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Nannarella

Il romanzo di Anna Magnani

Di

Editore: Minimum fax

4.0
(71)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8875211701 | Isbn-13: 9788875211707 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography

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Descrizione del libro
Perché dopo tanti anni si parla ancora di Anna Magnani? Perché è stata l’attrice simbolo del cinema italiano del dopoguerra, il cinema della ricostruzione e del riscatto, e una delle più grandi attrici di tutti i tempi, capace di comicità sfrenata e di profonda drammaticità. Di lei gli italiani, da più di cinquant’anni, hanno nella mente, negli occhi e nel cuore quella corsa disperata dietro il camion tedesco che metteva la parola fine al suo più grande personaggio, ma anche la sua risata ora irridente, ora canzonatoria, ora gioiosa: la risata di Nannarella.
Questa biografia – già uscita con grande successo nel 1981, ora riveduta e integrata da nuovi documenti e testimonianze – narra i suoi amori drammatici, esclusivi, travolgenti; i suoi dolori laceranti, le sue gioie sfrenate, le sue improvvise voglie di giocare e il suo drammatico disincanto
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  • 5

    Una lupa sciamannata

    Un fascino da zingara, la sua risata prepotente, dolorosa e feroce che feriva timpani e cuore.
    Attrice sfrenatamente comica e profondamente tragica, aveva il potere di suscitare la curiosità e l’interesse di chiunque l’avvicinasse, attratti dalla sua forza prorompente e dalla sua umanità profond ...continua

    Un fascino da zingara, la sua risata prepotente, dolorosa e feroce che feriva timpani e cuore. Attrice sfrenatamente comica e profondamente tragica, aveva il potere di suscitare la curiosità e l’interesse di chiunque l’avvicinasse, attratti dalla sua forza prorompente e dalla sua umanità profonda. Una donna che, negli animali e nella loro innocenza, ritrovava la lealtà di cui era assetata.

    Generosa, impulsiva e passionale, dirà di se stessa "le donne come me si attaccano soltanto agli uomini con una personalità superiore alla loro, e io non ho mai trovato un uomo con una personalità capace di minimizzare la mia, avevo voglia di essere amata, di ricevere tutto l’amore che avevo sempre mendicato."

    A chi le chiedeva sul grande amore della sua vita, rispondeva con amaro candore "il grande amore assoluto non può esistere, ma esistono soltanto piccoli amori contingenti...c’è chi muore d’indigestione e chi di astuzia, però assicuratevi sempre di avere le mani pulite, prima di toccare il cuore di una persona."

    Pier Paolo Pasolini dirà di lei “Anna è una donna con un pizzico di ironica ribellione, sotto le ciocche disordinatamente assolute.”

    ha scritto il 

  • 4

    Ohhh, finalmente un libro che racconta Nannarella in tutte le sue sfaccettature! Non che abbia scoperto l'acqua calda visto che è datato 1981, ma va beh ci sono arrivata dopo un po'. E che bella scoperta: Anna qui è raccontata non solo come attrice ma principalmente come donna, con tutte le sue m ...continua

    Ohhh, finalmente un libro che racconta Nannarella in tutte le sue sfaccettature! Non che abbia scoperto l'acqua calda visto che è datato 1981, ma va beh ci sono arrivata dopo un po'. E che bella scoperta: Anna qui è raccontata non solo come attrice ma principalmente come donna, con tutte le sue manie, la passione viscerale per il suo lavoro, l'amore per il figlio e le assurde gelosie nei confronti dei suoi uomini. Un'Anna dal carattere scontroso ma allo stesso tempo solare in tutta la sua romanità. Dire che la Magnani è l'attrice più grande di tutti i tempi ormai è cosa trita e ritrita ma tant'è...e questa biografia le rende il giusto merito perchè Nannarella non era solo mostruosa cinematograficamente parlando, ma era un personaggio spettacolare nella vita vera.

    ha scritto il 

  • 0

    La Magnani mito italiano

    di Sara Meddi
    Da Minimum fax
    Nannarella sogno
    di un’Italia migliore


    Nessuna donna più di Anna Magnani può incarnare il cinema italiano del Dopoguerra. Il cinema di un paese che vive tra devastazione e riscatto, spinto verso la ricostruzione ma ancora reduce dalle macerie degli ultimi ven ...continua

    di Sara Meddi Da Minimum fax Nannarella sogno di un’Italia migliore

    Nessuna donna più di Anna Magnani può incarnare il cinema italiano del Dopoguerra. Il cinema di un paese che vive tra devastazione e riscatto, spinto verso la ricostruzione ma ancora reduce dalle macerie degli ultimi vent’anni. E la Magnani resta, in fondo, un simbolo «dell’Italia migliore, quella che non si arrende, si lecca le ferite, e rinasce sempre». Nel suo volto troviamo grande comicità e drammaticità, sentimenti che sono lo specchio della sua anima e di tutto il suo tempo. Una donna da un volto non bello, ma che s’illumina di un sorriso irridente e canzonatorio, capace di rendere in un attimo bellissimo quel viso solcato da occhi passionali e tristi.

    Il romanzo di una grande attrice Alla Magnani è dedicato il romanzo-biografia Nannarella (Minimum fax, pp. 242, € 16,00) di Giancarlo Governi, scrittore e critico cinematografico già autore di significative biografie e testi di Storia del Cinema. Governi è bravo a scavare nella vita cinematografica dell’attrice, propone un “ritratto” che diventa appassionante come un romanzo grazie alla ricchezza di documenti e testimonianze che portano la narrazione oltre il piano puramente storico e accademico. È il 1925 quando Anna parte per il suo primo lavoro d’attrice teatrale. Gira l’Italia con la compagnia diretta da Dario Niccodemi. Ha anche una paga, la prima: 25 lire al giorno. Partendo da quella iniziale esperienza professionale la strada verso il successo è lunga e Anna la percorre passo dopo passo con la feroce e coraggiosa determinazione che è propria del suo carattere. Nel 1934 Anna passa al Teatro di rivista ed è partner di attori d’eccezione come Totò; con lui gira per quattro anni nei teatri di tutta Italia, come anche con Vittorio De Sica. È proprio quest’ultimo ad offrirle il primo ruolo cinematografico di rilievo, quello di Loretta Prima, artista di varietà, in Teresa Venerdì. Ma l’affermazione definitiva arriva nel 1945. La Magnani vince il primo dei suoi cinque “Nastro d'Argento” e si impone come attrice simbolo del Neorealismo grazie all’interpretazione della Sora Pina in Roma città aperta di Roberto Rossellini, grande regista e uno dei grandi amori della sua vita. Della Magnani tutti ricordiamo la corsa disperata dietro quel camion tedesco che si portava via le ultime speranze di tanti italiani, una delle sequenze più belle e celebri della storia del cinema. Dopo la rottura, professionale e sentimentale con Rossellini, la vita della Magnani è segnata dall’incontro con Luchino Visconti. Con lui girerà un solo film, Bellissima, del 1951, una pellicola che lascerà il segno nella storia del cinema italiano e contribuirà in maniera determinante alla crescita artistica della Magnani, finalmente libera di esprimersi in tutte le sue doti artistiche. Il 1956 è l’anno della consacrazione come artista internazionale, Anna Magnani è infatti la prima attrice italiana nella storia degli Academy Awards a vincere il Premio Oscar come migliore attrice protagonista. La candidatura è per l’interpretazione di Serafina Delle Rose in La rosa tatuata (The Rose Tatoo) per la regia di Daniel Mann, ruolo per il quale vincerà anche un Bafta e un Golden Globe. La carriera della Magnani sarà ancora lunga e intensa, segnata da preziose collaborazioni con registi del calibro di Pasolini e Fellini.

    Sfatando i miti della donna dietro lo schermo Il libro di Governi sfata molti miti ancora vivi nell’immaginario degli ammiratori della Magnani, alcuni costruiti dall’attrice stessa, come quello della nascita ad Alessandria d’Egitto (che faceva molto esotico), secondo una moda tipica dell’epoca. Scopriamo infatti che il 12 marzo 1908 Marina Magnani di 21 anni, si presentò all’ufficiale di stato civile del Comune di Roma per registrare la nascita in casa, il 7 marzo, di una bambina, Anna Maria Magnani, di padre Nn. Anni dopo, già ricca e famosa, Anna chiese a un’agenzia d’investigazioni di scoprire chi fosse il padre. Questi vennero a sapere che poteva essere un uomo calabrese di nome Del Duce. Possiamo ancora sentire la sua risata sguaiata, a cuore aperto, quando in un’intervista le chiesero notizie di suo padre e lei rispose: «Avevo scoperto che era un calabrese e che di cognome faceva Del Duce. Avevo lasciato perdere perché non m’andava d’esse’ la fija der Duce!» Una donna quindi piena di gioia di vivere eppur disincantata, ancora a cavallo tra l’antico modello di donna subordinata e la voglia di liberazione, una dicotomia di valori che attraversa tutta la sua vita e che è quello di tutte le donne italiane. Un’attrice di grandissimo spessore e presenza scenica che decise, diversamente da altre grandi donne del suo tempo, come la Loren o la Cardinale, di non vivere sotto l’ombra di un marito-produttore. Anzi, Anna visse d’innamoramenti non sempre leciti e fortunati ma assolutamente autentici e passionali, e sperimentò, con la nascita del figlio Luca, la maternità con profondità e sofferenza, sospesa tra un amore senza limiti e una separazione forzata a causa della malattia del piccolo, che lo costrinse in un collegio-ospedale in Svizzera. Questo è un libro ricco di ricordi e aneddoti, un testo davvero prezioso per tutti i veri appassionati del cinema italiano, e ovviamente per gli amanti tutti della grande Magnani desiderosi di conoscere, almeno un po’, la donna Anna che ha vissuto dietro lo schermo. Conoscere la vita e la storia di una donna e di un’attrice di così grande fascino e profondità, alimenta anche la speranza di poter rivedere sugli schermi qualcuno della sua stessa grandezza. Al momento non mi viene in mente nessuna che abbia lo stesso bruciante sguardo della Magnani e la sua capacità di dare vita vera ai suoi personaggi, tanto sinceri da diventare parte di lei, o forse provenienti da una stessa parte di lei. A consolarci di questa mancanza restano i suoi film, e questo libro. Un testo assolutamente consigliato, per la sua attendibilità e completezza, ma ancora di più per la passione che l’autore ci mette nel raccontare la vita di questa donna unicamente autentica, al di là da tutte le contraddizioni e di tutti i rigidi schemi del suo tempo. Chiudono il libro due brevi ma preziose interviste alla Magnani oltre alla filmografia completa dell’attrice. Eduardo De Filippo scrisse queste parole a pochi giorni dalla sua morte, avvenuta a Roma il 26 settembre del 1973:

    «Confusi con la pioggia sul selciato son caduti gli occhi che vedevano gli occhi di Nannarella che seguivano le camminate lente sfiduciate ogni passo perduto della povera gente. Tutti i selciati di Roma hanno strillato. Le pietre del mondo li hanno uditi».

    Sara Meddi

    (www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 58, giugno 2012)

    ha scritto il 

  • 5

    Non chiedetemi mai se amo i libri sulla Magnani...

    ...perché entrare in punta di piedi nel suo mondo, è come poter respirare aria di casa: non mi stanco mai di scoprire nuovi dettagli sulla vita di quella che io, e non solo io, reputo la più grande attrice di tutti i tempi, ed in questo libro, fatta eccezione per un capitolo che discorda in parte ...continua

    ...perché entrare in punta di piedi nel suo mondo, è come poter respirare aria di casa: non mi stanco mai di scoprire nuovi dettagli sulla vita di quella che io, e non solo io, reputo la più grande attrice di tutti i tempi, ed in questo libro, fatta eccezione per un capitolo che discorda in parte con un altro libro, ci sono pagine che emozionano, semplicemente raccontando la donna dagli occhi più espressivi di ogni tempo, ma sempre rispettando il tono che l'attrice avrebbe concesso a degli impiccioni, che hanno la pretesa di voler sapere lei chi era... Un libro ben scritto, con fonti un pò datate, ma rintracciabile, un altro ritratto di colei che a distanza di tempo, riesce con una sola risata a squarciare ogni dubbio...

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono un'appassionata di biografie, ma Governi riesce a dosare documentazione e narrazione in una via di mezzo scorrevole e piacevole, che traccia della Magnani un ritratto complesso e ricco davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    E’ doveroso, nel centenario della sua nascita, rendere omaggio ad una grande donna e altrettanto grande attrice, ma soprattutto farla conoscere alle più giovani che non hanno avuto la fortuna di viverla.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro mi insegna una cosa: è sempre meglio leggere le quarte prima di comprare un libro.
    Mi aspettavo un'altra cosa (più cinema e meno gossip) e se avessi letto il testo sull'aletta avrei evitato di spedere sedici euri...
    comunque sia, evviva anna magnani.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "...In quello stesso spettacolo, CHE TI SEI MESSO IN TESTA, diceva una battuta, nei panni di Mila di Codro, che suonava, che suonava pressappoco così: 'Del tuo re la volontà/ e alfin, la cos più importante,/la libertà!' Il pubblico alla parola 'libertà' esplodeva in un applauso frenetico. Una ser ...continua

    "...In quello stesso spettacolo, CHE TI SEI MESSO IN TESTA, diceva una battuta, nei panni di Mila di Codro, che suonava, che suonava pressappoco così: 'Del tuo re la volontà/ e alfin, la cos più importante,/la libertà!' Il pubblico alla parola 'libertà' esplodeva in un applauso frenetico. Una sera ci ritrovammo il tetro pieno di repubblichini, tutti neri, sembravano tanti bacarozzi elegantissimi. ROma viveva nella paura, nelle nostre case tenevamo nascosti i nostri amici antifascisti (in casa di Anna c'era Luchino Visconti). Alla fine dello spettacolo salirono sul palcoscenico ed entrarono nel camerino di Anna. 'Cosa volete da me, prego, io non vi conosco,' disse Anna con aria molto seccata. 'Signora, lei ci conosce benissimo. Lei questa sera ha gridato: libertà!' rispose il capo dei bacarozzi ed Anna di rimando: 'Ma io non capisco... ma cosa vuol dire... aiutatemi, ditemi in quale occasione.' 'Lei non deve più dire quella parola, sennò domani sera noi buttiamo una bomba nel Teatro Valle. Intesi?' Concluse il repubblichino. Noi eravamo tutti morti di paura, ma lei riuscì a mettere la cosa sullo scherzo ed andò via dopo averci ripetuto più volte:'ve cacate sotto,eh?' La sera dopo il teatro era ancora più nero. Noi spiavamo dalle quinte e già ci sentivamo eroi e martiri. Anna entrò in scena accompagnata dalle raccomandazioni di Totò:'Mi raccomando, signora Magnani, siamo nelle sue mani!' Quando lo spettacolo arrivò al dunque, Anna si piazzò al centro del palcoscenico e cominciò a dire la battuta incriminata: 'Del tuo re la volontà! e, alfin, la cosa più importante!...' fece una pausa carica di suspense, si rivolse a noi sottovoce, guardandoci con aria ironica, 've cacate sotto, eh?,' quindi riprese:'aria, aria pura per respirare', gridò forte e con violenza all'indirizzo dei repubblichini.' "
    Marisa Merlini, intervista originale, Roma 1981.

    ha scritto il