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N.

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.5
(290)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8806155482 | Isbn-13: 9788806155483 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Ernesto Ferrero

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
L'uomo grassocio che sbarca, nel maggio 1814, all'isola d'Elba sembra uncommerciante qualsiasi: è Napoleone Bonaparte. Tra gli elbani che lo accolgonodiffidenti e curiosi c'è Martino Aquabona, un letterato che non si rassegnaall'inumanità degli uomini e che da anni cerca di decifrare il misterodell'Eroe, o dell'Orco, che ha sconvolto l'Europa. Nominato bibliotecariodell'Imperatore, Martino diventa testimone e interprete dello stranointerludio dei 300 giorni e dell'intera parabola napoleonica, di cui cercheràdi deviare il percorso con un gesto estremo. Le sue memorie sono il dialogo sudue modi di vivere: modificare il mondo attraverso l'azione eroica, o cercaredi dargli un senso attraverso la scrittura.
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  • 4

    ancora non vuol capire che le nuove idee non si possono affermare sin che avanzano sulla punta delle baionette

    "buon padre, N. non sembra pensare ad altro che alla felicità dei popoli obbligati alla sua tutela. ha promesso felicità agli italiani, agli egizi, ai prussiani, ai polacchi, agli spagnoli, ai ...continua

    "buon padre, N. non sembra pensare ad altro che alla felicità dei popoli obbligati alla sua tutela. ha promesso felicità agli italiani, agli egizi, ai prussiani, ai polacchi, agli spagnoli, ai russi, con parole e intendimenti pressoché identici.

    consegnatemi le vostre anime, le vostre terre, le vostre vecchie regole, e io le renderò nuove ed efficienti. io vi renderò felici. egli ha della felicità un concetto per così dire collettivo e durevole. la concepisce come un unguento miracoloso che è possibile applicare a tutti gli esseri umani, senza che il tempo ne sminuisca i benefici effetti.

    un bene che può durare a piacere, come la farina o il vino, secondo una ricetta nemmen tanto segreta ma sua esclusiva, di cui sono colmi i magazzini imperiali. egli non chiede ai suoi sudditti che aiutarlo a distribuire quel bene taumaturgico.

    per lui la felicità è una questione logistica, una delle tante di cui è maestro, come trasportare viveri o cannoni: a risolverla occorrono semplicemente ordini esatti, cavalli ubbidienti, carriagi acconci, il buon volere degli equipaggi"

    ha scritto il 

  • 4

    Fu vera gloria?

    Aspetto positivo di quando si parla di individui "cosmico-storici" à la Napoleone: il personaggio desta di per sé grande interesse. Aspetto negativo: si rischia di essere tremendamente banali, ...continua

    Aspetto positivo di quando si parla di individui "cosmico-storici" à la Napoleone: il personaggio desta di per sé grande interesse. Aspetto negativo: si rischia di essere tremendamente banali, perché molto è già stato detto e scritto.

    Ferrero evita questo rischio scegliendo (a) una parte della vita di Napoleone spesso e volentieri trascurata, quello dell'esilio all'Elba, (b) il punto di vista di un personaggio fittizio e in un certo senso speculare rispetto al nostro N., cosa che consente un'efficace narrazione per contrasto.

    Il risultato è una sorta di romanzo storico che ha più del romanzo che della narrazione storica, certamente scritto in maniera piacevole ma forse non proprio avvincente. Lo si legge come si fa una passeggiata nel parco, senza nessun tipo di fretta e guardandosi pigramente attorno: le pagine volano via, e Napoleone è ripartito prima di sera.

    ha scritto il 

  • 3

    Diciamo che la lettura non è pesante. Napoleone visto dagli occhi di un bibliotecario dell'Elba, fa un certo effetto, ovvero sostanzialmente "N" era veramente un grande condottiero.

    ha scritto il 

  • 3

    Pas ma faute!

    Questo è il romanzo italiano di piú recente pubblicazione ch’io abbia letto: un fatto che si deve esclusivamente all’essere un regalo! Dunque non è mio il merito – ma se la fortuna ...continua

    Questo è il romanzo italiano di piú recente pubblicazione ch’io abbia letto: un fatto che si deve esclusivamente all’essere un regalo! Dunque non è mio il merito – ma se la fortuna m’assiste, sarò in futuro dispensato da potermene attribuir d’altri – simili letture son per me troppo attuali, troppo italiane...

    Venendo alla sostanza, la storia è un poco poco pretestuosa e moralmente piccina: d’altra parte il carattere del protagonista e la sua vicenda sono in accordo a quello melodrammatico e inconcludente degl’italiani in ogni tempo, mentre una scena almeno mi sembra invece piú in accordo a una particolarità tutta odierna – – Comunque, tolte le mie idiosincrasie e quelle dell’opera, è stata una buona lettura; e il finale, che –con un po’ di sforzo, troppo forse– potrei definire pseudostendhaliano, al fondo, innalza ai miei occhi il risultato...

    P.S. Naturalmente, la mia insània non è di quel tipo che possa sopportare il film che n’è stato tratto: sarebbe davvero – davvero troppo!

    ha scritto il 

  • 3

    in buona parte...

    L'esilio elbano Di Napoleone, visto dagli occhi del bibliotecario, sua 'ombra', sua incoscenza... malgrado non sia uno dei miei libri preferiti (soprattutto nel genere), non posso dargli meno di 3 ...continua

    L'esilio elbano Di Napoleone, visto dagli occhi del bibliotecario, sua 'ombra', sua incoscenza... malgrado non sia uno dei miei libri preferiti (soprattutto nel genere), non posso dargli meno di 3 stelle, perchè qualcosa ha lasciato...

    ha scritto il 

  • 4

    Puro piacere della lettura e della scoperta di un bel personaggio ben costruito - la voce narrante Martino Acquabona - ancora prima del piacere delle comunque interessanti riflessioni che il testo ...continua

    Puro piacere della lettura e della scoperta di un bel personaggio ben costruito - la voce narrante Martino Acquabona - ancora prima del piacere delle comunque interessanti riflessioni che il testo induce sulla storia, sul potere, sulla psicologia dell’imperatore e dei sudditi, sulla filosofia e sulla filologia. Ricco di dettagli: ogni pagina è una miniera di nomi e informazioni, storiche e non. Al tempo stesso lascia la sensazione di una tela impressionista: descrive i luoghi, i personaggi per immagini sfuocate, solo sfruttando l’impressione data dalla luce o dall’ombra sulle cose. Tant’è che apprendo dalla postfazione che il libro doveva intitolarsi in un primo momento “L’ombra dell’Imperatore”.

    All’inizio delle cronache tutta l’attenzione è per l’Imperatore decaduto e gli effetti del suo arrivo sull’isola; ma di man in mano che la narrazione procede il focus si sposta sempre più sulle vicende personali del narratore e su tutto ciò che si dibatte nel suo animo, per concludersi con un finale fortemente introspettivo che rende il romanzo, inaspettatamente, un romanzo di formazione e di riflessione sul senso della vita, quando si cerca di trarne un bilancio, quando si mette a confronto l‘uomo di azione con l‘uomo di intelletto.

    Inevitabili occorrono poi i paragoni con gli accadimenti dei secoli successivi a quello in cui è ambientato questo diario. Con quanta e quale abilità descrive il carattere, gli atteggiamenti e i moti dell’animo del potente di turno. Qui si intende ricostruire un certo periodo della vita di Napoleone, ma ognuno può riconoscervi l’imperatore, il duce, l’onorevole pinco pallo, l’assessore tal dei tali, il direttore generale della XY S.p.A. - a seconda della propria esperienza personale - per l’arroganza, la presuntuosità, l’incostanza, il volersi porre tanto più al di sopra degli altri quanto più cerca di dare a vedere di essere “alla mano”. A ciò si aggiunge la costante e inesorabile attitudine della gente comune a cercare di compiacere il potente di turno, nella speranza di ottenere favori, o per sentirsi per un momento alla pari con esso, o come se fosse un modo per appropriarsi di una parte del suo potere.

    Nel complesso un bel premio Strega, dalle numerose sfaccettature, romanzo storico e contemporaneo al tempo stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Martino Acquabona, piccolo notabile elbano e acceso antibonapartista, si ritrova a fare il bibliotecario per Napoleone durante i dieci mesi di permanenza del deposto imperatore nell’isola del ...continua

    Martino Acquabona, piccolo notabile elbano e acceso antibonapartista, si ritrova a fare il bibliotecario per Napoleone durante i dieci mesi di permanenza del deposto imperatore nell’isola del Tirreno. Malgrado i suoi (fondati) pregiudizi, finisce per subire il fascino dell’illustre esule, tanto che, a un certo punto, i suoi sentimenti di rivalsa devono venir ravvivati dalla gelosia. Il magnetismo del potere è uno dei tanti spunti che Ferrero analizza lungo le oltre trecento pagine di questo romanzo in cui la riflessione ha senza dubbio la meglio sull’azione: il periodo all’Elba è solo una parentesi nella parabola – ormai discendente – del Còrso, costretto a tenersi occupato nel suo regno in formato ridotto e circondato dal mare. Viene così introdotto un secondo tema, quello della ‘banalità del male’: questo piccolo uomo, che ha sacrificato migliaia e migliaia di vite sui campi di battaglia, si occupa di particolari anche insignificanti (i rifornimenti, le strade, i libri, l’arredo) e, nei momenti di relax, dimostra una grande passione per gli animali oltre che un’insospettabile tenerezza nei confronti dei bambini. Affascinato da questi aspetti contraddittori, aggiunti all’energia che Napoleone trasmette in ogni sua azione e che contrasta con il proprio atteggiamento per così dire ‘contemplativo’, Martino non riesce a dar esito ai propositi di vendetta per quanto preparati con cura: l’inettitudine dell’uomo di lettere, incapace di agire anche se ne sente la necessità, è il terzo argomento che l’autore mette in luce e in discussione. Il racconto immerge abilmente queste tematiche nella narrazione, alternando a momenti di più profonda meditazione le scene di vita quotidiana popolate di numerosi personaggi, equamente divisi tra chi cerca di approfittare della situazione e chi, invece, subisce fino in fondo la fascinazione napoleonica. Quando l’ospite partirà per la sua ultima avventura, l’Elba sembra tornare il luogo sonnacchioso di prima, ma per chi è ricaduto nella sua sfera di influenza – protagonista o comprimario che sia – niente sarà più uguale.

    ha scritto il