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Nanà

Di

Editore: BUR

4.0
(1331)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 456 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Polacco , Portoghese

Isbn-10: 8817122521 | Isbn-13: 9788817122528 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Bellonci ; Prefazione: Henri Mitterand

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nana Coupeau è fuggita dalla sua famiglia e dalla miseria. Diventata attrice,si diverte a umiliare i suoi spasimanti, primo fra tutti il conte Muffat chela mantiene principescamente. Incapace di amare altri che il suo bambino,avida di lusso e di piaceri, Nana finisce coll'essere abbandonata da Muffate col rovinarsi economicamente. Morirà di vaiolo, mentre nelle strade echeggia l'annuncio della dichiarazione di guerra alla Prussia.
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  • 5

    un classico per antonomasia

    Nanà si deve a buon diritto considerare come uno dei classici per antonomasia, non solo della letteratura francese. Sempre con rammarico però mi accorgo che Nanà è un'opera poco conosciuta: un peccato perchè, nonostante io creda che raramente un libro possa raggiungere la perfezione, penso che Na ...continua

    Nanà si deve a buon diritto considerare come uno dei classici per antonomasia, non solo della letteratura francese. Sempre con rammarico però mi accorgo che Nanà è un'opera poco conosciuta: un peccato perchè, nonostante io creda che raramente un libro possa raggiungere la perfezione, penso che Nanà sia un romanzo perfetto. Originale e scandaloso per l'epoca, Nanà racconta la storia di una prostituta, trasformando la corruzione e il vizio degli uomini in una vera e proprie eroina. Ma, al di là di questo, Zola riesce magistralmente nel suo intento, quello di colpire duramente la Francia del Secondo Impero. Perchè Nanà in realtà simboleggia la Francia: lei, la prostituta che tutti volevano conquistare, sposare, con la sua morte rappresenta in realtà un mondo che ha fine. Fuori dalla camera d'albergo dove Nanà morirà orrendamente sfigurata dalle pustole del vaiolo, anche la Francia si avvicina al crollo dichiarandoo, con il triplice urlo A Berlino!, guerra alla Prussia; una guerra da cui la nazione francese uscirà completamente sconfitta.

    ha scritto il 

  • 5

    Grandioso poema del sesso, o meglio del desiderio sessuale come una delle grandi leve che muovono la società, determinando travolgenti ascese sociali o altrettanto precipitose cadute nell'abisso morale ed economico. Il tutto è narrato con il brio e la capacità di analisi impietosa caratteristici ...continua

    Grandioso poema del sesso, o meglio del desiderio sessuale come una delle grandi leve che muovono la società, determinando travolgenti ascese sociali o altrettanto precipitose cadute nell'abisso morale ed economico. Il tutto è narrato con il brio e la capacità di analisi impietosa caratteristici di Zola. Peccato solo per alcune descrizioni d'ambiente a mio parere eccessivamente noiose e di poca importanza, forse dettate dalla necessità di allungare il romanzo per la pubblicazione, originariamente, a puntate sul giornale. Malgrado questo, si tratta di uno dei capolavori di Zola e Nanà è una figura memorabile della letteratura, ma non solo. La giovane "cocotte" parigina a cui nessun uomo sa resistere è assurta, da subito, ad archetipo della donna consapevole del proprio enorme potere di seduzione, che sfrutta per avvincere a sé ogni tipo di uomo ricavandone il massimo vantaggio, senza lasciarsi frenare da scrupoli o remore morali ("una cagna dietro alla quale corre un'intera muta di cani, di cui lei, che non è in calore, si prende gioco beffarda", per citare lo stesso Zola), anche se alla fine - ma forse questa è solo una concessione di Zola al moralismo dell'epoca -, questa stessa donna finisce per soccombere, divorata dal suo stesso insaziabile appetito sensuale. Un capolavoro che merita tutte le cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta non voglio parlare del libro ma dell'edizione. Per carità, costa poco, otto Euro, ma è così piena di refusi da dare fastidio. Bastava un correttore word per eliminarne almeno il novanta per cento. Pessimo, pessimo lavoro, sul serio

    ha scritto il 

  • 0

    89.000 tonnellate di co2 emesse. 498 persone morte, di cui 197 nate morte, 1.098.562 pop corn bruciati, tempo della simulazione: 2 minuti. E con questo che vorresti dimostrare?, chiedo io. Che la tua definizione di tristezza è incorretta e che non ha niente a che fare con la perdita in generale, ...continua

    89.000 tonnellate di co2 emesse. 498 persone morte, di cui 197 nate morte, 1.098.562 pop corn bruciati, tempo della simulazione: 2 minuti. E con questo che vorresti dimostrare?, chiedo io. Che la tua definizione di tristezza è incorretta e che non ha niente a che fare con la perdita in generale, mi dice Elvira, e poi canticchia una melodia di poche note che mi sembra di ricordare ma che non riconosco, carina, catchy, e mentre canta Elvira sorride ma questo è un abbaglio perché lei non può né ridere né sorridere. E i pop corn?, chiedo io. Tanto per addolcirti la pillola, dice lei. Cercavo di spiegarti, dico io, in modo che tu potessi... no, mi interrompe lei, dai retta a tua nonna quando non sai le cose, touché, dico io, e immergo una mano nell'insalatiera.

    ha scritto il 

  • 3

    Il voto è dovuto sopratutto al personaggio di Nanà, che ho trovato insopportabile: viziata, inconcludente e tanto stupida da non riuscire a sfruttare come si deve il proprio successo.
    Per il resto, lo stile di Zola è sempre appassionante e scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Cronaca della bellezza e del suo decadimento

    Libro godibile e fluido. Narrazione lineare e splendidamente contestualizzata. Impianto narrativo semplice e assolutamente coinvolgente. Penna sagace e spietata ma senza alcuna sbavatura. Dialoghi schietti e lontani da qualunque possibile pruderie.
    Ma la trama, i personaggi, il contesto soc ...continua

    Libro godibile e fluido. Narrazione lineare e splendidamente contestualizzata. Impianto narrativo semplice e assolutamente coinvolgente. Penna sagace e spietata ma senza alcuna sbavatura. Dialoghi schietti e lontani da qualunque possibile pruderie.
    Ma la trama, i personaggi, il contesto sociale, la brama di potere, l'avido desiderio di possesso e il bisogno malcelato di successo, la Parigi viziosa e godereccia, la depravazione e le ruberie...tutto ció e altro ancora possono irritare non poco. Cinismo e depravazione mescolati a condotte licenziose fanno di questo racconto uno spaccato a mio avviso orribile della vita del bel mondo. Quasi Zola volesse togliere quel velo che noi tutti abbiamo, soprattutto alla luce di nuovi scandali e vecchi retroscena.
    Sebbene sia stato scritto nell'800, ritrovarlo così attuale ma con vesti cambiate mi ha sbalordita.
    La descrizione di eccessi e vizi che porteranno inevitabilmente ad un decadimento e abbrutimento dei personaggi, segneranno anche una fine ineluttabile della società.
    Da cronista quale era Zola, ci porta alla realtà di vincoli etici e morali che nulla possono di fronte al vizio. Di qualsiasi natura esso sia.
    La lettura è assolutamente consigliata

    ha scritto il 

  • 4

    Zola è sempre Zola

    Gli ho dato un 4 stelle anche se a tratti è stata una lettura un pò pesante,però non posso negare che è il tipo di scrittura che piace a me.Di Zola avevo letto dei brani a scuola e mi incuriosì molto.Devo dire che dopo la lettura di Nana, sono pronta a leggere qualcos'altro di questo scrittore ma ...continua

    Gli ho dato un 4 stelle anche se a tratti è stata una lettura un pò pesante,però non posso negare che è il tipo di scrittura che piace a me.Di Zola avevo letto dei brani a scuola e mi incuriosì molto.Devo dire che dopo la lettura di Nana, sono pronta a leggere qualcos'altro di questo scrittore magnifico.

    ha scritto il 

  • 3

    La vita scandalosa di Nanà, attricetta e prostituta di lusso che vive da regina e rovina, uno dopo l'altro, centinaia di uomini potenti. Zola fotografa l'immoralità della società parigina, tra vizi e ricchezza sfrenata, lusso e lussuria. Trama un po' monocorde.

    ha scritto il 

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