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Naamah's Curse

By

Publisher: Orion

4.0
(23)

Language:English | Number of Pages: 300 | Format: eBook

Isbn-13: 9780575093638 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Paperback , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A sweeping epic fantasy novel from a NEW YORK TIMES bestselling author.
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  • 4

    Dire che l'ho divorato e' un eufemismo: una vera droga, staccarsi dalle pagine era impossibile.
    Pero'... c'e' un pero'.
    Mi e' mancata Terre D'Ange. Mi e' mancata Jehanne, e l'insicuro Re Daniel, il principe Thierry, gli intrighi di corte, la politica, gli scandali e i gossip. Mi e' mancato Raphae ...continue

    Dire che l'ho divorato e' un eufemismo: una vera droga, staccarsi dalle pagine era impossibile. Pero'... c'e' un pero'. Mi e' mancata Terre D'Ange. Mi e' mancata Jehanne, e l'insicuro Re Daniel, il principe Thierry, gli intrighi di corte, la politica, gli scandali e i gossip. Mi e' mancato Raphael de Mereliot, e sono curiosissima di scoprire come finira' la storia dei demoni. Suppongo che saro' accontentata nel terzo libro, che non vedo l'ora di leggere! Anch'io, come Moirin, sono ansiosa di rimettere piede sul suolo d'angeline :)

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Pirotecnico ma un po' superficiale

    Personalismi. Non posso credere di essere arrivata al penultimo volume delle avventure Angeline di Jacqueline Carey. Se con Harry Potter ho navigato dalle medie alla fine del liceo, i libri della Carey sono stati un must dei miei anni universitari, che grazie agli Dei ora volgono al termi ...continue

    Personalismi. Non posso credere di essere arrivata al penultimo volume delle avventure Angeline di Jacqueline Carey. Se con Harry Potter ho navigato dalle medie alla fine del liceo, i libri della Carey sono stati un must dei miei anni universitari, che grazie agli Dei ora volgono al termine. Recensione. Premetto che seguirà una valanga di critiche, come al solito quando parlo di qualcosa con distacco. Esse non indicano che il libro non mi sia piaciuto, e questo l'ho espresso in stelline. Ci sono molte cose che mi piacciono tantissimo pur avendo dei difetti, e la trilogia di Moirin è tra queste. Quel che maggiormente si apprezza nel libro è che è molto pirotecnico e scorre con velocità. Non mancano avventure di nessun tipo, abbiamo queste, guerra e grande fuga tutte nello stesso volume, ambientate in scenari coloratissimi che si scambiano l'uno con l'altro senza soluzioni di continuità. Ho trovato impossibile staccarmene, tanto che (ahimé) anche sotto esami l'ho finito in tre giorni. Inoltre la Carey scrive benissimo, ed è proprio questo che la mette in grado di rendere avvincente anche del materiale in sé non brillantissimo. Ora la parte dolorosa, che esprime appieno la mia malwagità. 1) La Moirin è agli antipodi del mio carattere. Non conosce una sola inibizione, e nel suo cuore e fra le sue gambe c'è spazio non dico per chiunque, ma sicuramente per grandi numeri di gente. Non sto facendo una predica moralista, ognuno fa il cazzo che vuole nella vita sentimentale (e la Carey rispetta e celebra questo: uno dei motivi per cui l'adoro), e tra l'altro la nostra lo fa sempre in modo amorevole e rispettoso degli altri. Però un personaggio così lo guardo costantemente dall'esterno, non mi ci calo dentro; la stessa cosa vale per il suo ragazzo. Simpatico quanto volete, ma non mi ci identifico e non mi fa nemmeno sangue (e pergiove, a me piacciono gli orientali). 2) Di conseguenza PER ME sono poco interessanti anche le scene di sesso di questo libro. Sono avvolte da una costante polverina sbarluccicosa, da un'aura di dorata santità e sono poco complesse emotivamente. Non dico che per interessarmi debba per forza esserci il BDSM come nelle altre serie (nemmeno Imrié e la Stronza erano particolarmente toccanti, in fondo), ma è proprio sesso privo di intoppi e di conflitto, senza complessità. Boring. E poi capisco benissimo che il sesso possa essere spirituale, ma a un certo punto c'è una descrizione così fiorita che mi è scappato mentalmente un "E basta santiddìo, è pur sempre un orgasmo, così sembra una visione nel deserto". 3) L'unico personaggio che mi ha colpito e conquistato un po' è uno di quelli che vengono conditi via (il giovane Aleksei: mi ha decisamente commosso la combinazione di idealismo, ingenuità e repressione). 4) C'è poca originalità. Per quanto l'avventura in sé sia ottima, in questo libro la Carey non inventa nulla e cita tutto. Passi pure per la parte pseudoindiana che copia abbestia da Indiana Jones e il Tempio Maledetto, ma poteva almeno risparmiarsi il gioiello magico che tenta chi lo maneggia, promettendogli di diventare strapotente. Dice qualcosa? 5) Siccome gli scenari si succedono a ritmo incalzante, nessuno di essi è approfondito. Come già la Cina nel primo volume, l'India, la steppa e la Russia sono quelle di chi ha visto un paio di film e letto qualche libro, e basta; si vedono solo i tratti più "esotici", che guarda caso sono quelli più gravati di luoghi comuni. 6) Nella pseudoIndia io facevo il tifo per il cattivo. A parte il fatto che è la prima malvagia decente da volumi e volumi, e che somiglia a Diamanda Galas, Jagrathi ha ragione. Ha ragione. Ed è un personaggio duemila volte più interessante della Rani, che avrei preso volentieri a ceffoni quando spiega alla ragazza intoccabile che non può entrare al tempio perché è impura e viola la legge del Karma. Salvo poi cambiare idea appena vede un paio di quelli che SECONDO LEI sono segni divini. Dico, potevi anche pensarci prima. E l'autrice si aspetta che mi innamori di lei. No, mia cara, nel precedenti libri si raschiava il fondo del barile con i cattivi, in questa trilogia con i buoni. 7) Un sistema castale millenario spazzato via con un assedio da poche decine di morti e quattro miracoli a base di scintille e campi fioriti. Ma ceeeeeeeerto... Adesso mi direte che sono una brutta persona, ma ripeto, il libro mi è piaciuto. E' solo che per essere superlativo gli manca un pochino di spessore.

    said on