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Naná

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Publisher: Ediciones Catedra, S.A.

4.0
(1349)

Language:Español | Number of Pages: 576 | Format: Others | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German , Catalan , Dutch , Polish , Portuguese

Isbn-10: 8437607507 | Isbn-13: 9788437607504 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Audio Cassette , Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 0

    La lussuria e l'avidità

    In questo libro del ciclo dei Rougon-Macquart, Zola affronta il tema della prostituzione (sebbene di lusso), una delle tante anomalie comportamentali derivanti da tare ereditarie.

    Nana si fa mantenere ...continue

    In questo libro del ciclo dei Rougon-Macquart, Zola affronta il tema della prostituzione (sebbene di lusso), una delle tante anomalie comportamentali derivanti da tare ereditarie.

    Nana si fa mantenere da tutti i suoi numerosi amanti di cui dilapiderà gli interi patrimoni. È una donna arida, profittatrice, volubile e capricciosa. Ma il destino le toglierà ciò che lei ama più di ogni altra cosa.

    Bellissimo.

    said on 

  • 4

    L'amore ai tempi della Belle Epoque

    Inserito tra i venti volumi che compongono il ciclo de “I Rougon-Macquart”, Nanà è tra i romanzi più carnali che il padre del naturalismo francese abbia mai scritto. Ambientato nel periodo della Belle ...continue

    Inserito tra i venti volumi che compongono il ciclo de “I Rougon-Macquart”, Nanà è tra i romanzi più carnali che il padre del naturalismo francese abbia mai scritto. Ambientato nel periodo della Belle Époque e dei Cafè Chantant, il libro racconta la storia di Anna Copeau, giovanissima ragazza dalla sensualità fin troppo spiccata per la sua tenera età, pervasa da una carica erotica e da una disinvoltura decisamente insolite. Presentata dal primo capitolo in una scena teatrale, dove recita senza talento la parte di Venere che sale dal mare, Nanà esordisce già nella fierezza della sua nudità, nell’onnipotenza del suo corpo, vestita soltanto delle sue chiome. In realtà, lontano dalle luci della ribalta, non è altro che una figura babilonica amante della lussuria e del vizio, capace di odiare e condurre alla rovina i tanti amanti da cui si lascia mantenere. Il pudore e la lealtà sono valori sconosciuti alla ragione di questa donna che persevera nella spudoratezza, oggetto di contesa tra aristocratici e borghesi che la pagano per notti d’amore, per un istante di fedeltà che lei sempre tradisce con la bugia, con l’incapacità di frenarsi, pronta a darsi agli amici oppure ai passanti. Innamorata del suo amante Fontaine, che però la maltratta in modo violento, per un capriccio vendicativo Nanà procede a ruota libera nel concedersi ancor di più ad altri uomini in cambio di denaro e di disperate agiatezze. Accetta una dimora in campagna da Steiner, intraprende frequentazioni occasionali con due fratelli, George e Philippe, ma il personaggio che più di ogni altro viene depredato, diventando vittima delle sue usurpazioni, è il facoltoso conte Muffat. Un uomo debole e senza polso, innamorato fino alle lacrime e capace di svendere la propria anima per amore, turbato e sedotto dalla perversione di lei, preso dal desiderio irrefrenabile di quella bocca troppo rossa su quel viso bianco, di quegli occhi ardenti e segnati dalla passione. Ed è così che Nanà diventa la donna di moda che vive di rendita sulla stupidità dei maschi, che conquista la celebrità del mondo galante dove è invidiata addirittura dalle signore oneste, che passa in carrozza sui boulevards mentre la folla la nomina con l’emozione di un popolo che saluta la propria sovrana. Protagonista di una storia che ai suoi tempi suscitò scalpore, Nanà è descritta da Zola con una la stessa precisione artistica che potremmo scorgere in un ritratto di Manet, di Renoir o di Giovanni Boldini. Una cifra espressiva luminosa e potente che con grande capacità rappresentativa descrive i personaggi e i loro umori, le scene al teatro Varietes col calore umano stipato nella grande sala dove pare di sentire, davvero, il trambusto che sale dal pubblico ammaliato.

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  • 4

    Nanà non è sentimentale: è senza scrupoli; non è timida, si atteggia a gran signora. Campa sull'ingenuità e sulla debolezza degli uomini, li inganna e li spolpa delle loro ricchezze (ma a volte ne sub ...continue

    Nanà non è sentimentale: è senza scrupoli; non è timida, si atteggia a gran signora. Campa sull'ingenuità e sulla debolezza degli uomini, li inganna e li spolpa delle loro ricchezze (ma a volte ne subisce le violenze). Non ha talento, ma è astuta e calcolatrice nello sfruttare la propria bellezza per raggiungere i suoi scopi, fino a scalare i gradini sociali. Non lascia scampo a nessuno, ottiene sempre ciò che vuole, sperpera in oggetti di lusso ma nulla le dà piacere, nulla la rende soddisfatta.
    Forse non nelle sembianze di essere corrotto per ereditarietà che Zola aveva in mente, ma Nanà è esistita ed esiste tuttora, così come sempre esisteranno uomini facoltosi e potenti alla ricerca di uno svago più o meno rischioso nei bassifondi. Se c'è chi vende c'è chi compra, ed è arduo individuare chi sia vittima e chi carnefice: spesso il contratto è vantaggioso per entrambe le parti, e del resto, in confronto a certe italiche vicende pubbliche, Nanà è una dilettante (si accontenta di vivere da mantenuta perchè non esisteva ancora un parlamento in cui farla sedere). Etica pubblica a parte, è interessante notare che non vi è gioia carnale nelle relazioni che Nanà intesse: gli uomini ne sono annichiliti, mentre lei è più impegnata a disprezzarli e a lamentarsi della noia che le procurano che a godere delle loro prestazioni. Nanà è un personaggio potente, vivo, dall'intensa fisicità (la sua vita, e persino la sua morte, sono narrate e quasi vivisezionate da Zola in maniera magistrale), ma ciò che in fondo domina la storia è lo squallore, la noia, e non certo l'allegria e la vitalità del sesso. Forse solo Satin (cioè solo una donna) riesce a rendere felice Nanà, ma anche Satin è un personaggio tragico, come in definitiva tutto il romanzo.

    said on 

  • 5

    Fenomenale Zola! All’inizio parte lentamente, si fa conoscenza con tanti personaggi e l’ambiente del teatro di varietà. Attricette che per vivere accettano regali ,in cambio di compagnia, da uomini pi ...continue

    Fenomenale Zola! All’inizio parte lentamente, si fa conoscenza con tanti personaggi e l’ambiente del teatro di varietà. Attricette che per vivere accettano regali ,in cambio di compagnia, da uomini più o meno altolocati, sempre pronti a comprarne i favori. Nanà è la stella, spicca su quell’ambiente torbido, polveroso, pregno di vizio e profumi di essenze. Fa la mantenuta, si barcamena tra debiti e piaceri, con lo scopo di dare un futuro migliore al suo figlioletto senza un padre. Ella è consapevole della propria bellezza, emana fascino, ha una sensualità quasi animalesca e usa gli uomini come burattini. Ma ogni tanto si innamora e allora diventa tenera, dolce, desiderosa di una vita normale e dignitosa.
    "Ella bruciava la terra dove posava il piedino: fattoria su fattoria, prateria su prateria sgranocchiò l'eredità coi suoi modi graziosi, senza nemmeno accorgersene, come sgranocchiava fra un pasto e l'altro un sacchetto di mandorle dolci posato sulle ginocchia. Erano cose senza importanza, soltanto dolciumi."
    Nanà che divora insieme agli uomini anche i loro averi, i loro possedimenti e nel contempo non è mai sazia, quasi una vendetta sulla miseria patita, ma una vendetta che ha il sapore della rovina.
    Nanà così bella, così vorace potrebbe avere tutto e per un breve periodo vi riesce, rovinando tutti gli uomini che la vogliono. Ma lei è incapace di amare, nemmeno quel figlioletto malaticcio che colma saltuariamente di inutili regali. E’ scritto forse nel suo DNA il suo atroce destino. La sua fine è terribile e repentina; scioccante la descrizione del suo volto devastato dal vaiolo. Solo le donne trovano il coraggio di renderle l’estremo saluto, gli uomini vigliaccamente rimangono fuori , hanno paura del contagio e parlano d’altro, mentre la folla entusiasta saluta l’entrata in guerra con la Prussia al grido di “ A Berlino! A Berlino! A Berlino!”.
    Zola descrive egregiamente l’ambiente e l’atmosfera della storia di Nanà, come sempre non tradisce e non parteggia. Il suo è uno sguardo oggettivo, impietoso; non si ama un personaggio come Nanà, ma non si può non provare rabbia e pietà per lei. Rabbia per come va incontro alla propria rovina e pietà per le sue contraddizioni. L’amore non vince neanche stavolta.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Zola è l’inventore di una nuova forma-romanzo che analizza e descrive la realtà con gli stessi metodi usati nelle scienze naturali, quindi attraverso l’osservazione e la sperimentazione; descrive la r ...continue

    Zola è l’inventore di una nuova forma-romanzo che analizza e descrive la realtà con gli stessi metodi usati nelle scienze naturali, quindi attraverso l’osservazione e la sperimentazione; descrive la realtà così com’è, evidenziando i problemi della società. Nanà è il nono romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart, venti romanzi che narrano le vicende di tutti i personaggi appartenenti a questa famiglia e che sono incentrati ognuno su un diverso tema, al quale corrisponde un oggetto carico di valenza simbolica. Ad esempio L’ammazzatoio tratta del tema dell’alcolismo e della degradazione della classe operaia, e l’oggetto simbolico che rappresenta questo tema è l’alambicco per la fabbricazione dell’acquavite; in Nanà, invece, il tema è quello della lussuria, e l’oggetto simbolico è proprio il corpo di Nanà, per la precisione il suo sesso. I punti di partenza di questo nuovo romanzo realizzato da Zola sono Balzac e Hugo. Da Balzac, Zola riprende l’idea dei personaggi ricorrenti, però con una differenza: se in Balzac i personaggi appaiono trasversalmente da un punto all'altro dell’opera e con alcune variazioni, in Zola i personaggi appartengono tutti alla stessa famiglia e si ripresentano seconda una programmazione “verticale” e inoltre il personaggio ricorrente assume la posizione di protagonista. Zola mira anche ad una rappresentazione globale della realtà, sempre su modello di Balzac, ma questa si effettua per singole circoscrizioni; ad esempio in Nanà si affronta il tema della lussuria, della borghesia e dell’aristocrazia corrotte e si dà spazio solo a questi temi, mentre, in Balzac, anche se l’autore si concentra su un solo aspetto della realtà, riesce comunque a darne una visione globale. Da Hugo, Zola riprende la scelta di un lessico molto ampio e ricco, capace di rappresentare al meglio il tema analizzato dall'autore. Nel romanzo di Zola, Nanà, l’autore ricerca una serie di effetti musicali, che si realizzano soprattutto nell'ultimo capitolo che “risulta infatti costruito su una vera e propria polifonia di segmenti narrativi” (dai “tre ritornelli”, alle voci delle amiche di Nanà nella camera di lei). Tutto il romanzo ruota attorno al tema della lussuria, quindi attorno al sesso di Nanà, che è portatore di distruzione e corruzione, ma che include anche una potenza vitale, dove la morte è associata a una oscura pulsione di vita; la vita coesiste in un certo senso con la morte. Nanà è rappresentata con una metafora, all'interno dello stesso romanzo, in un articolo del giornalista Fauchery, quello della mosca d’oro; questa metafora descrive perfettamente la figura di questa ragazza, la quale è volata via dagli immondezzai dei sobborghi ed è tornata per corrompere ogni cosa nei palazzi dell’aristocrazia. Nanà rappresenta inoltre l’impero; la sua data di nascita è il 1851, l’anno del colpo di Stato , e la data di morte è la dichiarazione di guerra alla Prussia, quindi la caduta dell’impero. Questo romanzo si legge a diversi livelli: è una storia che racconta la prostituzione all'epoca di Napoleone III e condanna quei costumi da basso impero ed è inoltre un inno all'onnipotenza del sesso. Nanà, con la sua potenza vitale, è portatrice di morte; Nanà è Venere, non recita solo la sua parte, ma rappresenta completamente questa figura, poiché, anche sul palco, rompe la finzione scenica, senza preoccuparsi della sua parte nella rappresentazione, ma non è più quella Venere celeste, le cui nudità esprimono grazia e purezza, non è più una Afrodite Urania, ma diventa una Venere infernale, una Afrodite Pandemia. La presenza di Nanà è letteralmente infernale, e le quinte, dove Nanà provocherà Muffat, che non troverà altra estasi se non quella satanica, sono un vero e proprio inferno; tutto brucia intorno a Nanà.

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  • 5

    un classico per antonomasia

    Nanà si deve a buon diritto considerare come uno dei classici per antonomasia, non solo della letteratura francese. Sempre con rammarico però mi accorgo che Nanà è un'opera poco conosciuta: un peccato ...continue

    Nanà si deve a buon diritto considerare come uno dei classici per antonomasia, non solo della letteratura francese. Sempre con rammarico però mi accorgo che Nanà è un'opera poco conosciuta: un peccato perchè, nonostante io creda che raramente un libro possa raggiungere la perfezione, penso che Nanà sia un romanzo perfetto. Originale e scandaloso per l'epoca, Nanà racconta la storia di una prostituta, trasformando la corruzione e il vizio degli uomini in una vera e proprie eroina. Ma, al di là di questo, Zola riesce magistralmente nel suo intento, quello di colpire duramente la Francia del Secondo Impero. Perchè Nanà in realtà simboleggia la Francia: lei, la prostituta che tutti volevano conquistare, sposare, con la sua morte rappresenta in realtà un mondo che ha fine. Fuori dalla camera d'albergo dove Nanà morirà orrendamente sfigurata dalle pustole del vaiolo, anche la Francia si avvicina al crollo dichiarandoo, con il triplice urlo A Berlino!, guerra alla Prussia; una guerra da cui la nazione francese uscirà completamente sconfitta.

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  • 5

    Grandioso poema del sesso, o meglio del desiderio sessuale come una delle grandi leve che muovono la società, determinando travolgenti ascese sociali o altrettanto precipitose cadute nell'abisso moral ...continue

    Grandioso poema del sesso, o meglio del desiderio sessuale come una delle grandi leve che muovono la società, determinando travolgenti ascese sociali o altrettanto precipitose cadute nell'abisso morale ed economico. Il tutto è narrato con il brio e la capacità di analisi impietosa caratteristici di Zola. Peccato solo per alcune descrizioni d'ambiente a mio parere eccessivamente noiose e di poca importanza, forse dettate dalla necessità di allungare il romanzo per la pubblicazione, originariamente, a puntate sul giornale. Malgrado questo, si tratta di uno dei capolavori di Zola e Nanà è una figura memorabile della letteratura, ma non solo. La giovane "cocotte" parigina a cui nessun uomo sa resistere è assurta, da subito, ad archetipo della donna consapevole del proprio enorme potere di seduzione, che sfrutta per avvincere a sé ogni tipo di uomo ricavandone il massimo vantaggio, senza lasciarsi frenare da scrupoli o remore morali ("una cagna dietro alla quale corre un'intera muta di cani, di cui lei, che non è in calore, si prende gioco beffarda", per citare lo stesso Zola), anche se alla fine - ma forse questa è solo una concessione di Zola al moralismo dell'epoca -, questa stessa donna finisce per soccombere, divorata dal suo stesso insaziabile appetito sensuale. Un capolavoro che merita tutte le cinque stelle.

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  • 4

    Questa volta non voglio parlare del libro ma dell'edizione. Per carità, costa poco, otto Euro, ma è così piena di refusi da dare fastidio. Bastava un correttore word per eliminarne almeno il novanta p ...continue

    Questa volta non voglio parlare del libro ma dell'edizione. Per carità, costa poco, otto Euro, ma è così piena di refusi da dare fastidio. Bastava un correttore word per eliminarne almeno il novanta per cento. Pessimo, pessimo lavoro, sul serio

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  • 3

    Il voto è dovuto sopratutto al personaggio di Nanà, che ho trovato insopportabile: viziata, inconcludente e tanto stupida da non riuscire a sfruttare come si deve il proprio successo.
    Per il resto, lo ...continue

    Il voto è dovuto sopratutto al personaggio di Nanà, che ho trovato insopportabile: viziata, inconcludente e tanto stupida da non riuscire a sfruttare come si deve il proprio successo.
    Per il resto, lo stile di Zola è sempre appassionante e scorrevole.

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