Némesis

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Publisher: Mondadori

4.0
(1058)

Language: Español | Number of Pages: 207 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Catalan , Dutch , German , Greek , French

Isbn-10: 9876580752 | Isbn-13: 9789876580755 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Siamo tutti Mr. Cantor

    Bucky Cantor è un ventitreenne che si ritrova, nel 1944, negli anni della seconda guerra mondiale, ad affrontare le conseguenze di una tremenda epidemia di Polio che colpisce un quartiere della sua Ne ...continue

    Bucky Cantor è un ventitreenne che si ritrova, nel 1944, negli anni della seconda guerra mondiale, ad affrontare le conseguenze di una tremenda epidemia di Polio che colpisce un quartiere della sua Newark. Egli è un insegnante si trova ad animare il parco giochi durante l'estate quando la malattia comincia a colpire alcuni dei suoi ragazzi, con conseguenze tragiche.

    Una delle prime cose a cui ho pensato è che anche noi ventitreenni di oggi siamo dei Bucky Cantor, benché le sue vicende si svolgano in un altro luogo ed in un altro tempo. Siamo ancora decisamente giovani, ma non più dei ragazzini e cominciamo a farci un'idea degli intoppi che incontreremo nel corso della vita. Cominciamo a comprendere che abbiamo delle responsabilità per le quali i nostri familiari hanno, probabilmente, cercato di prepararci e che noi siamo disposti ad affrontare. Cominciamo a capire, anche, che spesso la vita è ingiusta e che molte volte i nostri ideali verranno messi in discussione, ma allo stesso tempo ci manca quel cinismo tipico delle età più avanzate della vita che porta ad un sentimento di rifiuto dei propri ideali giovanili e disillusione che caratterizza, spesso, i più anziani.

    Ed è così che si svolge la parabola di Mr Cantor. Sente di avere delle responsabilità verso i ragazzini che anima durante le torride giornate nel suo quartiere colpito dalla polio ed è convinto di avere la chiave per poter gestire un problema del genere, fino al momento in cui la sua amata gli offre il modo per scappare dall’inferno con cui ha a che fare, andando ad animare i ragazzi di un campo estivo fuori città. Ed è, forse, questo il primo grande tema con cui Roth ci porta ad avere a che fare, il senso di colpa. Ci sono delle volte in cui capita di sottrarsi alle proprie responsabilità alla ricerca di una soluzione più rapida per affrontare le difficoltà che si pongono sul nostro cammino. Come possiamo affrontare una decisione sbagliata che ci ha portato verso un’altra direzione non prevista, per paura? Mr Cantor ci fa capire che spesso non è più possibile e che ognuno di noi dovrà trovare il modo per affrontarne le conseguenze. La fuga di Bucky da Newark, infatti, condanna molti ragazzi del campo estivo alla terribile malattia, portata da egli stesso inconsapevolmente per amore. Ed alla fine ne cade vittima, sentendosi in colpa per ogni cosa, finché la sua vita non ne uscirà completamente distrutta.

    Roth consegna un romanzo che trafigge l’anima con un punteruolo. Ci racconta delle paure e dei dubbi di un giovane costretto ad affrontare un problema più grande di lui, soverchiante, che mette in crisi le convinzioni che crede di avere alla sua età. Ci racconta della morte improvvisa di un bambino. Ci racconta dell’idea che abbiamo di noi stessi e dell’immagine che diamo. Ci racconta della strenua ricerca di un colpevole per il male che osserviamo e che ci piega.

    Si tratta davvero di una bella lettura, una di quelle che non lascia indifferenti. Ormai, penso sia chiaro che lo consiglio senza riserve.

    Siamo tutti dei Mr Cantor.

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  • 5

    Philip Roth - Nemesi

    Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro tratto da fatti realmente accaduti. Non una parola di troppo, non una riga superflua. L’ultima perla di un grande autore che purtroppo non ci delizierà mai p ...continue

    Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro tratto da fatti realmente accaduti. Non una parola di troppo, non una riga superflua. L’ultima perla di un grande autore che purtroppo non ci delizierà mai più con la sua scrittura. Nemesi è prima di tutto lontano da quanto scritto precedentemente da Roth, non c’è ironia, non c’è satira, non c’è sesso né battute dissacranti o personaggi amorali. C’è invece una storia che è tanto dura quanto vera, un romanzo che mi ha fatto riflettere su Dio, sui sensi di colpa e sui sacrifici che un uomo è costretto a fare per salvaguardare le persone a cui vuole bene.

    Nemesi narra della grande epidemia di poliomelite che colpì gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Una malattia che ha creato panico e scompiglio come solo sanno fare quei mali la cui provenienza e diffusione è prevalentemente ignota ai più. In questa epidemia Roth si focalizza sulla figura di Bucky Cantor, animatore di un gruppo di bambini che inizieranno a contrarre la poliomelite. Le sue vicende saranno la pietra angolare del libro che, come detto in precedenza, mi ha portato a riflettere su molti temi. Il primo tema è sicuramente Dio, il motivo per cui certe disgrazie possano capitare nonostante siano così terribili. Un altro tema molto importante è il senso di colpa, sentimento che spesso capita di provare anche se magari non direttamente coinvolti, sintomo, in casi come questo, di animi fin troppo premurosi a volte. Infine l’ultimo grande tema di questo romanzo riguarda i sacrifici che a volte siamo in grado di compiere per salvaguardare le persone a cui vogliamo bene, sacrifici che comportano anche la rinuncia alla nostra felicità, perché spesso la nostra felicità passa prima di tutto attraverso la felicità delle persone che amiamo.

    L’ultimo romanzo di Philip Roth è un lavoro molto duro che non può lasciare indifferenti visti i temi trattati. E’ un romanzo che esula dagli usuali temi trattati da questo autore ma forse per questo risulta ancora più bello e autentico. Da leggere, come detto in apertura un piccolo gioiello.

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  • 4

    Nemesi era la dea greca della giustizia compensatrice, colei che si assicurava che ci fosse una equa ripartizione, tra i mortali, di gioie e dolori. Qui il prezzo della distribuzione lo paga un giovan ...continue

    Nemesi era la dea greca della giustizia compensatrice, colei che si assicurava che ci fosse una equa ripartizione, tra i mortali, di gioie e dolori. Qui il prezzo della distribuzione lo paga un giovane insegnante di ginnastica, serio e responsabile quanto il suo progenitore letterario, lo Svedese di Pastorale Americana. Alla soglia di una vita adulta ricca di soddisfazioni i dardi del male (nello specifico una delle violente epidemie di polio che colpirono Europa ed USA durante e dopo la seconda guerra mondiale) colpiscono i ragazzini del campo estivo gestito dal protagonista. Non ha potuto arruolarsi perché miope ed avrebbe l'occasione di rendersi utile in città, ma...
    Roth ci racconta un'altra volta la storia di un giusto colpito dal Fato, da Dio, dal caso.

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  • 4

    Nemesi è partito un po' ­fiacco perché Roth deve catapultarti in q­uesta estate torrida vissuta all'aria aperta di un campo estivo, in piena second­a guerra mondiale, dove imperversa un'ep­idemia di p ...continue

    Nemesi è partito un po' ­fiacco perché Roth deve catapultarti in q­uesta estate torrida vissuta all'aria aperta di un campo estivo, in piena second­a guerra mondiale, dove imperversa un'ep­idemia di polio. Il protagonista è propr­io l'insegnante di questi ragazzi che si ammalano uno dopo l'altro. Nella prima ­parte Roth si dilunga volutamente sulla ­ciclicità delle giornate vissute dal pro­tagonista e sul suo carattere cosi retto­ e invidiabile. Un ragazzo di un'integri­tà e senso del dovere senza eguali potre­mmo dire. La seconda parte poi prende il­ via fino all'epilogo. Una volta entrati nella scrittura e nella storia si capisce perché Roth venga considerat­o uno dei più grandi scrittori viventi. ­Al di là di quello che racconta...

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  • 0

    Schifezza patriottica stelle strisce

    Il peggior libro che ho letto di Philip Roth (che normalmente stimo). Retorico, melenso ma soprattutto pieno di apologia del bravo americano patriottico ed eroico. Anche no.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartier ...continue

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartiere, si trova ad affrontare l'emergenza di una epidemia di poliomielite, che colpisce i suoi ragazzi uno dopo l'altro, senza che lui possa fare qualcosa per fermare quella carneficina. La paura e la sensazione di impotenza di fronte alla malattia che colpisce, talvolta uccidendo, e più spesso lasciando il corpo devastato e invalido a vita, fa decidere Bucky a lasciare la città e raggiungere la sua ragazza, per recarsi al campo estivo di Indian Hill, sulle vette delle Pocono Mountains. Lì è un vero paradiso, splendidi panorami e un lago dalle acque cristalline e, cosa più importante, nessuna epidemia, nessun virus. Ma il paradiso presto diventa inferno, la malattia infatti fa capolino e travolge diversi ragazzi, lo stesso Bucky, che scopre anche di essere il portatore del contagio. Da allora, Bucky, l'atleta eccelso, l'uomo forte, di sani principi, rispettato ed amato da tutti, distrutto nel corpo e tormentato dalla “colpa”, rinuncia a vivere, ad essere felice, rinuncia all'amore, egli non accetterà mai l'idea che il virus che l'ha reso invalido e che ha devastato la vita di molti bambini sia una tragedia, una semplice e tragica fatalità. La sua vita sarà un'eterna ricerca di un perché senza risposta ed è questa la nemesi di cui Roth ci mette a parte in questo romanzo breve, ma intenso. Nemesi intesa come indignazione di fronte ad una malattia che colpisce, che devasta il fisico, e che fa sentire Bucky Cantor vittima impotente, in balia di una giustizia divina incomprensibile e ingiustificata.
    http://www.youtube.com/watch?v=i2AgdxJYP74&sns=em

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  • 4

    Bucky Cantor vive secondo le regole, ha un forte senso del dovere, crede nelle tre D: disciplina, dedizione e determinazione. Ma questi principi, che applica allo sport come alla vita, non servono a m ...continue

    Bucky Cantor vive secondo le regole, ha un forte senso del dovere, crede nelle tre D: disciplina, dedizione e determinazione. Ma questi principi, che applica allo sport come alla vita, non servono a molto. Perchè nella vita, a volte, la volontà non basta. E non serve incolpare il karma, Dio o te stesso...

    Bello. Amaro. Roth.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    1944. Mentre i soldati americani sono impegnati sui fronti in Europa e nel Pacifico, un nemico silenzioso e insidioso minaccia i giovani in Patria: la poliomielite. Il giovane Cantor, riformato dall'e ...continue

    1944. Mentre i soldati americani sono impegnati sui fronti in Europa e nel Pacifico, un nemico silenzioso e insidioso minaccia i giovani in Patria: la poliomielite. Il giovane Cantor, riformato dall'esercito ma diligente insegnante di educazione fisica, si trova a vedere i suoi allievi colpiti dalla malattia, della quale si ignorano ancora vie di trasmissione e modalità di prevenzione, e viene a sua volta colpito. A distanza di anni, lo ritroviamo menomato nel fisico ma soprattutto vittima di sensi di colpa insuperabili. Lettura consigliata a tutti i genitori che nutrono dubbi sulla vaccinazione.

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