N.P.

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(3944)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Olandese

Isbn-10: 8807812800 | Isbn-13: 9788807812804 | Data di pubblicazione:  | Edizione 15

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Sarao Takase, scrittore giapponese che ha vissuto a lungo in America, muore suicida lasciando due figli gemelli, il maschio Otohiko e la femmina Saki, e il manoscritto di un libro incompiuto dal titolo N.P. (che sta per 'North Point', il titolo di una vecchia canzone). Pubblicato con solo 97 dei 100 racconti previsti, il libro diventa un bestseller negli Stati Uniti. Una giovane giapponese, Kazami, viene in possesso del novantottesimo racconto, inedito, alla cui traduzione stava lavorando il suo amante, Shooji, anche lui morto suicida, e che narra la storia di una passione erotica tra padre e figlia. Kazami incontra i due gemelli e trova Otohiko coinvolto in una tormentata storia d'amore con Sui, che scoprirà essere non solo figlia illegittima dello scrittore suicida ma anche sua amante. Kazami viene risucchiata completamente nel loro mondo, il mondo di 'N.P.', per tutta un'estate, che è il tempo reale in cui si svolge la storia. Dopo alterne vicende, Kazami scopre anche l'esistenza del racconto n°99 in cui Takase rappresenta l'altra faccia della sua realtà, l'aspirazione verso la normalità e l'eterodossia. Ormai manca solo il racconto n°100. Ed è soltanto quando tutti i destini si sono compiuti e il cerchio si chiude che il libro apparirà scritto fino in fondo: N.P. di Banana Yoshimoto è il racconto n°100 che Takase non avev fatto in tempo a scrivere.
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  • 2

    "La vita passa comunque, anche solo limitandosi a vivere."

    Non avevo mai letto nulla di Banana, perché a me gli scrittori giapponesi mettono sempre un po' di angoscia. In ogni loro romanzo c'è almeno un personaggio che si suicida, o che sta per essere rinchiu ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Banana, perché a me gli scrittori giapponesi mettono sempre un po' di angoscia. In ogni loro romanzo c'è almeno un personaggio che si suicida, o che sta per essere rinchiuso in manicomio, o c'è già dentro. Insomma, il colmo del buonumore e dell'allegria. In questo libricino di un centinaio di pagine, di suicidi ce ne sono ben due, e poi ci sono un paio di personaggi sull'orlo del baratro, una figlia illegittima che scopre che il suo amante è suo padre, un libro misterioso e un racconto scomparso.....si, ma che palle!!!!!

    ha scritto il 

  • 2

    Non ci siamo

    Secondo libro che leggo di un autore/autrice giapponese e seconda volta che mi dico mai più comprerò libri di questo tipo. C'è poco da fare, non ho proprio feeling con i romanzi scritti da autori orie ...continua

    Secondo libro che leggo di un autore/autrice giapponese e seconda volta che mi dico mai più comprerò libri di questo tipo. C'è poco da fare, non ho proprio feeling con i romanzi scritti da autori orientali, non riesco ad entrare in empatia con nessuno dei personaggi, non mi sento coinvolta dalla storia. Stessa cosa è accaduta con N.P, libro dalla tematica molto delicata che però non mi ha lasciato nulla. Data la mia sensibilità mi sono stupita di come questo libro mi abbia lasciata del tutto indifferente. Tra l'altro l'autrice credo non abbia dato diverse spiegazioni che io sinceramente mi aspettavo.
    Concluso a fatica nonostante si tratti di un romanzo molto breve, penso che non leggerò altro della Yoshimoto.
    Non lo consiglio a meno che non siate amanti degli autori giapponesi.

    Voto: 4/10 e due stelline anziché una perché mi pare sufficientemente insensato.

    ha scritto il 

  • 3

    Tutto l'insieme degli eventi è raccontato in sole 162 pagine, che sono piene di sensazioni ed emozioni.
    La storia mi è sembrata molto inquietante a dire la verità: incesto, suicidi e rapporti ambigui ...continua

    Tutto l'insieme degli eventi è raccontato in sole 162 pagine, che sono piene di sensazioni ed emozioni.
    La storia mi è sembrata molto inquietante a dire la verità: incesto, suicidi e rapporti ambigui stanno alla base di questo racconto. La figura di Sui è la più difficile (amante del padre e del fratellastro). Io personalmente l'ho trovata ambigua e indecisa, anche se troverà la sua strada non riesco a condividere le sue scelte e i suoi comportamenti (soprattutto nel finale), mentre Kazami si ritrova incatenata in queste vicende senza sapere bene come ci fosse capitata, sarà proprio lei a narrare la storia in una maniera estremamente dettagliata e ne sarà coinvolta fino alla fine. Nel corso degli eventi i percorsi dei personaggi si incrociano, e nel finale ognuno compie il suo destino. Andando oltre la storia in sè, ho scoperto degli aspetti che non avevo preso in considerazione: alla fine del racconto, in un postscriptum la scrittrice indica il suo vero obiettivo, ovvero il fatto che ognuno di noi, nella propria vita, incontra persone che portano con se qualcosa con cui è difficile convivere, un proprio passato, un handicap, degli eventi che hanno segnato la loro vita. Queste persone le incontriamo nel nostro cammino per un tempo breve o per sempre, ma ciò che spesso dimentichiamo è che le scelte sono dettate da questi vissuti e che ognuno deve essere libero di vivere la propria vita come meglio crede, scegliendo in piena libertà. Tenendo in considerazione questo aspetto, il racconto assume altri significati, sono andata oltre l'inquietudine e ho valutato meglio le scelte di ogni protagonista, il racconto è portato all'estremo dall'incesto solo x sottolineare l'elemento fondamentale: la libertà di prendere le proprie decisioni. Fatto sta che alcune scelte non le condivido comunque, ho apprezzato alcuni personaggi, mentre altri no... (forse non sono riuscita ad andare proprio "oltre", ognuno è libero si di scegliere, ma io sono libera di non condivirere le scelte altrui. No? Forse questo è un limite?).

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, emozionante, ma troppo breve...

    E' il secondo libro della Yoshimoto che leggo, dopo Kitchen. Lo stile è il medesimo, preciso, essenziale, privo di fronzoli ed orpelli inutili, diritto al punto. Lo stile mi piace, ma qui ovviamente s ...continua

    E' il secondo libro della Yoshimoto che leggo, dopo Kitchen. Lo stile è il medesimo, preciso, essenziale, privo di fronzoli ed orpelli inutili, diritto al punto. Lo stile mi piace, ma qui ovviamente siamo nella sfera dei gusti personali.
    In questo romanzo ritroviamo molti dei temi preferiti da questa autrice: la solitudine, la morte, il disagio giovanile, l'omosessualità, ecc. Devo dire però che la brevità del romanzo (come da tradizione della Yoshimoto) non ha permesso uno svolgimento secondo me adeguato di tutti i temi trattati.La storia è a tratti originale, ma secondo me andava sviluppata maggiormente, in alcuni punti infatti si intravvede come una 'troncatura'. Rimane comunque una buona esperienza di lettura che lascia qualcosa dentro, alla fine questo è l'importante, no? 3 stelle e mezza per me, sperando in futuro di leggere storie ancora migliori da questa autrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Toccare le corde del cuore

    Più che un romanzo funziona come un racconto. Il tempo non è lineare, scopriamo sentimenti e avvenimenti a poco a poco, ma allo stesso tempo si segue il ciclo delle stagioni che cambiano sullo sfondo ...continua

    Più che un romanzo funziona come un racconto. Il tempo non è lineare, scopriamo sentimenti e avvenimenti a poco a poco, ma allo stesso tempo si segue il ciclo delle stagioni che cambiano sullo sfondo delle vicende dei personaggi.
    Banana Yoshimoto ha la grandissima abilità di mettere a nudo il cuore dei suoi personaggi. Le tematiche sono scottanti ed esagerate, drammatiche, eppure tutto diventa intimo e delicato nel modo in cui ci viene narrata la storia, sempre sul filo di emozioni che dovrebbero esplodere e invece restano lì, sospese, grazie ad una narrazione assolutamente poetica.
    Forse il libro risulta "inconcludente, con spunti non sviluppati, misterioso" perché non è la storia, la concatenazione dei fatti a interessare l'autore. E' il battito del cuore dei personaggi a contare.

    ha scritto il 

  • 4

    N.P. è il quinto romanzo di Banana Yoshimoto, pubblicato nel 1991 in Giappone e arrivato in Italia nel 1992.
    Racchiude dentro sé molte tematiche ingombranti, scomode, importanti quali la morte (in que ...continua

    N.P. è il quinto romanzo di Banana Yoshimoto, pubblicato nel 1991 in Giappone e arrivato in Italia nel 1992.
    Racchiude dentro sé molte tematiche ingombranti, scomode, importanti quali la morte (in questo caso si tratta di suicidi), incesti tra padre e figlia e tra fratello e sorella, amori surreali e fatti collegati ad alcune leggende giapponesi.
    Il tutto come sempre, narrato con un'inusuale naturalezza, peculiarità della scrittrice.
    Si è trasportati in un vortice di eventi che si svolgono nell'arco di un'estate: uno scrittore di successo si suicida dopo aver pubblicato un bestseller, una raccolta di 97 racconti; lentamente verranno ritrovati i racconti mancanti, il novantottesimo e il novantanovesimo.
    Il centesimo sarà scritto alla fine dell'estate dalla protagonista, la quale già nelle prime pagine del romanzo asserisce di aver vissuto sulla sua pelle l'ultimo racconto che manca all'appello.

    I romanzi di Banana non possono essere descritti e analizzati con facilità, essi vanno letti per percepire e per conoscere il suo stile delicato e al tempo stesso scomodo (in virtù degli argomenti trattati). Ci si immerge in un mondo parallelo, pregno di Giappone, di filosofie e di cibi a noi lontani, così come sono lontane la maggior parte delle storie narrate.
    Come sempre, può piacere o non piacere. E a me piace assai.

    ha scritto il 

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