Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

NO LOGO

颠覆品牌全球统治

By

Publisher: 广西师范大学出版社

3.9
(2449)

Language:简体中文 | Number of Pages: 490 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Dutch , Swedish , Catalan , Finnish , Polish

Isbn-10: 7563383883 | Isbn-13: 9787563383887 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 徐诗思

Category: Business & Economics , Political , Social Science

Do you like NO LOGO ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
本书荣获《卫报》图书新人奖提名,加拿大国家商业图书奖。
  No Space:今日,品牌充溢我们的生存空间。它不再满足于充当具体产品可辨识的面孔,而是要鼓吹贩卖所谓的生活方式。尤为显明者,是它对青年文化的借鉴利用,由此深度介入大众文化与公共空间。
  No Choice:品牌导向的企业运作,实际上限制了公众的选择空间。因其非物质性和流动性,品牌相较于原来的实体企业,更利于兼并扩张,由此造成垄断,不但对其他企业构成威胁压迫,亦以其巨大的宣传与影响,引导操纵乃至欺蒙公众,侵害选择自由。
  No Jobs:大型跨国企业将品牌经营视为要务,实体产品的生产制造遂向成本更为低廉的第三世界国家转移。传统制造业地区企业倒闭、工人失业,流动性与不安感日益加强;取而代之的第三世界劳工,在恶劣环境、微薄工资之下,以血汗浇筑品牌的世界,并日益深陷此全球化网络,积重难返。
  No Logo:品牌运作机制可谓全球化浪潮的缩影,此一浪潮看似不可避免,但1990年代中期以来,各地民众自发创生各种组织与运动,以期抵抗此一进程中的不义与虚伪,或是以火攻火,从跨国企业手中夺取权力,实现利益共享。取代品牌跨国统治的,将是将是以公民权利为核心的其他选择。

作者简介
娜奥米·克莱恩,全球最有影响力的公共知识分子与文化观察者之一,深入剖析品牌世界及其背后的经济文化动作机制与操控流程,揭示全球经济一体化下的真实世界、真实选择,以及真实的希望。

Sorting by
  • 4

    Un libro lungo, a tratti difficile, sicuramente non un libro-passatempo. Un'inchiesta di 15 anni fa e che è tuttora attualissima, a dimostrazione di come tutto cambi e nulla cambi. Da leggere se si vogliono togliere un po' di fette di salame dagli occhi.

    said on 

  • 3

    I had almost finished that before my business trip to China. I managed to read the last 50 pages only today.<br />The books is good but it's a kind of report. It is so full of data - almost 90% - that it's tiring to read.<br />So if you're not a "strong reader" give it up the idea o ...continue

    I had almost finished that before my business trip to China. I managed to read the last 50 pages only today.<br />The books is good but it's a kind of report. It is so full of data - almost 90% - that it's tiring to read.<br />So if you're not a "strong reader" give it up the idea of starting to read it. That's why I think it's not so good. <br />The writer should have used the data to take a stronger position. The average reader won't go on reading all those figures. </p><p>In my opinion there isn't enough developing of concepts like branding and the social issues connected with it. For instance that the public opinion doesn't care about children labour unless it is connected with a famous brand it's true.<br />As long as the consumer feels his conscience clean he doesn't really care.<br />As a matter of fact even being No Log is a marketing matter.</p><p>I think the book is a bit out of date right now. Multinationals can even help democratic processes as I've seen in China. Point is we always think as Westerns who know the only "truth".

    said on 

  • 4

    Paradossalmente, i meccanismi descritti in no logo sono ancora molto rozzi, i tentativi di plagio delle menti dei consumatori appaiono quasi dilettantistici. A dieci anni di distanza, più che dalla Nike, occorre guardarsi dalle multinazionali che all'epoca della Klein ancora mancavano di esistere ...continue

    Paradossalmente, i meccanismi descritti in no logo sono ancora molto rozzi, i tentativi di plagio delle menti dei consumatori appaiono quasi dilettantistici. A dieci anni di distanza, più che dalla Nike, occorre guardarsi dalle multinazionali che all'epoca della Klein ancora mancavano di esistere- Google, Amazon, l'invasione dei Social Network (Zuckenberg all'assalto). Multinazionali che riescono nell'impresa d'abbandonare finalmente il prodotto che tanto le pesava ( la dimensione materiale!), arrivando a una grottesca dimensione metafisica che tanto - giustamente- paventava la Klein.

    Peccato solo per alcune patetiche prese di posizione ecologiste negli ultimi capitoli, in particolare nella tanto sperticata quanto fuori luogo lode a Greenpeace. Vabbè.

    said on 

  • 4

    Alle origini del risveglio dei consumatori

    Poche delle cose contenute in questo libro non sono ormai parte di un sapere condiviso: il concetto di logo come entità astratta rispetto al prodotto, lo strapotere delle multinazionali, il controllo delle menti attuato dai pubblicitari, l'invasione delle catene che schiaccia le peculiarità local ...continue

    Poche delle cose contenute in questo libro non sono ormai parte di un sapere condiviso: il concetto di logo come entità astratta rispetto al prodotto, lo strapotere delle multinazionali, il controllo delle menti attuato dai pubblicitari, l'invasione delle catene che schiaccia le peculiarità locali, la globalizzazione, lo sfruttamento dei lavoratori nelle aree più arretrate del Mondo, la necessità di una resistenza, i boicottaggi come mezzo per farsi ascoltare. Eppure è per questo motivo che No Logo resta un testo sorprendente ed interessante anche a distanza di 12 anni. Ripercorrere le tappe che ci hanno portato alle condizioni attuali, dalla nascita del precariato (il McLavoro degli anni Novanta), alla coscienza comune che i Brand mentono dopo l'ubriacatura pubblicitaria della MTV generation (ebbene sì, un tempo nessuno pensava al lavoro minorile comprando Nike), ai prototipi dei movimenti di protesta che si sarebbero trasformati nel Popolo di Seattle prima e nell'Occupy Wall Street dei giorni nostri, è un ottima occasione per riflettere su molti aspetti del tempo che stiamo vivendo. Innanzitutto, perché un ripasso sull'illusione offerta dal logo fa sempre bene. Perché, anche se "sappiamo" tutto questo, in fondo, per qualche motivo, non molto è cambiato - solo evoluto coi tempi: MTV fornisce sempre modelli a pagamento agli adolescenti, le agenzie pubblicitare fagocitano sempre le avanguardie culturali, i poveri vengono sempre sfruttati, e anche Barak Obama, come dice l'autrice nella breve prefazione che aggiorna l'edizione del 2010, in fondo è un "super-logo" che raccoglie consenso in quanto tale. Poi perché da un riassunto delle puntate precedenti si possono scoprire elementi inaspettati (lo sapevate che la stilosissima campagna "La sete è tutto, l'immagine è zero" della Sprite era un tentativo dell'azienda di neutralizzare le proteste dei consumatori rispetto all'eccessiva attenzione all'immagine in pubblicità?). E poi perché è utile ricordare che nell'America pre 11 Settembre, raccontata in presa diretta e a volte fin troppo entusiastica, c'è stata una stagione non ancora disillusa in cui scoprire che le scarpe Nike provenivano da laboratori lager nelle Filippine (ora Cina), in cui i diritti dei lavoratori venivano calpestati, destava sconcerto e proteste - prima che queste condizioni iniziassero a minacciare anche noi nella connivenza generale.

    said on 

Sorting by