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My Sister's Keeper

By Jodi Picoult

(196)

| Paperback | 9781416549178

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Book Description

842 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La vita non segue alcuna logica.

    E’ stato difficilissimo arrivare in fondo a questo libro e penso che lo sia per ogni madre. Il pensiero che un figlio possa contrarre una malattia mortale è qualcosa che alberga, credo, fra le paure più grandi di ogni essere umano, strenuamente sepol ...(continue)

    E’ stato difficilissimo arrivare in fondo a questo libro e penso che lo sia per ogni madre. Il pensiero che un figlio possa contrarre una malattia mortale è qualcosa che alberga, credo, fra le paure più grandi di ogni essere umano, strenuamente sepolta in fondo al cervello perché non possa risalire alla coscienza.
    Non so cosa si prova ad avere un figlio gravemente malato – e ringrazio la sorte per questo – ma trovo ributtante l’idea di utilizzare uno dei propri figli come contenitore di sangue, midollo e organi a beneficio di un altro di loro. E nonostante le mie opinioni liberali sulla fecondazione assistita e sull’analisi genetica pre-impianto, trovo ancora più rivoltante selezionare un embrione a questo scopo. Dunque, mi ha provocato una rabbia irrazionale leggere di tutte le ingiustizie subite da Anna ad ogni nuovo prelievo a favore di Kate e sono stata al suo fianco durante la lotta per affrancarsi dalle decisioni dei genitori sulla gestione del suo corpo. Perché il fardello posto sulle spalle di questa bambina è immenso. Amare sua sorella, ma doversi assumere sia la responsabilità di poterla mantenere in vita sia il senso di colpa per non poterla salvare che temporaneamente. Tutto ciò mentre agogna una vita libera da condizionamenti, uguale a quella di tutti gli altri ragazzini della sua età.
    E’ straziante immaginare il dilemma lancinante che sta vivendo: sa che rivendicando la sua libertà di decidere autonomamente sul proprio corpo e sulla propria salute, condanna a morte sua sorella. Ma allo stesso tempo sa che consentendo di essere sottoposta a questo nuovo saccheggio, le diventerà sempre più difficile rifiutare il prossimo. E così per sempre.
    E poi… l’orribile epilogo.
    La vita è profondamente ingiusta o, forse, si diverte a trastullarsi con noi, poveri esseri impotenti.

    “Mi rendo conto che noi non abbiamo i figli, li riceviamo. E qualche volta non è per tanto tempo quanto avremmo previsto o sperato. Ma è comunque molto meglio che non averli avuto affatto.”

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    zenzerino said on Aug 30, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quote

    "Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuov ...(continue)

    "Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuova terra promessa per la quale ti chiederai: è solo un miraggio?"

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    Simo Supernova said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi è piaciuto moltissimo, purtroppo ho fatto il solo errore di leggerlo dopo aver visto il film e sono stata sconvolta dalla diversità del finale. Veramente tanto sconvolta. Tuttavia in generale il libro è piacevole da leggere, mi piace il punto di v ...(continue)

    Mi è piaciuto moltissimo, purtroppo ho fatto il solo errore di leggerlo dopo aver visto il film e sono stata sconvolta dalla diversità del finale. Veramente tanto sconvolta. Tuttavia in generale il libro è piacevole da leggere, mi piace il punto di vista narrativo di tutti i personaggi, mi piacciono anche le storie laterali che al contrario del film sono centrali e importanti come quella di Anna e della sorella. Plausi a Jodi.

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    Lucia Cl said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le protagoniste di questo libro sono le sorelle.
    Se ne avete una anche voi, una di quelle che prenderesti a schiaffi per tutto il giorno ma se ti dicessero di vivere senza di lei non riusciresti più a respirare, leggete questo libro.

    Kate Fitzgeral ...(continue)

    Le protagoniste di questo libro sono le sorelle.
    Se ne avete una anche voi, una di quelle che prenderesti a schiaffi per tutto il giorno ma se ti dicessero di vivere senza di lei non riusciresti più a respirare, leggete questo libro.

    Kate Fitzgerald è malata di leucemia da quando aveva 2 anni. Anna viene concepita dai suoi genitori con caratteristiche genetiche perfettamente compatibili alla sorella, per diventare donatrice.
    Per anni svolge il suo compito finché non decide di empanciparsi dai genitori, perché non vuole donare un rene per la sorella.

    Questo libro mi ha spaccato a metà.
    Ho analizzato ogni personaggio fino in fondo perché volevo capire. Perché Anna non vuole più salvare la sorella? Il dolore fisico, le operazioni, la vita senza un rene sono veramente peggio della vita senza tua sorella?
    Allo stesso tempo, non riuscivo a sopportare Sara, la madre. Troppo maniaca del controllo, troppo apprensiva (e ok, tua figlia ha il cancro, ma gli altri figli?), troppo negativa.
    Brian, il padre, e Jesse, il fratello, li considero i personaggi migliori. Erano spontanei. Credo che avrei reagito come loro ad una vita del genere, fuori e dentro da un ospedale.

    Ad ogni modo è un libro interessante, affronta un tema difficile e ti fa ragionare su cosa è giusto e cosa è sbagliato. Scritto molto bene e finale decisamente inaspettato.

    "Se avete una sorella, e questa sorella muore, non dite più che avete una sorella? Oppure siete sempre una sorella, anche quando l'altra metà dell'equazione se n'è andata?"

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    Bobby said on May 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    妹妹安娜的誕生是父母為了救姊姊而精心生下來的

    一出生就不斷貢獻自己的身體細胞

    最後更需要貢獻自己的腎臟

    完全沒有說不的權利

    從小到大安娜因為姐姐凱特的關係也甚少有朋友

    唯一的朋友就是姐姐

    安娜一定也很想救姐姐

    但是

    安娜控告父母的最大原因

    凱特自己已經受不了人生天天往醫院去的這種痛苦折磨

    想要離開也無法自己決定

    這種議題就算上了法院

    也無法讓法官去決定生或死

    當選擇不是對與錯

    而都是痛時

    就只有選擇讓自己不後悔而已..

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    阿家 said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La custode di mia sorella - di Federica La Terza

    Anna e Kate sono una coppia di sorelle come tante altre: litigano se una prende le cose dell’altra senza chiederlo, spettegolano sui ragazzi, a volte si odiano ma il legame che le unisce è troppo forte per potersi spezzare. Un legame che non riguarda ...(continue)

    Anna e Kate sono una coppia di sorelle come tante altre: litigano se una prende le cose dell’altra senza chiederlo, spettegolano sui ragazzi, a volte si odiano ma il legame che le unisce è troppo forte per potersi spezzare. Un legame che non riguarda solo l’aspetto affettivo: Kate infatti è malata di una rarissima forma di leucemia e l’embrione di Anna è stato selezionato in modo che avesse un corredo genetico esattamente compatibile con quello della sorella. Nel corso dei suoi tredici anni di vita si è sottoposta a numerosi interventi per donare le sue cellule a Kate ma adesso, quando i genitori le chiedono di donare un rene alla sorella, vuole riprendere il controllo del proprio corpo. E intenta una causa contro di loro per emanciparsi dal punto di vista medico. Dietro la scelta di Anna non c’è soltanto un comprensibile desiderio egoistico, ma la storia di una famiglia devastata dalla malattia.

    Quando apri un libro della Picoult, non sai mai cosa aspettarti. E neanche nel corso della lettura riesci a capire cosa succederà dopo, perché in un modo o nell’altro riesce sempre a spiazzarti. Di solito i romanzi che trattano di malattie che potrebbero essere terminali, come quella di Kate, si tende a coprire con un velo il dolore del malato. Forse perché l’autore non è andato così a fondo nelle sue ricerche, o forse perché sotto sotto abbiamo paura di scostare quel velo e guardare in faccia il dolore. Preferiamo sperare che non ci capiti mai e finiamo per non pensarci. Il che, per carità, è assolutamente umano: se passassimo la vita a preoccuparci degli “e se…”, probabilmente finiremmo per smettere di vivere. Anzi, sicuramente. Per questo il romanzo – che non a caso è il più conosciuto dell’autrice – lascia senza fiato fin dalle prime pagine. Vieni travolto da una serie infinita di emozioni che si alternano per tutto il corso della narrazione: dolore, rabbia, paura, speranza, sollievo…

    Crescevamo, e sembrava che io non esistessi, se non in relazione a lei. La guardavo dormire nella nostra stanza, un’unica lunga ombra congiungeva i nostri letti, e pensavo a tutti i modi possibili. Veleno, sparso sui cereali della colazione. Un’onda anomala sulla spiaggia. Un fulmine improvviso. Ma alla fine non uccisi mia sorella. Lei fece tutto da sola. O, almeno, è quello che mi racconto.

    Così inizia il romanzo, facendoti credere di aver già capito tutto. E così cominci a collocare i personaggi nella squadra dei buoni o in quella dei cattivi. I genitori hanno sicuramente torto: vogliono sacrificare una figlia per un’altra che probabilmente ha già il destino segnato. Detta così sembra una semplice equazione, ma se poi vai a studiare tutte le variabili ti rendi conto di avere per le mani un problema impossibile da risolvere. Perché quando c’è in ballo l’amore di un genitore per i suoi figli, l’amore e l’amicizia di due sorelle, non si può ragionare che con il cuore. Un’impresa difficile per l’avvocato di Anna, Campbell Alexander, che ha sempre cercato di affrontare razionalmente le questioni di cuore, pensando alla carriera e a null’altro. Questa storia cambierà anche lui e quel segreto che si porta nascosto da anni. E il processo che dovrà affrontare non sarà affatto convenzionale perchè a difendere se stessa sarà proprio la madre di Anna, Sara Fizgerald, che abbandonò la professione di avvocato per dedicarsi ai figli a tempo pieno. Perché una figlia come Kate ha sempre assorbito tutte le sue energie e le sue attenzioni, cosa che però ha determinato il fatto che Anna e il fratello Jesse si sentissero trascurati. Jesse sfoga la sua rabbia e il suo bisogno di essere tenuto in considerazione cacciandosi ripetutamente nei guai, tra furti di auto, droga, alcool e piromania. Buffo, perchè proprio suo padre Brian fa il pompiere: abituato a salvare le vite delle persone in pericolo, non riesce a capacitarsi di non poter salvare la vita a sua figlia. In questo turbine di emozioni altrui da cui il lettore viene sommerso, si perde completamente l’opinione di chi passa realmente attraverso questo inferno. Kate diventa parte dello sfondo: c’è, perché è il centro del romanzo, è colei attorno a cui ruotano le vite di tutti. Eppure allo stesso tempo non esiste, se non nelle descrizioni altrui. Quello che davvero pensa e prova Kate, non ci è dato di saperlo. Lo ignoriamo del tutto, eppure ci illudiamo di averlo capito, finché non si arriva alla fine del libro. È lì che esplodono i pensieri di Kate, che turbano i protagonisti tanto quanto i lettori. È lì che accade l’inimmaginabile, perché così è la vita. Crediamo di sapere cosa succederà dopo, pensiamo che le nostre piccole menti abbiano compreso il gioco del destino. Ma alla fine la vita riesce sempre a stupirci, in bene o in male, dimostrandoci che per quanto ci sforziamo di conoscerla, non arriveremo mai a capirla davvero.

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    Cogitoetvolo said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

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