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Né qui né altrove

Una notte a Bari

Di

Editore: Laterza

3.5
(1954)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8842086304 | Isbn-13: 9788842086307 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
<<E tutto si era svolto in quella trama di strade squadrate e regolari nelle quali, in certi pomeriggi deserti d'estate, quando c'era il maestrale, e l'aria era nitida, ogni angolo sembrava il punto di fuga verso un infinito pieno di promesse.>>
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  • 2

    Scrittura ruffiana, sospettava l'amico intelligente...

    È il primo libro di Carofiglio che leggo, quindi prima di dare un giudizio al 100% credo mi tocchi leggere anche qualcosa di più "suo".
    Ecco l'impressione basata su quest'unica lettura: la scrittura è ...continua

    È il primo libro di Carofiglio che leggo, quindi prima di dare un giudizio al 100% credo mi tocchi leggere anche qualcosa di più "suo".
    Ecco l'impressione basata su quest'unica lettura: la scrittura è farcita di elenchi e metafore. Quegli elenchi e quelle metafore un po' da cabarettista ruffiano, che cerca di strappare un sorriso a tutti i costi. Uno stile che mi innervosisce, un senso dell'umorismo che non collima col mio.
    La trama invece non era male. Se mai ci faranno un film, lo guarderò volentieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Un breve racconto di riflessione e di autobiografia: partendo dal pretesto della rimpatriata tra amici che non si vedono più da anni, la voce narrante in prima persona - uno dei tre amici in questione ...continua

    Un breve racconto di riflessione e di autobiografia: partendo dal pretesto della rimpatriata tra amici che non si vedono più da anni, la voce narrante in prima persona - uno dei tre amici in questione - prende lo spunto per dare il via ai ricordi dell'infanzia, le riflessioni sul "come eravamo", su quel che ne è stato della propria vita e della propria città. I ricordi e le osservazioni si soffermano con attenzione sulla città natale, sarebbe a dire Bari: l'autore ne spiega la topografia, l'aspetto e l'uso degli edifici più o meno storici, come ne è cambiato l'aspetto attraverso gli anni '70 e '80 e poi '90, i cinema, i locali, le librerie e le botteghe, ma anche i personaggi di rilievo della città, la sua sociologia, e l'evolversi di questi aspetti gli uni in rapporto con gli altri.
    La narrazione parte un po' a rilento perché ci si aspetta di scoprire un qualche intreccio; invece da un certo momento in poi ci si rende conto che non c'è una vera e propria trama, c'è solo un tranquillo fluire di ricordi e riflessioni. La scrittura è davvero piacevole, lineare e pulita, leggermente nostalgica, ha un modo squisito di colloquiare con il lettore, assume sin da subito un tono molto confidenziale, e riesce così a presentare la città e le sue strade come se fossero dei veri personaggi che si muovono su un grande palcoscenico.
    Il titolo fa riferimento ad una sensazione che evidentemente vuole essere centrale rispetto a tutto questo lasciarsi andare ai ricordi: l'indeterminatezza della coscienza negli anni dell'infanzia e della giovinezza - la coscienza di sé e di ciò che accade intorno, e persino la coscienza della propria felicità. Quel qualcosa che di solito viene definito come innocenza, quindi con un'accezione positiva, qui viene invece descritto come una condizione non certo colpevole ma comunque in un certo qual modo negativa e causa di malinconia: "…pensare che quelle scene di migrazioni bibliche si siano verificate a qualche centinaio di metri dalle nostre case, mentre noi eravamo intenti alle nostre occupazioni (e continuammo a esserlo), genera un senso di totale spaesamento. Mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove."

    ha scritto il 

  • 3

    Una notte a Bari, per tre amici che si ritrovano dopo 20 anni, e che scoprono di non essersi mai detti tante cose, a dispetto dell'amicizia. Un pretesto per far riaffiorare ricordi di infanzia, mischi ...continua

    Una notte a Bari, per tre amici che si ritrovano dopo 20 anni, e che scoprono di non essersi mai detti tante cose, a dispetto dell'amicizia. Un pretesto per far riaffiorare ricordi di infanzia, mischiati al racconto di una città, Bari, che fa da sfondo. Sebbene le lunghe descrizioni delle strade , dei quartieri baresi possano apparire noiose a chi non è di Bari, il libro fa riflettere lungamente sulle cose che ci si tiene dentro invece di esternarle, tra amici. Non è un libro che prende , come purtroppo mi succede spesso con Carofiglio. Ma altrettanto spesso mi succede di riconoscermi nei processi mentali (qualcuno direbbe " seghe") e nei lunghi soliloqui interiori del protagonista, il cui nome non viene mai citato, ma che non risulta difficile identificare con l'autore stesso. E tutta questa serie di riflessioni interiori sono la parte migliore del romanzo, quella che alla fine ne fanno uscire un giudizio positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho assegnato quattro stelle, ma sono stata molto buona.
    Esercizio di stile perfettamente riuscito. Carofiglio è bravissimo con le parole:da un semplice incontro tra amici che non si vedono da vent'ann ...continua

    Ho assegnato quattro stelle, ma sono stata molto buona.
    Esercizio di stile perfettamente riuscito. Carofiglio è bravissimo con le parole:da un semplice incontro tra amici che non si vedono da vent'anni e dallo stradario di Bari, è riuscito a creare un'atmosfera magica, dove i ricordi riaffiorano dalle nebbie del tempo, dove si smascherano bugie e falsi sentimenti.
    L'atmosfera nostalgica, a volte anche divertente, di rimpianto per quello che è stato e non c'è più e per quello che poteva essere, ma che poi non è stato, avvolge e richiama ricordi personali di chi legge calandolo perfettamente nella notte a Bari.
    Si legge senza sforzo, in poco tempo con il sorriso sulle labbra e la consapevolezza che è però un libro fatto di niente.

    ha scritto il 

  • 4

    Una notte a Bari

    La partenza è un pochino lenta, ma poi piano piano comincia a crescere, si conoscono meglio i personaggi e ci si appassiona, è la storia di una rimpatriata tra amici che non si vedono da parecchi anni ...continua

    La partenza è un pochino lenta, ma poi piano piano comincia a crescere, si conoscono meglio i personaggi e ci si appassiona, è la storia di una rimpatriata tra amici che non si vedono da parecchi anni attraverso una scorribanda notturna nelle strade di Bari, tra ricordi, nostalgie e rese dei conti... Non è nulla di sconvolgente e non ci sono grandi insegnamenti o lezioni di vita e forse è proprio per questo che mi è piaciuto, perché anche se è ambientato a Bari, tra ricordi e nostalgia potrebbe essere ambientato ovunque, con i tuoi ricordi e le tue nostalgie...

    P.S. Comunque il famoso avvocato non c'era neanche qui, ma prima o poi lo troverò...

    ha scritto il 

  • 3

    Niente giallo, niente misteri. Qui è l’incontro di vecchi amici che si sono persi di vista, im una serata un po’ sballata che è soprattutto un viaggio alla riscoperta di una Bari che un po’ c’è ancora ...continua

    Niente giallo, niente misteri. Qui è l’incontro di vecchi amici che si sono persi di vista, im una serata un po’ sballata che è soprattutto un viaggio alla riscoperta di una Bari che un po’ c’è ancora e un po’ non c’è più.
    Ben scritto, con un alcuni bei pezzi ma alla fin fine molto parlare sul nulla. Per apprezzarlo bisognerebbe probabilmente essere baresi

    ha scritto il 

  • 3

    Il solito Carofiglio

    Mi piace molto lo stile di questo scrittore, però inizio a trovare i suoi libri troppo uguali tra loro. Mi è piaciuto moltissimo "Il silenzio dell'onda", il suo protagonista, problematico ed insicuro, ...continua

    Mi piace molto lo stile di questo scrittore, però inizio a trovare i suoi libri troppo uguali tra loro. Mi è piaciuto moltissimo "Il silenzio dell'onda", il suo protagonista, problematico ed insicuro, mi ha affascinato (anche perché diverso dai soliti, trattandosi di un ex agente sotto copertura, in cura dallo psichiatra) ed i racconti introspettivi della sua vita passata e presente mi hanno tenuta incollata al libro. Poi, ho letto "il bordo vertiginoso delle cose" e ho avuto come l'impressione di averlo già letto. Segue il viaggio di un protagonista maschile, sensibile, dal temperamento artistico, con problemi adolescenziali irrisolti, che torna nella sua città natale dopo aver letto una notizia di cronaca relativa ad un suo vecchio compagno di scuola. Trama diversa, ma ritmo identico, atmosfera nostalgica, che segue lo svolgersi dei pensieri del protagonista.
    Idem per questo "Nè qui né altrove"; una rimpatriata tra ex compagni di università, ciascuno con i suoi drammi, ed un protagonista un po' narciso ed egocentrico che scopre di aver giudicato superficialmente i suoi amici. Ricordi dolce amari e riflessioni sulla vita e sulla giovinezza che se ne è andata per sempre. Bello, per carità, però adesso basta. Tre libri con lo stesso tono e la stessa struttura.
    Probabilmente però, se non avessi letto da poco gli altri due, lo avrei apprezzato di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è balzato addosso mentre non lo stavo affatto cercando: ho pensato innanzitutto, ma quanti cribbio di romanzi ha scritto, il Carofiglio? e subito dopo che va bè, stando così le cose, non potevo sot ...continua

    Mi è balzato addosso mentre non lo stavo affatto cercando: ho pensato innanzitutto, ma quanti cribbio di romanzi ha scritto, il Carofiglio? e subito dopo che va bè, stando così le cose, non potevo sottrarmi. Comincia alla grande, tra l'altro - una gradevole storia di tre amici adulti che si ritrovano dopo molti anni, ed il lettore viene messo subito nella condizione di intuire che ci siano granelli di sabbia, che tra loro non sia stato sempre tutto proprio liscio come l'impasto per fare la migliore focaccia di Bari. E però a un certo punto si perde e divaga, divaga...diventa perfino noioso, vi dirò. Sapevo già in anticipo che cosa stava per scrivermi, ormai. Giuro che ho pensato di mollare. Invece non l'ho fatto, sono arrivata alla fine e sono contenta. Adesso però basta, eh.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbero tre stelle perchè la storia non è eccezionale e lo stile è piuttosto banale. La quarta stellina è per la "baresità", per le belle descrizioni di zone più o meno note, di cibi semplici e gust ...continua

    Sarebbero tre stelle perchè la storia non è eccezionale e lo stile è piuttosto banale. La quarta stellina è per la "baresità", per le belle descrizioni di zone più o meno note, di cibi semplici e gustosi... mette una irrefrenabile voglia di focaccia barese!

    ha scritto il 

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