Nanà

Di

Editore: Newton Compton (Grandi tascabili economici; 614)

4.0
(1408)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Polacco , Portoghese

Isbn-10: 885411930X | Isbn-13: 9788854119307 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luisa Collodi ; Prefazione: Aldo Nove , Riccardo Reim

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Edizione integrale

Libro che scandalizzò quella società che Zola ritrae impietosamente. Il romanzo inizia con l'evocazione del fantasma di Bismarck e si chiude col triplice grido "A Berlino!" che sale dal boulevard sotto il Grand Hotel dove è morta Nana, orrendamente sfigurata dal vaiolo. Pubblicato a puntate sul settimanale Le Voltaire tra il 1879 e il 1880, e poi edito subito in volume, "Nana" rimane il romanzo più noto di Zola: la biografia di un personaggio che subito rappresentò il mito se non l'apoteosi del sesso inestricabilmente legato alla distruzione e alla morte.
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  • 4

    Nella Francia di fine Ottocento Nanà, una giovane donna di umili origini, sta per diventare la stella del teatro delle Variétés. Nanà non sa né cantare, né ballare, ma ha dalla sua parte tanto di quel ...continua

    Nella Francia di fine Ottocento Nanà, una giovane donna di umili origini, sta per diventare la stella del teatro delle Variétés. Nanà non sa né cantare, né ballare, ma ha dalla sua parte tanto di quel fascino e un corpo così perfetto, che gli uomini non possono che adorarla!

    Nanà, nonostante la giovane età, ha già un bambino da mantenere, ma che è affidato alla zia. Nanà non ha alcun istinto materno, ma per raccogliere un po’ di soldi, non disdegna la vendita del proprio corpo. Ma è grazie alla visibilità che le dà il teatro, che pian pianino riesce a farsi mantenere dagli uomini più ricchi di tutta Parigi.

    Gli uomini al suo cospetto diventano tanti zerbini che amano farsi calpestare e usare senza ritegno.

    Ma è il conte Muffat a cui spetta l’onere più grande. Sarà lui a mantenerla nel lusso per anni e anni e a sopportarne capricci e amanti. Per lei ignorerà anche i propri valori religiosi e i doveri familiari fino all’ultimo estremo e tragico momento…

    Beh, la prima cosa che viene in mente dopo aver letto l’ultima riga di questo lungo romanzo è: “Audace per l’epoca!”.

    Il libro è ottimo, ma ci sono decisamente troppi personaggi e alcuni dai nomi simili. All’inizio si fatica a seguire quelle scene corali dove tutti interagiscono nello stesso momento e sembrano sovrapporsi in un unico miscuglio di voci.

    Credo che lo avrei apprezzato ancora di più, se l’autore si fosse limitato nei personaggi e nei dettagli.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ci sono delle parti (per esempio prima del Grand Prix) decisamente sonnacchiose.
    Altre, invece, decisamente più interessanti: il Grand Prix stesso, la vita di teatro e in casa di Nanà, i tormenti inte ...continua

    Ci sono delle parti (per esempio prima del Grand Prix) decisamente sonnacchiose.
    Altre, invece, decisamente più interessanti: il Grand Prix stesso, la vita di teatro e in casa di Nanà, i tormenti interiori dei vari amanti etc.

    Comunque, se il romanzo si fosse trascinato sulla falsa riga del pre-Grand Prix, avrei dato 2/3 stelle, invece, diventa decisamente coinvolgente negli ultimi 2/3 capitoli.

    Mi ha lasciato un po' così, alla fine, la descrizione della coppietta austriaca accanto alla camera di Nanà, nell'ultimo capitolo. Forse un richiamo a quello che Nanà poteva essere con Georges? Una sorta di richiamo a quella settimana?

    Molto bella (vabè, bella...) la descrizione del viso di Nanà nell'ultimissima pagina, che mischiandosi con le urla "A Berlino! A Berlino!" funziona come metafora/cassandra per il destino della Francia in quella guerra.

    ha scritto il 

  • 0

    Racconto di una donna di piacere

    Va bene: Nanà è una donna di vita, che ama il lusso sfrenato e sfrutta gli uomini per ottenere soddisfazioni anche ai desideri più sfacciati.
    Ma che dire di questi uomini, che cedono con facilità alle ...continua

    Va bene: Nanà è una donna di vita, che ama il lusso sfrenato e sfrutta gli uomini per ottenere soddisfazioni anche ai desideri più sfacciati.
    Ma che dire di questi uomini, che cedono con facilità alle fusa di una donna, per la quale sono sempre pronti ad aprire il proprio portafoglio? Che dire delle loro relazioni con extra-matrimoniali, con le mogli e i mariti di altri/e, che nascondono dietro la parvenza di matrimoni di successo?
    Questo romanzo è un racconto veritiero della fragilità delle basi della buona società francese di fine Ottocento.
    Si legge con piacere. Un caposaldo della letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    Bella lettura. Vivida e interessante descrizione della borghesia parigina di fine ottocento: i loro ambienti e divertimenti, le abitudini, le interazioni, gli affari combinati, e soprattutto le appare ...continua

    Bella lettura. Vivida e interessante descrizione della borghesia parigina di fine ottocento: i loro ambienti e divertimenti, le abitudini, le interazioni, gli affari combinati, e soprattutto le apparenze da salvare anche quando lo “sporco” della verità è palese a tutti.
    Nanà all’inizio mi risultava antipatica: bella e senza talento, opportunista, frivola, incapace di affezionarsi addirittura a suo figlio, che un momento le suscita tenerezza e desiderio di occuparsi di lui e un attimo dopo viene completamente dimenticato. Non che poi cambi, Nanà: sempre più frivola e opportunista, capricciosa e incapace di far fruttare le sue fortune...ecco per quest’ultima cosa verrebbe voglia di scrollarla cercando di farle aprire gli occhi; ma per il resto, alla fine Nanà è esattamente quello che tutti si aspettano, niente di più e niente di meno.

    ha scritto il 

  • 3

    Nanà si presenta come un atto di denuncia sociale che addita le falsità dei rapporti della 'Parigi bene', in cui ciascuno si impegna a tradire il coniuge ma dà mostra di voler salvaguardare la propria ...continua

    Nanà si presenta come un atto di denuncia sociale che addita le falsità dei rapporti della 'Parigi bene', in cui ciascuno si impegna a tradire il coniuge ma dà mostra di voler salvaguardare la propria immagine e il decoro familiare, lo strapotere del denaro, che induce alle falsità più grandi, e l'artefatto perbenismo di chi non sa resistere agli istinti carnali.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/09/nana-zola.html

    ha scritto il 

  • 4

    Nana divoratrice di uomini

    Un grande classico che è uno spaccato della vita ottocentesca parigina nuda e cruda, Nana mantenuta di una bellezza ammaliante divora uomini svuotandoli dalla loro personalità e dai loro patrimoni.
    Co ...continua

    Un grande classico che è uno spaccato della vita ottocentesca parigina nuda e cruda, Nana mantenuta di una bellezza ammaliante divora uomini svuotandoli dalla loro personalità e dai loro patrimoni.
    Confesso che ho fatto fatica a finirlo, è lentuccio, i primi capitoli sono pieni di descrizioni e presentazioni di personaggi che rallentano la lettura, e il resto del libro è pieno di descrizioni ma grazie alle minuziose descrizioni sembra di vedere Parigi: i lampioni a gas, o vestiti di seta, i merletti...la Parigi piena di vizi, sogni e desideri.
    Nana nonostante la sue "cattiverie" non sono riuscita ad odiarla, creata così abilmente dallo scrittore non si riesce proprio.
    Sicuramente un classico da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Un quadro raffinato della società borghese ottocentesca, in tutto il suo viscidume. Amo Nanà, è la femmina totale, completamente cosciente del potere che ha fra le cosce, del tutto priva di scrupoli n ...continua

    Un quadro raffinato della società borghese ottocentesca, in tutto il suo viscidume. Amo Nanà, è la femmina totale, completamente cosciente del potere che ha fra le cosce, del tutto priva di scrupoli nell'usarlo per rovinar "quei noiosi uomini",come li chiama lei quando scopre il mondo lussurioso delle lesbiche parigine, ma non per questo non dimostra le debolezze tipiche del suo sesso : prima fra tutte il bisogno di tenerezza, di cui Zolà non scrive ma lascia intendere.

    ha scritto il 

  • 4

    Nana' è un libro decisamente audace se consideriamo il periodo in cui è stato scritto.
    A dire la verità ci ho messo una vita a finirlo dato che ho faticato terribilmente a superare l'empasse dei pri ...continua

    Nana' è un libro decisamente audace se consideriamo il periodo in cui è stato scritto.
    A dire la verità ci ho messo una vita a finirlo dato che ho faticato terribilmente a superare l'empasse dei primi 4 o 5 capitoli. I capitoli iniziali li ho trovati molto lenti e descrittivi, infatti vengono presentati i personaggi ( attori e attrici, uomini più o meno altolocati, i vari arrampicatori, prostitute, nobildonne varie e persino un fresco giovanotto che si innamora della maledetta Nana'). Questi primi capitoli trattano gli incontri tra i suddetti personaggi in teatro, nella dimora di una nobile dove si fanno una lunghissima chiacchierata e a casa di Nana' dove fanno baldoria. Successivamente la storia prende vita intorno alla sua interessante protagonista ovvero la mantenuta Nana': una giovane donna senz'arte mi parte ma dotata di una bellezza prorompente sensuale e aggressiva che fa letteralmente impazzire gli uomini che la circondano. Nana' è una donna arida, superficiale e tanto narcisista da dare sui nervi. Nana' come personaggio non è entrata nelle mie grazie anche se da una parte provavo a giustificarla visto e considerato il suo triste passato nella più bassa miseria e squallore (dopo tanta sofferenza un po' di cinismo ci sta anche dentro). Il capitolo finale è stato quello che ho apprezzato maggiormente... Una giusta fine! Geniale! Leggere Zola è una garanzia.

    ha scritto il 

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