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Napad

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4.0
(1063)

Language:Slovenščina | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Italian , French , English , Spanish , Portuguese , Chi traditional

Isbn-10: 9616682067 | Isbn-13: 9789616682060 | Publish date: 

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
Zgodbo romana Napad pripoveduje Amin Yaasar, vrhunski kirurg star blizu štirideset let, palestinskega porekla, toda z izraelskim državljanstvom. Z lepo ženo Sihem živita v lepi hiši ugledne četrti Telaviva, uživata življenje visoke družbe in z ljubeznijo in pričakovanjem čakata, da bi imela otroke. Dokler ne pride do samomorilskega napada: v prepolni restavraciji s hitro prehrano umre desetine ljudi, ranjenih je kakih sto, razstrelila pa jih je nihče drugo kot lepa Sihem. Zakaj? Začne se Aminovo iskanje resnice. Soočen je z dejanjem, ki ga ne razume, soočen je z dejstvom, da svoje žene nikoli ni zares poznal niti razumel. Skozi njegove oči pa spremljamo tudi agonijo dveh ljudstev in dveh kultur, njun dialog so bombe in orožje.
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  • 2

    Un palestinese che ha fatto carriera, ed è un medico di successo ben integrato nella società israeliana, dopo anni di fatiche e lotte. Una moglie felice, appagata, fiera di lui. O no? Come in molte cr ...continue

    Un palestinese che ha fatto carriera, ed è un medico di successo ben integrato nella società israeliana, dopo anni di fatiche e lotte. Una moglie felice, appagata, fiera di lui. O no? Come in molte crisi di coppia, uno dei due coniugi non ha saputo interpretare nell'altro certi piccoli segnali che dicevano l'opposto di ciò che l'apparenza e la forma esteriore dei comportamenti quotidiani mostravano, e non ha saputo cogliere e comprendere l'insoddisfazione dell'altro, e l'inizio della fine.
    Solo che qui c'è molto di più di una crisi di coppia: c'è la scoperta, amara e devastante, di non aver conosciuto davvero l'altra parte, di non aver capito che nelle tranquilla vita borghese che conduceva si era insinuata la mentalità dell'estremista, del kamikaze pronto a tutto.
    La vicenda del libro è il percorso di un uomo che vuole capire, scoprire come ha potuto essere cieco mentre nella moglie cresceva l'identità di una attentratrice, ma è anche un percorso che lo porta a riscoprire le proprie radici, e lo stato di paura, violenza e povertà in cui vivono ancora i suoi parenti, che non hanno fatto strada come lui. Non ci sono risposte nel libro, né lezioni di alcun tipo: ci sono, crudi, duri e spogli di ideologie preconfezionate, i due opposti fondamentalismi che si dispiegano, ognuno con le proprie ragioni e pregiudizi, e al centro il protagonista, spesso odiato dagli israeliani perchè ha osato far successo nella loro società, e disprezzato dai palestinesi, per non aver scelto di lottare al loro fianco.
    Forse, ed è un paradosso interessante, l'unica figura coraggiosamente lucida e saggia è il matto del villaggio, un vecchietto a metà tra il mago ciarlatano e l'asceta, che è ancora in grado di giudicare le persone come esseri umani e non come parti di avversi schieramenti.
    Nonostante le buone premesse e l'argomento, però, il romanzo è debole: l'autore (sì, perchè in realtà non è una donna, e non è palestinese ma algerino) non riesce a far vibrare corde emotive nel lettore, e tutto il racconto resta sottotono, in attesa di una forza che non arriva mai.

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  • 3

    intenso, fa pensare

    la prima metà del libro mi ha catturata e rapita....successivamente rallenta un po', si perde con un finale che ricongiunge all'incipit, nell'insieme un bel libro, temi profondi e sentimento nel racco ...continue

    la prima metà del libro mi ha catturata e rapita....successivamente rallenta un po', si perde con un finale che ricongiunge all'incipit, nell'insieme un bel libro, temi profondi e sentimento nel raccontarlo...da leggere ma non un capolavoro

    said on 

  • 4

    "Un islamista è un militante politico. Ha una sola ambizione: instaurare uno Stato teocratico nel proprio paese e godere pienamente della sua sovranità e indipendenza... Un integralista è uno jihadist ...continue

    "Un islamista è un militante politico. Ha una sola ambizione: instaurare uno Stato teocratico nel proprio paese e godere pienamente della sua sovranità e indipendenza... Un integralista è uno jihadista oltranzista. Non crede alla sovranità degli stati musulmani nè alla loro autonomia. Per lui sono solo stati vassalli che dovranno dissolversi a profitto di un unico califfato. Perchè l'integralista sogna l'umma unica e indivisibile che si estende dall'Indonesia al Marocco per assoggettare o distruggere l'Occidente, se non si converte all'Islam... Noi non siamo islamisti nè integralisti dottor Jaafari. Siamo solo i figli di un popolo depredato e deriso che si battono con i mezzi a loro disposizione per riconquistare la propria patria e la propria dignità, niente di più, niente di meno."
    Conosciamo veramente fino in fondo chi ci sta vicino? E' questo che improvvisamente arriva a chiedersi il protagonista di questo libro. La ricerca della verità porta il protagonista ad iniziare un viaggio tra varie città e ad incontrare tante persone ognuna delle quali cerca in ogni modo di dissuaderlo. Ma siamo sicuri poi che, una volta saputa la verità, riusciamo a stare meglio? A volte la verità stessa è talmente dolorosa che facciamo molta fatica ad accettarla e rischiamo di entrare in un vortice di tanti altri pensieri che non portano a nulla.
    Libro introspettivo, pieno di spunti di riflessione, alla fine lascia aperta solo la strada della rassegnazione.
    "Possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno sempre i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato."

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  • 4

    Assolutamente 4 stelline ad un libro così intenso, profondo, coinvolgente... parla di amore, ideali, guerra, follia, violenza, morte, disperazione…
    Basta un attimo per distruggere la propria vita e qu ...continue

    Assolutamente 4 stelline ad un libro così intenso, profondo, coinvolgente... parla di amore, ideali, guerra, follia, violenza, morte, disperazione…
    Basta un attimo per distruggere la propria vita e quella delle persone che ti amano... basta un attimo per distruggere la vita di tante persone e di chi le amano.. e in quell’istante crollano tutte le certezze, non riconosci più la persona che ti stava accanto, non sai più a cosa credere, a chi credere, non sai più che sei.
    Un libro che fa riflettere sul valore della vita: “La vita di un uomo vale molto di più di un sacrificio, per quanto supremo possa essere, perché la più grande, la più giusta, la più nobile delle cause sulla terra è il diritto alla vita”.

    scritto il 31 mar 2009

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  • 3

    L'ATTENTATRICE

    “Possono toglierti tutto…
    Ti resteranno sempre i tuoi sogni
    Per reinventare il mondo che ti hanno negato”

    Yasmina Khadra non è altro che lo pseudonimo femminile dello scrittore algerino Mohammed M ...continue

    “Possono toglierti tutto…
    Ti resteranno sempre i tuoi sogni
    Per reinventare il mondo che ti hanno negato”

    Yasmina Khadra non è altro che lo pseudonimo femminile dello scrittore algerino Mohammed Moulessehoul (classe 1955), Ufficiale Superiore dello Stato Maggiore Algerino. Per questioni di censura è stato costretto a scrivere sotto pseudonimo e solo ora, che non è più nell’esercito e si è autoesiliato in Francia, è uscito allo scoperto.
    “L’attentatrice” (titolo originale “L’attentato”) è stato pubblicato in Italia da Mondadori nel 2006, nella Collana Piccola Biblioteca Oscar.
    E’ un libro costellato di molteplici spunti di riflessione e il lettore lo vive con gli occhi del protagonista: il medico palestinese Amin Jaafari, naturalizzato israeliano, un uomo di successo, un bravissimo chirurgo apprezzato da tutto il mondo scientifico, una splendida casa elegantemente arredata a Tel Aviv, una moglie amatissima e molto bella, Sihem anche lei palestinese, tanti amici e una vita sociale molto intensa, viaggi in ogni parte del mondo, un modello di perfetta integrazione, una vita felice insomma, creata con grande fatica ma coronata da grandi soddisfazioni.
    Ma un giorno tutta questa felicità viene spezzata e la vita di Amin stravolta: un attentato in un locale di Tel Aviv, pieno di ragazzi e ragazze riunitisi per festeggiare un compleanno; una donna apparentemente incinta ma in realtà gonfia di esplosivo, una kamikazee, provoca una strage facendosi esplodere all’interno. Per Amin, medico votato a salvare le vite altrui, scoprire che quella donna era la sua adorata moglie, è un dolore e uno strazio inimmaginabile. Perché, perché è successo tutto questo? Perché lui non si è accorto mai di nulla? Quale ferita, quale cicatrice non rimarginata solcava il cuore di Sihem, tanto dolorosa da farle decidere di rinunciare alla propria vita portando con sé altre vite?
    Amin decide di ripercorrere gli ultimi giorni di Sihem per cercare di capire, per trovare quei segni che non aveva saputo cogliere, per darsi risposte necessarie al proseguimento della sua vita distrutta. L’integrazione operata sulla sua persona sembra sgretolarsi sotto i suoi occhi: ormai lui non è più un bravo chirurgo che ha salvato tante vite ma un arabo, marito di un’attentatrice, probabile terrorista anch’egli. Tornato in Patria, attraversa il suo paese devastato dalla furia della guerra e dell’odio, Betlemme, Nazareth, Jenin, per comprendere cosa e chi abbia fatto diventare la dolce e apparentemente serena Sihem una terrorista.
    Non troverà una risposta, ma solo alcune certezze sulle sue personali scelte di vita, non riuscirà a carpire la realtà della moglie ma avrà di lei solo un’immagine che ormai corrisponderà ad un sogno, ad una privata immaginazione.
    Ma le domande che si porrà, le stesse che anche il lettore si farà, avranno bisogno di attenti confronti, di aperture mentali, di riflessioni sull’umana dignità e sul rispetto calpestato, sulle angosce, sulle rabbie, sulle disperazioni, sulle tragedie di questi popoli che si dilaniano senza tregua, sulla fragilità umana dei sentimenti che a volte prevalgono su una realtà più grande. Amin non può accettare un sacrificio supremo che distrugga la vita, perché il diritto ad essa è la più nobile e giusta delle cause e non c’è differenza tra un kamikaze palestinese e un carro armato israeliano se entrambi sono apportatori di morte che piove sull’esistenza di tanti civili innocenti.
    Una prosa asciutta, incalzante anche se non avvincente, intensa e a tratti toccante nello scandagliare l’animo di quest’uomo deprivato delle sue certezze, purtroppo avara di introspettiva per quanto riguarda la vita intima di sua moglie e di ciò che l’ha portata a certe scelte drammatiche e, di questa interiorità al femminile, si sente la mancanza per tutto il libro. La profondità dell’anima di Sihem rimarrà sconosciuta ad Amin e al lettore fino ad un finale che ricongiunge all’inizio del libro, un finale del tutto mancante di uno spiraglio di speranza terrena, come un sogno che si sgretola alle prime luci dell’alba perché può essere vissuto solo nel buio più profondo della notte.

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  • 3

    Soggetto allettante, svolgimento mediocre. Per la scrittura sciatta e ricca di banalità, per il tono uguale per tutti i personaggi, per il colpo-al-cerchio-e-alla-botte. Ma va letto, nonostante. ...continue

    Soggetto allettante, svolgimento mediocre. Per la scrittura sciatta e ricca di banalità, per il tono uguale per tutti i personaggi, per il colpo-al-cerchio-e-alla-botte. Ma va letto, nonostante.

    said on 

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