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Né di Eva né di Adamo

Di

Editore: Voland

3.8
(2327)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Polacco , Tedesco , Ceco

Isbn-10: A000083771 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
L’autrice belga torna al suo periodo giapponese, quello già raccontato in Stupore e tremori, ma questa volta smette i panni della più disastrosa delle impiegate per narrare la sua vita privata. Il libro ruota infatti intorno alla figura di Rinri, fidanzato di Amélie in quel periodo, un ragazzo di Tokio molto singolare, affascinato dalla cultura occidentale quanto la giovanissima Amélie lo è da quella giapponese. Con la sua innata abilità Amélie rivolge il suo sguardo chirurgico verso l’universo dei suoi sentimenti e ci regala l’ennesimo piccolo gioiello.
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  • 3

    Letto in lingua originale, semplice, scorrevole e abbastanza interessante. Mi è servito più come "esercizio linguistico" che come lettura di piacere, ma tutto sommato è un libro discreto. I passaggi p ...continua

    Letto in lingua originale, semplice, scorrevole e abbastanza interessante. Mi è servito più come "esercizio linguistico" che come lettura di piacere, ma tutto sommato è un libro discreto. I passaggi più interessanti quelli che parlano del Giappone e della cultura giapponese.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho finito in due giorni,non so perchè mi sono sempre rifiutata di leggere qualcosa di questa scrittrice. L'ho trovato magnifico! Sarà il mio amore per l'Asia, ma tutta la storia mi ha incantata. Non ...continua

    L'ho finito in due giorni,non so perchè mi sono sempre rifiutata di leggere qualcosa di questa scrittrice. L'ho trovato magnifico! Sarà il mio amore per l'Asia, ma tutta la storia mi ha incantata. Non è solo una storia d'amore, è un cammino lento e mentre leggevo l'ho sentito tutto!

    ha scritto il 

  • 3

    Forse non ero nel mood giusto, ma non sono riuscita ad apprezzare completamente questo racconto, sopratutto la fine. Si, lo ammetto...in questo caso mi aspettavo il "..e vissero tutti felici e content ...continua

    Forse non ero nel mood giusto, ma non sono riuscita ad apprezzare completamente questo racconto, sopratutto la fine. Si, lo ammetto...in questo caso mi aspettavo il "..e vissero tutti felici e contenti". Bellissime le descrizioni dei paesaggi, del Fuji-san e dell'isola paradisiaca, forse un po' troppo idealizzate alla stregua di un racconto dei viaggi di Gulliver. Mi sarei aspettata più descrizioni anche per tutto il resto: i personaggi, i luoghi. Certo, non è una cartina geografica, ma ho sentito un Giappone distante, quasi non reale, che sicuramente appartiene ad altri tempi che in fondo non sono così lontani. Avrò bisogno di leggere qualcos'altro dell Nthomb per approfondire le sue esperienze.

    ha scritto il 

  • 4

    Viva l'abbraccio del samurai...

    Decisamente originale ma abbastanza inverosimile questa dolce storia d'amore fra due cuori di culture così diverse fra loro: in incontro nippo-belga. Piacevole, ironico e curioso, mi ha tenuto buona c ...continua

    Decisamente originale ma abbastanza inverosimile questa dolce storia d'amore fra due cuori di culture così diverse fra loro: in incontro nippo-belga. Piacevole, ironico e curioso, mi ha tenuto buona compagnia.

    ha scritto il 

  • 4

    Se stai morendo, scappa. Se stai soffrendo, datti una mossa. Non esiste altra legge che il movimento.

    https://valeriademattei.wordpress.com/2015/05/13/se-stai-morendo-scappa-se-stai-soffrendo-datti-una-mossa-non-esiste-altra-legge-che-il-movimento/

    ha scritto il 

  • 4

    E’ la prima volta che leggo un romanzo di Amélie Nothomb, l’ho sempre scansata temendo che scrivesse libri stravaganti e surreali.
    Invece almeno in questo caso mi sono dovuta ricredere. “né di Eva né ...continua

    E’ la prima volta che leggo un romanzo di Amélie Nothomb, l’ho sempre scansata temendo che scrivesse libri stravaganti e surreali.
    Invece almeno in questo caso mi sono dovuta ricredere. “né di Eva né di Adamo”, nonostante il titolo quantomeno incomprensibile, mi è molto piaciuto.

    L’autrice narra la sua relazione, quando era appena ventenne, con un bellissimo ragazzo di nome Rinri.

    A Tokyo, Amélie si trova nella necessità di impartire delle lezioni di lingua francese per guadagnare qualcosa. In questo modo incontra Rinri, un giovane giapponese benestante, che a sua volta la aiuta ad esercitare la lingua giapponese. Presto i due giovani iniziano una relazione amorosa. I sentimenti dei due ragazzi non sono però gli stessi: per l’autrice, il giovane è una piacevole compagnia, talvolta anche bizzarra, considerato che la cultura giapponese è profondamente diversa da quella Occidentale. Le intenzioni di Rinri, al contrario, sono molto serie e improntate ad un possibile matrimonio.

    La protagonista può apparire a tratti seccante, una specie di super donna quando, ad esempio, si vanta di scalare da sola il Fujiyama e quasi ci lascia le penne. a tratti pare invece una sradicata canzonata dai genitori di Rinri, nata a Kobe ma originaria del Belgio, un Paese che i giapponesi non riescono a individuare sulle mappe. A parte questo, il libro è ricco di aneddoti e informazioni sul Giappone ( sono andata a cercarmi cosa fosse un kotatsu e ho scoperto un sacco di cose interessanti) ed è molto scorrevole.

    Penso che proseguirò con “Stupore e tremori” di Amélie Nothomb, questa autrice non mi mette più soggezione :-)

    Consiglio di Lorena del gruppo Bookaholic per marzo 2015

    ha scritto il 

  • 3

    Niente di eccezionale

    Probabilmente non mi piace il genere, o forse è stato costruito un mito intorno all'autrice. In ogni caso non mi ha colpita. E' sicuramente un racconto scorrevole con uno stile semplice e pungente che ...continua

    Probabilmente non mi piace il genere, o forse è stato costruito un mito intorno all'autrice. In ogni caso non mi ha colpita. E' sicuramente un racconto scorrevole con uno stile semplice e pungente che distingue la Nothomb. Strappa qualche sorriso, ma nulla di esaltante. Ho apprezzato le descrizioni dei luoghi e delle usanze giapponesi, anzi credo che sia l'unica cosa interessante che mi ha strappato le 3 stelline. Darò una seconda possibilità alla Nothomb leggendo Stupori e tremori; chissà che non la rivaluti.

    ha scritto il 

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