My Sister's Keeper

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Publisher: ATRIA BOOKS

4.3
(5407)

Language: English | Number of Pages: 500 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Japanese , Chi simplified

Isbn-10: 141654917X | Isbn-13: 9781416549178 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , eBook , Audio CD , Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Health, Mind & Body

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Book Description
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  • 5

    La difficile convivenza di una famiglia vera. Importa la storia,non come finisce. Geniale l'idea di far raccontare ai protagonisti la loro versione dei fatti. L'interpretazione della realta' dipende d ...continue

    La difficile convivenza di una famiglia vera. Importa la storia,non come finisce. Geniale l'idea di far raccontare ai protagonisti la loro versione dei fatti. L'interpretazione della realta' dipende dal punto di vista.Letto avidamente.Tutto molto bello.

    said on 

  • 5

    Struggente, commuovente fino alle lacrime. I personaggi hanno mille sfaccettature, non si riesce a distinguere tra buoni e cattivi perché ciascuno di essi ha in sé il bene e il male, il torto e la rag ...continue

    Struggente, commuovente fino alle lacrime. I personaggi hanno mille sfaccettature, non si riesce a distinguere tra buoni e cattivi perché ciascuno di essi ha in sé il bene e il male, il torto e la ragione, la colpa e l’assoluzione. Ed è proprio questo aspetto che mi ha fatto amare questo libro, la complessità dei sentimenti, l’amore che qualche volta si veste di odio e l’odio che tra sorelle, tra figli e genitori è sempre stemperato dall’ amore.
    Il finale inaspettato, drammatico e sconvolgente non fa che aggiungere valore al romanzo che, proprio per questo, sfugge da ogni banalità e prevedibilità.

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  • 4

    Bellissimo e terribile come tutti i libri della Picoult. E' un romanzo, ma è vero, reale, parla di rapporti e sentimenti familiari che più veri non potrebbero essere. Struggente. Non leggetelo se siet ...continue

    Bellissimo e terribile come tutti i libri della Picoult. E' un romanzo, ma è vero, reale, parla di rapporti e sentimenti familiari che più veri non potrebbero essere. Struggente. Non leggetelo se siete ipocondriaci

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  • 4

    A molti non è piaciuto il finale, e invece proprio per quello ho aggiunto una stella.
    Nella vita non bisogna mai aspettarsi quello che si vorrebbe, quelle sono le favole, in questo romanzo invece ci s ...continue

    A molti non è piaciuto il finale, e invece proprio per quello ho aggiunto una stella.
    Nella vita non bisogna mai aspettarsi quello che si vorrebbe, quelle sono le favole, in questo romanzo invece ci sono varie sfumature che ti portano fuori dai binari, perché l'intento dell'autrice era proprio di far deragliare il treno e non di farlo arrivare alla stazione di "e vissero tutti felici e contenti".
    Ci aspettiamo sempre che a morire siano i vecchi e i malati, ma continuamente veniamo smentiti e rimaniamo increduli pur sapendo che è così che funziona, non siamo di certo noi a decidere sul destino dei nostri cari, anzi, con l'accanimento a non far andare via una vita, non ci accorgiamo delle altre che svaniscono intorno a noi...
    Punto di vista interessante, non si cade nella banalità, a parte qualche riga di troppo!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    E il premio per la madre dell'anno va a...

    Prima di tutto, scusate se sono sparita per l’ennesima volta XD
    Tra esami, concorsi e problemi al computer (che finalmente ho cambiato) ho avuto poco tempo da dedicare alle recensioni. Cioè, leggevo c ...continue

    Prima di tutto, scusate se sono sparita per l’ennesima volta XD
    Tra esami, concorsi e problemi al computer (che finalmente ho cambiato) ho avuto poco tempo da dedicare alle recensioni. Cioè, leggevo come una psicotica ogni volta che facevo pausa, ma mi sono limitata a buttare giù qualche pensiero contorto invece di scrivere qualcosa di decente. Ecco perché oggi ho deciso di fare un piccolo sforzo prima di tornare a scrivere le mie monate.
    Per cui eccomi qui con i miei trip mentali, sempre al solito presa all’ultimo.
    Ma veniamo a noi.
    Sono una di quelle brutte persone che ogni tanto guarda prima il film e poi legge il libro. Come in questo caso. E, anche se alla fine l’ho visto secoli orsono, non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questa lettura. Ok, ok… in realtà sì perchè è un argomento abbastanza delicato, ma devo ammettere che sono rimasta più colpita dalle interazioni e la psicologia dei personaggi che dalla malattia in sé. Sì, ripeto, sono una brutta persona ma amen.
    A dispetto del film, il libro si è dimostrato un po' più complesso ed esaustivo; i numerosi di punti di vista hanno creato molteplici situazioni che parlano di questa famiglia disastrata dalla malattia e dai contrasti interni, aggiungendo poi anche delle opinioni esterne grazie all’avvocato e all’assistente sociale.
    Ma quello che davvero mi ha stupito, è stata la fine.
    E non in senso negativo.
    Ho visto che molta gente si è lamentata del finale, ma a mio avviso non è stata la parte peggiore. Anzi…
    Se fosse stato per me, avrei dato direttamente il colpo di grazia facendo in modo che fosse stato Jesse a provocare l’incidente in cui Anna rimane uccisa. Questo sì che sarebbe un bel finale di merda.
    Da una parte c’era pure d’aspettarselo…
    Cioè che non capisco in realtà è il rapporto con Campbell. Perché, a parte l’etica e la morale, tutto il processo e dintorni mi è sembrato poco reale e Anna cambia idea che è una meraviglia. Ha tredici anni, è combattuta, ed è normale che non sappia nemmeno lei cosa fare. Ma dato che la storia avviene in poco più di una settimana la cosa mi lascia un po' perplessa.
    Poi, il libro dovrebbe parlare di Anna e della sua emancipazione. Sì, dovrebbe.
    Perché sembra scritto da Sara. È sempre troppo concentrato su Kate.
    Ok, lei è l’ammalata, quella che rischia di morire un giorno sì e l’altro pure, ma per certi versi è troppo calcato. Ovviamente è giusto che si parli anche di lei e tutto quanto, non sto criticando questo per carità, ma ho sentito perennemente la mancanza di qualcosa.
    E un’altra cosa. Campbell è un bel personaggio, ma avrei preferito leggere qualcosa di più sul presente, non di quando lui e Julia ci davano dentro.
    Alla fine i personaggi possono essere riassunti con:
    Anna: la protagonista. Per avere solo tredici anni è molto intelligente e con buon sarcasmo. Ovviamente, il fatto che sia stata concepita solo per fornire pezzi di ricambio alla sorella ammalata non intacca molto il suo spirito, perché è come se fosse una parte di lei e viceversa. Ma c’è comunque un limite umano in tutto quello che fa.
    Kate: l’ammalata. Anche se è la figura centrale del romanzo, quasi non partecipa alla ribellione di Anna… per ovvi motivi. Vorrebbe andarsene, ma la madre è particolarmente egoista.
    Sara: è un personaggio che o si odia o suscita pena. Sinceramente, ammetto che alla fine volevo andare da lei a chiederle se era felice; felice che Kate fosse viva mentre Anna no. Cattiveria portami via. È una madre, quindi la sua preoccupazione è del tutto plausibile, ma credo che la sua ossessione per Kate l’abbia portata a dimenticare gli altri due figli. È solo quando Anna la denuncia che inizia a prendere in considerazione l’idea che è lei ad avere qualche problema.
    Brian: il padre. Essenzialmente è abbastanza inutile, ma è un buon supporto morale per Anna.
    Jesse: il fratello maggiore. La prova vivente che la maggior parte dei problemi dei ragazzi di oggi viene causata dall’incapacità dei loro genitori.
    Campbell: l’avvocato. Tesoro, ti ho adorato per le tue battute sul cane, ma per il resto eri come un elemento che fluttuava nell’etere.
    Julia: l’assistente sociale ed ex fiamma di Campbell. Un personaggio che nel film non esiste e ora ne ho capito il motivo.
    In fin dei conti è un buon libro con tematiche davvero controversie e interessanti, ma ammetto che ho pianto solo per il film. Per chi non lo sapesse, io sono un pezzo di ghiaccio e piango ogni morte di papa; per cui, il fatto che questo libro non mi abbia suscitato cascate di angoscia, vuol dire che…
    Beh, penso che l’abbiate già capito.
    Il primato di Colpa delle stelle è ancora imbattuto.
    Critiche a parte, penso che questo libro ci dia un giusto insegnamento: nella malattia non esiste il bene o il male. Per quanto si cerchi di trovare un’etica morale, cioè che accade in questi casi è fuori da qualsiasi giudizio. Ciò che da una parte può sembrare un bene, dall’altra è un male e viceversa. È un discorso complesso e lo stesso principio vale sia per l’aborto e per l’eutanasia. Non esiste davvero una parte in torto, ma c’è sempre qualcuno che vuole avere l’ultima parola. Anche quando dovrebbe solo stare zitto.
    Consigliato a chi ama farsi del male, o semplicemente per vedere la madre dell’anno.

    said on 

  • 5

    Ho letto il libro pagina per pagina soffrendo per Anna e disgustandomi del comportamento di Sara, ogni pagina sempre più, scoprendomi disgustata dalla vigliaccheria del padre per molto, fino a quando ...continue

    Ho letto il libro pagina per pagina soffrendo per Anna e disgustandomi del comportamento di Sara, ogni pagina sempre più, scoprendomi disgustata dalla vigliaccheria del padre per molto, fino a quando tutto è cambiato... Non dico di essere d'accordo col comportamento di Sara e Brian, però da genitore non è facile capire come ci si comporterà se il nostro bambino sia sul punto di morte, ognuno di noi si sacrificherebbe per qualche ora, mese, anno in più e poi se ne vuole sempre più, senza guardare le esigenze degli altri. Loro hanno trascurato troppo gli altri due figli, arrivando al punto di perderli, però, io credo grazie alla forza di Anna, hanno compreso i loro errori ed è giusto dire che non è mai troppo tardi fare un passo indietro e rimediare.

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