Né qui né altrove

Una notte a Bari

Di

Editore: Laterza

3.5
(1987)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8842086304 | Isbn-13: 9788842086307 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
<<E tutto si era svolto in quella trama di strade squadrate e regolari nelle quali, in certi pomeriggi deserti d'estate, quando c'era il maestrale, e l'aria era nitida, ogni angolo sembrava il punto di fuga verso un infinito pieno di promesse.>>
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  • 4

    Piccola delizia

    Carofiglio è Carofiglio! Racconto breve che avrebbe potuto essere banale, ma l'autore con la sua scrittura cinica, ironica, frizzante e a tratti profonda e riflessiva riesce a farci ridere a riga 10 e ...continua

    Carofiglio è Carofiglio! Racconto breve che avrebbe potuto essere banale, ma l'autore con la sua scrittura cinica, ironica, frizzante e a tratti profonda e riflessiva riesce a farci ridere a riga 10 e commuovere a riga 15.

    ha scritto il 

  • 4

    "Chi lo sa quanto i nostri ricordi dipendono dal ricordo e quanto invece dalla fantasia e dal nostro bisogno di confrontarci. Con le bugie, con le illusioni, con le storie."

    In una notte, passeggiando per i vicoli di Bari, tre amici, compagni di liceo, e poi di università, si rincontrano dopo vent'anni, quando le loro strade si sono ormai separate in modo irreversibile. U ...continua

    In una notte, passeggiando per i vicoli di Bari, tre amici, compagni di liceo, e poi di università, si rincontrano dopo vent'anni, quando le loro strade si sono ormai separate in modo irreversibile. Una notte di ricordi, di riminiscenze, di nostalgie, di parole non dette e segreti non svelati. A me piace da morire Carofiglio, perché nei suoi romanzi traspare sempre il suo amore per i libri, la lettura e la musica, e io mi perdo nelle sue parole anche se, a parte i romanzi con il mitico Guerrieri, a volte mi sembra che racconti sempre la stessa storia.

    ha scritto il 

  • 4

    "Chi lo sa quanto i nostri ricordi dipendono dal ricordo e quanto invece dalla fantasia e dal nostro bisogno di confortarci. Con le bugie, con le illusioni, con le storie. (...)

    O invece magari, pensai come per una rivelazione improvvisa, erano stati perfetti anche per me e io non me n'ero accorto, e avevo semplicemente lasciato che passassero. Quest'ultimo pensiero mi diede ...continua

    O invece magari, pensai come per una rivelazione improvvisa, erano stati perfetti anche per me e io non me n'ero accorto, e avevo semplicemente lasciato che passassero. Quest'ultimo pensiero mi diede un principio di panico. Se quell'intuizione era giusta, mi ero lasciato scivolare la vita davanti, senza accorgermene."

    Non so come sia potutto accadere che mi sia persa un Carofiglio. Ho finito il libro aspettando prima che la signorina delle poste mi facesse le raccomandate, lei mi ha detto che giallo legge, dal mio occhio deve aver recepito che non realizzavo ed ha incalzato Si, perchè per leggerlo così....
    Le ho risposto Appunto: è Carofiglio. E credo cambierò ufficio postale, che le impiegate siano tutte patologicamente sceme è assodato, ma magari qualcuna un poco meno scema da qualche parte è passata.
    Un'autentica gioia, questo libretto. Veramente, ad un certo pnto ho rimpianto di non conoscere Bari, tanta è la minuzia con cui ci racconta strade, incroci, rioni e locali. Veramnte Bari devo esserci passata un capodanno, ricordo distintamente una stradina stretta, in parte porticata, ragazzini che facevano un qualche gioco sguaiato e incontrollabile parlandosi in un idioma che ai miei orecchi non aveva nulla di umano. Sarò finita magari nella parte di quelli che facevano il bagno con gli pneumatici, invidiati e temuti dai bambini di buona famiglia della zone meno popolari.
    Ad ogni modo, consiglio di godersi il ricordo della città anche se non la si conosce, tanto per i cinque sesti esatti il libro funziona così.
    Poi, al 10° capitolo, la situazione si ribalta, precipita, il deus ex machina e quello che vi pare. Insomma, gli ultimi 2 capitoli e l'epilogo danno il senso ed il valore dell'intera lettura.
    E Carofiglio si conferma, anche se non ne avrebbe avuto alcun bisogno, scrittore attento, accurato nella descrizione dei sentimenti e delle reazioni più delicati, inpalpabili e sfuggenti. Mica facile raccontare di tre amici che si vedono dopo 20 anni, se non sei Avati. O Carofiglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrittura ruffiana, sospettava l'amico intelligente...

    È il primo libro di Carofiglio che leggo, quindi prima di dare un giudizio al 100% credo mi tocchi leggere anche qualcosa di più "suo".
    Ecco l'impressione basata su quest'unica lettura: la scrittura è ...continua

    È il primo libro di Carofiglio che leggo, quindi prima di dare un giudizio al 100% credo mi tocchi leggere anche qualcosa di più "suo".
    Ecco l'impressione basata su quest'unica lettura: la scrittura è farcita di elenchi e metafore. Quegli elenchi e quelle metafore un po' da cabarettista ruffiano, che cerca di strappare un sorriso a tutti i costi. Uno stile che mi innervosisce, un senso dell'umorismo che non collima col mio.
    La trama invece non era male. Se mai ci faranno un film, lo guarderò volentieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Un breve racconto di riflessione e di autobiografia: partendo dal pretesto della rimpatriata tra amici che non si vedono più da anni, la voce narrante in prima persona - uno dei tre amici in questione ...continua

    Un breve racconto di riflessione e di autobiografia: partendo dal pretesto della rimpatriata tra amici che non si vedono più da anni, la voce narrante in prima persona - uno dei tre amici in questione - prende lo spunto per dare il via ai ricordi dell'infanzia, le riflessioni sul "come eravamo", su quel che ne è stato della propria vita e della propria città. I ricordi e le osservazioni si soffermano con attenzione sulla città natale, sarebbe a dire Bari: l'autore ne spiega la topografia, l'aspetto e l'uso degli edifici più o meno storici, come ne è cambiato l'aspetto attraverso gli anni '70 e '80 e poi '90, i cinema, i locali, le librerie e le botteghe, ma anche i personaggi di rilievo della città, la sua sociologia, e l'evolversi di questi aspetti gli uni in rapporto con gli altri.
    La narrazione parte un po' a rilento perché ci si aspetta di scoprire un qualche intreccio; invece da un certo momento in poi ci si rende conto che non c'è una vera e propria trama, c'è solo un tranquillo fluire di ricordi e riflessioni. La scrittura è davvero piacevole, lineare e pulita, leggermente nostalgica, ha un modo squisito di colloquiare con il lettore, assume sin da subito un tono molto confidenziale, e riesce così a presentare la città e le sue strade come se fossero dei veri personaggi che si muovono su un grande palcoscenico.
    Il titolo fa riferimento ad una sensazione che evidentemente vuole essere centrale rispetto a tutto questo lasciarsi andare ai ricordi: l'indeterminatezza della coscienza negli anni dell'infanzia e della giovinezza - la coscienza di sé e di ciò che accade intorno, e persino la coscienza della propria felicità. Quel qualcosa che di solito viene definito come innocenza, quindi con un'accezione positiva, qui viene invece descritto come una condizione non certo colpevole ma comunque in un certo qual modo negativa e causa di malinconia: "…pensare che quelle scene di migrazioni bibliche si siano verificate a qualche centinaio di metri dalle nostre case, mentre noi eravamo intenti alle nostre occupazioni (e continuammo a esserlo), genera un senso di totale spaesamento. Mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove."

    ha scritto il 

  • 3

    Una notte a Bari, per tre amici che si ritrovano dopo 20 anni, e che scoprono di non essersi mai detti tante cose, a dispetto dell'amicizia. Un pretesto per far riaffiorare ricordi di infanzia, mischi ...continua

    Una notte a Bari, per tre amici che si ritrovano dopo 20 anni, e che scoprono di non essersi mai detti tante cose, a dispetto dell'amicizia. Un pretesto per far riaffiorare ricordi di infanzia, mischiati al racconto di una città, Bari, che fa da sfondo. Sebbene le lunghe descrizioni delle strade , dei quartieri baresi possano apparire noiose a chi non è di Bari, il libro fa riflettere lungamente sulle cose che ci si tiene dentro invece di esternarle, tra amici. Non è un libro che prende , come purtroppo mi succede spesso con Carofiglio. Ma altrettanto spesso mi succede di riconoscermi nei processi mentali (qualcuno direbbe " seghe") e nei lunghi soliloqui interiori del protagonista, il cui nome non viene mai citato, ma che non risulta difficile identificare con l'autore stesso. E tutta questa serie di riflessioni interiori sono la parte migliore del romanzo, quella che alla fine ne fanno uscire un giudizio positivo.

    ha scritto il 

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