My děti ze stanice Zoo

By

Publisher: OLDAG

4.0
(9043)

Language: Čech | Number of Pages: 264 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , French , Italian , Spanish , English , Turkish , Portuguese , Polish

Isbn-10: 8085954591 | Isbn-13: 9788085954593 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Teens

Do you like My děti ze stanice Zoo ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Una biografia spiazzante e allo stesso tempo ammaliante, poichè descrive con estrema cura come una ragazzina di quattordici anni si ritrovi troppo presto nel giro della droga e della prostituzione in ...continue

    Una biografia spiazzante e allo stesso tempo ammaliante, poichè descrive con estrema cura come una ragazzina di quattordici anni si ritrovi troppo presto nel giro della droga e della prostituzione in una Berlino disastrata e lasciata a sè stessa.
    Concluso in pochissimi giorni, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, è un'importante tassello nel filone delle testimonianze chock e per quanto possano essere sbagliati i comportamenti descritti dalla protagonista, il lettore non potrà fare a meno di continuare a leggere sino all'ultima pagina per capire e sapere se la giovane donna si ridemerà dai suoi peccati più gravi.

    said on 

  • 3

    Una biografia spiazzante e allo stesso tempo ammaliante, poichè descrive con estrema cura come una ragazzina di quattordici anni si ritrovi troppo presto nel giro della droga e della prostituzione in ...continue

    Una biografia spiazzante e allo stesso tempo ammaliante, poichè descrive con estrema cura come una ragazzina di quattordici anni si ritrovi troppo presto nel giro della droga e della prostituzione in una Berlino disastrata e lasciata a sè stessa.
    Concluso in pochissimi giorni, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, è un'importante tassello nel filone delle testimonianze chock e per quanto possano essere sbagliati i comportamenti descritti dalla protagonista, il lettore non potrà fare a meno di continuare a leggere sino all'ultima pagina per capire e sapere se la giovane donna si ridemerà dai suoi peccati più gravi.

    said on 

  • 4

    Ho letto il libro dopo aver visto il film e pensavo di essermi rovinata tutto, ma la storia è raccontata in due modi diversi. Il libro è raccontato sotto forma di memorie da parte di Christiane e quin ...continue

    Ho letto il libro dopo aver visto il film e pensavo di essermi rovinata tutto, ma la storia è raccontata in due modi diversi. Il libro è raccontato sotto forma di memorie da parte di Christiane e quindi ti coinvolge maggiormente e ti induce ancora di più a riflettere.

    said on 

  • 3

    Descrive alla perfezione le contraddizioni della mente di un tossicodipendente e la totale impotenza delle loro famiglie.
    Credo che negli anni gli aiuti in questo campo siano migliorati di gran lunga. ...continue

    Descrive alla perfezione le contraddizioni della mente di un tossicodipendente e la totale impotenza delle loro famiglie.
    Credo che negli anni gli aiuti in questo campo siano migliorati di gran lunga..dato che la descrizione di Berlino in quegli anni è disarmante..

    said on 

  • 4

    Ti arriva fino all'anima.

    Un libro veramente importante,una testimonianza un autobiografia assolutamente da leggere. è un insieme di cruda realtà del mondo della droga, dalla psiche tormentata della protagonista.... Ti arriva ...continue

    Un libro veramente importante,una testimonianza un autobiografia assolutamente da leggere. è un insieme di cruda realtà del mondo della droga, dalla psiche tormentata della protagonista.... Ti arriva fino all'anima.

    said on 

  • 5

    Un libro che mi è piaciuto moltissimo, ma che riesce davvero ad essere una stilettata. E' penoso vedere Christiane, una ragazza di soli quattordici anni, diventare eroinomane e perdere ogni dignità pe ...continue

    Un libro che mi è piaciuto moltissimo, ma che riesce davvero ad essere una stilettata. E' penoso vedere Christiane, una ragazza di soli quattordici anni, diventare eroinomane e perdere ogni dignità per raggranellare i soldi per drogarsi.
    Ancora più triste e penoso è seguire i suoi tentativi di disintossicazione, sentirla dire "devo smettere con quella mer*a" e poi vederla ricascarci ogni volta con tutte le scarpe.

    said on 

  • 4

    "Non sapevo perché ero al mondo. Anche prima non lo avevo mai saputo con esattezza."
    "Siamo completamente soli in questa valle della follia."

    Un cult per quelli della mia generazione, e forse anche pe ...continue

    "Non sapevo perché ero al mondo. Anche prima non lo avevo mai saputo con esattezza."
    "Siamo completamente soli in questa valle della follia."

    Un cult per quelli della mia generazione, e forse anche per quelli dopo. Una storia che non ti scordi più, una testimonianza nuda e cruda, una cronaca ruvida ma sincera...che non può lasciare indifferenti. L'ho letto da adolescente ma vorrei rileggerlo adesso che sono grande, per vederlo da un'altra prospettiva e poter cogliere sfumature che probabilmente da ragazzina mi erano sfuggite.

    said on 

  • 4

    Ho finito di leggere questo libro in tempi record. L'ho bevuto come un bicchiere d'acqua ed è andato giù liscio, veloce e chiaro. Mi sono sentita come se stessi cadendo dalle scale: una caduta veloce ...continue

    Ho finito di leggere questo libro in tempi record. L'ho bevuto come un bicchiere d'acqua ed è andato giù liscio, veloce e chiaro. Mi sono sentita come se stessi cadendo dalle scale: una caduta veloce e rovinosa per poi finire tutta dolorante a fissare il soffitto.
    Non mi stupisco che questo libro venga fatto leggere nelle scuole tedesche, così come non credo che parli di una cosa lontana ai ragazzi di oggi solo perché gli eventi sono accaduti negli anni '70. Ci sono cose che non cambiano e una di queste è il disagio che un adolescente prova quando deve scontrarsi con gli adulti e con le loro regole e divieti, con sofferenze ed esperienze mai provate e che spesso lasciano un brutto segno.
    Christiane non si perde in chiacchiere: butta giù tutto quello che le è successo e lo squallore che la circondava è dipinto con brutale sincerità. Quando tutte le carte sono state coperte, l'unica cosa che rimane è la verità.
    Ora, detto questo, sento il bisogno di fare una cosa che so essere ingiusta, ma devo dire che mi è venuto piuttosto spontaneo fare mentre leggevo: esprimere un giudizio su Christiane.
    Ho provato il profondo desiderio di prenderla a schiaffi. Non che le botte le siano mai mancate e abbiano mai risolto qualcosa, ma la sua vorticosa discesa nella dipendenza dall'eroina (nonostante la lunga premessa su tutti i divieti vigenti tra i palazzi dove abitava, che impedivano a bambini e ragazzini di divertirsi e che le hanno fatto crescere un bel po' di rabbia in corpo, e un sacco di altro blablabla) è arrivata anche per la sua personale convinzione di doversi far accettare da persone che erano delle vere merde e che ai suoi occhi erano i migliori individui sulla piazza.
    A scuola comincia a fumare perché la ragazzina che lei trovava figa lo faceva. Comincia a bere ma i ragazzi fighi fumavano hascisc e comincia anche lei. Ma fumare quella roba è da sfigati, meglio fare come quelli che prendono anche i farmaci. Ah, ma adesso fa figo l'LSD, lei non può essere da meno, e giù acido. Poi c'è l'eroina, che fa paura perché riduce le persone ad una merda... Ma i bucomani sono così fighi! Soprattutto i vecchi, quello che ancora non sono stati trovati in un cesso pubblico con l'ago infilato in vena. Allora una sniffata, poi un buco, poi meglio darla via. Parole sue, queste. Idee sue.
    Tra l'altro, ho scoperto che questa è la tizia più ipocrita del mondo. È riuscita, con le sue parole, a smuovere una generazione di vecchi ciechi... salvo poi spendere ogni singolo centesimo derivato dai proventi del libro in droga. Christiane non ha mai smesso di drogarsi. Ha ricevuto tra le mani una fortuna derivata dalle sue sofferenze e l'ha spesa per soffrire ancora. Questa è, secondo me, la classica persona che in realtà non vuole salvarsi, nè essere salvata, ma lasciata a farsi i cazzi suoi e che succede, succede.
    Sua madre, per la quale sono anche stata in pena, ma da cui deve aver preso l'ipocrisia, ha tenuto a far sapere al mondo che la colpa della ricaduta definitiva di Christiane è stato proprio il successo del libro prima, del film poi. Quindi la colpa è di chi ha reso ricca e famosa la figlia è che magari per lei ha anche pregato.
    Trovo che tutto questo sia, per usare le parole di Christiane stando a questa traduzione, una "gran paraculata". Questa ragazza la si vuol far passare per vittima e per nient'altro, quando è piuttosto evidente che vittima-vittima e basta non è che lo sia poi tanto. Christiane sapeva che la minestra era avvelenata, ma dopo un po' ci si è ficcata nel piatto con tutta la faccia e ci ha sguazzato pure un bel po'.
    Comunque, se c'è davvero qualcosa che questa storia mi ha trasmesso con forza è che vale l'insegnamento che già Breaking Bad e Orange Is the New Black mi hanno trasmesso: mai, davvero, mai fidarsi di un drogato.

    said on 

Sorting by
Sorting by