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Napad

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4.0
(1042)

Language:Slovenščina | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Italian , French , English , Spanish , Portuguese , Chi traditional

Isbn-10: 9616682067 | Isbn-13: 9789616682060 | Publish date: 

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
Zgodbo romana Napad pripoveduje Amin Yaasar, vrhunski kirurg star blizu štirideset let, palestinskega porekla, toda z izraelskim državljanstvom. Z lepo ženo Sihem živita v lepi hiši ugledne četrti Telaviva, uživata življenje visoke družbe in z ljubeznijo in pričakovanjem čakata, da bi imela otroke. Dokler ne pride do samomorilskega napada: v prepolni restavraciji s hitro prehrano umre desetine ljudi, ranjenih je kakih sto, razstrelila pa jih je nihče drugo kot lepa Sihem. Zakaj? Začne se Aminovo iskanje resnice. Soočen je z dejanjem, ki ga ne razume, soočen je z dejstvom, da svoje žene nikoli ni zares poznal niti razumel. Skozi njegove oči pa spremljamo tudi agonijo dveh ljudstev in dveh kultur, njun dialog so bombe in orožje.
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  • 3

    L'ATTENTATRICE

    “Possono toglierti tutto…
    Ti resteranno sempre i tuoi sogni
    Per reinventare il mondo che ti hanno negato”


    Yasmina Khadra non è altro che lo pseudonimo femminile dello scrittore algerino Mohammed Moulessehoul (classe 1955), Ufficiale Superiore dello Stato Maggiore Algerino. Per question ...continue

    “Possono toglierti tutto… Ti resteranno sempre i tuoi sogni Per reinventare il mondo che ti hanno negato”

    Yasmina Khadra non è altro che lo pseudonimo femminile dello scrittore algerino Mohammed Moulessehoul (classe 1955), Ufficiale Superiore dello Stato Maggiore Algerino. Per questioni di censura è stato costretto a scrivere sotto pseudonimo e solo ora, che non è più nell’esercito e si è autoesiliato in Francia, è uscito allo scoperto. “L’attentatrice” (titolo originale “L’attentato”) è stato pubblicato in Italia da Mondadori nel 2006, nella Collana Piccola Biblioteca Oscar. E’ un libro costellato di molteplici spunti di riflessione e il lettore lo vive con gli occhi del protagonista: il medico palestinese Amin Jaafari, naturalizzato israeliano, un uomo di successo, un bravissimo chirurgo apprezzato da tutto il mondo scientifico, una splendida casa elegantemente arredata a Tel Aviv, una moglie amatissima e molto bella, Sihem anche lei palestinese, tanti amici e una vita sociale molto intensa, viaggi in ogni parte del mondo, un modello di perfetta integrazione, una vita felice insomma, creata con grande fatica ma coronata da grandi soddisfazioni. Ma un giorno tutta questa felicità viene spezzata e la vita di Amin stravolta: un attentato in un locale di Tel Aviv, pieno di ragazzi e ragazze riunitisi per festeggiare un compleanno; una donna apparentemente incinta ma in realtà gonfia di esplosivo, una kamikazee, provoca una strage facendosi esplodere all’interno. Per Amin, medico votato a salvare le vite altrui, scoprire che quella donna era la sua adorata moglie, è un dolore e uno strazio inimmaginabile. Perché, perché è successo tutto questo? Perché lui non si è accorto mai di nulla? Quale ferita, quale cicatrice non rimarginata solcava il cuore di Sihem, tanto dolorosa da farle decidere di rinunciare alla propria vita portando con sé altre vite? Amin decide di ripercorrere gli ultimi giorni di Sihem per cercare di capire, per trovare quei segni che non aveva saputo cogliere, per darsi risposte necessarie al proseguimento della sua vita distrutta. L’integrazione operata sulla sua persona sembra sgretolarsi sotto i suoi occhi: ormai lui non è più un bravo chirurgo che ha salvato tante vite ma un arabo, marito di un’attentatrice, probabile terrorista anch’egli. Tornato in Patria, attraversa il suo paese devastato dalla furia della guerra e dell’odio, Betlemme, Nazareth, Jenin, per comprendere cosa e chi abbia fatto diventare la dolce e apparentemente serena Sihem una terrorista. Non troverà una risposta, ma solo alcune certezze sulle sue personali scelte di vita, non riuscirà a carpire la realtà della moglie ma avrà di lei solo un’immagine che ormai corrisponderà ad un sogno, ad una privata immaginazione. Ma le domande che si porrà, le stesse che anche il lettore si farà, avranno bisogno di attenti confronti, di aperture mentali, di riflessioni sull’umana dignità e sul rispetto calpestato, sulle angosce, sulle rabbie, sulle disperazioni, sulle tragedie di questi popoli che si dilaniano senza tregua, sulla fragilità umana dei sentimenti che a volte prevalgono su una realtà più grande. Amin non può accettare un sacrificio supremo che distrugga la vita, perché il diritto ad essa è la più nobile e giusta delle cause e non c’è differenza tra un kamikaze palestinese e un carro armato israeliano se entrambi sono apportatori di morte che piove sull’esistenza di tanti civili innocenti. Una prosa asciutta, incalzante anche se non avvincente, intensa e a tratti toccante nello scandagliare l’animo di quest’uomo deprivato delle sue certezze, purtroppo avara di introspettiva per quanto riguarda la vita intima di sua moglie e di ciò che l’ha portata a certe scelte drammatiche e, di questa interiorità al femminile, si sente la mancanza per tutto il libro. La profondità dell’anima di Sihem rimarrà sconosciuta ad Amin e al lettore fino ad un finale che ricongiunge all’inizio del libro, un finale del tutto mancante di uno spiraglio di speranza terrena, come un sogno che si sgretola alle prime luci dell’alba perché può essere vissuto solo nel buio più profondo della notte.

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  • 3

    Soggetto allettante, svolgimento mediocre. Per la scrittura sciatta e ricca di banalità, per il tono uguale per tutti i personaggi, per il colpo-al-cerchio-e-alla-botte. Ma va letto, nonostante.

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  • 0

    un pugno in pancia

    Amin Jaafari ci racconta della sua vita da palestinese naturalizzato israeliano come stimatissimo chirurgo, con l’amatissima moglie Sihem, donna cosmopolita e integrata nella realtà israeliana. Una sera, in cui Sihem non è a casa, Amin deve tornare in ospedale a causa di una strage compiuta da un ...continue

    Amin Jaafari ci racconta della sua vita da palestinese naturalizzato israeliano come stimatissimo chirurgo, con l’amatissima moglie Sihem, donna cosmopolita e integrata nella realtà israeliana. Una sera, in cui Sihem non è a casa, Amin deve tornare in ospedale a causa di una strage compiuta da un kamikaze. E la ritrova lì, Sihem, tra i cadaveri dell’attentato. Ma non tra le vittime: Sihem è l’attentatrice, è lei che si è fatta esplodere. L’intero mondo di Amin va in pezzi: in un attimo, è diventato solo un arabo, marito di una terrorista. E Sihem, chi era? E’ mai stata davvero felice con lui nella moderna, israeliana Tel Aviv? Amin inizia un viaggio nello spazio e nel tempo: verso Betlemme e Nazareth e Jenin, dove vivono i terroristi; e nel suo passato, dove ritrova le umiliazioni e gli squallori quotidiani della vita di una famiglia araba di contadini nei territori occupati. Siamo sconvolti come lo è Amin: c’è differenza tra l’attentato di un kamikaze palestinese al quale disperazione e umiliazione hanno tolto il senso della dignità, e l’attentato di un raid aereo dell’esercito israeliano che spara missili sui civili? E Amin, che è un medico e che ha scelto di dedicare la sua vita a salvare la vita altrui, può ammettere una lotta che distrugge la vita indiscriminatamente? Un pugno allo stomaco al di là di ogni ideologia, nel solo nome dell’umanità.

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  • 4

    E' un piccolo libro, duecento pagine che si leggono in fretta. Non ha il respiro epico di altri che trattano del conflitto israelo-palestinese, ma ha un tocco inquietante nel raccontare lo sperdimento, di una terra desolata (non esiste una linea netta fra bene e male, quando due popoli lottano a ...continue

    E' un piccolo libro, duecento pagine che si leggono in fretta. Non ha il respiro epico di altri che trattano del conflitto israelo-palestinese, ma ha un tocco inquietante nel raccontare lo sperdimento, di una terra desolata (non esiste una linea netta fra bene e male, quando due popoli lottano a quel modo), e di una persona (conosci veramente chi ami? E conosci davvero te stesso?).

    E' la storia di Amin, medico per vocazione, privilegiato grazie all'onesto sacrificio, arabo di nascita ma naturalizzato israeliano. Vive con la sua bella moglie Sihem, nella loro ricca casa, con ottimi amici israeliani e una vita dorata che sembra il manifesto dell'integrazione riuscita. Non ha rinnegato le sue radici. Non per davvero. Se mai, le ha dimenticate. Ma un giorno tutto va in pezzi: Sihem muore suicida in un attentato, e porta con sé molte vittime innocenti.

    Perché l'ha fatto? Come può Amin non aver mai intuito il segreto di quella donna moderna, con i capelli al vento, e un radioso sorriso che, forse, aveva l'unico difetto di non riflettersi appieno negli occhi? Amin va in cerca della risposta, nella terra di mezzo fra due opposte violenze, che ha sempre rifiutato e non riesce a comprendere. Non la trova davvero, quella risposta. Perché Sihem resta inafferrabile, remota. Era la donna dei suoi sogni: gliene è sfuggita la realtà.

    L'ho trovato un romanzo malinconico, non magistrale ma intenso.

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  • 4

    La logica dei vortici umani, un viaggio nel senso di colpa. L'esilio dorato non ha bisogno di chilometri di distanza, e girarsi dall'altra parte spesso non è abbastanza. Il racconto si sviluppa, prudentemente nonostante i fatti raccontati, per poi addentrarsi sempre più e cambiare prospettiva, fo ...continue

    La logica dei vortici umani, un viaggio nel senso di colpa. L'esilio dorato non ha bisogno di chilometri di distanza, e girarsi dall'altra parte spesso non è abbastanza. Il racconto si sviluppa, prudentemente nonostante i fatti raccontati, per poi addentrarsi sempre più e cambiare prospettiva, forse anche quella del protagonista e forse anche quella di chi legge. Un merito che molti libri ben più complessi non hanno.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    自由是一種深刻的信念

    整體對我而言,讀起來相當流暢,卻很沉重。
    由不同的角度來看待所謂恐怖自殺攻擊者的背後,為的是強烈的民族意識嚮往的自由。血脈的真實呼喊。
    『愛去哪就去哪不是自由;不愁吃不愁喝不叫成功。自由是一種深刻的信念;自由為確切之母。』--p.244
    每個人都私心要自己和愛的人溫飽及安全快樂,相對的去迴避或漠視害怕自己會面臨的狀況,用各種方式堆砌理想的堡壘。
    我很同意書末中提到的,若將反恐的資金用來協助不同的人民而非用來征服,這個世界...哦...早就天下太平我不敢講,但和平許多我同意。
    世態就是如此,弱肉強食。每人都是獨立個體,信念無法統一。
    就算以愛為名的信仰,也各分派系,各立爭戰。
    .
    ..
    . ...continue

    整體對我而言,讀起來相當流暢,卻很沉重。 由不同的角度來看待所謂恐怖自殺攻擊者的背後,為的是強烈的民族意識嚮往的自由。血脈的真實呼喊。 『愛去哪就去哪不是自由;不愁吃不愁喝不叫成功。自由是一種深刻的信念;自由為確切之母。』--p.244 每個人都私心要自己和愛的人溫飽及安全快樂,相對的去迴避或漠視害怕自己會面臨的狀況,用各種方式堆砌理想的堡壘。 我很同意書末中提到的,若將反恐的資金用來協助不同的人民而非用來征服,這個世界...哦...早就天下太平我不敢講,但和平許多我同意。 世態就是如此,弱肉強食。每人都是獨立個體,信念無法統一。 就算以愛為名的信仰,也各分派系,各立爭戰。 . .. ... 最後,PEACE。

    said on 

  • 3

    Un libro difficile, e difficile dare un giudizio.
    Tema coraggioso, raccontato come prima non avevo mai letto.
    Realistico? Relativista? Immaginifico? Credo che solo chi vive la realtà israelo-palestinese davvero, e senza paraocchi ideologici possa dare un giudizio appropriato.
    Per questo sto nel m ...continue

    Un libro difficile, e difficile dare un giudizio. Tema coraggioso, raccontato come prima non avevo mai letto. Realistico? Relativista? Immaginifico? Credo che solo chi vive la realtà israelo-palestinese davvero, e senza paraocchi ideologici possa dare un giudizio appropriato. Per questo sto nel mezzo, e le mie "stelle" vanno al ritmo (ottimo) allo stile (buono), alla profondità (deludente, è una storia che meritava molte più pagine), senza azzardare un giudizio sul messaggio. Troppo sconvolgente da immaginare per me, pur non essendo fantascienza. Lo consiglio, comunque.

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  • 4

    divorato!!!

    non riuscivo a staccarmi dalla storia finchè....non ho finito!!! è scritto bene, la storia è forte e scritta bene. ci si immedesima nella ricerca e nelle incomprensioni del marito... si stenta a capire... e si legge... è scorrevole è profondo è consigliatissimo...

    said on 

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