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Narciso e Boccadoro

Di

Editore: Mondadori (I miti. Novecento)

4.1
(10164)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Finlandese , Olandese , Greco , Ungherese

Isbn-10: 8804483342 | Isbn-13: 9788804483342 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cristina Baseggio

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Cofanetto , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    A mio parere, non è un romanzo sull'amicizia (come viene spesso presentato) né sulla conciliazione degli opposti. Il vero tema cardine del romanzo è il dissidio tra l'arte e la vita, la domanda che tormenta il vero protagonista del romanzo (Boccadoro) e che lo assilla durante tutto il corso delle ...continua

    A mio parere, non è un romanzo sull'amicizia (come viene spesso presentato) né sulla conciliazione degli opposti. Il vero tema cardine del romanzo è il dissidio tra l'arte e la vita, la domanda che tormenta il vero protagonista del romanzo (Boccadoro) e che lo assilla durante tutto il corso delle sue peregrinazioni è: vivere o creare? Creare significa impegnarsi per qualcosa che sarà eterno, che sopravviverà a noi stessi, che è più di noi stessi, ma al tempo stesso l'arte richiede sacrificio, impegno, dedizione assoluta, mentre vivere significa consegnarsi alla libertà, al vagabondaggio, ai piaceri, all'amore ma rassegnarsi, anche, all'inevitabile caducità della vità. Domanda che rimane aperta e senza riposta, perchè l'eterna insoddisfazione che Boccadoro sente nei confronti della sua condizione ( e anche l'insoddisfazione di Narciso in realtà) rivela in realtà l'impossibile pacificazione dei demoni interiori che si agitano dentro ogni uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    Indimenticabile

    "Ma come vuoi morire un giorno, Narciso, se non hai una madre? Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire."
    http://www.ilariapasqua.net/apps/blog/show/42914111-narciso-e-boccadoro-h-hesse-1930-

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Romanzo molto meditativo. Si sente l'influenza freudiana nella ricerca della madre da parte di Boccadoro.
    Mi ha un po' stupita il finale, non immaginavo che Narciso riconoscesse la sua esperienza come incompleta rispetto a quella di Boccadoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    4 e ½ E... Devo scrivere qualcosa perchè non voglio compilare la schedina XD E anche perchè questo libro se lo merita.
    Ordunque:
    Non avevo mai letto nulla di Hesse e sono stata indecisa fino all'ultimo tra "Narciso e Boccadoro" e "Demian",,,alla fine ho scelto loro: la storia di quest ...continua

    4 e ½ E... Devo scrivere qualcosa perchè non voglio compilare la schedina XD E anche perchè questo libro se lo merita.
    Ordunque:
    Non avevo mai letto nulla di Hesse e sono stata indecisa fino all'ultimo tra "Narciso e Boccadoro" e "Demian",,,alla fine ho scelto loro: la storia di quest'amicizia è bellissima!
    Il libro ha varie chiavi di lettura, a volte Narciso e Boccadoro non sembrano tanto due persone separate e distinte ma due simboli, due principii della stessa essenza che solo insieme riescono ad avvicinarsi alla perfezione. Il dissidio e il richiamo costante tra spirto Apollineo e spirito Dionisiaco è, in effetti, al centro di questo romanzo. Stupenda la frase di Narciso, che dice:
    Non è il nostro compito quello d'avvicinarci, così come non s'avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparare a vedere e a rispettare nell'altro ciò ch'egli è: il nostro opposto e il nostro complemento .
    La trovo una frase meravigliosa *-* Veramente un monito per ogni tipo di relazione ( che sia essa di amicizia o di amore): se vogliamo costruire qualcosa di vero, duraturo e profondo dobbiamo avere il coraggio di essere noi stessi,senza compromessi. Anche se dell'altra / altre persona/e vediamo più aspetti positivi di quanti possiamo riconoscerne in noi stessi, dobbiamo essere leali, dare la possibilità agli altri di conoscerci per quello che siamo e non nasconderci ed uniformarci alla massa o ad un modello prestabilito.
    Tant'è che Boccadoro troverà la sua strada fuori dal convento e vivrà una vita completamente opposta a quella dell'adorato compagno Narciso: vivrà avventure, farà esperienze amorose e scioccanti ( ucciderà un uomo, ad esempio, anche se per leggittima difesa), alla ricerca di un sentimento, una donna, che incarni quella "imago materna" affossata nel suo cuore dalla freddezza e l'austerità del padre che, abbandonato dalla madre molti anni prima e riconoscendo in Boccadoro una gran somiglianza fisica con essa, vuole "castigarlo" e reprimerlo rinchiudendolo in un convento.
    Narciso, al contrario, ha fatto una scelta diversa: vivere da ascetico ed avere per sole amanti la povertà e la cultura. Ciò non gli toglie, tuttavia, quella sagacia e quella conoscenza del genere umano che gli fa riconoscere in Boccadoro un'anima profondamente diversa dalla sua e inadatta per quel tipo di vita ritirata.
    Sebbene poi, Hesse, incentri spesso su Narciso tutte le considerazioni positive (essendo egli colto, casto,puro,ecc.) la frase finale di Boccadoro chiarisce meglio a noi lettori e agli stessi personaggi il senso della vita tutta che non può ridursi nè al mero amore per la conoscenza nè a quello per la sensualità e la mondanità. Frase finale stupenda, tra l'altro. A fine libro ero con le lacrime agli occhi.
    Leggetelo, assolutamente! ( Anche solo per scoprire se siete più Narciso o Boccadoro XD)

    ha scritto il 

  • 4

    Narciso e Boccadoro

    Avevo tanto sperato in un finale diverso:
    Boccadoro torna al castello del cavaliere e sceglie di vivere con Lidia.
    Ma questo sarebbe stato ampiamente in conflitto con l'anima tempestosa e curiosa del biondo artista.
    Romanzo che insegna il dissidio tra logos ed eros, tra lo spiri ...continua

    Avevo tanto sperato in un finale diverso:
    Boccadoro torna al castello del cavaliere e sceglie di vivere con Lidia.
    Ma questo sarebbe stato ampiamente in conflitto con l'anima tempestosa e curiosa del biondo artista.
    Romanzo che insegna il dissidio tra logos ed eros, tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco, e soprattutto, di come sia facile lasciarsi dilaniare il cuore quando queste due belve, la spiritualità e l'eros appunto, non si trovano in una posizione di equilibrio tra di esse. Narciso si tormenta perché scopre che tutta la sua dialettica, la sua cultura, la sua vita moralmente ineccepibile, lo hanno reso un uomo a metà, e vede in Boccadoro la vita vissuta e nella sua arte vede tutto quello di cui l'uomo può aver bisogno, o perlomeno, individua nella vita artistica ed emozionale un senso più profondo di ciò che egli aveva mai immaginato e, restituisce a quella stessa vita, itinerante e avventurosa, una dignità pari alla sua, certamente significativa e mai rinnegata, ma ammuffita in un convento. Scopre dunque che ricreare artisticamente la Natura non è altro che un percorso alternativo e altrettanto valido per avvicinarsi a Dio. Boccadoro invece, vive, ama, gode, ma a volte è scosso dal desiderio di una tranquillità borghese, di una famiglia, di una donna che ti ama, cose che a lui mancheranno sempre un pò per destino, un po' per scelta. Il rifiuto di Agnese nell'ultimo viaggio di Boccadoro forse conferma quanto siano fugaci le passioni, la bellezza e la giovinezza, e come anche la vita dissoluta sia anch'essa una vita a metà.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo libro mi è piaciuto molto soprattutto l'inizio, a metà del libro (quando Boccadoro si reca dal maestro Niklaus) e il finale. Una grande contrapposizione tra questi due personaggi sulle riflessioni profonde sulla vita, sul senso dell'esistenza. Boccadoro cerca questo senso a contatto con la ...continua

    Questo libro mi è piaciuto molto soprattutto l'inizio, a metà del libro (quando Boccadoro si reca dal maestro Niklaus) e il finale. Una grande contrapposizione tra questi due personaggi sulle riflessioni profonde sulla vita, sul senso dell'esistenza. Boccadoro cerca questo senso a contatto con la natura, con le persone e con il suo vagobondare a tal punto da diventare una persona ricca di esperienze. Dall'altro canto Narciso, persona dottissima, è ''povero'' di vita e per questo che lo induge ad ammirare lo spirito ribelle di Boccadoro, a guardarlo come un suo modello. E' proprio un bel libro e lo consiglio vivamente perchè il linguaggio è davvero chiaro e semplice da poter così indurre a riflettere. L'unica cosa che non mi è piaciuto è il continuo amoreggiare da parte di Boccadoro con le donne che era fin troppo noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto anni fa, eppure mi ritrovo ancora a pensarci talvolta. Tante volte avrei voluto riprenderlo in mano per rinfrescarmi la memoria! Sarà che mi piacciono le amicizie improbabili come quella tra Narciso e Boccadoro!

    ha scritto il 

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