Nachtzug nach Lissabon

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Verleger: Btb

3.8
(1128)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 496 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) French , Italian , Dutch , English , Spanish , Portuguese , Swedish , Chi traditional , Chi simplified

Isbn-10: 3442734363 | Isbn-13: 9783442734368 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Buchbeschreibung
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  • 5

    un libro da paura
    che mi riconcilia con la letteratura, il pensiero, l'impegno, la dignità, la bellezza di essere persone.
    con passioni che vanno oltre la carne e che sono sangue e carne.
    avevo visto ...weiter

    un libro da paura
    che mi riconcilia con la letteratura, il pensiero, l'impegno, la dignità, la bellezza di essere persone.
    con passioni che vanno oltre la carne e che sono sangue e carne.
    avevo visto anche il film, bello, ma il libro è irraggiungibile.
    per profondità analisi messaggi e scrittura.

    gesagt am 

  • 1

    Esistono romanzi in grado di avvicinare i lettori ai libri e poi c’è Treno di notte per Lisbona che altrettanto facilmente illude il lettore con incipit, atmosfere personaggi accattivanti e infine ne ...weiter

    Esistono romanzi in grado di avvicinare i lettori ai libri e poi c’è Treno di notte per Lisbona che altrettanto facilmente illude il lettore con incipit, atmosfere personaggi accattivanti e infine ne tradisce le attese. Raramente ci si imbatta in libri così irritanti in cui semplicemente succede pochissimo, anche temi importanti come la resistenza portoghese vengono solo sfiorati e presi come pretesto per condire con un po’ di sale una storia insulsa fatta di personaggi che vorrebbero essere tormentati o vissuti e invece sono solo marionette di un burattinaio stanco. Finito solo nell’attesa di un guizzo, un colpo di reni che ridesse dignità ad una storia che francamente ci consegna solo tanta noia.

    gesagt am 

  • 2

    La profondità della leggerezza (o viceversa)

    Certe volte, si deve fare: acquistare un libro semplicemente perché sedotti dal titolo, dalla foto di copertina o dal taglio delle pagine. Anche una certa superficialità di giudizio deve avere diritto ...weiter

    Certe volte, si deve fare: acquistare un libro semplicemente perché sedotti dal titolo, dalla foto di copertina o dal taglio delle pagine. Anche una certa superficialità di giudizio deve avere diritto di cittadinanza. Lo trovo un modo come un altro per fare nuove conoscenze, foriero persino di inaspettate e piacevoli sorprese.

    Poi, ci sono anche le suggestioni legate alla presentazione sul retro. Che stranamente, di solito sono quelle - almeno nel mio caso - destinate dopo tortuosi passaggi e galoppanti fantasie, a confliggere in grossi, clamorosamente grossi, fraintendimenti. Arrivato al termine del libro, infatti, proprio alle ultime righe: "La vita non è ciò che viviamo; è ciò che ci immaginiamo di vivere" ho pensato - "Ah, ecco cosa mi aveva spinto all'acquisto! Era questo, che mi aveva intrigato!". Rendersene conto al termine, va da sé non è un grande complimento, e segno preclaro che le aspettative siano state non poco deluse..

    Bisogna dire che l'avvio del romanzo è davvero debole. L'espediente per dare inizio alla vicenda è fra i più pretestuosi che sia dato trovare in un romanzo - comunque, si fa finta di crederci e si tira avanti.. ma la cosa che più colpisce, per un libro tra l'altro vincitore del Premio Grinzane Cavour 2007 (e di cui mi dicono è stata realizzata una versione cinematografica con un cast internazionale di tutto rispetto) è che l'accostamento di queste due vite - diverse ma in un certo qual modo affini, in tempi e luoghi più distanti per cultura che per epoca o luoghi geografici - non reca in sé davvero niente di straordinario o di particolarmente accattivante.
    Il protagonista rimane abbastanza sullo sfondo e non possiede un benché minimo ruolo nella vicenda [tutto gli accade attorno! non ha da fare niente!] e lo scrittore che man mano scopre - e che lo/ci accompagna coi suoi corsivi - ha veramente poco da dire, se non banalissime riflessioni sulla vita, l'ambiguità dei sentimenti, il destino.. insomma solo ovvietà ricche di grande enfasi.
    C' è poi lo sfondo, di Lisbona soprattutto e parte della Galizia spagnola (in maniera marginale, ma mi ha colpito perché quei bellissimi luoghi li ho visitati), Berna e qualche altra grande città europea. Uno sfondo storico, quello del Portogallo sotto Salazar, nemmeno troppo indagato. Una scrittura, bisogna dirlo, efficace e coinvolgente.
    Ma insomma, alla fine, dopo tante suggestioni cosa me ne è rimasto? una bella cartolina, due sole parole: che ruffiano!

    gesagt am 

  • 4

    “Portugues”, una sola parola pronunciata da una sconosciuta e un misterioso e affascinante libro, scritto in portoghese, sono l’inizio del cambiamento del corso della vita piatta e monotona del grigio ...weiter

    “Portugues”, una sola parola pronunciata da una sconosciuta e un misterioso e affascinante libro, scritto in portoghese, sono l’inizio del cambiamento del corso della vita piatta e monotona del grigio e abitudinario professore Raimundo Gregorius.
    Un cambiamento che lo conduce a partire all'improvviso per il Portogallo per ricostruire la vita dell’autore del libro, Amadeu Ignacio de Almeida Prado, e attraverso la vita e le profonde riflessioni dell’autore, a riscoprire e conoscere sé stesso.

    Un romanzo profondo, introspettivo, denso di profonde riflessioni filosofiche, non sempre di immediata comprensione.

    gesagt am 

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    3

    Tre e mezza

    L'ho scelto perché affascinata dal titolo estremamente suggestivo e quanto mai adatto per queste buie serate di dicembre, senza alcuna idea di cosa vi avrei trovato all'interno. Una lettura originale ...weiter

    L'ho scelto perché affascinata dal titolo estremamente suggestivo e quanto mai adatto per queste buie serate di dicembre, senza alcuna idea di cosa vi avrei trovato all'interno. Una lettura originale e impegnativa, qualitativamente sostanziosa e in cui è piacevole addentrarsi e anche tornare indietro con le pagine per rileggere meglio qualche passaggio. Vi sono somiglianze con Kundera, per il modo in cui la filosofia si mescola al romanzo; con il Pereira di Tabucchi per via di una tribolazione psicologica con relativa rinascita; con 'L'ombra del vento' di Zafon per via delle atmosfere di antiche biblioteche e librerie polverose.
    Vi si trovano due libri in uno. Il primo è la storia del cinquantasettenne Raimund Gregorius, dotto professore di un liceo di Berna che improvvisamente e per la prima volta nella sua vita decide di seguire il proprio istinto, e così d'impulso salirà sul treno di cui al titolo per andare alla scoperta di un misterioso personaggio, Amadeu Inacio de Almeida Prado: sarà una vera e propria indagine, un'istruttoria con una carrellata di testimoni che raccontano, e attraverso le loro voci prenderà vita questo personaggio complesso, Mercier (alias Peter Bieri) costruisce così in maniera indiretta un ritratto completo del suo secondo protagonista. Ovviamente, al viaggio vero e proprio di Gregorius, corrisponde anche un viaggio metaforico tra i propri ricordi e alla ricerca di sé stesso. Il secondo libro nel libro è l'opera di questo fantomatico Prado: medico, intellettuale, enfant prodige, di nobili origini e attivista nella resistenza portoghese contro il regime di Salazar. Il suo scritto si compone di una raccolta di dissertazioni filosofiche che prendono spunto dalle sue esperienze autobiografiche e che l'autore propone poco per volta, di man in mano che Gregorius stesso le legge. Un personaggio avvincente per quanto contraddittorio, il che lo rende per certi aspetti ancor più realistico.
    Il punto di contatto tra i due, nonostante le tante differenze caratteriali, è rappresentato dal loro amore per la cultura e per il sapere, da una identità di vedute sul mondo che li circonda, e hanno anche una certa affinità nella malattia.
    Ho trovato tutta questa struttura originale e a suo modo affascinante, anche se a tratti un po' lenta. Occorre portare un poco avanti la lettura per entrare in sintonia con lo scrittore e con i personaggi, per scrollarsi di dosso la sensazione di un carattere un po' fatalista e un po' new age nei comportamenti apparentemente irrazionali del protagonista e per trovare un ritmo nella narrazione. All'inizio sembra tutta una faccenda sconclusionata ma riflettendo meglio è impossibile non immedesimarsi - non certo immedesimarsi nel personaggio in toto, ma almeno in qualcuna delle sue sensazioni e riflessioni ed esperienze. Bella anche la parte descrittiva: nei colori dei cieli e dei paesaggi visti dal finestrino, nelle luci sfuocate dei lampioni e nelle finestre illuminate di notte, c'è davvero tutta l'atmosfera del viaggio in treno.
    I temi toccati dalle dissertazioni filosofiche di Prado - abbinate all'indagine e alle esperienze personali di Gregorius - sono tantissimi, riguardano la sfera della vita sociale e intima, la religione e l'intelletto, l'amicizia e la lealtà, la professione, la giustizia e la dittatura, il rapporto genitori-figli, il senso di colpa e il senso di inadeguatezza, l'incomunicabilità con le persone più prossime, insomma è un compendio filosofico a trecentosessanta gradi.
    Le pecche emergono di man in mano che ci si avvicina al finale: il gioco di atmosfere e palcoscenici artefatti inizia a risultare un po' lungo e anche un po' kitsch - proprio quel concetto in presenza del quale il personaggio Prado diventa persino intollerante, proprio quella parola verso la quale egli si scaglia sempre con veemenza: mi chiedo se sia un effetto voluto, se sia un gioco di specchi studiato ad arte dall'autore o se sia un'autoironia involontaria. In ogni caso, si sente la mancanza di un vero e proprio crescendo; tuttavia la storia è originale e rimane viva la curiosità di sapere dove andrà a parare l'autore.

    Il finale invece è piatto e un po' fumoso, non c'è una vera epifania nella storia di Gregorius, né tantomeno in quella di Prado. E se c'era, io non l'ho colta. Le ultime note di Prado sono del tutto enigmatiche, entrambi i personaggi hanno avuto la possibilità di una svolta ma per motivi diversi non l'hanno messa in pratica. E in modo particolare per quanto riguarda tutta l'indagine compiuta da Gregorius, mi chiedo: si è trattato solo di un gioco a cui lui stesso, sotto sotto, non attribuisce alcuna importanza? E' pur vero che durante tutto il libro l'autore profonde impegno per spiegare che la vita, i rapporti, i sentimenti e le sensazioni sono solo illusioni, il ritmo della nostra esistenza è dettato dal caso, e che le svolte decisive derivano da momenti insignificanti che non hanno nessuna detonazione… però al temine della lettura almeno 'il senso' della svolta doveva pur esserci, e invece niente.
    Potrei votare quattro stelle per le belle ambientazioni e perché credo che nel complesso serberò un buon ricordo di questa lettura; però mi resta il fastidio di un finale buttato via: se uno sta suonando le 'Variazioni Goldberg' di Bach o le 'Sonate' di Schubert (entrambe le opere compaiono più volte citate nel corso del racconto) non può permettersi di stiracchiare le note delle ultime battute con l'aria di dire "vabbè, dai, tanto ormai abbiamo finito", quindi il voto non può andare oltre tre e mezza.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    Amadeu, la sua storia e coloro che gli ruotano intorno sono assolutamente deliziosi, la plotline del professore in crisi di mezza età è abbastanza improbabile.

    Forse sono un po' tarda oppure non ho l ...weiter

    Amadeu, la sua storia e coloro che gli ruotano intorno sono assolutamente deliziosi, la plotline del professore in crisi di mezza età è abbastanza improbabile.

    Forse sono un po' tarda oppure non ho letto con la dovuta attenzione, eppure non avete anche voi la sensazione che le vertigini di Mundus siano una specie di parallelo con l'aneurisma di Amadeu?

    gesagt am 

  • 5

    review:http://afoxamongthebooks.blogspot.it/2015/10/treno-di-notte-per-lisbona.html

    Treno di notte per Lisbona, nel mio modestissimo parere, è un libro che deve essere letto, cercando di superare la p ...weiter

    review:http://afoxamongthebooks.blogspot.it/2015/10/treno-di-notte-per-lisbona.html

    Treno di notte per Lisbona, nel mio modestissimo parere, è un libro che deve essere letto, cercando di superare la prolissità apparente di alcuni passaggi per lasciarsi conquistare dalla profondità spirituale e morale dei suoi personaggi e soprattutto dall'avvincente, stringente e devastante forza delle parole. Amadeu scriveva di non poter vivere in un mondo senza cattedrali, sento che sia necessario aggiungere che non potrei vivere in un mondo senza libri di una tale potenza e magnetismo.

    gesagt am 

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