Nain sutōriizu

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4.2
(1643)

Language: 日本語 | Number of Pages: 267 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Spanish , Latvian , Catalan , Portuguese , Russian , Galego

Isbn-10: 408760005X | Isbn-13: 9784087600056 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    Se mi avessero dato in mano questo libro anche solo un anno fa avrei detto: "Ma a me che cazzo me ne frega di una tizia che parla con l'amica per dirle quanto è coglione il marito e quanto era fico il ...続く

    Se mi avessero dato in mano questo libro anche solo un anno fa avrei detto: "Ma a me che cazzo me ne frega di una tizia che parla con l'amica per dirle quanto è coglione il marito e quanto era fico il suo ex ora morto suicida; di uno che si scopa la moglie del collega; di un bambino candidato dalai lama; di uno talmente sfigato da essere scartato per andare a combattere contro gli eschimesi; di uno che porta dei ragazzini a giocare a baseball raccontando loro delle storielle grottesche; di un altro che insegna pittura in una scuola raffazzonata e di una buona manciata di potenziali pedofili ?"
    Ora però è diverso, frequento un corso di scrittura che, se non altro, mi ha insegnato che un grande autore si vede dai dettagli. Perché se ti scosti i capelli dalla fronte, mica è perché ti danno fastidio, c'è tutto un sottobosco di risvolti psicologici e sottintesi che non sto nemmeno a spiegarvi, tanto non capireste.

    said on 

  • 0

    Nulla, nella voce della cicala, fa presagire quando la cicala morirà

    Questi racconti, pubblicati nel 1953, sono di una modernità tale che in molti tentano di scimmiottarli tutt’oggi. C’è un parametro però che li lega alla loro epoca: il tabagismo. Ogni cinque frasi vie ...続く

    Questi racconti, pubblicati nel 1953, sono di una modernità tale che in molti tentano di scimmiottarli tutt’oggi. C’è un parametro però che li lega alla loro epoca: il tabagismo. Ogni cinque frasi viene accesa una sigaretta, accendini, posacenere, pacchetti e tutto ciò che riguarda direttamente o indirettamente il fumo è in gran rilievo. Si fuma ovunque e con qualsiasi pretesto.
    In almeno tre racconti c’è l’interazione ambigua di un bambino con un adulto. Salinger non diventa dichiaratamente morboso, si finisce quasi per sentirsi in colpa per aver figurato un’evoluzione della trama diversa da quello che sarà il suo reale svolgimento. Chi può dire però che JD non giochi proprio su ciò? Sulla sua è la nostra potenziale morbosità? Bisognerebbe conoscere quale fosse il rapporto adulti/bambini negli anni ’40. Incuriosito dal ricorrere della tematica, ho interrogato la rete ed ho trovato questa informazione
    il rapporto con Jean Miller, amicizia importante iniziata quando la Miller aveva 14 anni e Salinger 30, identificata come la musa che ispirerà il personaggio di Esmé e di Sybil in “Un giorno ideale per i pescibanana”
    Ho affrontato i racconti sollecitato da numerosi pareri favorevoli. Vale la pena farlo, questa è la mia opinione finale, rafforzata dal fatto che, un paio di essi, continuino a lavorare su di me anche a distanza di giorni. Chi ha la curiosità di sapere com’è maturata quest’opinione può leggere sotto, gli altri si accontentino dell’opinione maturata e si procurino i nove racconti di Salinger.

    -----
    Al ristorante è bene non entrare in cucina
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    Un giorno ideale per i pescibanana
    Iniziare a leggere con il pregiudizio di avere a che fare di nuovo con il padre di Holden non mi aiuta. Il primo racconto è così famoso che la sua nomea era già arrivata fino a me.
    E’ finito.
    E ora? Se questa era la madaleine, per i prossimi devo aspettarmi savoiardi, pavesini e marie.
    Decido di fare una cosa imbarazzante, lo rileggo da capo.
    Se con Carver avevo giocato a dama, di JD mi ritrovo ad essere il compagno a briscola.
    C’è un problema.
    JD usa un personale ed incomprensibile linguaggio dei segni, i vuoti che lascia non sono a beneficio del lettore, potesse lui per il lettore neppure scriverebbe (infatti da un certo punto in poi ha smesso di farlo)
    Decido di fare una cosa ancora più imbarazzante, vado a cercare in rete il significato attribuito al racconto.

    Lo zio Wiggily nel Connecticut
    Su un lago di Scotch galleggiano i fitti dialoghi di due ex compagne di scuola. Ben strutturati, verosimili rispettosi delle tre fasi alcoliche tipiche: riso, furore e pianto. Il linguaggio dei segni personali lascia spazio ad una strizzata d’occhio in presenza dell’asso, al lettore è lasciata maggiore discrezionalità rispetto al racconto precedente.

    Alla vigilia della guerra contro gli Esquimesi
    Ognuno ha un suo stile, a JD piace sgassare al semaforo far credere che lascerà i copertoni sull’asfalto e poi proseguire lento girando al primo bivio. Ancora dialoghi, spesso troncati con tre puntini, ancora quella spiacevole sensazione già provata leggendo Wallace. Io sono JD, ti sto facendo il piacere di farti leggere che cosa ho scritto, tu sforzati di capirlo, perché se non lo capisci non sei degno di me e di tutti coloro che hanno compreso (?) la mia genialità.

    L'Uomo Ghignante
    Allegoria? Ricordo infantile rielaborato? I miei limiti sono messi a nudo è un tipo di scrittura che non solo mi lascia indifferente, ma arriva ad infastidirmi.

    Giù al dinghy
    Di nuovo la tattica di puntare dritto e di girare a sorpresa, di nuovo un bambino protagonista. JD sei solo noia e titoli insulsi.

    Per Esmé: con amore e squallore
    La svolta dopo il rettilineo è sistematicamente a novanta gradi. E’ probabile che JD sia stato sul fronte europeo durante la seconda guerra mondiale (ho verificato è così). In più racconti il nome del protagonista viene identificato solo con una lettera o con una caratteristica fisica o anagrafica Questo al momento è il racconto migliore della raccolta, ha qualcosa di autentico, un sentimento vero che impregna la carta.

    Bella bocca e occhi miei verdi
    Un altro racconto al telefono, più lungo del primo. Frasi mozzate con tre puntini
    Scusa, ma non hai nessun motivo per comportarti come un... francamente a me sembra che stai facendo una montagna...
    Peggio che ascoltare qualcuno al cellulare in una sala d’attesa
    Senti, Arthur, - interruppe l'uomo coi capelli grigi, togliendosi la mano dalla faccia, - tutto a un tratto m'è venuto un gran mal di testa. Non capisco da dove mi arriva questo accidente.
    E’ probabile che buona parte dei lettori giunta a questo punto del racconto abbia gli stessi sintomi del personaggio.
    I cartelli continuavano ad indicare: “A cento metri svolta a destra” e ogni volta la svolta era rimandata di ulteriori cento metri… e così, in questa occasione, JD ha finito il racconto nel modo banale in cui l’aveva iniziato.

    Il periodo blu di De Daumier-Smith
    Il protagonista si inventa pittore e parte per lavorare in una scuola canadese gestita da due giapponesi che insegnano per corrispondenza. Come credenziali nel curriculum inserisce l’amicizia familiare con P.P. (Pablo Picasso). Lo stile di questo racconto è differente, rigoglioso di inutilità. Holden non era un caso, JD Mohammed non scrive per raggiungere il lettore, aspetta che il lettore raggiunga lui.

    Teddy
    E il lettore in extremis si muove, si trasforma in Maometto e va alla montagna. Dei nove, è il racconto che ho preferito. Inquadra la vita da una prospettiva opposta rispetto alla mia. La rispetto proprio per questo e mi fermo su un passaggio incollandolo per tutti quelli intossicati quanto me
    - Si ricorda di quella mela che Adamo mangiò nel giardino dell'Eden, di cui parla la Bibbia? - chiese. - Lo sa cosa c'era dentro quella mela? La logica. La logica e la mania intellettuale.
    Ecco cosa c'era. Così, è questo il mio principio, se uno vuole vedere le cose come sono veramente, deve vomitarla, liberarsene. Voglio dire che se uno la vomita, dopo non avrà più nessuna difficoltà con i pezzi di legno e simili. Non vedrà continuamente le cose che a un certo punto finiscono. E saprà che cosa veramente è il suo braccio, se gli interessa.

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  • 5

    Straordinaria questa raccolta. Racconti che hanno in comune tematiche come l'alienazione, la solitudine, il rapporto dell'uomo con Dio, il materialismo, la corruzione dell'età adulta contrapposta all' ...続く

    Straordinaria questa raccolta. Racconti che hanno in comune tematiche come l'alienazione, la solitudine, il rapporto dell'uomo con Dio, il materialismo, la corruzione dell'età adulta contrapposta all'innocenza dell'infanzia. Mai sentimentale, ogni racconto, ma nonostante questo ricco di tanta umanità. Da leggere e rileggere e scoprire il ruolo simbolico degli elementi narrativi.

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  • 4

    Un giorno ideale per i pescibanana ****
    Lo zio Wiggily nel Connecticut ****
    Alla vigilia della guerra contro gli Esquimesi ****
    L'uomo Ghignante ***
    Giù al Dinghy ***
    Per Esmé: con amore e squallore *
    ...続く

    Un giorno ideale per i pescibanana ****
    Lo zio Wiggily nel Connecticut ****
    Alla vigilia della guerra contro gli Esquimesi ****
    L'uomo Ghignante ***
    Giù al Dinghy ***
    Per Esmé: con amore e squallore ***
    Bella bocca e occhi miei verdi *****
    Il periodo blu di De Daumier-Smith ***
    Teddy ****

    Non c'è alcun dubbio che Salinger sapesse scrivere molto bene, almeno per me, ma soprattutto che il suo punto forte stesse nei dialoghi. Anche qui infatti, come in Holden, i dialoghi fanno da padrone anche in racconti lunghi poco più di venti pagine.
    Sono sempre piuttosto dubbiosa circa questo genere narrativo perchè deve saper catturare il lettore sin dalle prime righe e non è facile ma in questo caso i nove racconti non risentono minimamente del fatto di essere più o meno brevi.
    Nella raccolta ci sono racconti che mi sono piaciuti più o meno, ma appena iniziano le conversazione tra i personaggi si è inevitabilmente catturati e quello che colpisce è il realismo dei botta e risposta, a rendere reali i protagonisti sono proprio le loro parole.
    Nonostante non siano racconti semplicistici o spensierati, le parole che colpiscono di più escono sempre dalla bocca di bambini, mi viene da pensare a Esmé o a Teddy, lucidi, diretti e saggi, sono loro che nonostante la loro naturale ingenuità capiscono i grandi, mai il contrario.
    Sono tutti racconti da cui traspare solitudine, disagio, drammaticità e malinconia, per non parlare dei finali inaspettati, ma personalmente credo che il grande merito di Salinger sia stato quello di aver saputo raccontare al lettore una grande umanità.
    Resta solo che leggere.

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  • 3

    Un grande titolista, un grande dialoghista

    I miei racconti preferiti sono il primo "Un giorno ideale per i pesci banana" - tenero ma dal finale spettacolare - e "Per Esmé: con amore e squallore" - che cattura riga dopo riga senza pause.
    Cito i ...続く

    I miei racconti preferiti sono il primo "Un giorno ideale per i pesci banana" - tenero ma dal finale spettacolare - e "Per Esmé: con amore e squallore" - che cattura riga dopo riga senza pause.
    Cito i titoli, due fra i nove, perché in una proposizione sono già dei mini racconti.
    Insomma, Salinger rasenta la genialità nell'utilizzo della lingua familiare e del registro del dialogo, pur narrando un'epoca ormai lontana e personaggi "demodé".

    L'avessi letto a vent'anni! Cinque stelline assicurate.
    Adesso il mio stupore è diventato molto selettivo (lo dico con rimpianto) e questi colpi di genio li avverto un po' effimeri, onestamente.
    Concludo dunque con un consiglio: leggetelo, soprattutto se avete scoperto da poco la passione per la lettura; godetevelo parola per parola; divertitevi a scrivere, dopo.
    Perché a leggere questi Nove Racconti vien voglia di scrivere.

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  • 4

    storie tagliate

    Scrivo da non amante de "Il giovane Holden", quindi scrivo da lettore che ha deciso di dare una seconda opportunità a Salinger. Scrivo per dire "per fortuna che gli ho dato una seconda opportunità!".
    ...続く

    Scrivo da non amante de "Il giovane Holden", quindi scrivo da lettore che ha deciso di dare una seconda opportunità a Salinger. Scrivo per dire "per fortuna che gli ho dato una seconda opportunità!".
    Sì, perché in "Nove racconti" ho trovato il grande scrittore che speravo: un autore capace di tratteggiare in poche pagine personaggi vivi, continuamente attivi in dialoghi così ben costruiti che ogni voce è tipica, e più di tutto un autore che sa chiudere le storie con un taglio netto, che lascia il lettore il sapore di un mondo incontrato, assaporato e ancora immaginabile.

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  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/08/11/nove-racconti-jerome-david-salinger/

    “- Sì. Solo non capisco perché non ne parli a Lew, una volta o l’altra.
    - Perché? Perché non è abbastanza intelligen ...続く

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/08/11/nove-racconti-jerome-david-salinger/

    “- Sì. Solo non capisco perché non ne parli a Lew, una volta o l’altra.
    - Perché? Perché non è abbastanza intelligente, ecco perché, - disse Eloise. - E poi, stammi a sentire bene, carrierista. Se mai ti capitasse di risposarti, a tuo marito non devi dire assolutamente niente. Mi hai sentita?
    - Perché? - disse Mary Jane.
    - Perché te lo dico io, ecco perché, - disse Eloise. - Vogliono andare a dormire sicuri che hai passato tutta la vita a vomitare ogni volta che ti veniva vicino un ragazzo. Non scherzo mica, sai? Oh, per parlare puoi parlare. Ma non sul serio: mai. Voglio dire, non sul serio. Se gli racconti che una volta conoscevi un bel ragazzo, devi dirgli prima ancora di aver finito la frase che era troppo bello. E se gli dici che hai conosciuto un ragazzo spiritoso, gli devi dire che però era uno sbruffone, oppure una linguaccia. Se non fai così, ti rinfacciano il tuo poveretto tutte le volte che possono. - Eloise s’interruppe per bere e pensare. - Oh, - disse, - ti stanno a sentire con aria molto comprensiva, questo sì. Fanno persino la faccia intelligente. Ma non ci cascare mai. Credi a me. Patirai le pene dell’inferno, se t’illudi che possano essere intelligenti. Parola mia.
    Mary Jane, con aria depressa, alzò il mento del bracciolo del divano. Per cambiare, lo appoggiò sull’avambraccio. Rifletté sul consiglio di Eloise. - Non puoi dire che Lew non sia intelligente, - disse a voce alta.
    - Lo dici tu.
    - Voglio dire, m’è sempre sembrato intelligente, no? - chiese Mary Jane, con innocenza.
    - Oh, - disse Eloise, - a che serve parlare. Piantiamola. Ti mette solo di cattivo umore. Fammi star zitta.
    - Ma allora, scusa, perché te lo sei sposato? - disse Mary Jane.
    (Jerome David Salinger, “Nove racconti”, ed. Einaudi)
    A parziale dimostrazione che il tanto vituperato “mondo virtuale” talvolta può essere una fonte preziosa, devo dire che sono arrivato ai “Nove racconti” di Salinger grazie alla foto che una persona aveva pubblicato su Facebook. A prescindere da ciò, il libro è stato per me una piacevole “scoperta”, dal momento che “Il giovane Holden”, romanzo dello stesso autore, non mi aveva entusiasmato quando lo avevo letto anni fa. Anche se il ricordo di quella lettura è ormai lontano, devo dire che nella dimensione del racconto Salinger mi ha convinto, in almeno sette dei nove racconti.
    Le storie sono narrate con ironia e grazia, con dialoghi avvincenti e in generale una scrittura scorrevole, presumo agevolata anche dalla traduzione di Carlo Fruttero. Come anticipato, solo un paio di racconti mi hanno convinto meno, quelli finali, forse non a caso i due più lunghi, quasi a confermare che per me Salinger rende meglio nel breve. Le situazioni descritte sono eterogenee. Si va da una conversazione tra amiche dal tono nostalgico a quella tra due amiche reduci da una partita di tennis, o quella telefonica tra un uomo che è a letto con la compagna del suo interlocutore. Ma descrivere didascalicamente le singole storie non ha granché senso, perché non mi riuscirebbe l’impresa di trasmettere la bellezza di molte pagine del libro. Promosso al punto da farmi considerare l’ipotesi di rileggere, prima o poi, anche “Il giovane Holden”.

    said on 

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