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Nain sutōriizu

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4.2
(1488)

Language:日本語 | Number of Pages: 267 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Spanish , Latvian , Catalan , Portuguese , Russian , Galego

Isbn-10: 408760005X | Isbn-13: 9784087600056 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    Un giorno ideale per i pesci banana

    《 Sembrano dei pesci qualunque, quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una ...続く

    《 Sembrano dei pesci qualunque, quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la bellezza di settantotto banane 》

    “Un giorno ideale per i pesci banana” non è un racconto, “Un giorno ideale per i pesci banana” è il racconto. Dieci pagine (circa) in cui non succede apparentemente nulla, fino alla fine. O almeno a noi sembra che non accada nulla fino a che il finale non ci viene sbattuto in faccia così, lasciandoci attoniti. Il finale è annunciato eppure, ci sconvolge. Ed ecco che siamo lì, col libro in mano e dobbiamo chiuderlo per un’oretta buona, sconvolti. Col passare delle ore però il racconto si riverbera dentro di noi e ci tormenta, costringendoci a prendere in mano di nuovo il volume, rigorosamente bianco, per leggere nuovamente quelle pagine. Così iniziamo a cogliere in quell’insieme di fatti insignificanti, forse, e scollegati una serie di elementi: la superficialità della moglie evidente dal dialogo frammentato e dalla vacuità degli argomenti affrontati, il tagliar corto sul disagio del marito, che evidentemente non può comprendere. Un uomo che va farsi il bagno e si copre con l’accappatoio perché si sente sporco, sente che la guerra ha lasciato su di sé un segno indelebile, come un tatuaggio che tutti possono vedere. Una bambina, una storia all’apparenza innocente, ma che nasconde il senso ultimo del racconto. I pesci banana sono incastrati nella grotta, non riescono più a uscire. L’uomo non riesce più a uscire dalla guerra? Forse è la guerra che gli è entrata dentro, cresce e scalcia e non riesce più a uscire da lui. Era un giorno ideale per i pesci banana.
    Federica D'Angelantonio

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  • 3

    ¿Puede un gran éxito inesperado dejarte marcado y machacado para los restos?
    Este parece ser que fue el caso de J.D. Salinger tras publicar en 1951 "El guardián entre el centeno": Un auténtico "Boom" ...続く

    ¿Puede un gran éxito inesperado dejarte marcado y machacado para los restos?
    Este parece ser que fue el caso de J.D. Salinger tras publicar en 1951 "El guardián entre el centeno": Un auténtico "Boom" literario que lo catapultó a la fama sin apenas pretenderlo.
    La historia de ese adolescente que se encuentra perdido y fuera de lugar, conmovió a infinidad de lectores, entre los que yo mismo me incluyo.
    Pero después de la juerga viene la resaca.
    Por mucho que lo intentó, sus posteriores relatos no se acercaron, ni de lejos, a su extraordinaria primera obra.
    Y es lo que pasa con estos "Nueve cuentos" que, sin estar mal escritos, no tienen la frescura ni la calidad anteriormente cosechada.
    Asqueado por la notoriedad y la crítica especializada, dejó de publicar a mediados de los 60; recluyéndose del mundanal ruido mediático que tanto le ofuscaba y molestaba.
    Murió en New Hampshire en el año 2010, vivía solo y sin apenas amigos.
    Se convirtió, sin pretenderlo, en uno de esos "juguetes rotos" que deja a veces este maravilloso pero también pérfido mundo de las letras.

    said on 

  • 3

    Belli questi racconti, belli e molto significativi. Per la maggior parte hanno a che fare con la guerra o meglio con i postumi della guerra. Altri sono più velati, altri più espliciti. Purtroppo non s ...続く

    Belli questi racconti, belli e molto significativi. Per la maggior parte hanno a che fare con la guerra o meglio con i postumi della guerra. Altri sono più velati, altri più espliciti. Purtroppo non sono riuscita a capire il ruolo dei bambini, presenti in quasi tutti i racconti.

    said on 

  • 5

    perfetti

    nulla viene spiegato; è dai dialoghi, concisi, che cogli l'animo umano e suoi tormenti; qualche racconto fortunamente è più leggero e strappa un sorriso. Certo impossibile pensarli senza telefono, che ...続く

    nulla viene spiegato; è dai dialoghi, concisi, che cogli l'animo umano e suoi tormenti; qualche racconto fortunamente è più leggero e strappa un sorriso. Certo impossibile pensarli senza telefono, che ci permette di spiare attraverso le parole anche di un solo interlocutore intere storie. Grande empatia con bambini e adolescenti. Traduttore d'eccellenza (li avevo letti in originale molti anni fa, sicuramente perdendo metà del gusto)

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  • 4

    Questi nove racconti sono scritti talmente bene, talmente perfetti che ti viene voglia di leggerli ad alta voce, perchè sembra sprecato farlo solo con la mente.

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  • 5

    Ognuno ci prova a modo suo, Salinger lo ha fatto scrivendo

    Con uno stile asciutto e una scrittura calibrata che utilizza i dialoghi come principale propulsore delle storie, JD Salinger, autore entrato nella leggenda per essersi negato al pubblico, lascia in e ...続く

    Con uno stile asciutto e una scrittura calibrata che utilizza i dialoghi come principale propulsore delle storie, JD Salinger, autore entrato nella leggenda per essersi negato al pubblico, lascia in eredità alla famiglia dei lettori (specialmente quella per parte dei Racconti) uno scrigno con dentro nove gemme splendenti.

    Croce e delizia di ogni scrittore (più o meno aspirante) di racconti, Nove racconti rappresenta all’un tempo la stella polare e una voragine buia e profondissima. Persi nella selva di verbi, preposizioni, aggettivi e avverbi, infatti, gli scrittori (per tacere degli scribacchini) si rivolgono a i Nove racconti per trovare una via d’uscita ma, ahi loro, molto spesso (quasi sempre … sempre?) finiscono per inciampare in una costruzione e precipitano nel baratro. E cadendo gridano il nome di Salinger, ma Salinger, già da molto prima di chiudersi la porta alle spalle e non volerne più sapere del mondo, era a sua volta precipitato. Cosa si può dire, infatti, di questi Nove racconti - nei quali sistematicamente compaiono dei bambini che ragionano come adulti, e degli adulti che vorrebbero tanto tornare indietro per vedere se, al secondo tentativo, gli riuscirà di evitare l’impatto frontale con quel muro spesso e alto e, soprattutto, duro chiamato vita - se non che, per mezzo di essi, l’autore ha cercato di riacchiappare per la coda l’innocenza? Quell’innocenza allontanatasi con l’avanzare dell’età e definitivamente fuggita per colpa della guerra. L’orrore senza senso - visto, sentito e toccato in prima persona dall’autore - della Seconda Guerra Mondiale è, infatti, il convitato di pietra di praticamente tutti i racconti. Persa ogni altra speranza (se ho capito “Il periodo blu di De Daumier-Smith”, anche nell’arte), non resta che guardare ai bambini e alla loro incrollabile fiducia verso il futuro e gli uomini, per riprendere in mano le proprie vite e sopravvivere, spiritualmente oltre con fisicamente, alle guerre (combattute in trincea o dentro le mura domestiche) che si susseguono senza interruzione di continuità lungo tutta la traiettoria dell’esistenza umana.

    Siccome Salinger tende a non rivelare troppo (eufemismo), i suoi racconti si prestano a molteplici interpretazioni: io ho dato la mia, adesso tocca a voi dare la vostra (s’è capito l’implicito consiglio?)…

    PS: Quali racconti mi sono piaciuti di più? In rigoroso ordine alfabetico: L’Uomo Ghignante, Per Esmé: con amore e squallore e Un giorno ideale per i pesci banana.

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  • 5

    Ciò che mi ha colpito non sono solo la perfezione della struttura di ogni singolo racconto, la prodigiosa capacità di colorare (ad acquerello) le sfumature dei personaggi, degli stati d'animo e delle ...続く

    Ciò che mi ha colpito non sono solo la perfezione della struttura di ogni singolo racconto, la prodigiosa capacità di colorare (ad acquerello) le sfumature dei personaggi, degli stati d'animo e delle vertiginose rimozioni di cui queste storie sono, in fondo, composte, ma la freschezza con la quale viene resa la voce dei bambini e degli adolescenti: non è un adulto che "descrive" o "replica" le espressioni di un bimbo, ma è il bimbo che parla, con parole sue. Posso capire perché l'apparire di questi racconti (appena dopo la Guerra) abbia fatto scalpore e, allo stesso tempo, continui tuttora a rappresentare un modello difficilmente emulabile e ripetutamente emulato.
    Assai ambizioso - e ugualmente naturalissimo e tenero - l'ultimo, "Teddy", mentre "Lo zio Wiggily" rivela già le ispirazioni di Carver, e "L'uomo ghignante" è così commovente che si fa fatica a rileggerlo.

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  • 3

    Hai presente quando ti ritrovi da solo al tavolino di un bar - annoiato, con una decina di minuti da perdere, e il caffè non è nemmeno un granché - e i tuoi pensieri sfumano, lasciando che il cervello ...続く

    Hai presente quando ti ritrovi da solo al tavolino di un bar - annoiato, con una decina di minuti da perdere, e il caffè non è nemmeno un granché - e i tuoi pensieri sfumano, lasciando che il cervello si sintonizzi quasi involontariamente sui discorsi altrui?
    Non ti va nemmeno di voltarti e scoprire chi siano quelle persone... non le conosci, non t'interessano. Eppure continui ad ascoltare le loro parole, slegate da qualsiasi contesto a te conosciuto.
    Non è la curiosità che ti spinge, quanto la voglia di continuare a sentirle parlare.
    Assaggi per un attimo scampoli di quelle vite, ti fai un'idea di quella gente ricamando automaticamente attorno ai pochi dettagli che hai rosicchiato dal dialogo e riempi gli spazi vuoti con rapide congetture che non ti frega assolutamente di verificare.
    Non sai perché abbiano agito così.
    Non chiedi loro cos'è davvero successo.
    Non ti domandi come andrà a finire.
    Semplicemente, ti accorgi che i dieci minuti sono passati, quindi lasci il bar e torni ai tuoi affari.

    Ecco, leggere questi racconti è stato un po' così.
    Sembra una critica negativa, ma non la è.

    said on 

  • 4

    Salinger. Uno dei grandi (auto)reclusi della letteratura mondiale. I suoi archivi ci porteranno nei prossimi anni altri pezzi della sua produzione - perché Salinger pubblicó poco, ma continuó a scrive ...続く

    Salinger. Uno dei grandi (auto)reclusi della letteratura mondiale. I suoi archivi ci porteranno nei prossimi anni altri pezzi della sua produzione - perché Salinger pubblicó poco, ma continuó a scrivere. Se ne parla qui.

    Il giovane Holden é diventata un´opera emblema, amata, discussa. Il linguaggio fresco e smagato, lo sguardo prepotentemente adolescenziale, giovanilistico, l´affermazione di un´identitá provocatoriamente diversa, una ribellione soffice ma decisa alle convenzioni e rigiditá del mondo adulto.
    Romanzo che nel mio piccolo ritengo davvero importante per stile e influenza, solo leggermente invecchiato nella sua tenuta complessiva, come se lo sguardo del lettore di oggi fosse inevitabilmente ancora piú disinvlolto di quello di qualsiasi Cauldfield a questo mondo.

    I Nove Racconti, ora: importante leggerli perché uno scrittore é tutta la sua produzione, e non solo il libro simbolo. Perfino degli Knack é interessante ascoltare tutto l´Album e non fermarsi a My Sharona.

    Tra queste nove narrazioni ci sono vertici secondo me superiori al Giovane Holden e che confermano Salinger come grande scrittore del distacco e della incomunicabilitá, in una sorta di descrizione di un mondo scisso, dove bambini, adolescenti e adulti hanno difficoltá a trovare un terreno comune, valori condivisi - o anche a trovare una maniera di sottrarsi a un destino inesorabile che di solito si palesa in forma di seconda guerra mondiale (decisiva per la formazione dell´autore, si sa).

    Tra i must secondo me l´apparentemente tenero "Un giorno ideale per i pescibanana", l´ambiguo "Per Esmé: con amore e con squallore", il divertentissimo "Il periodo blu di De Daumier-Smith" e il gran finale di "Teddy".
    Solo un racconto - "L´uomo ghignante" - l´ho trovato un po´ riempitivo.

    Lo sguardo a volte surreale, gli scarti di prospettiva e il linguaggio preciso, la prosa sofisticata credo che abbiano influenzato (in maniere differenti) tanti scrittori US di short stories, sia i minimalisti alla Carver (appunto la precisione e l´apparizione di piccoli grandi traumi nella vita quotidiana) sia i surrealisti alla Barthelme.

    Posto che per un parere ancora piú completo su Salinger si dovrebbe continuare e leggere Fanny & Zoey, collegando questi Nove Racconti con Il Giovane Holden si ha sicuramente un´estensione della prospettiva sullo scrittore, se ne comprende ancora maggiormente l´importanza, e si resta ancora piú stizziti del fatto che non ci abbia voluto donare in vita altre parti della sua produzione. Forse che il meglio debba ancora venire?

    http://www.recensireilmondo.com/

    said on 

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