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My Sister's Keeper

By

Publisher: Hodder & Stoughton General Division

4.3
(5251)

Language:English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Japanese , Chi simplified

Isbn-10: 034083546X | Isbn-13: 9780340835463 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , eBook , Audio CD , Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Health, Mind & Body

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Book Description

New York Times bestselling author Jodi Picoult is widely acclaimed for her keen insights into the hearts and minds of real people. Now she tells the emotionally riveting story of a family torn apart by conflicting needs and a passionate love that triumphs over human weakness.

Anna is not sick, but she might as well be. By age thirteen, she has undergone countless surgeries, transfusions, and shots so that her older sister, Kate, can somehow fight the leukemia that has plagued her since childhood. The product of preimplantation genetic diagnosis, Anna was conceived as a bone marrow match for Kate -- a life and a role that she has never challenged...until now. Like most teenagers, Anna is beginning to question who she truly is. But unlike most teenagers, she has always been defined in terms of her sister -- and so Anna makes a decision that for most would be unthinkable, a decision that will tear her family apart and have perhaps fatal consequences for the sister she loves.

My Sister's Keeper examines what it means to be a good parent, a good sister, a good person. Is it morally correct to do whatever it takes to save a child's life, even if that means infringing upon the rights of another? Is it worth trying to discover who you really are, if that quest makes you like yourself less? Should you follow your own heart, or let others lead you? Once again, in My Sister's Keeper, Jodi Picoult tackles a controversial real-life subject with grace, wisdom, and sensitivity.

Sorting by
  • 5

    悲劇

    Jodi Picoult 永遠擅長處理爭議性問題,在想破頭都想不到好結局時,安娜車禍死了
    鬆了一口氣,我們不用再爭論誰對誰錯,畢竟家庭裡永遠充滿愛與灰色,為完成一個家的完整的不擇手段,而這結局就是反思,安娜如果沒有車禍??

    said on 

  • 5

    一部撼動人心的小說 作者以不同的角度來敘述整個故事的發展
    尤其是母親為了救自己的女兒 不惜做出一些外人眼裡認為不仁道的行為
    我喜歡莎拉這個角色 他清楚地刻畫了母親對小孩的愛
    盡管他人眼裡這對安娜是個自私的行為 道德與愛,顧此失彼。
    而凱特為了不連累自己的家人 寧願選怎已死去來面對這一切
    不原意妹妹為了自己而失去了健康
    雖然這些角色可能我們會討厭 覺得自私 但其實反過來想
    如果實際面對,我們又會有何作法

    said on 

  • 2

    Inutilmente tragico in maniera fastidiosa, con una sfilza di personaggi (primari e non) dallo sfondo eccessivamente drammatico al solo scopo di far scendere la lacrimuccia al lettore e comportamenti privi di tridimensionalità quanto di credibilità, specie per quanto riguarda la madre di Anna e Ka ...continue

    Inutilmente tragico in maniera fastidiosa, con una sfilza di personaggi (primari e non) dallo sfondo eccessivamente drammatico al solo scopo di far scendere la lacrimuccia al lettore e comportamenti privi di tridimensionalità quanto di credibilità, specie per quanto riguarda la madre di Anna e Kate, personaggio per cui ho provato, nonostante gli sforzi della scrittrice, ben poca compassione o anche solo comprensione.

    Bruttina anche la scelta di alternare i pov in prima persona, visto che tutti i personaggi, quale che sia il sesso e l'età, finiscono per avere la stessa voce e sottolineano così la mancanza di una caratterizzazione che vada più in profondità.

    Il romanzo tratta in compenso un tema davvero interessante, che lascia lo spazio per domande etiche e riflessioni personali da cui mi sono sentita molto coinvolta e questo è un innegabile pregio. Alcune scene riescono poi a raggiungere l'obiettivo (anche se, purtroppo, palese) di commuovere e diversi personaggi sono piuttosto interessanti e riescono anche, nel loro piccolo, a lasciare il segno.

    Peccato però che tutto sia rovinato nel tentativo di raggiungere un finale inutilmente spettacolare che per l'autrice avrebbe dovuto probabilmente lasciare senza fiato il lettore ma che in realtà mi è sembrato gratuito, imprevedibile (e stavolta lo dico con tutta l'accezione negativa del caso) e poco verosimile.

    In tutto due stelline, benchè sia stata indecisa fino all'ultimo e avrei voluto (ancora una volta) avere accesso ai mezzi punti.

    said on 

  • 1

    Nauseante lago di melassa

    Una ragazza viene concepita come donatrice geneticamente compatibile con la sorella leucemica. A 13 anni rifiuta di donarle un rene ricorrendo in tribunale. L’originale idea di far parlare tutti i personaggi in prima persona come protagonisti del racconto finisce x generare confusione perché ovvi ...continue

    Una ragazza viene concepita come donatrice geneticamente compatibile con la sorella leucemica. A 13 anni rifiuta di donarle un rene ricorrendo in tribunale. L’originale idea di far parlare tutti i personaggi in prima persona come protagonisti del racconto finisce x generare confusione perché ovviamente lo stile non cambia. Tema interessante la devastazione della presenza di un figlio handicappato o gravemente malato in una famiglia e in particolare le conseguenze sui fratelli che non possono capire le ripercussioni su di loro. Ma nel libro non c’è niente di tutto questo, è piuttosto un melodramma da serie televisiva. Tutti sono buoni e salvano la vita a qualcuno, persino il figlio degenere e, finalmente, verso pag. 400, anche l’insopportabile cane dell’avvocato. La love story fra l’avvocato e l’assistente sociale che tutela gli interessi della ragazza si inquadra perfettamente nel lago di melassa che pervade tutto il racconto. Il finale a sorpresa raggiunge vertici di sdolcinatezza inarrivabili anche al famigerato libro “Cuore” di De Amicis che ci facevano leggere alle elementari. Nauseante apoteosi dei buoni sentimenti che finora avevo accuratamente evitato. Totalmente diverso dalle aspettative. Stile piatto che non riesce ad emozionare neppure nelle situazioni più drammatiche.

    said on 

  • 5

    Ho finito di leggere La Custode di mia Sorella.
    Penso che fossero passati molti anni dall'ultima che avevo pianto così tanto e così a lungo per un libro. E' stata la prima volta che a fine lettura, ho sentito la voglia di scaraventare il mio e-reader contro il muro.
    Ora, a parte quest ...continue

    Ho finito di leggere La Custode di mia Sorella.
    Penso che fossero passati molti anni dall'ultima che avevo pianto così tanto e così a lungo per un libro. E' stata la prima volta che a fine lettura, ho sentito la voglia di scaraventare il mio e-reader contro il muro.
    Ora, a parte queste cose.
    E' un libro molto bello. La cosa che ho apprezzato maggiormente è stato il non ricamare troppo le situazioni, la scrittura pulita e immediata, nessun fronzolo a sottolineare sensazioni e momenti che, già forti per natura propria, sarebbero stati solo stroppiati e sovraccaricati da un'eccessiva dose di sentimentalismi e chilometriche descrizioni di stati d'animo. Sono situazioni che è inutile abbellire troppo. Se lei hai passate, le capisci senza troppe parole, se non le hai passate, non le capisci neppure con tutte le parole del mondo.
    Mi è piaciuta molto l'umanità di ogni personaggio. Mentre leggiamo, è ovvio che ci capiti di immedesimarci in alcuni dei personaggi, proviamo antipatia per altri, e ci innamoriamo di altri ancora.
    Non condividiamo le scelte di alcuni, ma in questo caso, immedesimandoci, ci ritroviamo a pensare che noi avremmo fatto le stesse scelte che stiamo condannando. Ci sono reazioni, come quella di Jesse, che non capiamo, non riusciamo a provare ma... le accettiamo. Pensiamo... ma certo, è naturale che sia così. E' più un provare, un sentire, che un vero e proprio comprendere.
    L'umanità di Julia, che nonostante il caso incredibilmente complesso e delicato con cui ha a che fare, trova comunque il tempo e la testa per andare al bar ad ubriacarsi e a parlare del suo amore a senso unico.
    L'umanità di Campbell, che all'inizio viene ovviamente umanamente colpito dal caso di Anna, ma in finale, almeno inizialmente... non sono mica cavoli suoi, non riguarda mica la sua vita. Almeno fino al momento in cui non viene conquistato dalla piccola Anna, una bambina che dimostra un coraggio che lui, che ha vissuto più del doppio di lei, non ha mai avuto.
    E poi c'è Anna. Anna è probabilmente il personaggio meno caratterizzato dell'intera storia. Questo è buffo. Anna viene concepita col chiaro scopo di essere un contenitore per ciò che servirà a sua sorella per sopravvivere, e per la scrittrice e per il lettore, diventerà il contenitore della nostra coscienza, colei che, anche quando la storia viene narrata dagli occhi di altri personaggi, ci porterà avanti in queste vite, fino all'ultima pagina.
    Perché Anna in un certo qual modo, fino alla fine, è vuota. Non rispetta mai la sua vera volontà, segue sempre la volontà di qualcun'altro. Di sua madre, di sua sorella. E' chiaro quale sia il desiderio di Anna, ma è Anna stessa a metterlo da parte, come se non avesse importanza.
    Con Sara è diverso, viviamo molti momenti e molte situazioni tramite gli occhi di Sara, ma la sua coscienza è sempre presente. La sua volontà, il suo desiderio, è sempre forte, vigile e rumoroso.
    Anna è un personaggio-contenitore, ma allo stesso tempo è colei che mette in moto tutti gli eventi narrati nel libro.
    Questo viene messo in evidenza sopratutto dal fatto che la maggior parte dei momenti in cui Anna punta i piedi, cerca di afferrare un sogno, o di vivere come se dalla sua vita non ne dipendesse nessun'altra, si trovano all'interno dei ricordi di Sara. Sono narrati indirettamente dalla madre o dal padre, mai da Anna stessa.
    Trova la via di mezzo per non rinunciare troppo al suo desiderio, ma cercare di esaudire comunque i desideri di chi più ama.
    Ciò che non ho amato molto è stato il finale. Non ho compreso ne approvato ne accettato la scelta finale dell'autrice (Che, se avete visto il film, è diversa). C'erano tutti i presupposti per un altro tipo di finale, ma il libro non è mio, non l'ho scritto io e non rappresenta le mie necessità.
    Alla fine, per uno scrittore, scrivere è una necessità. La necessità di raccontare una storia a qualcuno e a noi stessi. Lei aveva la necessità di mettere su carta quel finale, una necessità in netto contrasto con la mia necessità di tirare un sospiro di sollievo e sorridere alla fine.

    [SPOILER]

    Kate poteva essere salvata con quel rene, avrebbero potuto finalmente ridare ad Anna la sua vita, Anna finalmente avrebbe potuto giocare ad Hockey, trasferirsi in un campus, volare via e vivere la sua vita come chiunque altro.
    Non era necessario farla morire, almeno secondo me.

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  • 5

    La vita non segue alcuna logica.

    E’ stato difficilissimo arrivare in fondo a questo libro e penso che lo sia per ogni madre. Il pensiero che un figlio possa contrarre una malattia mortale è qualcosa che alberga, credo, fra le paure più grandi di ogni essere umano, strenuamente sepolta in fondo al cervello perché non possa risali ...continue

    E’ stato difficilissimo arrivare in fondo a questo libro e penso che lo sia per ogni madre. Il pensiero che un figlio possa contrarre una malattia mortale è qualcosa che alberga, credo, fra le paure più grandi di ogni essere umano, strenuamente sepolta in fondo al cervello perché non possa risalire alla coscienza.
    Non so cosa si prova ad avere un figlio gravemente malato – e ringrazio la sorte per questo – ma trovo ributtante l’idea di utilizzare uno dei propri figli come contenitore di sangue, midollo e organi a beneficio di un altro di loro. E nonostante le mie opinioni liberali sulla fecondazione assistita e sull’analisi genetica pre-impianto, trovo ancora più rivoltante selezionare un embrione a questo scopo. Dunque, mi ha provocato una rabbia irrazionale leggere di tutte le ingiustizie subite da Anna ad ogni nuovo prelievo a favore di Kate e sono stata al suo fianco durante la lotta per affrancarsi dalle decisioni dei genitori sulla gestione del suo corpo. Perché il fardello posto sulle spalle di questa bambina è immenso. Amare sua sorella, ma doversi assumere sia la responsabilità di poterla mantenere in vita sia il senso di colpa per non poterla salvare che temporaneamente. Tutto ciò mentre agogna una vita libera da condizionamenti, uguale a quella di tutti gli altri ragazzini della sua età.
    E’ straziante immaginare il dilemma lancinante che sta vivendo: sa che rivendicando la sua libertà di decidere autonomamente sul proprio corpo e sulla propria salute, condanna a morte sua sorella. Ma allo stesso tempo sa che consentendo di essere sottoposta a questo nuovo saccheggio, le diventerà sempre più difficile rifiutare il prossimo. E così per sempre.
    E poi… l’orribile epilogo.
    La vita è profondamente ingiusta o, forse, si diverte a trastullarsi con noi, poveri esseri impotenti.

    “Mi rendo conto che noi non abbiamo i figli, li riceviamo. E qualche volta non è per tanto tempo quanto avremmo previsto o sperato. Ma è comunque molto meglio che non averli avuto affatto.”

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  • 4

    Quote

    "Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuova terra promessa per la quale ti chiederai: è s ...continue

    "Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuova terra promessa per la quale ti chiederai: è solo un miraggio?"

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  • 5

    Mi è piaciuto moltissimo, purtroppo ho fatto il solo errore di leggerlo dopo aver visto il film e sono stata sconvolta dalla diversità del finale. Veramente tanto sconvolta. Tuttavia in generale il libro è piacevole da leggere, mi piace il punto di vista narrativo di tutti i personaggi, mi piacci ...continue

    Mi è piaciuto moltissimo, purtroppo ho fatto il solo errore di leggerlo dopo aver visto il film e sono stata sconvolta dalla diversità del finale. Veramente tanto sconvolta. Tuttavia in generale il libro è piacevole da leggere, mi piace il punto di vista narrativo di tutti i personaggi, mi piacciono anche le storie laterali che al contrario del film sono centrali e importanti come quella di Anna e della sorella. Plausi a Jodi.

    said on 

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