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Nahui

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica)

4.0
(338)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8807722267 | Isbn-13: 9788807722264 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pino Cacucci

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Nel 1961 il poeta Homero Aridijs incontra per strada una povera disgraziata che vende per due lire vecchie cartoline, vecchie immagini di sé giovane, nuda, bellissima. I suoi occhi verde smeraldo brillano ancora e il poeta la riconosce: è Carmen Mondragon, in arte Nahui Olin, la più bella donna di Città del Messico quando a Città del Messico c'erano le più belle donne del mondo. Negli anni venti e trenta. Negli anni della rivoluzione, di Emiliano Zapata e di Pancho Villa. Nel tempo in cui, in nome del popolo e di una libertà che sembrava lì a due passi, un pugno di artisti e di intellettuali scosse dalle fondamenta cultura e politica, creatività e morale di un intero paese. E proprio su questo sfondo che si muove la leggendaria storia di Nahui.
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  • 3

    Pino Cacucci mi piace. Forse perché lo lego indissolubilmente al mio viaggio in Messico. E comunque il suo modo di scrivere è semplice, senza fronzoli e nel contempo si percepisce una accurata scelta delle fonti, uno studio appassionato del Messico e dei suoi personaggi.
    Nauhi non la conoscevo. C ...continua

    Pino Cacucci mi piace. Forse perché lo lego indissolubilmente al mio viaggio in Messico. E comunque il suo modo di scrivere è semplice, senza fronzoli e nel contempo si percepisce una accurata scelta delle fonti, uno studio appassionato del Messico e dei suoi personaggi. Nauhi non la conoscevo. Conosco Frida (amo Frida), conosco Tina Modotti, ma Nahui proprio no. Per questo il libro è una bella scoperta. Però c’è un però… In questo libro Cacucci rimane un po’ distante, è come se avesse molto materiale su cui lavorare, ma alla fine non si concentri poi molto. O almeno non racconti tutto. L’unica pecca di questo libro, che comunque attrae e tiene legati…come gli occhi di Nahui!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho iniziato questo filone di storie di donne affascinanti legate agli anni rivoluzionari del Messico tra il 1920 e il 1940. Dopo, Tina Modotti, il ritratto di Nahui aggiunge molti particolari... ora mi butterò su Frida Kahlo

    ha scritto il 

  • 4

    Una donna moderna

    La biografia di Carmen Mondragon, una donna non solo bellissima, ma anche dotata di talento artistico. Carmen vive in un periodo storico, quello del primo novecento, incredibile, di grande fervore culturale, ha modo di conoscere, più o meno biblicamente, Diego Rivera, Pablo Picasso, Henri M ...continua

    La biografia di Carmen Mondragon, una donna non solo bellissima, ma anche dotata di talento artistico. Carmen vive in un periodo storico, quello del primo novecento, incredibile, di grande fervore culturale, ha modo di conoscere, più o meno biblicamente, Diego Rivera, Pablo Picasso, Henri Matisse.

    Mentre le sue coetanee si limitano a fare le padrone di casa, le mogli e le madri, lei dipinge, scrive poesie, ama; in ogni sua attività ci mette passione, impulso, istinto, è anticonformista e non si lascia certo influenzare dai benpensanti.

    Finirà come finirà, d’altronde questa è una storia vera, mica un romanzo rosa con l’happy end!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è solo la storia di Nahui, ovvero Carmen Mondragon in arte Nahui Olín, ma anche quella di tante donne forti e coraggiose, che hanno saputo far valere la propria presenza nella società; donne combattive, con un ruolo importante nella vita culturale e politica di Città del Messico negli anni Ve ...continua

    Non è solo la storia di Nahui, ovvero Carmen Mondragon in arte Nahui Olín, ma anche quella di tante donne forti e coraggiose, che hanno saputo far valere la propria presenza nella società; donne combattive, con un ruolo importante nella vita culturale e politica di Città del Messico negli anni Venti, in un periodo cruciale per la nascita del nuovo Messico. «Negli anni della rivoluzione, di Emiliano Zapata e di Pancho Villa. Nel tempo in cui, in nome del popolo e di una libertà che sembrava lì a due passi, un pugno di artisti e di intellettuali scosse dalle fondamenta cultura e politica, creatività e morale di un intero paese.» (dalla quarta di copertina). La piccola storia dentro la grande storia, anzi la grande storia attraverso la narrazione delle vicende particolari di questa donna bellissima, dagli occhi indimenticabili, orgogliosa del suo corpo che considerava opera d'arte, al di sopra delle brame e delle meschinità di chi, quel corpo, voleva rendere merce: «Ho un corpo così bello che non potrei mai negare all'umanità ilo diritto di contemplare quest'opera» (pag.168) Un libro interessantissimo per capire la storia tormentata ma ricca di cultura della società messicana, nelle sue vette artistiche e nei suoi fanghi di corruzione politica: «(...) era il 1927 di Città del Messico, la metropoli più disinibita, in cui si consumava una forsennata, a tratti delirante, demolizione di ogni moralismo. I comportamenti provocatori erano spinti da un genuino bisogno di libertà individuale e collettiva, e quella era la Città del Messico "postrivoluzionaria" dove si stava finalmente realizzando una vera rivoluzione, quella che incrinava pregiudizi consolidati, che metteva in discussione i rapporti tra uomo e donna, tra sfera politica e privata, tra arte e commercializzazione (...) mostrava un volto spregiudicato, pur racchiudendo nelle sue viscere le vestigia del vecchio regime, tracce di pervicace oscurantismo (...) famiglie abituate ad affidare l'educazione dei propri rampolli alle scuole gestite dal clero erede dell'Inquisizione spagnola.» (pp.168-169)

    ha scritto il 

  • 3

    Sono rimasto spiazzato da questo romanzo, scritto da quel Pino Cacucci che è maestro nei racconti brevi e nelle storie di personaggi e che attraverso di esse ho imparato ad amare. Ma l'impasse iniziale nel trovarsi di fronte qualcosa di inesplorato lascia il posto, una volta conclusa la lettura, ...continua

    Sono rimasto spiazzato da questo romanzo, scritto da quel Pino Cacucci che è maestro nei racconti brevi e nelle storie di personaggi e che attraverso di esse ho imparato ad amare. Ma l'impasse iniziale nel trovarsi di fronte qualcosa di inesplorato lascia il posto, una volta conclusa la lettura, alla consapevolezza che questa è una delle sue storie, Nahui uno dei suoi personaggi, il Messico e la sua rivoluzione il suo sfondo naturale. No, nemmeno qua Cacucci si smentisce, sfoderando un romanzo la cui figura centrale lo totalizza completamente.

    Forse non è uno dei suoi migliori libri, dal mio punto di vista, ma è un libro vivo, dinamico, vibrante, altamente crudele ed a tratti persino erotico.

    La vicenda qui narrata è quella di Carmen Mondragón, ragazza divenuta donna, di famiglia militare ed aristocratica coinvolta in colpi di stato e appoggi a dittature, della sua ascesa e del suo declino sociale. Nahui Olín è l'alterego della Carmen che in casa viveva un legame tragicamente incestuoso con il padre: «Per lasciare Manuel, mio padre, sposavo Manuel, quel señorito meschino e imbelle...» Era il suo nome d'arte, conosciuta così negli ambienti culturali di Città del Messico: lei pittrice, poetessa, compositrice ed autentica musa di tutti gli artisti che entrassero in contatto con il suo incredibile fascino. Era diventata una diva, nonostante un matrimonio ambiguo almeno quanto il marito ed una maternità terminata con un dramma irreparabile. Sullo sfondo di un Messico caldo e tormentato, Nahui ha sempre avuto il merito di saper vivere al limite tutte le esperienze che la vita le mise davanti. Mille storie d'amore hanno allietato le sue notti, alla ricerca di un piacere che consisteva in una scoperta continua, non puramente fisica, ma personale. Ricercava il più alto significato di godimento, che durante il giorno le permetteva di scrivere e dipingere, ma che soltanto di notte si scopriva fatalmente: «Ho un corpo così bello che non potrei mai negare all'umanità il diritto di contemplare quest'opera.»

    Fino ad arrivare al suo declino. Un declino sociale, non umano, perchè anche se la sua fisicità, il suo erotismo innato resta ormai impresso solamente nelle fotografie che vendeva lungo l'Avenida Madero al suo tramonto, la mente di questa splendida donna rimase lucida ed acuta fino all'ultimo giorno, fino a quando non si addormentò per sempre. Senza rimpianti, malgré tout.

    ha scritto il 

  • 4

    La disinibizione messicana

    Nahui è la ricostruzione, in parte romanzo, in parte cronistoria fedele, della vita della messicana María del Carmen Mondragón Valseca, in arte Nahui Olin: pittrice, poetessa e compositrice, fu anche modella e musa ispiratrice di grandi artisti del suo tempo, tra cui il muralista Diego Riv ...continua

    Nahui è la ricostruzione, in parte romanzo, in parte cronistoria fedele, della vita della messicana María del Carmen Mondragón Valseca, in arte Nahui Olin: pittrice, poetessa e compositrice, fu anche modella e musa ispiratrice di grandi artisti del suo tempo, tra cui il muralista Diego Rivera, il fotografo Edward Weston e il pittore Doctor Atl. Pino Cacucci cerca di condensare la sua parabola umana in poco più di duecento pagine, ma a volte è Nahui stessa a prendere la parola, altre volte è la storia politica e culturale del Messico a lei contemporaneo ad irrompere sulla scena e a rubarle spazio. Nahui rappresenta l'arte, ma soprattutto incarna la nuova condizione femminile: fautrice del proprio destino, disinibita e lussoriosa, rappresenta a meraviglia il fermento culturale che contraddistingue Città del Messico in quel periodo. Diventa l'emblema della bellezza e dell'indipendenza, che tramonteranno presto, sopendo ogni desiderio rivoluzionario e disattendendo le speranze dell'intellighenzia messicana. Un romanzo che si legge tutto d'un fiato e che non fa che testimoniare l'immenso amore di Cacucci per il Messico, le sue tradizioni, i suoi protagonisti e la sua storia.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/03/nahui-anno-ii-lettura-14.html

    ha scritto il 

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