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Né con te né senza di te

Storia di una passione

Di

Editore: Bompiani

3.2
(198)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 217 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845201155 | Isbn-13: 9788845201158 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il romanzo inizia con il tragico epilogo di una storia d'amore travagliata:Vera, scrittrice e giornalista milanese, uccide - apparentemente senza alcunmotivo - il suo compagno, prima di togliersi a sua volta la vita. Mentre unamico della coppia, il pubblicitario omosessuale Francesco, si interroga sullepossibili cause del raptus omicida, l'altra voce narrante, appartenente allastessa Vera, racconta la propria vita e l'evoluzione della sua relazione conNicola, interrompendosi poche ore prima della tragedia. Ma né il suo racconto,né le riflessioni di Francesco e le indagini della polizia riusciranno adipanare l'enigma, e Francesco finirà per riconoscere l'insondabilità delmistero che si cela in ogni cuore umano.
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  • 2

    Patho(s)logia

    Quando un titolo dice tutto.
    Non solo di ginocidi è fatta la storia, ma pur di antropocidi.
    Lo stile involuto e asfissiante qui cade a fagiuolo.
    Romanzo finto-psicologico.

    ha scritto il 

  • 0

    Bella l' idea. Il finale lascia un po' interdetti, forse perchè ci si aspetta una 'soluzione' psicologica più incisiva.
    Non è, secondo me, ben delineato il movente, non basta la storia di Bianca a spi ...continua

    Bella l' idea. Il finale lascia un po' interdetti, forse perchè ci si aspetta una 'soluzione' psicologica più incisiva.
    Non è, secondo me, ben delineato il movente, non basta la storia di Bianca a spiegare l'omicidio-suicidio. Si intuisce solo, però questo va bene fino ad un certo momento in un racconto ('giocare' con il lettore, dico), altrimenti si toglie il piacere delle parole che descrivono azioni e pensieri: l'autrice non se ne è sentita capace?

    ha scritto il 

  • 1

    Scrittura volutamente complicata e, secondo me, vuota. La storia di questo amore malato è alquanto banale tanto che alla fine viene da chiedersi perchè la protagonista si sia infilata in questa relazi ...continua

    Scrittura volutamente complicata e, secondo me, vuota. La storia di questo amore malato è alquanto banale tanto che alla fine viene da chiedersi perchè la protagonista si sia infilata in questa relazione che lei giudica, senza perlaltro una reale motivazione, destinata a morire.Mah...L'ho finito ma giusto per dovere

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè la Calvetti scrive bene (e purtroppo lo sa e questa è l'unica pecca che a volte fa sembrare la sua scrittura un po' presuntuosa)ed è elegante e la storia è affascinante, contorta e malata come ...continua

    Perchè la Calvetti scrive bene (e purtroppo lo sa e questa è l'unica pecca che a volte fa sembrare la sua scrittura un po' presuntuosa)ed è elegante e la storia è affascinante, contorta e malata come quasi ogni vera storia d'amore.

    Qualche pensiero in più qui: http://lalibreriapericolante.blogspot.it/2013/11/ne-con-te-ne-senza-di-te-storia-di-una.html

    ha scritto il 

  • 1

    quanto sono brava e quanto sono noiosa!
    la storia non è male, ma l'autrice si esprime proprio in maniera contorta. le sue frasi sono così poetiche e strampalate che ci si perde prima di arrivare al pu ...continua

    quanto sono brava e quanto sono noiosa!
    la storia non è male, ma l'autrice si esprime proprio in maniera contorta. le sue frasi sono così poetiche e strampalate che ci si perde prima di arrivare al punto.
    e poi i personaggi sembrano tutti uguali, ricalcati con la carta carbone: possibile che tutti e tre si esprimano allo stesso modo? possibile che siano tutti sofferenti, annoiati, spaventati, innamorati e non abbiano delle emozioni personali?
    eppoi sono stufa di tutte queste donne letterarie che hanno paura di essere abbandonate ma poi si fanno pregare per accettare la proposta di matrimonio.
    e sono stufa di questi uomini letterari che si sentono soffocare, ma poi sono i prmi a decidere di andare a convivere.... ma quando mai?!!

    ha scritto il 

  • 3

    "L'emozione non ha regole, se non quelle provocate dal piacere dell'ignoto. Secondo Platone agiamo al novatacinque per cento rincorrendo la ragione e per un seccante cinque per cento dominati dal caos ...continua

    "L'emozione non ha regole, se non quelle provocate dal piacere dell'ignoto. Secondo Platone agiamo al novatacinque per cento rincorrendo la ragione e per un seccante cinque per cento dominati dal caos. La fonte chiara di una possibile felicità è racchiusa in questa irrilevante percentuale"

    ha scritto il 

  • 0

    perchè la normalità è così dannatamente difficile?
    perchè la gente non fa altro che infilarsi in storie strane, intessute di ossessioni, pienamente disfunzionali e senza alcuna via d'uscita?
    perchè so ...continua

    perchè la normalità è così dannatamente difficile?
    perchè la gente non fa altro che infilarsi in storie strane, intessute di ossessioni, pienamente disfunzionali e senza alcuna via d'uscita?
    perchè soffrire?
    perchè non siamo felici di prendere un dannato caffè, al mattino, in compagnia di qualcuno senza farci seghe mentali?
    Perchè?
    Se scoprire la risposta a questa serie di domande significa diventare adulti, siluro conrdialmente il futuro e mi appresto a vivere in un eterno presente da ventenne.

    ha scritto il 

  • 4

    Malata...d'amore

    Amare alla follia. Amare ed averne paura. Amare e "allenarsi ogni giorno a farne a meno".
    Questo libro è una sorprendente scoperta. I tre protagonisti sono "vivi" respirano e trasmettono all'ingordo l ...continua

    Amare alla follia. Amare ed averne paura. Amare e "allenarsi ogni giorno a farne a meno".
    Questo libro è una sorprendente scoperta. I tre protagonisti sono "vivi" respirano e trasmettono all'ingordo lettore ogni loro emozione, ogni loro paura, ogni rancore ed ogni sgomento. Le vicende di due amanti innamorati, sono analizzate e sviscerate dall'amico comune, che soffre la loro mancanza e cerca il perchè di quell'atto che glieli ha portati via.
    Vera è la vera unica protagonista e l'autrice ce la mostra in ogni sua veste. Vera è quella che si innamora di un uomo giovane (13 anni di differenza, oddio c'è da sentirsi indifesi!) e bello nel momento in cui "avevo smarrito ogni residuo di dimestichezza con la felicità, roba da ragazzi-pensavo-se salti il turno, la vita non offre possibilità di ricorso". Anche Nicola la ama, a suo modo, la trova bella, completa, vuole farne il "suo presente per sempre". Un amore difficile da credere e da accettare, un amore a cui Vera associa la melassa della linguistica amorosa, che serve solo a darle una sicurezza che non c'è. Vera è la sua follia, Vera è l'amore che non basta mai. Vera è la paura dell'abbandono.
    Il tutto scritto con apprezzabile maestria con frasi e terminologia forbita, adatte per indicare la cultura di due amanti della Milano bene e del loro splendido amico, reduce di un amore di immotivata felicità.

    ha scritto il 

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