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Né con te né senza di te

Storia di una passione

Di

Editore: Bompiani

3.2
(195)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 217 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845201155 | Isbn-13: 9788845201158 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il romanzo inizia con il tragico epilogo di una storia d'amore travagliata:Vera, scrittrice e giornalista milanese, uccide - apparentemente senza alcunmotivo - il suo compagno, prima di togliersi a sua volta la vita. Mentre unamico della coppia, il pubblicitario omosessuale Francesco, si interroga sullepossibili cause del raptus omicida, l'altra voce narrante, appartenente allastessa Vera, racconta la propria vita e l'evoluzione della sua relazione conNicola, interrompendosi poche ore prima della tragedia. Ma né il suo racconto,né le riflessioni di Francesco e le indagini della polizia riusciranno adipanare l'enigma, e Francesco finirà per riconoscere l'insondabilità delmistero che si cela in ogni cuore umano.
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  • 1

    Scrittura volutamente complicata e, secondo me, vuota. La storia di questo amore malato è alquanto banale tanto che alla fine viene da chiedersi perchè la protagonista si sia infilata in questa relazione che lei giudica, senza perlaltro una reale motivazione, destinata a morire.Mah...L'ho finito ...continua

    Scrittura volutamente complicata e, secondo me, vuota. La storia di questo amore malato è alquanto banale tanto che alla fine viene da chiedersi perchè la protagonista si sia infilata in questa relazione che lei giudica, senza perlaltro una reale motivazione, destinata a morire.Mah...L'ho finito ma giusto per dovere

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè la Calvetti scrive bene (e purtroppo lo sa e questa è l'unica pecca che a volte fa sembrare la sua scrittura un po' presuntuosa)ed è elegante e la storia è affascinante, contorta e malata come quasi ogni vera storia d'amore.


    Qualche pensiero in più qui: http://lalibreriapericolante. ...continua

    Perchè la Calvetti scrive bene (e purtroppo lo sa e questa è l'unica pecca che a volte fa sembrare la sua scrittura un po' presuntuosa)ed è elegante e la storia è affascinante, contorta e malata come quasi ogni vera storia d'amore.

    Qualche pensiero in più qui: http://lalibreriapericolante.blogspot.it/2013/11/ne-con-te-ne-senza-di-te-storia-di-una.html

    ha scritto il 

  • 1

    quanto sono brava e quanto sono noiosa!
    la storia non è male, ma l'autrice si esprime proprio in maniera contorta. le sue frasi sono così poetiche e strampalate che ci si perde prima di arrivare al punto.
    e poi i personaggi sembrano tutti uguali, ricalcati con la carta carbone: possib ...continua

    quanto sono brava e quanto sono noiosa!
    la storia non è male, ma l'autrice si esprime proprio in maniera contorta. le sue frasi sono così poetiche e strampalate che ci si perde prima di arrivare al punto.
    e poi i personaggi sembrano tutti uguali, ricalcati con la carta carbone: possibile che tutti e tre si esprimano allo stesso modo? possibile che siano tutti sofferenti, annoiati, spaventati, innamorati e non abbiano delle emozioni personali?
    eppoi sono stufa di tutte queste donne letterarie che hanno paura di essere abbandonate ma poi si fanno pregare per accettare la proposta di matrimonio.
    e sono stufa di questi uomini letterari che si sentono soffocare, ma poi sono i prmi a decidere di andare a convivere.... ma quando mai?!!

    ha scritto il 

  • 3

    "L'emozione non ha regole, se non quelle provocate dal piacere dell'ignoto. Secondo Platone agiamo al novatacinque per cento rincorrendo la ragione e per un seccante cinque per cento dominati dal caos. La fonte chiara di una possibile felicità è racchiusa in questa irrilevante percentuale"

    ha scritto il 

  • 0

    perchè la normalità è così dannatamente difficile?
    perchè la gente non fa altro che infilarsi in storie strane, intessute di ossessioni, pienamente disfunzionali e senza alcuna via d'uscita?
    perchè soffrire?
    perchè non siamo felici di prendere un dannato caffè, al mattino, in co ...continua

    perchè la normalità è così dannatamente difficile?
    perchè la gente non fa altro che infilarsi in storie strane, intessute di ossessioni, pienamente disfunzionali e senza alcuna via d'uscita?
    perchè soffrire?
    perchè non siamo felici di prendere un dannato caffè, al mattino, in compagnia di qualcuno senza farci seghe mentali?
    Perchè?
    Se scoprire la risposta a questa serie di domande significa diventare adulti, siluro conrdialmente il futuro e mi appresto a vivere in un eterno presente da ventenne.

    ha scritto il 

  • 4

    Malata...d'amore

    Amare alla follia. Amare ed averne paura. Amare e "allenarsi ogni giorno a farne a meno".
    Questo libro è una sorprendente scoperta. I tre protagonisti sono "vivi" respirano e trasmettono all'ingordo lettore ogni loro emozione, ogni loro paura, ogni rancore ed ogni sgomento. Le vicende di du ...continua

    Amare alla follia. Amare ed averne paura. Amare e "allenarsi ogni giorno a farne a meno".
    Questo libro è una sorprendente scoperta. I tre protagonisti sono "vivi" respirano e trasmettono all'ingordo lettore ogni loro emozione, ogni loro paura, ogni rancore ed ogni sgomento. Le vicende di due amanti innamorati, sono analizzate e sviscerate dall'amico comune, che soffre la loro mancanza e cerca il perchè di quell'atto che glieli ha portati via.
    Vera è la vera unica protagonista e l'autrice ce la mostra in ogni sua veste. Vera è quella che si innamora di un uomo giovane (13 anni di differenza, oddio c'è da sentirsi indifesi!) e bello nel momento in cui "avevo smarrito ogni residuo di dimestichezza con la felicità, roba da ragazzi-pensavo-se salti il turno, la vita non offre possibilità di ricorso". Anche Nicola la ama, a suo modo, la trova bella, completa, vuole farne il "suo presente per sempre". Un amore difficile da credere e da accettare, un amore a cui Vera associa la melassa della linguistica amorosa, che serve solo a darle una sicurezza che non c'è. Vera è la sua follia, Vera è l'amore che non basta mai. Vera è la paura dell'abbandono.
    Il tutto scritto con apprezzabile maestria con frasi e terminologia forbita, adatte per indicare la cultura di due amanti della Milano bene e del loro splendido amico, reduce di un amore di immotivata felicità.

    ha scritto il 

  • 0

    Bella l'idea. Il finale ti lascia un po' interdetta, perchè avresti pensato a una soluzione psicologica più incisiva. Non è , secondo me, ben delineato il motivo per cui Vera ha ucciso. Non basta la storia di Bianca a spiegare quello che ha portato all'omicidio-suicidio, lo fa solo intuire, ma qu ...continua

    Bella l'idea. Il finale ti lascia un po' interdetta, perchè avresti pensato a una soluzione psicologica più incisiva. Non è , secondo me, ben delineato il motivo per cui Vera ha ucciso. Non basta la storia di Bianca a spiegare quello che ha portato all'omicidio-suicidio, lo fa solo intuire, ma questo ti toglie il piacere delle parole che descrivono azioni e pensieri. L'autrice non se ne è sentita capace?

    ha scritto il 

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