My Name Is Red

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Publisher: Faber and Faber

3.8
(3505)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Chi simplified , Spanish , Italian , French , Japanese , German , Turkish , Portuguese , Croatian , Czech , Catalan , Swedish , Polish

Isbn-10: 0571212247 | Isbn-13: 9780571212248 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
At once a fiendishly devious mystery, a beguiling love story, and a brilliant symposium on the power of art, My Name Is Red is a transporting tale set amid the splendor and religious intrigue of sixteenth-century Istanbul, from one of the most prominent contemporary Turkish writers.

The Sultan has commissioned a cadre of the most acclaimed artists in the land to create a great book celebrating the glories of his realm. Their task: to illuminate the work in the European style. But because figurative art can be deemed an affront to Islam, this commission is a dangerous proposition indeed. The ruling elite therefore mustn’t know the full scope or nature of the project, and panic erupts when one of the chosen miniaturists disappears. The only clue to the mystery–or crime? –lies in the half-finished illuminations themselves. Part fantasy and part philosophical puzzle, My Name is Red is a kaleidoscopic journey to the intersection of art, religion, love, sex and power.

Translated from the Turkish by Erda M Göknar
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  • 4

    il mio nome è rosso

    Un racconto che richiede tanta, ma tanta pazienza! Siamo a Istambul e
    attraverso due scuole di miniaturisti del sultano che hanno una concezione opposta del disegno e della muniatura, viene rappresen ...continue

    Un racconto che richiede tanta, ma tanta pazienza! Siamo a Istambul e
    attraverso due scuole di miniaturisti del sultano che hanno una concezione opposta del disegno e della muniatura, viene rappresentato lo scontro tra Occidente e Oriente.
    Due concezioni del mondo.....siamo sicuri che sia ambientato nel XVI secolo?!?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Più che un giallo a P interessava raccontare un'epoca e i motivi di una (mancata) contaminazione: quella tra l'arte della miniatura (islamica) e le tecniche europee. La vicenda ricorda, per la tecnica ...continue

    Più che un giallo a P interessava raccontare un'epoca e i motivi di una (mancata) contaminazione: quella tra l'arte della miniatura (islamica) e le tecniche europee. La vicenda ricorda, per la tecnica narrativa, Rashomon ma qui i diversi punti di vista non servano a mostrare i differenti punti di vista ma a celare l'identità dell'assassino.
    Il testo richiede una notevole fatica in lettura (belle ma sovente lunghe le digressioni) ricompensata da un finale per nulla buonista.

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  • 5

    Una lettura particolare, una storia che parla con un linguaggio particolare, quello dell'arte della miniatura, perché è proprio la miniatura il personaggio principale, è lei il motivo per cui ci si sa ...continue

    Una lettura particolare, una storia che parla con un linguaggio particolare, quello dell'arte della miniatura, perché è proprio la miniatura il personaggio principale, è lei il motivo per cui ci si sacrifica fin da bambini, è lei che si ama fino al punto di diventare ciechi col tempo, per lei si uccide. Pagine bellissime in cui vengono descritti i disegni fatti dai più abili miniaturisti raccontati talmente bene che sembra di averli davanti, fogli che con le loro illustrazioni raccontano storie, miti, leggende seguendo il metodo degli antichi maestri, miniature raccontate non solo dai personaggi ma anche da ciò che vi è rappresentato come il cane, l’albero, la moneta, il colore rosso. Siamo nel sedicesimo secolo, ad Istanbul, ed è il periodo in cui vi è un conflitto tra l’arte del disegno tradizionale orientale e quella occidentale. “ Loro disegnano quello che vedono, noi invece disegniamo quello che guardiamo” così dice Zio Effendi riferendosi ai maestri veneziani e Maestro Osman così definisce la sua arte “ La miniatura è il silenzio della mente, la musica dell’occhio”. Con molti riferimenti storici, con la narrazione a più voci, con il mistero legato agli omicidi ed in particolare con l’emozione che suscitano le spiegazioni delle varie miniature questo lavoro di Pamuk io lo considero un capolavoro che sicuramente mi ha coinvolta e aiutata anche a capire meglio la cultura mussulmana.

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  • 4

    Bel romanzo nella veste di giallo ambientato nelle odorose vie di Instambul.
    I temi sono molteplici: scontro di civiltà, arte, amore, religione, passione; come cambiano i punti di vista, ad ogni capit ...continue

    Bel romanzo nella veste di giallo ambientato nelle odorose vie di Instambul.
    I temi sono molteplici: scontro di civiltà, arte, amore, religione, passione; come cambiano i punti di vista, ad ogni capitolo incontriamo un nuovo narratore. Tuttavia ciò che ci accompagna per questi vicoli è il filo rosso (un caso? io non credo) della miniatura.
    Ad essa sono dedicate tantissime pagine dettagliate: storia, stili, maestri, interpretazioni, significati; e se vi siete annoiati da questo mio semplice elenco non è un libro per voi. Non ho trovato le numerose ripetizioni storiche che molti condannano una pecca dell'autore, mi hanno ricordato invece con piacere i poemi omerici.

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  • 4

    Sarebbe un libro straordinario se fosse più breve e meno ridondante. Una sfoltita di 200 pagine sarebbe utile, soprattutto quando l'autore indugia per la quindicesima volta sugli stili dei miniaturist ...continue

    Sarebbe un libro straordinario se fosse più breve e meno ridondante. Una sfoltita di 200 pagine sarebbe utile, soprattutto quando l'autore indugia per la quindicesima volta sugli stili dei miniaturisti e sulla contrapposizione tra i pittori dell' oriente e quelli dell'occidente o sulle passioni di Cosroe che s'innamora di Sirim vedendone il ritratto mentre si bagna in un lago (o forse è Sirim che s'innamora di Cosroe, ma la ripetizione ad libitum della vicenda ha avuto l'effetto di una mazzata nelle palle e non ha reso migliore, come si vede, la mia memoria). Tuttavia, il romanzo di Pamuk è sfolgorante, sovrabbondante, ambientato in una Istanbul magnifica e sordida verso la fine del XVI secolo, ricco di colori e sensualità, costruito su POV (point of view) originali che inglobano, oltre ai protagonisti, alberi, cavalli, monete d'oro, lo stesso Satana. In fondo, "il mio nome è rosso" è un thriller, un giallo "storico", in cui un misterioso assassino si dedica ad uccidere miniaturisti a lui vicini. Ma la scrittura è originale e avvincente e la resa è notevole, tranne per la prolissità di alcune parti.

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  • 4

    Un brillante esempio di romanzo moderno, con i personaggi che dialogano con il lettore, ben consci della loro realtà narrativa, in cui anche i morti hanno un punto di vista, un'opera in cui si riflett ...continue

    Un brillante esempio di romanzo moderno, con i personaggi che dialogano con il lettore, ben consci della loro realtà narrativa, in cui anche i morti hanno un punto di vista, un'opera in cui si riflette (e molto) sul ruolo dell'autore. Un romanzo complesso quindi, come complesso è il mondo di cui narra. Dalla lettura si percepiscono fortissime le tensioni, le diversità e i contrasti che attraversano il mondo musulmano. Altrettanto potentemente emergono e rimangono impresse le figure femminili di questo oriente misconosciuto, creature emarginate dalla scena politica e sociale ma che dimostrano con la loro conoscenza dei segreti meccanismi della comunicazione tutta la loro forza, tutta la loro intransigente energia. Il mio nome è rosso è un romanzo in cui passato storico e tensioni del presente si fondono in maniera organica donando al lettore una sintesi credibile di una porzione del mondo islamico.

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  • 5

    Se non sei in cerca di un modello di identificazione femminile, è un gran bel romanzo matrioska, di cui lo strato anti-giallo (il colpevole si presenta quasi subito) è solo uno dei tanti: quello che p ...continue

    Se non sei in cerca di un modello di identificazione femminile, è un gran bel romanzo matrioska, di cui lo strato anti-giallo (il colpevole si presenta quasi subito) è solo uno dei tanti: quello che preferisco, e che emerge con forza nlle ultime righe, è il livello metanarrativo: la vita non è narrabile, non può esserci una sola storia, fra vedente e cieco non c'è differenza, per il semplice fatto che siamo sempre tutti ciechi

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