Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

My Sister's Keeper

By Jodi Picoult

(196)

| Paperback | 9781416549178

Like My Sister's Keeper ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

843 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Ho finito di leggere La Custode di mia Sorella.
    Penso che fossero passati molti anni dall'ultima che avevo pianto così tanto e così a lungo per un libro. E' stata la prima volta che a fine lettura, ho sentito la voglia di scaraventare il mio e-reader ...(continue)

    Ho finito di leggere La Custode di mia Sorella.
    Penso che fossero passati molti anni dall'ultima che avevo pianto così tanto e così a lungo per un libro. E' stata la prima volta che a fine lettura, ho sentito la voglia di scaraventare il mio e-reader contro il muro.
    Ora, a parte queste cose.
    E' un libro molto bello. La cosa che ho apprezzato maggiormente è stato il non ricamare troppo le situazioni, la scrittura pulita e immediata, nessun fronzolo a sottolineare sensazioni e momenti che, già forti per natura propria, sarebbero stati solo stroppiati e sovraccaricati da un'eccessiva dose di sentimentalismi e chilometriche descrizioni di stati d'animo. Sono situazioni che è inutile abbellire troppo. Se lei hai passate, le capisci senza troppe parole, se non le hai passate, non le capisci neppure con tutte le parole del mondo.
    Mi è piaciuta molto l'umanità di ogni personaggio. Mentre leggiamo, è ovvio che ci capiti di immedesimarci in alcuni dei personaggi, proviamo antipatia per altri, e ci innamoriamo di altri ancora.
    Non condividiamo le scelte di alcuni, ma in questo caso, immedesimandoci, ci ritroviamo a pensare che noi avremmo fatto le stesse scelte che stiamo condannando. Ci sono reazioni, come quella di Jesse, che non capiamo, non riusciamo a provare ma... le accettiamo. Pensiamo... ma certo, è naturale che sia così. E' più un provare, un sentire, che un vero e proprio comprendere.
    L'umanità di Julia, che nonostante il caso incredibilmente complesso e delicato con cui ha a che fare, trova comunque il tempo e la testa per andare al bar ad ubriacarsi e a parlare del suo amore a senso unico.
    L'umanità di Campbell, che all'inizio viene ovviamente umanamente colpito dal caso di Anna, ma in finale, almeno inizialmente... non sono mica cavoli suoi, non riguarda mica la sua vita. Almeno fino al momento in cui non viene conquistato dalla piccola Anna, una bambina che dimostra un coraggio che lui, che ha vissuto più del doppio di lei, non ha mai avuto.
    E poi c'è Anna. Anna è probabilmente il personaggio meno caratterizzato dell'intera storia. Questo è buffo. Anna viene concepita col chiaro scopo di essere un contenitore per ciò che servirà a sua sorella per sopravvivere, e per la scrittrice e per il lettore, diventerà il contenitore della nostra coscienza, colei che, anche quando la storia viene narrata dagli occhi di altri personaggi, ci porterà avanti in queste vite, fino all'ultima pagina.
    Perché Anna in un certo qual modo, fino alla fine, è vuota. Non rispetta mai la sua vera volontà, segue sempre la volontà di qualcun'altro. Di sua madre, di sua sorella. E' chiaro quale sia il desiderio di Anna, ma è Anna stessa a metterlo da parte, come se non avesse importanza.
    Con Sara è diverso, viviamo molti momenti e molte situazioni tramite gli occhi di Sara, ma la sua coscienza è sempre presente. La sua volontà, il suo desiderio, è sempre forte, vigile e rumoroso.
    Anna è un personaggio-contenitore, ma allo stesso tempo è colei che mette in moto tutti gli eventi narrati nel libro.
    Questo viene messo in evidenza sopratutto dal fatto che la maggior parte dei momenti in cui Anna punta i piedi, cerca di afferrare un sogno, o di vivere come se dalla sua vita non ne dipendesse nessun'altra, si trovano all'interno dei ricordi di Sara. Sono narrati indirettamente dalla madre o dal padre, mai da Anna stessa.
    Trova la via di mezzo per non rinunciare troppo al suo desiderio, ma cercare di esaudire comunque i desideri di chi più ama.
    Ciò che non ho amato molto è stato il finale. Non ho compreso ne approvato ne accettato la scelta finale dell'autrice (Che, se avete visto il film, è diversa). C'erano tutti i presupposti per un altro tipo di finale, ma il libro non è mio, non l'ho scritto io e non rappresenta le mie necessità.
    Alla fine, per uno scrittore, scrivere è una necessità. La necessità di raccontare una storia a qualcuno e a noi stessi. Lei aveva la necessità di mettere su carta quel finale, una necessità in netto contrasto con la mia necessità di tirare un sospiro di sollievo e sorridere alla fine.

    [SPOILER]

    Kate poteva essere salvata con quel rene, avrebbero potuto finalmente ridare ad Anna la sua vita, Anna finalmente avrebbe potuto giocare ad Hockey, trasferirsi in un campus, volare via e vivere la sua vita come chiunque altro.
    Non era necessario farla morire, almeno secondo me.

    Is this helpful?

    Julien said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La vita non segue alcuna logica.

    E’ stato difficilissimo arrivare in fondo a questo libro e penso che lo sia per ogni madre. Il pensiero che un figlio possa contrarre una malattia mortale è qualcosa che alberga, credo, fra le paure più grandi di ogni essere umano, strenuamente sepol ...(continue)

    E’ stato difficilissimo arrivare in fondo a questo libro e penso che lo sia per ogni madre. Il pensiero che un figlio possa contrarre una malattia mortale è qualcosa che alberga, credo, fra le paure più grandi di ogni essere umano, strenuamente sepolta in fondo al cervello perché non possa risalire alla coscienza.
    Non so cosa si prova ad avere un figlio gravemente malato – e ringrazio la sorte per questo – ma trovo ributtante l’idea di utilizzare uno dei propri figli come contenitore di sangue, midollo e organi a beneficio di un altro di loro. E nonostante le mie opinioni liberali sulla fecondazione assistita e sull’analisi genetica pre-impianto, trovo ancora più rivoltante selezionare un embrione a questo scopo. Dunque, mi ha provocato una rabbia irrazionale leggere di tutte le ingiustizie subite da Anna ad ogni nuovo prelievo a favore di Kate e sono stata al suo fianco durante la lotta per affrancarsi dalle decisioni dei genitori sulla gestione del suo corpo. Perché il fardello posto sulle spalle di questa bambina è immenso. Amare sua sorella, ma doversi assumere sia la responsabilità di poterla mantenere in vita sia il senso di colpa per non poterla salvare che temporaneamente. Tutto ciò mentre agogna una vita libera da condizionamenti, uguale a quella di tutti gli altri ragazzini della sua età.
    E’ straziante immaginare il dilemma lancinante che sta vivendo: sa che rivendicando la sua libertà di decidere autonomamente sul proprio corpo e sulla propria salute, condanna a morte sua sorella. Ma allo stesso tempo sa che consentendo di essere sottoposta a questo nuovo saccheggio, le diventerà sempre più difficile rifiutare il prossimo. E così per sempre.
    E poi… l’orribile epilogo.
    La vita è profondamente ingiusta o, forse, si diverte a trastullarsi con noi, poveri esseri impotenti.

    “Mi rendo conto che noi non abbiamo i figli, li riceviamo. E qualche volta non è per tanto tempo quanto avremmo previsto o sperato. Ma è comunque molto meglio che non averli avuto affatto.”

    Is this helpful?

    zenzerino said on Aug 30, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quote

    "Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuov ...(continue)

    "Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuova terra promessa per la quale ti chiederai: è solo un miraggio?"

    Is this helpful?

    Simo Supernova said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi è piaciuto moltissimo, purtroppo ho fatto il solo errore di leggerlo dopo aver visto il film e sono stata sconvolta dalla diversità del finale. Veramente tanto sconvolta. Tuttavia in generale il libro è piacevole da leggere, mi piace il punto di v ...(continue)

    Mi è piaciuto moltissimo, purtroppo ho fatto il solo errore di leggerlo dopo aver visto il film e sono stata sconvolta dalla diversità del finale. Veramente tanto sconvolta. Tuttavia in generale il libro è piacevole da leggere, mi piace il punto di vista narrativo di tutti i personaggi, mi piacciono anche le storie laterali che al contrario del film sono centrali e importanti come quella di Anna e della sorella. Plausi a Jodi.

    Is this helpful?

    Lucia Cl said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le protagoniste di questo libro sono le sorelle.
    Se ne avete una anche voi, una di quelle che prenderesti a schiaffi per tutto il giorno ma se ti dicessero di vivere senza di lei non riusciresti più a respirare, leggete questo libro.

    Kate Fitzgeral ...(continue)

    Le protagoniste di questo libro sono le sorelle.
    Se ne avete una anche voi, una di quelle che prenderesti a schiaffi per tutto il giorno ma se ti dicessero di vivere senza di lei non riusciresti più a respirare, leggete questo libro.

    Kate Fitzgerald è malata di leucemia da quando aveva 2 anni. Anna viene concepita dai suoi genitori con caratteristiche genetiche perfettamente compatibili alla sorella, per diventare donatrice.
    Per anni svolge il suo compito finché non decide di empanciparsi dai genitori, perché non vuole donare un rene per la sorella.

    Questo libro mi ha spaccato a metà.
    Ho analizzato ogni personaggio fino in fondo perché volevo capire. Perché Anna non vuole più salvare la sorella? Il dolore fisico, le operazioni, la vita senza un rene sono veramente peggio della vita senza tua sorella?
    Allo stesso tempo, non riuscivo a sopportare Sara, la madre. Troppo maniaca del controllo, troppo apprensiva (e ok, tua figlia ha il cancro, ma gli altri figli?), troppo negativa.
    Brian, il padre, e Jesse, il fratello, li considero i personaggi migliori. Erano spontanei. Credo che avrei reagito come loro ad una vita del genere, fuori e dentro da un ospedale.

    Ad ogni modo è un libro interessante, affronta un tema difficile e ti fa ragionare su cosa è giusto e cosa è sbagliato. Scritto molto bene e finale decisamente inaspettato.

    "Se avete una sorella, e questa sorella muore, non dite più che avete una sorella? Oppure siete sempre una sorella, anche quando l'altra metà dell'equazione se n'è andata?"

    Is this helpful?

    Bobby said on May 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    妹妹安娜的誕生是父母為了救姊姊而精心生下來的

    一出生就不斷貢獻自己的身體細胞

    最後更需要貢獻自己的腎臟

    完全沒有說不的權利

    從小到大安娜因為姐姐凱特的關係也甚少有朋友

    唯一的朋友就是姐姐

    安娜一定也很想救姐姐

    但是

    安娜控告父母的最大原因

    凱特自己已經受不了人生天天往醫院去的這種痛苦折磨

    想要離開也無法自己決定

    這種議題就算上了法院

    也無法讓法官去決定生或死

    當選擇不是對與錯

    而都是痛時

    就只有選擇讓自己不後悔而已..

    Is this helpful?

    阿家 said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Groups with this in collection

Margin notes of this book