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NEMESIS

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4.0
(960)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 218 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish , Catalan , Dutch , Greek , French

Isbn-10: 3446236422 | Isbn-13: 9783446236424 | Publish date: 

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 4

    NEMESI

    Siamo nel 1944. Mentre i giovani americani partono per la guerra, "Bucky" Cantor non viene arruolato a causa di seri problemi alla vista. Riverserà allora tutta la sua esuberanza ed il proprio entusiasmo giovanile nell’attività di animatore di un campo giochi. Ma una virulenta epidemia di polio, ...weiter

    Siamo nel 1944. Mentre i giovani americani partono per la guerra, "Bucky" Cantor non viene arruolato a causa di seri problemi alla vista. Riverserà allora tutta la sua esuberanza ed il proprio entusiasmo giovanile nell’attività di animatore di un campo giochi. Ma una virulenta epidemia di polio, della quale si riterrà responsabile, si diffonderà tra i suoi ragazzi ponendolo in conflitto con Dio e con se stesso. E mentre l'Onnipotente rimarrà un interlocutore muto, Bucky si farà carico di colpe non commesse, in una sorta di esaltata sublimazione. Un Roth spietato. Da leggere.

    gesagt am 

  • 0

    la sfiga è endemica in talune situazioni e in altre siamo abili a costruircela anche da soli, non dovesse bastare quella che già c'è

    Mr Cantor, protagonista dei primi due capitoli del romanzo è un uomo che si fa molti problemi e, in una situazione in cui lui è riuscito a scampare alla guerra e ha l'occasione di scappare dalla città infestata dalla poliomelite, lui pensa bene di rovinarsi il piacere di andare a chiedere in spos ...weiter

    Mr Cantor, protagonista dei primi due capitoli del romanzo è un uomo che si fa molti problemi e, in una situazione in cui lui è riuscito a scampare alla guerra e ha l'occasione di scappare dalla città infestata dalla poliomelite, lui pensa bene di rovinarsi il piacere di andare a chiedere in sposa la sua fidanzata...e per cosa poi? Il sospetto che striscia è che Roth abbia punito questo implacabile bestemmiatore che non crede nel Dio degli ebrei, facendogli capitare il peggio, ma quel che è peggio e a cui non c'è rimedio è l'arroganza con la quale mr Cantor si proclama unico artefice delle sue, a suo dire meritate, disgrazie e si accolla tutti i morti di polio che hanno avuto la sfortuna di esser stati in contatto con lui....ci manca poco che si accolli anche la morte del suo amico caduto in Francia durante il D-Day... non c'è che dire: se Roth stesso odia il suo protagonista come può mai accadere che chi legge lo possa mai amare? nel terzo a ultimo capitolo il narratore racconta la sua visuale dello sfortunato mr Cantor....ma non è abbastanza perchè a questo punto al lettore interessi più nulla di questo odioso, piccolo uomo, un omuncolo tormentato e onnipotente a suo dire, in realtà impotente come tutti...e umano assai meno della media...

    gesagt am 

  • 4

    È il terzo libro di Roth che leggo. È il terzo protagonista che pareva invincibile e che, invece, viene travolto tragicamente dal suo destino. Ciò che resta è la necessità per l'uomo di dare una risposta al perchè è accaduta la tragedia proprio a lui. E la ragione più convincente è dare la colpa ...weiter

    È il terzo libro di Roth che leggo. È il terzo protagonista che pareva invincibile e che, invece, viene travolto tragicamente dal suo destino. Ciò che resta è la necessità per l'uomo di dare una risposta al perchè è accaduta la tragedia proprio a lui. E la ragione più convincente è dare la colpa a se stesso. Roth spietato.

    gesagt am 

  • 5

    Maledetto Roth.

    Niente da dire, scrive maledettamente bene. Un singolo episodio di per sé tragico ma non epocale, serve da scandaglio per attraversare insieme ai protagonisti l'intreccio tra il caso e le decisioni fatali che determinano la condizione umana, scendendo giù, giù, sempre più addentro alla psiche più ...weiter

    Niente da dire, scrive maledettamente bene. Un singolo episodio di per sé tragico ma non epocale, serve da scandaglio per attraversare insieme ai protagonisti l'intreccio tra il caso e le decisioni fatali che determinano la condizione umana, scendendo giù, giù, sempre più addentro alla psiche più recondita. ogni tanto ti verrebbe da gridare: no, non farlo!, e da sperare in una nemesi all'inverso, Ma Roth è intelligente e non te la concede mai. Tanto vale rinunciare, come nella vita.

    Alcune citazioni: "A volte si è fortunati e a volte non lo si è. Ogni biografia è guidata dal caso e, a partire dal concepimento, il caso - la tirannia della contingenza - è tutto. E' al caso che ritengo Mr. Cantor si riferisse quando vituperava quel che lui chiamava Dio" (pag. 150).

    "Pareva che quel raccontare per lui non fosse né piacevole né spiacevole - erano fiotti di parole di cui perdeva in fretta il controllo, non uno sfogo e neppure un risarcimento ma piuttosto il doloroso ritorno di un esule nella sua irrecuperabile patria, nell'amata terra natia che era stata il teatro della sua rovina" (pag. 155)

    gesagt am 

  • 4

    Vi siete mai chiesti se esistano dei romanzi perfetti? Io ne ho appena trovato uno: "Nemesi" di Roth.
    No, ci mancherebbe, non ho trovato il romanzo “perfetto” come comunemente si intende; piuttosto, qualcosa di fatto, di compiuto, che non necessità di ritocchi: una parola in più lo rovinerebbe, u ...weiter

    Vi siete mai chiesti se esistano dei romanzi perfetti? Io ne ho appena trovato uno: "Nemesi" di Roth. No, ci mancherebbe, non ho trovato il romanzo “perfetto” come comunemente si intende; piuttosto, qualcosa di fatto, di compiuto, che non necessità di ritocchi: una parola in più lo rovinerebbe, una in meno lo renderebbe zoppo. Credo sia il caso in questione.

    Ci troviamo, come sempre accade con Philip Roth, in America. Nella sua America. Avvertiamo fin da subito un caldo opprimente, goccioline di sudore ci rigano il viso, in quell’estate del 1944. Il protagonista, Bucky Cantor, è un giovane ragazzo ipovedente, membro di quella rosa striminzita di persone che avrebbero preferito partecipare alla guerra piuttosto che essere relegate in città. L’afa colpisce come una sferzata e fa bollire i marciapiedi, ma il vero nemico è un altro: la polio. C’è un’epidemia in città che non lascia scampo; con le sue morti, tappa le bocche e zittisce le coscienze, restituendoci le immagini di poveri bimbi che avrebbero preferito vivere. Animatore in un campo giochi, Bucky assurge al ruolo di divinità salvifica, riempiendo in modo gioioso le giornate di ragazzini vivaci, assicurandosi la benevolenza della moltitudine di genitori impauriti e convinti che uno spazio chiuso e asettico sia l’ideale per i propri figli, un ricettacolo di speranza e sicurezza. Proprio alcuni giorni prima che il campo chiudesse a causa della portata imprevista che la polio stava assumendo, Bucky se ne va, spinto dall’amore per una ragazza e dalla prospettiva di un posto migliore, più pulito. In questo nuovo scenario di pace e serenità, in cui i bambini scorrazzano senza pensieri, comincia a chiedersi dove risieda la giustizia, a quale progetto il Dio cristiano si affidi per permettere un tale scempio, una disparità che mette in gioco vite innocenti; lo stesso Dio che, in quel momento, lascia proseguire senza sosta i bombardamenti aerei della guerra. Contratta la polio insieme ad altri giovani del nuovo campo giochi, Bucky tornerà nella sua città natale, privo di risposte e menomato, nel corpo e nello spirito.

    "Nemesi" è l’ultimo romanzo scritto da Philip Roth, e infatti siamo lontani dai tempi dell’irriverenza del Lamento di Portnoy. Ciò che è rimasta intatta è la sua freschezza stilistica, la sua enorme capacità narrativa. Piaccia o no, lo scrittore ogni volta riesce a creare delle immagini e delle situazioni incisive estrapolate dall’ordinario, che colpiscono il lettore con forza e lo travolgono, lo mettono al muro. I suoi personaggi si fanno memorabili perché è così che lui ha deciso, e si inseriscono in un cerchio perfetto fatto di eventi e relazioni interpersonali. Credo ci sia una formula per permettere certi memorabili pezzi miliari della letteratura, solo che a noi, finora, non è dato conoscerla.

    gesagt am 

  • 5

    Come sempre eccezionale Roth

    e forse piu' di sempre. In questo libro della sua ultima stagione,nulla di scabroso,nulla di iperintellettuale.Un libro umano,troppo umano...

    gesagt am 

  • 5

    Prima opera di Roth che mi trovo ad affrontare e, devo dire, la ritengo eccezionale, per mille motivi.


    Stile di scrittura secco, nervoso, lineare e precisissimo. Pochissime parole e sei immerso in un parco giochi di citta', e senti il sudore scorrere su di te. Altre poche parole e sei al f ...weiter

    Prima opera di Roth che mi trovo ad affrontare e, devo dire, la ritengo eccezionale, per mille motivi.

    Stile di scrittura secco, nervoso, lineare e precisissimo. Pochissime parole e sei immerso in un parco giochi di citta', e senti il sudore scorrere su di te. Altre poche parole e sei al fresco di un campo estivo. Straordinario.

    Personaggi descritti perfettamente, fin dal primo momento; anche qui mi trovo a ripetere la stessa considerazione: non serve dilungarsi, quando si e' dotati di talento e tecnica. Poche parole sono sufficienti.

    I temi affrontati sono tantissimi, pur essendo il romanzo considerabile relativamente breve. La morte di ragazzi, di innocenti. La sofferenza, il panico, le reazioni isteriche di una massa messa sotto pressione. Il proprio rapporto con Dio, le domande che naturali vengono alla mente e che, altrettanto naturalmente, sappiamo non avere alcuna risposta. Il rapporto con gli altri, il dover decidere, all'improvviso, se vogliamo essere eroi o egoisti. C'e' questo e c'e' molto altro.

    Ed il finale? Splendido nei suoi toni crepuscolari e malinconici.

    Da leggere, senza spaventarsi di fronte ad una storia che non e' mai, nemmeno dalla prima pagina, allegra, lieta e spensierata.

    Romanzo che ho scelto per caso e che poi, con mia somma meraviglia, risulta essere, secondo molti lettori, un romanzo minore nella produzione di Roth. Dovro' dunque leggermene altri, per capire cosa mi sia perso fino ad oggi.

    gesagt am 

  • 5

    Roth è uno dei miei scrittori preferiti. Un po’ perché ha una capacità di approfondire il “semplice”, rendendolo “speciale”, fuori dal comune. E un po’ perché ti fa appassionare ai suoi personaggi fin dal primo momento. Bucky Cantor non si può non amare. Non possiamo evitare di condividere i suoi ...weiter

    Roth è uno dei miei scrittori preferiti. Un po’ perché ha una capacità di approfondire il “semplice”, rendendolo “speciale”, fuori dal comune. E un po’ perché ti fa appassionare ai suoi personaggi fin dal primo momento. Bucky Cantor non si può non amare. Non possiamo evitare di condividere i suoi sogni e il destino contro il quale si infrangono. Non possiamo sottrarci all’atmosfera che terrorizza Newark ai tempi di un’epidemia di poliomielite. Soprattutto, non possiamo non ammirare la maestria con la quale Roth descrive l’egoismo che si cela sotto la generosità… E viceversa. Né l’accurata descrizione di chi ci fa del male più di chiunque altro: noi stessi.

    gesagt am 

  • 4

    Estate 1944.


    Mr. Cantor, Bucky, ebreo e insegnante di educazione fisica, impedito al servizio militare da un difetto di vista, si trova a combattere sul fronte americano, nella città di Newark, la sua guerra personale contro una gravissima epidemia di poliomelite, incoraggiando i suoi raga ...weiter

    Estate 1944.

    Mr. Cantor, Bucky, ebreo e insegnante di educazione fisica, impedito al servizio militare da un difetto di vista, si trova a combattere sul fronte americano, nella città di Newark, la sua guerra personale contro una gravissima epidemia di poliomelite, incoraggiando i suoi ragazzi a non farsi prendere dal panico e a condurre una vita il più possibile normale, nonostante il clima di isteria che progressivamente si diffonde, insieme al virus, in tutto il quartiere ebraico, il più colpito dalla malattia. E mentre in sinagoga si celebra il funerale di uno dei ragazzi del campo sportivo sotto la responsabilità del giovane insegnante, nel cuore di questi si apre la strada del dubbio su quel Dio crudele, capace di creare una malattia che colpisce in maniera così devastante proprio i bambini. Mr. Cantor è un giovane dal forte senso del dovere, innamorato del proprio lavoro di educatore, ma le morti che iniziano a falcidiare i suoi giovani fanno crollare il suo spirito e lo inducono ad accettare l'impiego in un campo estivo a Indian Hill, lontano dal centro dell'epidemia e vicino alla fidanzata, Marcia. I sensi di colpa per aver mollato e la rabbia contro Dio si alternano ai momenti di serenità accanto alla sua donna e ai nuovi ragazzi che vedono in lui un mentore. Ma il dolore e la sofferenza raggiungeranno anche Indian Hill, mettendo il giovane e atletico Bucky a confronto con le sue paure, scompaginando le sue certezze e cambiando radicalmente la sua vita.

    Questo libro affronta il tema dell'inadeguatezza umana di fronte a ciò che non può essere controllato, alle calamità che si abbattono sul genere umano e per le quali è difficile trovare una ragione. Il protagonista è un giovane uomo, che fin dalla nascita ha dovuto fare i conti con il dolore e il lutto per una madre morta di parto e un padre in carcere, cresciuto dal nonno nel rispetto del dovere, un uomo "squadrato" fisicamente ed emotivamente, "una persona priva di umorismo, piuttosto efficace nell'esprimersi ma senza la minima traccia di arguzia, uno che mai in vita sua aveva parlato in termini satirici o con ironia, che di rado faceva una battuta o parlava in modo faceto: un uomo ossessionato da uno strenuo senso del dovere ma privo di una grande forza d'animo". In questo spaccato dell'America degli anni '40 sentiamo l'urlo solitario di quest'uomo, un grido straziante lanciato contro un cielo incapace di prestare ascolto, contro un Dio malvagio e crudele, un killer che "assassina i bambini a sangue freddo" che, quasi con ironia beffarda, utilizza quel cuore ribelle come dardo avvelenato.

    Con uno stile lineare e diretto come un pugno nello stomaco, Roth porta il lettore a riflettere, a porsi domande che ruotano intorno alla considerazione che "ogni biografia è guidata dal caso e, a partire dal concepimento, il caso - la tirannia della contingenza- è tutto".

    gesagt am 

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