Nádraží Perdido

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4.0
(551)

Language: Čech | Number of Pages: 607 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , Japanese , Polish , German

Isbn-10: 8071931497 | Isbn-13: 9788071931492 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Entertainment , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 2

    Troppo prolisso... e fallato!

    Fanucci, prima edizione Tif extra dell'ottobre 2011. Dopo aver letto 300 pagine (su 780) senza che la trama si avvicini nemmeno un po' a quanto promesso nella quarta di copertina, mi sorge un drammat ...continue

    Fanucci, prima edizione Tif extra dell'ottobre 2011. Dopo aver letto 300 pagine (su 780) senza che la trama si avvicini nemmeno un po' a quanto promesso nella quarta di copertina, mi sorge un drammatico dubbio, confermato dopo brevissima ricerca: la terza e la quarta di copertina di questa edizione non sono quelle di "Perdido Street Station" ma quelle de "Il treno degli dei", terzo volume del ciclo! Un errore clamoroso! Mi chiedo se devo sentirmi preso in giro oppure conservare la copia come "pezzo raro"...

    In ogni caso, non arriverò a leggere "Il treno degli dei". Ho abbandonato "Perdido Street Station" a pagina 500 circa. A parte che il fantasy non è il mio genere (e questo romanzo è fantasy, non certo fantascienza), e ho affrontato questo tomo solo perché ero rimasto entusiasta di "La città e la città", il romanzo è comunque troppo inutilmente prolisso: sarebbero tranquillamente bastate la metà delle pagine. E quando mi accorgo che sto girando pagine su pagine, scorrendole con lo sguardo, e nulla succede di essenziale, e in fondo in fondo mi accorgo che non mi interessa tanto sapere come va a finire... beh, allora meglio dedicarsi ad altro.

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  • 5

    Questo libro mischia in maniera davvero ammirevole avventura, magia, religione, tecnologia e scienza il tutto collocato in una città-mondo che sembra assurdamente reale tanto sono complesse e dettagli ...continue

    Questo libro mischia in maniera davvero ammirevole avventura, magia, religione, tecnologia e scienza il tutto collocato in una città-mondo che sembra assurdamente reale tanto sono complesse e dettagliate le sue descrizioni. La trama è piuttosto lineare ma davvero interessante, l'ambientazione è profonda e immersiva, i personaggi sono dotati di personalità ricche e curiose e lo stile riesce a rimanere piuttosto sobrio per un libro di questo genere. Ho visto che spesso viene criticata l'eccessiva prolissità dell'autore ed in effetti c'è un po' il rischio di perdersi nelle lunghe descrizioni come nelle diverse sottotrame ma secondo me è tutto finalizzato a rappresentare al meglio quella che è la complessità della città di New Crobuzon e delle infinite storie dei suoi abitanti.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Si tratta di un romanzo che ho trovato nel complesso molto bello, accattivante e interessante. E’ riconducibile al filone della fantascienza e dello steampunk (la fantascienza ambientata in epoca indu ...continue

    Si tratta di un romanzo che ho trovato nel complesso molto bello, accattivante e interessante. E’ riconducibile al filone della fantascienza e dello steampunk (la fantascienza ambientata in epoca industriale/vittoriana, la cui forza motrice non è l’elettricità o l’energia atomica ma prevalentemente, puramente –e un po’ irrealisticamente– l’energia meccanica), centrato soprattutto su tematico socio-politiche. In breve appartenente al filone più specifico della “weird fiction”. E’ ambientata in una città-stato chiamata New Cobruzon, una metropoli che ricorda vagamente una Londra nel mezzo della rivoluzione industriale, solcata da fiumi luridi e oltremodo inquinata, in cui, oltre agli umani, abitano numerose altre razze senzienti (gli anfibi vodyanoi, le vegetali antropomorfe cactacee, le khepri, e gli alati garuda).
    New Cobruzon è descritta come l’emblema di uno stato capitalista, con forte divario tra le classi sociali, controllata da un governo autoritario e dittatoriale, che si serve della Milizia (facente le funzioni di polizia, forza armata e servizi segreti) e al cui vertice vi è una giunta di politici autoritari con diretti rapporti con la malavita organizzata di questo micro-stato. E’ una città dove, oltre ad essere in vigore la pena di morte e a praticare frequentemente la tortura e l’arresto degli oppositori, viene largamente effettuato il processo taumaturgico del “rifacimento”, che consiste nell’infliggere un’alterazione fisica dei condannati, che verranno chiamati “rifatti”, una sorta di pena del contrappasso in base al crimine di cui si sono macchiati, che renderà le loro forme grottesche se non mostruose. E’ inoltre una città dove l’Inferno, o l’Ade che dir si voglia, inteso come un luogo mistico e misterioso dove risiedono le anime dei morti, è considerato come una nazione a tutti gli effetti avente come capo di stato uno Zar dell’Ade, con tanto di ambasciatore demoniaco presso la città-stato di New Cobruzon, evocabile in quanto demone tramite l’ausilio di uno stregone. Ho amato i personaggi, tra cui il protagonista Isaac (un vero e proprio “genio ribelle” con cattivi rapporti con il mondo accademico, libertino, logorroico, un po’ sboccato e a tratti confusionario), la scultrice Lin (una khepri, una razza di insettoidi le cui femmine sono esseri dal corpo di donna e la testa costituita dal corpo di uno scarabeo, chiamato appunto “corpo cefalico”) con cui Isaac condivide una relazione segreta e la giornalista pasionaria Deerkhan Blueday.
    La trama è buona, tende a scorrere e a catturare l’attenzione. Il romanzo parte con Isaac che riceve una visita da Yagarek, un garuda (una specie di uomo-uccello), privato con la forza delle sue ali dalla sua stessa gente per un misterioso crimine da lui commesso e che paga lo scienziato affinché trovi un modo per farlo volare di nuovo come un tempo. Lin, l’amante khepri di Isaac, invece riceve una commissione da un misterioso e inquietante personaggio che scoprirà essere uno dei boss della malavita nonché noto narcotrafficante di New Cobruzon, mister Motley, un essere informe sottoposto così tante volte al processo di rifacimento da risultare oramai un non ben definito ammasso di arti, zampe di animali e di numerose forme di vita.
    Durante i suoi esperimenti per studiare il volo nelle creature animali, come uccelli e insetti, Isaac entra illegalmente in possesso tramite Lemuel, un suo conoscente in contatto con i bassifondi della città, di un grosso bruco di una misteriosa specie, dalla pelle multicolore e rivestita da intricati disegni. Trovato il metodo di nutrire questo bruco, quest’ultimo cresce a dismisura per poi chiudersi in un bozzolo e, durante un momento di assenza di Isaac, fuoriuscire sotto la pericolosa forma di una falena estinguitrice. La neonata creatura sente subito il bisogno di nutrirsi, e per sopravvivere ha bisogno di una sola cosa: i sogni delle creature senzienti che, dopo esser state prosciugati della mente, cadono in uno stato comatoso e catatonico. E sarà compito di Isaac dopo che la falena da lui “cresciuta” si accinge a liberare le altre quattro sotto custodia del boss criminale Motley, che le usava per produrre una potente droga chiamata “merda sogni”, sconfiggere queste falene estinguitrici che iniziano da subito a mietere vittime lasciando inermi gusci vuoti ridotti a esseri viventi senza mente in giro per New Cobruzon. Mi ha affascinato e divertito la bizzarra figura del Tessitore, una sorta di gigantesco ragno che si nutre dell’estetica e della bellezza del mondo (caratterizzata tuttavia da una visione personale e a tratti distorta, se non macabra e violenta, della realtà) il cui conscio e inconscio sono una cosa sola, una creatura che si esprime tramite continui e vagamente comprensibili monologhi che altro non sono che il flusso ininterrotto dei suoi pensieri attraverso l’etere, e che aiuta i personaggi principali ad fronteggiare la minaccia delle falena.
    Non ho dato cinque stelle principalmente per due motivi: lo stile della scrittura non è scadente, anzi, lo considero buono e trovo che Mieville abbia padronanza della narrativa. Non ho gradito tuttavia innanzitutto le descrizione eccessivamente lunghe di questa città putrida, lurida, decadente, inquinata, sopra acque velenose, descrizioni che invero portavano ad una notevole confusione e di rado anche a saltare qualche rigo. Ho tutt’ora seri dubbi sull’aspetto architettonico della Serra, il quartiere-ghetto delle cactacee, e ho sofferto non poco nel sorbirmi numerose pagine che descrivono secondo dopo secondo la sistemazione del lungo cavo che collegava il “motore di crisi” progettato da Isaac al Consiglio dei Congegni. La ridondanza nel descrivere lo stato di degrado e di inquinamento di ogni centimetro quadrato in ogni ambientazione dove si trovano i protagonisti spesso risulta noiosa. Altra cosa che non mi è andata giù è stato il finale: oltre a risultare deludente per la fine della povera Lin, a cui tutti si affezionano sebbene si rimanga allibiti nel vedere un umano accoppiarsi con un’aliena dalla testa da bacarozzo, rimane indefinito il destino dei protagonisti, Isaac, Lin, Deerkhan e il garuda Yagharek.

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  • 4

    Un libro con un mundo y criaturas fascinantes, una trama que atrapa, personajes carismáticos... sin duda me ha gustado, es una lectura apasionante, pero el final por desgracia me ha decepcionado. Tamb ...continue

    Un libro con un mundo y criaturas fascinantes, una trama que atrapa, personajes carismáticos... sin duda me ha gustado, es una lectura apasionante, pero el final por desgracia me ha decepcionado. También me ha parecido que la ciudad cobra demasiado protagonismo convirtiendo a los protagonistas en casi meros secundarios. El autor usa largas y frecuentes descripciones llenas de adjetivos que a menudo se repiten para detallar la ciudad, y apenas llegamos a conocer profundamente a los personajes. Nueva Crobuzón es sucia, corrupta y oscura, pero a la vez te sabe transmitir esa especie de fascinación por sus gentes y diversidad, por sus rincones más secretos y cómo sobreviven allí sus habitantes.
    La prosa es lírica y ampulosa, muy recargada de alegorías, con un gran dominio del vocabulario.

    En definitiva sí es un libro que recomendaría, me ha gustado, excepto por ese final que personalmente no me ha acabado de convencer.

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  • 2

    Troppo lungo e prolisso, premio Clarke assolutamente non meritato!! Finirlo è stato straziante, numerose sotto trame abbandonate, insomma una robaccia!!!

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  • 4

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma....

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma... Troppa carne al fuoco. Troppe pagine in arzigogoli e descrizioni ripetute all'infinito che descrivono questo assurdo mondo in modo troppo ...continue

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma... Troppa carne al fuoco. Troppe pagine in arzigogoli e descrizioni ripetute all'infinito che descrivono questo assurdo mondo in modo troppo monotono.
    Per il resto questo come altri libri di Mieville è un romanzo di un grande autore, e non si può negare.
    Uno dei pochi nuovi romanzieri che sanno scrivere nuove interessanti curiosità sul mondo sella sci-fi.

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  • 3

    ci piace: l'ambientazione, i personaggi, il sense of wonder come se piovesse, l'originalità, alcune scene (insomma quasi tutto quello che vorresti da un libro di fantascienza). le falene.

    non ci piace ...continue

    ci piace: l'ambientazione, i personaggi, il sense of wonder come se piovesse, l'originalità, alcune scene (insomma quasi tutto quello che vorresti da un libro di fantascienza). le falene.

    non ci piace: lo stile (vorrei un euro per ogni aggettivo usato, cinque di bonus per "osceno"), l'evolversi della storia... insomma, giusto un paio di cosette. la traduzione dei nomi propri.

    menzione speciale per la quarta di copertina che parla della trama di un altro libro. no, sul serio.

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