcosa di molto più psicologico e di indagine sulla societá americana e sui suoi valori. Ho sbagliato io ad aspettarmi un libro che non è. (Maledetto titolo che mi aveva conquistato). Se tutto il romanzo fosse stato come il capitolo conclusivo probabilmente gli avrei dato 4/5 punti. In alcuni tratti è eccessivamente e inutilmente lungo (le parti sul Corecktall e sugli investimenti, di cui non capisco nulla perciò leggevo e non capivo).

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  • 4

    il mio metronomo si chiama giacomo

    o giovanni

    o qualsiasi nome con la g

    non ne ho ancora capito il motivo

    questo è un bel libro, ma a spiegarvelo diventa una cretinata

    continuerò a battere

    il tempo ...continue

    il mio metronomo si chiama giacomo

    o giovanni

    o qualsiasi nome con la g

    non ne ho ancora capito il motivo

    questo è un bel libro, ma a spiegarvelo diventa una cretinata

    continuerò a battere

    il tempo

    said on 

  • 4

    Letto in 5 giorni. Anche io ho corretto... La mia valutazione su questo libro.

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/06/jonathan-franzen-le-correzioni.html

    said on 

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